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venerdì 2 ottobre 2020

Affitti per gli studenti, come sta cambiando il mercato

Affitti per gli studenti, come sta cambiando il mercato



L’emergenza coronavirus e le misure adottate proprio per contrastare la diffusione del Covid-19 hanno inevitabilmente avuto un impatto anche sul mercato immobiliare degli affitti per gli studenti. Per capire cosa è mutato e in che modo sta cambiando il comparto, idealista/news ha rivolto qualche domanda a Nello di Coste, addetto Ufficio Stampa del Gruppo Toscano. Secondo un’indagine dello stesso Gruppo, infatti, rispetto allo scorso anno è aumentato il numero dei proprietari che si rivolgono a un professionista per affittare il proprio immobile a uno studente universitario.

In particolare, l’indagine svolta dal Gruppo Toscano, confrontando il periodo 1 giugno/13 settembre 2020 con lo stesso periodo dello scorso anno, ha mostrato che il numero di incarichi di affitto presso le agenzie del Gruppo è cresciuto del 66,5%. Le zone universitarie esaminate sono state quelle di Roma e Milano.

Con un mercato degli affitti universitari rallentato, per ottenere dei risultati, si decide più che in passato di rivolgersi a un professionista. L’indagine ha inoltre evidenziato che la poca richiesta e la vasta offerta stanno portando i clienti ad essere più esigenti. Questo significa, dunque, prediligere case ben ammobiliate e ben tenute.

Esaminando i diversi mercati è emerso che a Roma gli incarichi di affitto sono cresciuti del 65%. Nello specifico, sono state esaminate cinque agenzie del Gruppo Toscano vicine all’Università “La Sapienza” (San Lorenzo/Castro Pretorio, Piazza Bologna, Provincie, Tiburtina e Tiburtino 2) ed è stato ascoltato Salvatore Paradiso, da 16 anni in Toscano e Real Estate Broker di tre di queste agenzie, il quale ha affermato: “La nostra situazione è esempio di ciò che sta accadendo in tutta Italia. E’ evidente che i proprietari degli immobili, che finora non avevano difficoltà a trovare affittuari, oggi stanno incontrando delle difficoltà. Negli anni passati gli studenti dovevano muoversi con largo anticipo per trovare una stanza o un appartamento in affitto nelle zone di piazza Bologna, San Lorenzo e Tiburtina. Tra giugno e agosto gli appartamenti duravano sul mercato appena 15 giorni, oggi invece si rischia di aspettare per mesi”.

Milano è stato registrato un aumento degli incarichi pari al 68%. Le agenzie del Gruppo Toscano esaminate sono state quelle di Solari, Bocconi e Città Studi. Giada Calzolari, Real Estate Broker dell’agenzia Bocconi, ha affermato: “Siamo di fronte a un grande aumento dell’offerta e una riduzione drastica della richiesta. Inoltre, chi cerca casa è molto più esigente. Alcuni proprietari hanno abbassato subito il canone d’affitto per essere sicuri di affittare. Se da un lato l’offerta di immobili è cresciuta a causa della conversione di case vacanza in affitti di lungo periodo, dall’altro le università hanno garantito la propria formazione online, permettendo a tantissimi studenti di rimanere con le proprie famiglie. Dobbiamo sicuramente aspettare la fine dell’anno perché le cose si sblocchino”.

E’ stata infine presa in considerazione la situazione di Bologna, che ha mostrato un trend differente. Nel capoluogo dell’Emilia Romagna si sta infatti assistendo a un ritorno alla normalità dopo qualche anno di mercato degli affitti dominato dalle case vacanze. A tal proposito, Francesco Pizzolla, Sales Manager dell’agenzia Toscano Centro Bologna, ha spiegato: “Trovare una casa a Bologna era diventato difficilissimo ed estremamente costoso. Oggi l’offerta è sicuramente aumentata e la richiesta resta più o meno stabile. Ogni giorno c’è un bel via vai di studenti e famiglie alla ricerca di una stanza in affitto. I numeri non sono quelli degli anni passati, ma il mercato degli affitti non è fermo”.

Ma vediamo quanto illustrato a idealista/news da Nello di Coste, addetto Ufficio Stampa del Gruppo Toscano, proprio in riferimento ai cambiamenti che stanno interessando il mercato immobiliare degli affitti per gli studenti.

Il lockdown e il largo utilizzo delle lezioni a distanza hanno modificato in pochi mesi il mercato immobiliare degli affitti per gli studenti. In base alle vostre rilevazioni, cosa sta accadendo?

“Chi può sta preferendo rimanere a casa presso le proprie famiglie. Questo si ripercuote sul mercato immobiliare degli affitti universitari.

Noi di Toscano abbiamo preso in esame le aree universitarie delle principali città italiane e abbiamo notato che la richiesta è crollata rispetto agli anni scorsi e sul mercato molti immobili sono rimasti vuoti. Questi si sommano alle case vacanze, anch'esse vuote, producendo una situazione con un'offerta vastissima e una richiesta molto bassa.

La difficoltà di affittare stanze e appartamenti sta spingendo sempre più proprietari ad affidare il proprio immobile a un professionista, e questo ci ha fatto rilevare un +65% degli incarichi d'affitto a Roma e +68% a Milano”.

Cosa significa questo?

“Per noi è l'ennesima conferma che per questo tipo di attività è necessario rivolgersi a un professionista. In una situazione di difficoltà come questa, tanti proprietari comprendono di avere bisogno di una mano e così facendo riconoscono la nostra esperienza, il nostro potenziale e la nostra professionalità”.

In questa situazione, sono cambiate le esigenze di chi cerca casa?

“Le esigenze di chi cerca casa in affitto per studiare in una grande città sono sempre le stesse: vicinanza all'ateneo, prezzo di mercato e un'abitazione moderna e confortevole. Potremmo aggiungere gli spazi esterni, che sono sempre apprezzati sia per la vendita che per l'affitto.

Il cliente che sta cercando casa o una stanza è semplicemente più esigente e più attento ai dettagli, perché si ritrova davanti una vasta scelta di immobili che gli permetto di prendere tempo e scegliere secondo i propri gusti e le proprie possibilità. Questo conferma il fatto che gli immobili che si presentano meglio saranno i primi ad essere affittati.

Chi ha cambiato esigenze abitative è più chi compra casa. Già a marzo avevamo previsto un cambiamento delle esigenze abitative e questo cambiamento è arrivato. In alcuni studi precedenti e intervistando i nostri agenti in tutta Italia, abbiamo notato quanto importante sia diventato lo spazio esterno, nelle vendite e negli affitti.

Se tra gennaio e marzo il 20% dei nostri clienti acquistava un bilocale, il 32% un trilocale, mentre il 33% preferiva immobili con 4 o 5 vani; a maggio, subito dopo il periodo di quarantena, abbiamo assistito a un vistoso cambiamento: il 40% dei clienti ha scelto immobili con 4 o 5 vani”.

A fronte di ciò, quali sono i consigli per i proprietari degli immobili messi in affitto?

“Abbiamo raccolto le esperienze dei nostri agenti che sono il nostro contatto diretto con i clienti. Chi vuole affittare il proprio appartamento ha due opzioni molto chiare: abbassare il prezzo del canone mensile oppure valorizzare l'immobile e renderlo competitivo sul mercato.

Sappiamo bene che gli affitti universitari rappresentano una spesa importante per gli studenti e le famiglie, e normalmente si è disposti a spendere una cifra più elevata pur di trovare una sistemazione, vista l'alta richiesta di stanze e appartamenti nei quartieri universitari. Oggi che questa richiesta non c'è non resta che abbassare il canone mensile.

Oppure si può scegliere di investire e ammodernare l'immobile rendendolo appetibile, confortevole e più bello per il cliente che lo visiterà. Non è una novità che le abitazioni riservate agli studenti spesso non siano nuove di zecca, perciò il nostro consiglio è proprio quello di rendere l'immobile più appetibile.

        

Da Idealista

Agenzia Farini

viale Gramsci 387

Modena


lunedì 6 luglio 2020

L'impatto del lockdown sull'immobiliare italiano e le strategie di ripresa

L'impatto del lockdown sull'immobiliare italiano e le strategie di ripresa



Il difficile momento che stiamo attraversando ha avuto un considerevole impatto sull’immobiliare.  Si stima che l’intero settore abbia chiuso i battenti durante il periodo del lockdown e ora tutte le aziende stanno facendo il possibile per superare questo momento di crisi e tornare alla normalità.
La riapertura delle attività economiche a partire dal 4 maggio segna l’inizio di una nuova fase. Ora la domanda che ci si pone è: come sarà la ritrovata normalità? Ovviamente nessuno può sapere cosa ci riservi il futuro ma, sfruttando le informazioni disponibili, figlie della digitalizzazione e dei Big Data, è possibile analizzare il contesto per prendere migliori decisioni.
Per comprendere l’impatto che il lockdown ha avuto sulle attività economiche presenti nel nostro paese, è stato analizzato l’intero settore immobiliare grazie al contributo di Creditsafe, che di recente ha sviluppato Impact Indicator, l’indicatore che misura l’impatto del lockdown sul business italiano.  Lo scopo? Mitigare i rischi di oggi per mettere in sicurezza il business di domani.

Densità geografica del settore immobiliare

Il settore immobiliare conta 278.884 aziende iscritte presso il registro delle imprese che hanno comunicato la data di inizio della loro attività. In Italia, le regioni con maggiore numerosità sono rispettivamente Lombardia (26,65%), Veneto (11,33%) e Piemonte (11,28%).

A livello geografico aggregato è il Nord Ovest la Macro- Regione con maggiore presenza di imprese all’interno dei propri confini (41% sul totale), seguito dal Nord Est con il 25% ed il Centro con il 22%. Ultimi per densità demografica il Sud (9%) e le Isole (3%).

Nel settore immobiliare si evidenziano principalmente otto categorie di attività economiche, a seconda del codice ATECO di appartenenza.
Il quadro che emerge, sottolinea la prevalenza numerica della compravendita di beni immobili effettuata su beni propri con il 35,97% sul totale delle imprese, seguita dalla locazione immobiliare di beni propri o in leasing (34,27%) e dalle attività di mediazione immobiliare (17,4%).  Seguono, con percentuali minori, l’affitto di aziende (4,23%), l’affitto di gestione di immobili di proprietà o in leasing (4,07%), l’amministrazione di condomini e gestione di beni immobili per conto terzi (2,50%), le attività immobiliari (1,4%) e le attività immobiliari per conto terzi (0,16%).

Lo scenario post lockdown

Nell’aprile 2020 l’Istituto Nazionale di Statistica - ISTAT - ha diffuso una serie di analisi sui settori sospesi al fine di valutare la struttura produttiva regionale per settore economico, in base alla classificazione ATECO, tenendo in considerazione lo stato di prosecuzione o sospensione delle attività così come definite nei provvedimenti normativi emanati fino al 14 aprile 2020. I dati forniti permettono facilmente di analizzare la distribuzione delle aziende in modo da definire specifiche azioni di gestione. Applicando le informazioni già elaborate dell’ISTAT al modello statistico Creditsafe, è stato possibile ottenere il possibile impatto del lockdown sui vari settori merceologici.
Da Agenzia Farini
viale Gramsci 387
Modena

sabato 20 giugno 2020

Mutui al tempo del Covid: ecco come la mediazione creditizia diventa 2.0

Antonio Ferrara, ad di Monety, fa le sue previsioni per il mercato dei mutui post-Covid


Nonostante il Covid, le occasioni di compravendita immobiliare si moltiplicano. Anche la mediazione creditizia sui mutui si evolve in un modello 2.0 per sostenere la ripresa delle transazioni. Ne ha parlato a idealista/news Antonio Ferrara, Ad di Monety (gruppo Gabetti).
E’ ancora il momento di chiedere un mutuo? 
Chiedere un mutuo in questo periodo conviene sia per i tassi molto bassi, sia per una maggiore possibilità di negoziare i prezzi di vendita con i proprietari. Chi può, quindi, è bene che osservi il mercato alla ricerca di occasioni, che ci sono e rendono il periodo interessante. Inoltre anche le banche in questo periodo offrono prodotti appositamente pensati per questo periodo, consentendo, ad esempio, di acquistare oggi la casa e iniziare a pagare le rate tra un anno, bloccando tassi e prezzi attuali. Quindi il mio parere è che chi è nelle condizioni, ne approfitti: nei momenti di crisi si creano le opportunità per chi abbia disponibilità.
La sospensione del mutuo, d’altro canto, è una opzione utile per chi sia in difficoltà?
Ovvio che chi chiede la sospensione del mutuo non ne fa una questione di convenienza quanto di scelta obbligata, legata ad un problema che c’è alle spalle. Va anche detto che l’ottimo sarebbe evitare la sospensione, poiché questa implica l’allungamento del periodo di ammortamento e le relative rate. Quindi l’ideale sarebbe approcciarsi già a monte con prudenza alla stipula del mutuo, avvalendosi innanzitutto di una buona consulenza, e stipulando adeguate polizze contro gli imprevisti contro la perdita di lavoro o altro. In questo modo si potrebbe evitare di ricorrere a soluzioni quali la sospensione.
Quali previsioni si possono fare per il mercato dei mutui dei prossimi mesi?
A questa domanda qualche settimana fa avrei risposto con più preoccupazione. Osservando i dati del nostro gruppo, però, ora vedo una sensibile ripresa delle compravendite e delle visite alle case da acquistare. Nelle ultime settimane la raccolta mutui è cresciuta in maniera importante anche grazie ai tassi sempre convenienti quindi siamo convinti che il mercato si possa riprendere significativamente nelle prossime settimane. Mi aspetto quindi una contrazione del 10-15%, dovuta ovviamente ai mesi di lockdown che non si possono recuperare. Ma mi aspetto anche una moderata ripresa successivamente. Il mercato crea nuove occasioni, e noi stessi abbiamo operato una acquisizione in tempo di Covid, per cui non posso che essere positivo sul futuro.
Che ruolo ha la consulenza sui mutui in tempo di Covid?
Di solito il cliente è portato a selezionare il miglior tasso di mutuo e basta, ma non è sufficiente: ci vuole un prodotto che realizzi davvero il proprio sogno. Quindi il nostro ruolo in generale non è solo quello di trovare la banca più conveniente per il nostro cliente, ma anche quella che meglio sa rispondere alla sua esigenze. In questo periodo più che mai è necessaria una consulenza preliminare, dato che molti aspiranti mutuatari sono in da cassa integrazione, o comunque hanno subito riduzioni del reddito. Il che, senza essere una discriminante per l’erogazione del credito, è tuttavia una circostanza attenzionata più di prima dalle banche, che devono valutare le singole situazioni prima di concedere un finanziamento. Quindi chi si trovi in questa condizione  è bene che si avvalga di una consulenza approfondita prima di impegnarsi nella ricerca di una casa.
Come la pandemia ha modificato le esigenze di consulenza e cosa ha fatto Monety per cavalcare l’onda?
Abbiamo preso il buono di questa situazione. Il nostro lavoro è fatto di relazione con i clienti, quindi in questi mesi abbiamo incrementato la nostra consulenza anche grazie a piattaforme informatiche che ci hanno consentito di mantenere il contatto e di continuare a dare risposte alle diverse esigenze. Non avevamo grandi aspettative, ma ci siamo invece trovati davanti ad un mercato maturo, con strumenti informatici ben utilizzati e una clientela favorevole ad accedere alle soluzioni a distanza. La consulenza a distanza si è infatti rivelata molto utile per accorciare i tempi dei nostri clienti, facilitata anche dalla normativa che agevola la gestione delle pratiche da remoto. Il che è stato determinante in un momento in cui in banca, dove già da tempo si è vista la riduzione degli sportelli, per un cliente sarebbe stato ancora più complicato accedere ad un finanziamento. Essere attrezzati per la gestione a distanza ci rende quindi più competitivi, anche dopo l’emergenza.
In tempo di Covid, Monety ha acquisito MutuiSi. Come ciò modifica il modello di mediazione creditizia?
L’acquisizione per noi è stata strategica; eravamo carenti in Lombardia, ora con MutuiSi, che conserverà il marchio, e i suoi 45 collaboratori incrementeremo la nostra rete di un terzo a partire dal 1 luglio, coprendo la regione che resta il motore dell’Italia e che è la regione in cui il gruppo Gabetti ha più agenzie. Era importante, di conseguenza, dare un supporto adeguato a questa rete. Con questa acquisizione abbiamo creato un modello integrato. Di solito il mondo della mediazione vede in alternativa le reti fisiche o le piattaforme di comparazione mutui. Monety, acquisendo MutuiSi, ha creato un unicum tra le due cose, aggiungendo ai 160 professionisti sul territorio una piattaforma di gestione on line che ci permetterà di intercettare le richieste sul web. Un sistema integrato che al momento non ha l’uguale sul mercato per struttura, numero di collaboratori e numero di lead generati, che vanno intorno ai 10 mila lead al mese di MutuiSi uniti ai 20 milioni di utenti annui dei portali del gruppo Gabetti. L’obbiettivo è di arrivare entro il 2022 ad una rete di 250 collaboratori attraverso investimenti anche e soprattutto sull’on line e creare una mediazione 2.0.
 Da Agenzia Farini
viale Gramsci 387
Modena

 

venerdì 19 giugno 2020

Le opportunità del mercato immobiliare, cosa cambierà dopo l'emergenza sanitaria

Le opportunità del mercato immobiliare, cosa cambierà dopo l'emergenza sanitaria


L'emergenza sanitaria che abbiamo attraversato in questi ultimi mesi ha lasciato il segno. Tra incertezze e timori, c'è però la necessità di guardare al futuro. Si dice che i momenti di crisi rappresentino un'opportunità. Sarà così anche per l'immobiliare?
Secondo Roberto Carlino, presidente di Immobildream, "il mercato immobiliare saprà essere come sempre la locomotiva della ripresa e saprà cogliere le giuste opportunità che si trovano nei momenti di crisi". In un intervento per idealista/news, il presidente di Immobildream ha tratteggiato quello che potrà essere il quadro riferito al settore immobiliare nei prossimi mesi e ha posto l'attenzione sugli aspetti positivi che potranno scaturire da questa emergenza.

Ripresa mercato immobiliare, quando?

Parlando innanzitutto di come cambierà il mercato immobiliare post coronavirus, Carlino ha spiegato che "contrariamente a quanti si aspettavano una flessione del mercato conseguente l'emergenza epidemiologica, nei primi giorni dopo il lockdown si sono avuti percettibili cenni di ripresa del settore immobiliare, come confermato, a livello nazionale, dai dati dell'Istat di fine maggio, come attestato dall'aumento dei prezzi degli immobili che sono saliti dello 0,3% e come certificato dai 'Dati statistici notarili' resi noti dal Consilio nazionale del Notariato". Il presidente di Immobildream ha dunque affermato che "una ripresa significativa potrebbe arrivare già nel 2021 e consolidarsi nel 2022: la stagnazione dei prezzi, che sono ormai fermi da tempo, lasciano presagire una crescita rilevante dei prezzi e delle compravendite immobiliari, a beneficio di tutto il comparto".

Nuove esigenze abitative

Sembra ormai evidente che una delle conseguenze derivanti dall'emergenza sanitaria vissuta in questi mesi porterà a un cambiamento delle esigenze abitative dei cittadini. A tal proposito, Carlino ha affermato: "La pandemia che si è diffusa nel mondo e le conseguenti misure di contenimento, che hanno tra l'altro imposto forti limitazioni alle libertà fondamentali degli individui, a partire dalla libera circolazione delle persone, suggeriscono una serie di riflessioni sul concetto di casa e di abitare. Le persone, costrette nelle proprie abitazioni, in questi mesi di lockdown, hanno potuto apprezzare l'importanza della propria abitazione, luogo nel quale dover trascorrere l'intera giornata, convivendo tutto il giorno con i propri congiunti".
Il presidente di Immobildream ha quindi spiegato: "Da questo punto di vista chi ha potuto godere di appartamenti dotati di spazi esterni ha certamente vissuto meglio il periodo. Mi aspetto quindi che le persone, che hanno fatto tesoro di questa esperienza, prediligeranno nell'immediato futuro l'acquisto di appartamenti dotati di spazi esterni, di ambienti più spaziosi e forniti dei più avanzati impianti tecnologici, orientando le proprie scelte verso il mercato delle nuove costruzioni in luoghi non così densamente popolati come il centro delle città, laddove la storicità degli edifici vive di un'architettura che non risponde, almeno per la generalità delle persone, alle predette mutate esigenze".

Andamento mercato immobiliare residenziale

Analizzando poi quali comparti potranno trainare il settore e quali invece faranno più fatica, Carlino ha affermato: "Il settore immobiliare sarà trainato dal mercato residenziale, che da subito ha dato i primi segnali di ripresa. In particolare, crescerà il mercato delle unità residenziali di nuove costruzioni, maggiormente orientate alle mutate esigenze degli acquirenti e rispettose delle più moderne direttive in materia di sostenibilità ambientale ed energetica delle case".

Andamento mercato immobiliare non residenziale

Nella sua analisi, il presidente di Immobildream ha poi spiegato: "Seguirà una graduale crescita del mercato degli immobili commerciali (come negozi ed uffici direzionali), mentre il mercato delle strutture adibite alla logistica potrebbe segnare una battuta di arresto".

Opportunità post Covid

Focalizzandosi infine proprio sugli aspetti positivi che potranno scaturire da questa emergenza, il presidente di Immobildream ha fatto un interessante excursus. Ha innanzitutto sottolineato che "l'Italia ha subito più di altri Paesi le conseguenze della pandemia, anche se ha dimostrato di saperla contenere e, nel medio periodo, di saperla gestire". Carlino ha quindi evidenziato che gli italiani "sono un popolo pieno di risorse e di energie che sa cogliere nei momenti difficili le opportunità di crescita e sviluppo", affermando: "Come disse un importante filosofo, Giambattista Vico, 'Sembravano traversie ed eran in fatti opportunità': gli italiani hanno dimostrato storicamente di sapersi rimboccare le maniche e risollevarsi".
Il presidente di Immobildream ha quindi spiegato: "Ricordiamoci di quello che l'Italia fu in grado di realizzare nel primo dopoguerra, quando, con il sudore della fronte e con le sole braccia, gli italiani hanno rimesso in moto l'economia. In quegli anni è nata tra l'altro la Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio (23/07/1952), di cui l'Italia è stata protagonista e colonna portante con il presidente del Consiglio dei ministri On. Alcide De Gasperi; seguì poi il boom economico degli Anni '60 con gli italiani che, con impegno e sacrificio, portarono il Pil a livelli impensabili e mai visti per il nostro Paese".
Carlino ha sottolineato che "è nei momenti difficili che gli italiani danno il meglio di loro stessi ed affrontano le avversità per conseguire risultati insperati: per aspera ad astra!". E ha aggiunto: "Sono toccanti i ricordi del periodo di lockdown quando gli Italiani, chiusi e costretti nelle proprie case, non mancavano però alle 18:00 di ogni giorno di intonare l'inno nazionale e di battere le mani affacciati alle finestre, in segno di solidarietà e di comunità, in queste città deserte abbiamo riscoperto il valore dello stare insieme seppur distanti".
Il presidente di Immobildream ha poi così concluso: "Certo e fiducioso che gli italiani sapranno dimostrare quel senso di appartenenza e di comunità che ci potrà portare ai livelli di benessere e di crescita economica che tutti noi ci meritiamo. Guardando indietro e vedendo quello che i nostri padri hanno fatto negli Anni '50 e '60, anche noi in questa fase di crisi sanitaria, dando la giusta spinta e remando nella stessa direzione, saremo in grado di riportare la nostra economia ai livelli che il nostro Paese merita, del resto come dice Albert Einstein: 'La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall'angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E' nella crisi che sorge l'inventiva, la scoperta e le grandi strategie. Chi supera la crisi, supera se stesso senza essere superato'. Il mercato immobiliare saprà essere come sempre la locomotiva della ripresa e saprà cogliere le giuste opportunità che si trovano nei momenti di crisi".

Da Agenzia Farini
Viale Gramsci 387
Modena

lunedì 23 settembre 2019

Tassa Airbnb, Consiglio di Stato rinvia all'Europa: ci sono conseguenze per gli intermediari?

Tassa Airbnb, il Consiglio di Stato rimanda alla Corte di giustizia europea / Gtres
Con l'ordinanza n.6219 del 18 settembre 2019, il Consiglio di Stato ha rimandato alla Corte di Giustizia Europea la decisione sulla legittimità della tassa Airbnb. idealista/news ha parlato con Francesco Zorgno di CleanBnb e Marco Celani di Italianway se, ai fini pratici, ci sono conseguenze per gli intermediari

Tassa Airbnb su affitti brevi

Approvata a giugno 2017, con il decreto legge 50/2017, la Tassa Airbnb introduce la cedolare secca per i contratti di locazione inferiori ai 30 giorni. Prevede inoltre che tutti gli intermediari, inclusi portali online, debbano versare una ritenuta d'acconto del 21%, quando intervengano nel pagamento o incassino i corrispettivi.

Il ricorso di Airbnb

La decisione del Consiglio di Stato arriva dopo una lunga e intricata serie di ricorsi fatti da Airbnb. Il Tar del Lazio ha bocciato la richiesta di sospensione della normativa, mentre l'Antitrust si è espressa a favore di Airbnb, considerando la norma lesiva della concorrenza, perché punisce chi utilizza i pagamenti digitali.

Aggiornamenti 2019 sulla tassa Airbnb

In attesa che l'intricata vicenda giunga al termine e sia la Corte di Giustizia Europea a esprimersi sulla legittimità della Tassa Airbnb, la questione adesso è se la decisione del Consiglio di Stato possa portare, ai fini pratici, conseguenze per gli intermediari del settore, tenuti a trattenere la ritenuta del 21% e a trasmettere i dati all'Agenzia delle Entrate.
"Ai fini pratici con il rinvio alla Corte di Giustizia dell'Unione Europa della vertenza promossa da Airbnb - ha detto a idealista/news Marco Celani, ad di Italianway - l momento non cambia quindi nulla; bisognerà attendere o che la società si adegui alle normative introdotte orami due anni fa o che la Corte si pronunci in qualche direzione". Dello stesso avviso Francesco Zorgno di CleanBn perché il "rinvIo della materia alla Corte europea non cambia nulla ai fini pratici. Gran parte degli operatori professionali in Italia ha da tempo recepito gli obblighi di ritenuta e comunicazione, che sono quindi in capo agli intermediari tradizionali quali agenti immobiliari e property manager".
Secondo Francesco Zorgno, la questione ancora da chiarire riguarda "l'incertezza sul ruolo delle grandi OTA ai sensi della legge 50/2017: ci auguriamo possa essere chiarito definitivamente il prima possibile, per consentire una crescita sostenibile di un settore che punta a livelli di servizio sempre più qualificati"

La tesi sostenuta da Airbnb

Ad oggi, a più di due anni dall'entrata in vigore della norma che introduce la cedolare secca sugli affitti brevi, il gigante degli affitti brevi, Aibnb, si rifiuta di applicare la norma e di comunicare i dati all'Agenzia delle Entrate.
Secondo Marco Celani, "La tesi, sostenuta da Airbnb, secondo cui le vacanze in casa 7 volte su 10 vengono pagate in contanti non rende automaticamente discriminatorio per gli operatori digitali l’applicazione di regole aggiuntive. Gli host trovano nell’accesso online tramite i portali la possibilità di massimizzare l’occupazione delle case e difficilmente baratterebbero il fatto di continuare con il sommerso verso la chiusura delle vetrine"
"Lo Stato cerca strumenti di monitoraggio ed è giusto che gli operatori, uniti nella battaglia contro il nero, sostengano nel dialogo con le istruzioni, lo sforzo di rendere il settore regolato da norme semplici e trasparenti, possibilmente uguali per tutti a livello nazionale"


Fonte : "Idealista"
Agenzia Immobiliare Farini 
059454227

venerdì 16 novembre 2018

Visura catastale immobile cos’è e come ottenerla


Gtres 

Tra i documenti necessari per vendere o affittare casa, per effettuare modifiche all’immobile, per alcune pratiche edilizie, per l’allaccio delle utenze elettriche o del gas, per le successioni, per il calcolo di alcuni tributi c’è la visura catastale. Ma di cosa si tratta esattamente e come si ottiene? Andiamo a scoprirlo.

Visura catastale immobile, cos’è

La visura catastale è un documento rilasciato dall’Agenzia delle Entrate. Esso contiene i principali dati di un immobile:

  • il comune e la Provincia in cui si trova;

  • i dati di identificazione catastale (sezione, foglio, particella, subalterno);

  • i dati di classamento (zona censuaria ed eventuale microzona, categoria e classe catastale, superficie, consistenza e rendita catastale);

  • i dati di intestazione per ciascun intestatario (dati anagrafici, codice fiscale, diritti e oneri reali);

  • la planimetria.

Visura catastale immobile di proprietà

Possedere la visura catastale del proprio immobile è importante per verificare l’esatta corrispondenza tra le informazioni presenti nelle banche dati catastali e lo stato reale dell’immobile.

A partire da questi dati vengono calcolati alcuni tributi come, ad esempio, l’Imu e la Tari. La visura dell’immobile è necessaria anche se si vuole vendere o affittare un immobile, per effettuare delle modifiche all’immobile, come nel caso delle ristrutturazioni, per alcune pratiche edilizie, per l’allaccio delle utenze elettriche o del gas, per le successioni.

La visura catastale può essere richiesta con riferimento a un singolo immobile (visura per immobile) oppure a una persona fisica o giuridica (visure per soggetto). Quest’ultima permette di conoscere le informazioni su tutti gli immobili di cui è intestatario, anche solo in parte, un soggetto. La visura catastale relativa ai propri immobili è gratuita.

Visura catastale immobile, come ottenerla

Il servizio “Consultazione personale” dell’Agenzia delle Entrate consente di conoscere i dati relativi ai propri immobili o terreni e ottenere:

  • la visura catastale attuale e storica, per soggetto o per immobile, contenente identificativi, categoria, classe, superficie catastale per gli immobili censiti nei gruppi A, B e C, rendita catastale o redditi dominicale e agrario;

  • l’estratto di mappa con la particella terreni;

  • la planimetria del fabbricato.

Le informazioni catastali, ad eccezione della consultazione delle planimetrie riservata esclusivamente agli aventi diritto sull’immobile o ai loro delegati, sono pubbliche e dunque l’accesso è consentito a tutti, pagando i relativi tributi speciali catastali e nel rispetto della normativa vigente.

I titolari, anche in parte, del diritto di proprietà o di altri diritti reali di godimento, possono chiedere la consultazione gratuita e in esenzione dei tributi, per gli immobili di cui risultano titolari in catasto (consultazione personale).

A Trento e Bolzano i servizi catastali sono gestiti dalle rispettive Province autonome.

Fonte : "Idealista "
Agenzia Immobiliare Farini
059454227

martedì 30 gennaio 2018

Eurostat conferma il calo del valore dei prezzi delle case in Italia (-0,9%)

Gian Battista Baccarini (Fiaip)”L’assenza di  politiche per far ripartire l’immobiliare è un macigno che pesa sulla crescita economica del Paese”

“Senza nuove politiche per il rilancio dell’economia e per il settore immobiliare in particolare, il nostro Paese continuerà ad essere tra gli ultimi in Europa. L’anomalia del dato italiano sul calo dei prezzi immobiliari è una costante che segna l’ “imbarazzante nulla” messo in campo dalla politica  per invertire la rotta e rilanciare l’intero comparto del Real Estate.”
Risultati immagini per percentualiA dichiararlo è Gian Battista Baccarini, Presidente nazionale Fiaip, commentando i dati rilasciati dall’Eurostat,  e ribadisce come " il mondo immobiliare, i professionisti e le imprese del settore non possono più  rimanere più inermi di fronte all’ennesimo segnale negativo per il settore."
L’Italia,  purtroppo, come ha certificato ancora una volta  Eurostat, è uno dei paesi dell’Unione Europea in cui il mercato immobiliare ha il segno negativo insieme alla Romania, la Finlandia  e Cipro  ed i prezzi degli immobili sono ancora al palo (-0,9%). Il prezzo del mattone è infatti aumentato ovunque, oltre il 4,1%  di media nel terzo trimestre del 2017,  tranne che nel nostro Paese,  con punte record di crescita nella Repubblica Ceca (+12,3%), in Irlanda (+12%) e Portogallo (+10,4%).
La Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali  sottolinea come sia indispensabile una forte defiscalizzazione per il settore per invertire la rotta e  far in modo che a medio-lungo termine sia possibile ritrovare una nuova redditività per chi investe nel mattone e nel nostro Paese.  
“Il sistema Italia  – continua  Gian Battista  Baccarini - ha il dovere di porsi l’obiettivo della ripartenza del mercato immobiliare, tassello fondamentale dell’economia nazionale per la quale noi agenti immobiliari Fiaip ci battiamo da anni. Per questo il 25 gennaio daremo appuntamento a tutti players del comparto  a Milano, presso la sede della Borsa Italiana, RE Italy Winter Forum  2018 , per presentare insieme a molte associazioni del settore un manifesto per il rilancio dell’immobiliare echiedere ai candidati alle prossime elezioni politiche di riportare subito la pressione fiscale sugli immobili ai livelli del 2008”.

Fonte: Ufficio Stampa
Agenzia Immobiliare Farini

059454227

lunedì 11 dicembre 2017

Immobiliare, Fiaip: Terzo trimestre positivo, ma è netta la frenata della crescita

Mario Condò de Satriano (Fiaip): "Pesano sul mercato le promesse disattese dal Governo di una nuova fiscalità immobiliare"


     Alla ripresa economica dell’Italia continua a mancare l’immobiliare e il suo indotto per accelerare la crescita. Il mercato immobiliare continua la sua lenta crescita, così come ha previsto il Centro Studi Fiaip già lo scorso semestre. Il rallentamento della crescita fotografato ieri dall'Osservatorio del Mercato Immobiliare dell'Agenzia delle Entrate, registrato nel terzo trimestre 2017 è per il mercato residenziale un dato positivo (+1,5% rispetto allo stesso trimestre 2016 ), viziato ancora oggi dall’enorme carico di tassazione sulla casa che si abbatte sui contribuenti nel nostro Paese.
Nonostante il settore abitativo continui a mantenere il segno positivo quasi ininterrottamente dal 2014, i tassi di crescita delle compravendite nel terzo trimestre del 2017 risultano alquanto ridimensionati rispetto ai trimestri precedenti. Le previsioni degli agenti immobiliari Fiaip evidenziano un trend di lieve ripresa: a fine anno le compravendite saranno ancora inferiori rispetto agli stock transanti nel 2006 ed i prezzi delle compravendite sono ancora in alcuni casi in discesa o fermi e le locazioni non dovrebbero brillare pur facendo meglio delle compravendite.
Il mercato immobiliare stenta ancora oggi a prendere il volo - dichiara il Vice Presidente Nazionale Vicario Fiaip e Presidente del Centro Studi Mario Condò de Satriano - in quanto è penalizzato da una gestione miope del Governo che ha visto crescere ad oltre 50 miliardi di euro l’anno il gettito delle imposte sugli immobili, slegando i tributi da qualsiasi capacità reddituale dei contribuenti e triplicando dal 2012, rispetto ad altri Paesi europei, la stessa tassazione sulla casa.”
Siamo tuttora lontanissimi dai numeri pre-crisi, ma nonostante ciò il mattone rappresenta, ancora oggi un bene rifugio per la maggior parte degli italiani. In questo momento siamo di fronte a prezzi molto bassi e le stesse banche offrono mutui vantaggiosi. Il trimestre in questione ha un rilievo statistico residuale - continua Condò de Satriano - rispetto al complesso dell’anno: Si evidenzia, in ogni caso, una crescita ancora lenta nelle principali città capoluogo di regione, con una maggior crescita registrata nel Sud Italia rispetto ad altre aree del Paese".






Fonte: Ufficio Stampa
Agenzia Farini
059454227

martedì 31 ottobre 2017

Manovra, Fiaip: Bene la conferma della cedolare secca al 10%, ma il Governo contraddice sé stesso con la durata del provvedimento

Gian Battista Baccarini (Fiaip): “Per far ripartire il comparto immobiliare serve un orizzonte fiscale certo e di
 medio-lungo periodo”


Gli orizzonti cambiano, ma non di molto per il Governo Gentiloni, che invece di accelerare la crescita economica del Paese, scommettendo sull’immobiliare, preferisce mettere in campo una manovra dal breve respiro.

La scelta di favorire gli affitti a canone calmierato è una prima novità che favorisce il settore delle locazioni. Aver sterilizzato gli aumenti delle aliquote Iva è inoltre senz’altro un provvedimento importante, ma non basta a rilanciare e ad accelerare la ripresa economica, che tutti attendiamo nel 2018. Il testo ufficiale del disegno di legge di bilancio rappresenta senz’altro un buon punto di partenza, ma ci auguriamo che i parlamentari possano ora intervenire in modo costruttivo per apportare tutte le necessarie correzioni alla manovra”.
E’ questo il commento del Presidente Nazionale Fiaip Gian Battista Baccarini, al testo della legge di bilancio appena approdata all’esame parlamentare, che prevede molti incentivi rivisti e un dietrofront dell’esecutivo all’estensione della cedolare secca per gli affitti non abitativi, nonostante il chiaro indirizzo avuto dal Parlamento, dalla sua maggioranza e da gran parte dell’opposizione, in sede di esame della nota di aggiornamento al Def.
Sul fronte immobiliare - continua Baccarini - sono state confermate molte delle anticipazioni circolate nei giorni scorsi su bonus, detrazioni, Pir e zone sismiche, ma oggi hanno davvero poco senso incentivi a breve termine. L’immobiliare , ribadisce il Presidente Fiaip, ha bisogno di certezze e di una chiara fiscalità per gli investitori nel medio-lungo periodo. Per questo ci sembra opportuno estendere il sistema della tassazione sostitutiva anche ai redditi derivanti dagli affitti di immobili ad uso non residenziale, oltre a prorogare per il prossimo quinquennio la riduzione al 10 per cento della cedolare secca sugli affitti abitativi a canone calmierato e non solo fino al 2019 come vorrebbe l’esecutivo”.




Fonte: Ufficio Stampa
Agenzia Immobiliare Farini

059454227
 




giovedì 27 luglio 2017

Condominio: è record di spese condominiali non pagate

La crisi morde le famiglie italiane, costrette a tagliare le spese superflue, ma sempre più spesso obbligate a fare i conti anche sui consumi di generi di prima necessità, le utenze, le spese legate alla casa. Sintomatico della gravità della situazione, in particolare, il dato che emerge dall'indagine ANACI sulla morosità nelle spese condominiali: circa il 22% dei condomini in Italia non paga regolarmente le rate del condominio.
La rata delle spese condominiali è sempre più difficile da pagare per gli italiani e molti, effettivamente, non saldano in tempo le spettanze del condominio del quale fanno parte. Al punto che per molti amministratori di condominio chiudere il bilancio annuo significa talora lasciare impagati i fornitori, a causa degli ammanchi nelle entrate. A volte si tratta addirittura di forniture di primaria necessità per gli inquilini, pensiamo alle spese idriche.
Sono i dati di ANACI(Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari) diffusi da AGIRE.tv a confermarlo. I picchi sono segnalati dalle sedi territoriali dell'associazione degli amministratori condominiali di Torino (30% dei condomini non puntuali) e del Sud Italia (tra il 25% e il 30% di inquilini in mora). Importanti le percentuali di morosità fatte registrare a Roma (attorno al 20%), in forte crescita rispetto all'anno precedente (+10%). Anche a Bolzano si conta un 20% di quota di condomini che non saldano regolarmente la rata condominiale, mentre a Milano la percentuale di morosi nei confronti del proprio condominio non supera di molto il 10% del totale.
Una situazione molto variegata, ma che fa emergere a livello nazionale un dato preoccupante: complessivamente, circa il 22% dei condomini risulta moroso.
Gli importi non saldati, tra l'altro, sono spesso importanti per l'economia del condominio e determinano gravi ammanchi nella gestione delle finanze dello stabile: dai 400€-500€ di importo medio di insolvenza a Torino e Roma si arriva a toccare persino i 2.500€-3.500€ a Milano.
Morosità che, parlando della durata temporale dell'insolvenza, tocca i 6 mesi a Roma e al Sud Italia, determinando un grave e persistente disequilibrio nella gestione della liquidità da parte degli amministratori di condominio. Questi, per far tornare i conti, sono così costretti nella maggior parte dei casi a ritardare il pagamento dei fornitori. Visti gli importi elevati, sono le ristrutturazioni edilizie le opere per le quali si salda il corrispettivo ai fornitori più frequentemente in ritardo.

giovedì 20 aprile 2017

Si può modificare un compromesso già registrato?

Si puo’ modificare un compromesso già registrato?

La modificazione del contratto preliminare di vendita può essere modificato in vari modi, con l’aggiunta di clausole o scritture integrative, all’atto stesso solo se le parti hanno raggiunto un accordo riguardo alle modifiche.
Quando c’è l’accordo fra le due parti, qualunque elemento del contratto può essere cambiato.
Nel caso in cui il contratto sia stato anche trascritto, per l’apporto di successive modifiche è necessaria la forma dell’atto pubblico o della scrittura privata autentica.
Vi sono delle differenze fra i due tipi di contratti.
Contratto preliminare di compravendita immobiliare
E’ un contratto con il quale una parte si obbliga a cedere la proprietà di un’immobile all’altra parte, secondo le modalità e i termini stabiliti nel contratto. In seguito le due parti stipuleranno un nuovo contratto detto di compravendita definitivo. Questo tipo di contratto lo troviamo sempre in forma scritta.

 

Registrazione del contratto preliminare
La registrazione del contratto è obbligatoria in quattro diversi punti:
  • Se il preliminare è redatto per atto pubblico o scrittura privata autentica;
  • Se il preliminare è concluso per scrittura privata non autentica con un promittente venditore privato;
  • Se il preliminare è concluso per scrittura privata non autentica con un promittente venditore soggetto Iva ed è stata versata una caparra;
  • Se il preliminare è concluso a seguito dell’attività di un mediatore immobiliare.

Per registrare il contratto è necessario, entro 20 giorni:
  • Applicare le marche da bollo da 16 euro per ciascuna copia;
  • Fare un versamento con modella F23 pari a 200 euro, con codice 104T, se è presente un acconto o una caparra, l’imposta è pari al 3% di quanto corrisposto;
  • Compilare e firmare il modello 69 con i riferimenti del contratto preliminare registrato;
  • Presentare il tutto nell’ufficio locale dell’Agenzia delle Entrate.
Trascrizione del contratto preliminare
La trascrizione non è obbligatoria nei registri immobiliari, ma ha lo scopo di tutelare il promissario acquirente da eventuali pignoramenti, sequestri etc., perciò la trascrizione offre una tutela per tutte e due le parti.
Modifica del preliminare trascritto
A differenza del contratto registrato, nel contratto trascritto sorgono dei problemi in merito alle modifiche.
Se, ad esempio il preliminare ha ad oggetto:
  • La vendita di una cantina o appartamento, ma nel caso si vendesse solo l’appartamento, l’effetto della trascrizione vale solo sul bene venduto;
  • La vendita di un solo appartamento, ma nel definitivo si vende l’appartamento e la cantina, l’effetto della trascrizione si manifesta solo sull’appartamento;
  • La vendita della piena proprietà di un immobile, ma nel definitivo viene venduta la nuda proprietà, l’effetto della trascrizione è valido solo sull’intero bene;
  • La vendita della nuda proprietà, ma nel definitivo viene venduta la piena proprietà, l’effetto della trascrizione è valido solo sulla nuda proprietà.
Per quanto riguarda le modifiche soggettive:
  • Se il preliminare è per persona da nominare, la riserva di nomina deve essere espressamente menzionata nella nota di trascrizione;
  • Se è stato ceduto il contratto, con sostituzione del promissario acquirente, si deve trascrivere la cessione del contratto.
Annullamento del contratto preliminare
Il preliminare può essere annullato nei casi previsti dal codice civile:
  • Incapacità di una delle parti
  • Vizi della volontà: errore, violenza, dolo.

da Agenzia Farini
tel: 059/454227