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sabato 12 settembre 2020

Bonus facciate, i chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate sul rifacimento dei balconi

 

Bonus facciate, i chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate sul rifacimento dei balconi


Con la risposta n. 289, l'Agenzia delle Entrate è intervenuta in merito al bonus facciate e al rifacimento dei balconi. Ecco quanto spiegato.

Per quanto riguarda gli interventi di rinnovo degli elementi costitutivi dei balconi, tramite la risposta n. 289, l'Agenzia delle Entrate ha innanzitutto ricordato quanto disposto dalla legge di Bilancio 2020 e ha poi sottolineato che con la circolare n. 2/E del 2020 è stato chiarito che "la detrazione spetta per interventi di consolidamento, ripristino, inclusa la mera pulitura e tinteggiatura della superficie, o rinnovo degli elementi costitutivi degli stessi". Aggiungendo che "la detrazione, inoltre, spetta, tra l'altro, anche per gli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione degli interventi in questione".
La risposta dell'Agenzia delle Entrate ha dunque chiarito che "in presenza di tutti i requisiti richiesti ai fini dell'agevolazione in commento e fermo restando il rispetto di ogni altro adempimento previsto a tal fine, che non sono oggetto della presente istanza di interpello - il bonus facciate spetta anche per le spese sostenute per il rifacimento della copertura del piano di calpestio del balcone e per la sostituzione dei pannelli in vetro che costituiscono le pareti perimetrali del balcone, trattandosi di elementi costitutivi del balcone stesso".

E ancora: "Il bonus facciate spetta, altresì per le spese sostenute per la ritinteggiatura delle intelaiature metalliche che sostengono i pannelli di vetro perimetrali del balcone nonché per la tinteggiatura e stuccatura della parete inferiore del balcone, trattandosi di opere accessorie e di completamento dell'intervento nel suo insieme, i cui costi sono strettamente collegati alla realizzazione dell'intervento stesso".

L'Agenzia delle Entrate ha infine segnalato che "l'articolo 121 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020 n.77, stabilisce che i soggetti che sostengono spese per interventi di recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna, di cui al citato articolo 1, commi 219 e 220, della legge n. 160 del 2019 possono optare, in luogo dell'utilizzo diretto della detrazione, per un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto fino a un importo massimo pari al corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e da quest'ultimo recuperato sotto forma di credito d'imposta, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, ivi inclusi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari. In alternativa, i contribuenti possono, altresì, optare per la cessione di un credito d'imposta di importo corrispondente alla detrazione ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari con facoltà, per questi ultimi di successiva cessione".

Il bonus facciate, dunque, spetta per le spese sostenute per:

  • il rifacimento della copertura del piano di calpestio del balcone; 

  • la sostituzione dei pannelli in vetro che costituiscono le pareti perimetrali del balcone; 

  • la ritinteggiatura delle intelaiature metalliche che sostengono i pannelli di vetro perimetrali del balcone; 

  • tinteggiatura e stuccatura della parete inferiore del balcone.

Si ricorda che il bonus facciate è una detrazione del 90% per la messa a nuovo delle facciate esterne degli edifici. Il beneficio spetta ai soggetti residenti o non residenti, anche se titolari di reddito di impresa, che posseggono a qualsiasi titolo l'immobile oggetto di intervento.

Da Agenzia Farini

viale Gramsci 387

Modena

giovedì 8 marzo 2018

Com'è cambiato il residenziale negli ultimi 60 anni e quali saranno i trend futuri

Nel suo report "Residential development in Italy. Challenges and opportunities in the market", la società di consulenza EY analizza le caratteristiche del mercato residenziale nel nostro Paese e i mutamenti degli ultimi 60 anni, mettendo in evidenza opportunità e rischi per il futuro.
Secondo lo studio EY, dal 1958 ad oggi sono identificabili cinque cicli, mediamente di 13 anni ognuno. Tutti i cicli hanno evidenziato caratteristiche e tendenze comuni, in particolare per quanto riguarda la correlazione tra l'indice dei prezzi delle abitazioni e i trend delle transazioni.
GtresIl ciclo immobiliare che si è manifestato tra la fine degli anni ’90 e il 2012 ha però avuto delle caratteristiche peculiari. In particolare, la crescita del mercato che ha caratterizzato il nostro Paese tra la fine degli anni ’90 e il 2008 è stata, prevalentemente, il frutto del verificarsi, di circostanze peculiari e contemporanee, tali da renderla ragionevolmente irripetibile: passaggio dalla Lira all’Euro; crescita economica a partire dalla metà degli anni ’90; inflazione, mercato del credito bancario in fase espansiva.
Tale crescita, ad ogni modo, ha assunto caratteri straordinari, se confrontata con i precedenti cicli immobiliari, per quanto attiene l’andamento delle transazioni, con un aumento rilevante e per certi aspetti slegato dalle normali dinamiche di mercato, mentre l’andamento dei prezzi si è mantenuto in linea con gli andamenti registrati nei cicli precedenti.
Tra i fattori interni, l’Italia si conferma ai vertici in Europa per la percentuale di famiglie che abitano in una casa di proprietà, il 77.4%. Di contro, il mercato delle locazioni è tra i più bassi, seppure con un trend in rialzo, determinato da un mix di fattori, tra cui la riduzione della capacità di acquisto del bene immobiliare, le disparità geografiche che comportano processi migratori interni verso le aree del Paese dove si concentrano le opportunità professionali, i cambiamenti dei modelli di consumo che puntano sempre più verso l’utilizzo senza possesso e le dinamiche demografiche in corso.
Lo studio condotto da EY, mettendo a fattore comune e cercando una chiave di lettura adeguata ai dati di varie fonti tra cui Istat, Banca d’Italia e Agenzia delle Entrate, evidenzia come il confronto con le serie storiche e le previsioni circa il positivo andamento dell’economia italiana nel breve periodo permettano un certo ottimismo sull’andamento del mercato residenziale in Italia.
Allo stesso tempo esso mostra come le dinamiche demografiche stiano avendo un ruolo determinante, peraltro ancora sottovalutato, nel modellare una nuova domanda di mercato, con esiti non ancora integralmente prevedibili. Le tendenze chiave includono la riduzione del numero di famiglie composte da almeno due componenti, il parallelo incremento delle famiglie monocomponenti, l'aumento dell'età media della popolazione, la riduzione della natalità e l'impatto dell'immigrazione.
In aggiunta, lo studio EY pone in evidenza come stiano diventando sempre più importanti alcuni cluster di domanda, che faticano a trovare un prodotto in linea con le proprie esigenze: senior living, giovani coppie, giovani single.
Lo stock residenziale esistente ha caratteristiche, ad esempio dimensionali, costruttive, energetiche, tali per cui rischia di essere sempre più lontano dalla richieste del mercato di oggi. Questo spiega anche perché i prezzi del prodotto usato continuino a scendere, anche nel 2017, mentre il prezzi del prodotto nuovo sono in crescita, trainati dalla domanda che, specie in alcune aree geografiche, si sta irrobustendo, seppure con caratteristiche nuove”, commenta Marco Daviddi, Partner EY, Real Estate Leader per l’Italia.
Dopo diversi anni di freno generalizzato nell’attività di sviluppo residenziale, testimoniato anche dal ridotto numero di nuove abitazioni immesse sul mercato, con una riduzione di circa l’80% rispetto al massimo registrato nel 2005, continua Marco Daviddi, “la ripresa delle compravendite ha determinato un elevato assorbimento dello stock di invenduto e riteniamo che ci siano a questo punto le condizioni per procedere con nuovi sviluppi.
"Il confronto tra trend di mercato e condizioni socio-demografiche nel nostro paese suggerisce, però, di dotarsi di nuovi strumenti di analisi, progettazione e commercializzazione degli interventi, con un’adeguata pianificazione finanziaria che possa consentire anche di andare verso un collocamento del prodotto in locazione, anziché attraverso tradizionali vendite”. “Vediamo una rilevante opportunità di mercato, ma con caratteri fortemente selettivi. Il successo è sempre più legato all’innovazione, anche digitale, in un settore tradizionalmente poco incline al cambiamento come quello immobiliare



Fonte : “ Idealista”
Agenzia Immobiliare Farini
3398395052 , 059454227

martedì 31 ottobre 2017

Manovra, Fiaip: Bene la conferma della cedolare secca al 10%, ma il Governo contraddice sé stesso con la durata del provvedimento

Gian Battista Baccarini (Fiaip): “Per far ripartire il comparto immobiliare serve un orizzonte fiscale certo e di
 medio-lungo periodo”


Gli orizzonti cambiano, ma non di molto per il Governo Gentiloni, che invece di accelerare la crescita economica del Paese, scommettendo sull’immobiliare, preferisce mettere in campo una manovra dal breve respiro.

La scelta di favorire gli affitti a canone calmierato è una prima novità che favorisce il settore delle locazioni. Aver sterilizzato gli aumenti delle aliquote Iva è inoltre senz’altro un provvedimento importante, ma non basta a rilanciare e ad accelerare la ripresa economica, che tutti attendiamo nel 2018. Il testo ufficiale del disegno di legge di bilancio rappresenta senz’altro un buon punto di partenza, ma ci auguriamo che i parlamentari possano ora intervenire in modo costruttivo per apportare tutte le necessarie correzioni alla manovra”.
E’ questo il commento del Presidente Nazionale Fiaip Gian Battista Baccarini, al testo della legge di bilancio appena approdata all’esame parlamentare, che prevede molti incentivi rivisti e un dietrofront dell’esecutivo all’estensione della cedolare secca per gli affitti non abitativi, nonostante il chiaro indirizzo avuto dal Parlamento, dalla sua maggioranza e da gran parte dell’opposizione, in sede di esame della nota di aggiornamento al Def.
Sul fronte immobiliare - continua Baccarini - sono state confermate molte delle anticipazioni circolate nei giorni scorsi su bonus, detrazioni, Pir e zone sismiche, ma oggi hanno davvero poco senso incentivi a breve termine. L’immobiliare , ribadisce il Presidente Fiaip, ha bisogno di certezze e di una chiara fiscalità per gli investitori nel medio-lungo periodo. Per questo ci sembra opportuno estendere il sistema della tassazione sostitutiva anche ai redditi derivanti dagli affitti di immobili ad uso non residenziale, oltre a prorogare per il prossimo quinquennio la riduzione al 10 per cento della cedolare secca sugli affitti abitativi a canone calmierato e non solo fino al 2019 come vorrebbe l’esecutivo”.




Fonte: Ufficio Stampa
Agenzia Immobiliare Farini

059454227
 




venerdì 27 ottobre 2017

Manovra: Fiaip chiede al Vice Ministro Casero l’estensione della cedolare secca al 10 % per tutte le tipologie d’affitto
Gian Battista Baccarini (Fiaip): “Rilanciare il mercato immobiliare per far crescere l’intera economia del Paese”
Estendere la cedolare secca sulle locazioni agli immobili non residenziali e ridurre al 10% l`aliquota sulla cosiddetta "tassa Airbnb" per far ripartire il settore immobiliare. Sono questi alcuni dei suggerimenti proposti al Governo dalla Fiaip che ieri ha incontrato ad un tavolo tecnico di confronto il Vice Ministro all’Economia e alle Finanze on. Luigi Casero  per analizzare insieme ad Airbnb,  Confedilzia, Homeway e Booking le prime criticità di applicazione della nuova disciplina sugli affitti brevi.
"Abbiamo proposto, nell`ambito dell`applicazione della nuova normativa sugli affitti brevi - ha dichiarato Gian Battista Baccarini, Presidente Nazionale della Fiaip  -  che venga tolta la tassa di soggiorno dal provvedimento ed abbiamo richiesto, in occasione del varo della Legge di Bilancio, di estendere la cedolare secca e di applicare un’aliquota più bassa. L’idea proposta dalla Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali è quella di estenderla a tutte le tipologie di contratto, in pratica anche agli affitti commerciali", tra cui quelli che riguardano gli uffici e negozi.  "La cedolare  secca - spiega Baccarini - ha consentito di ridurre l`evasione fiscale e potrebbe servire a rilanciare i centri storici, dando una spinta all`immobiliare".
Sulle locazioni brevi Fiaip, Confedlizia ed Airbnb  hanno inoltre proposto di portare l’aliquota dal 21% al 10% per rilanciare gli investimenti nell’ immobiliare. "Da anni, infatti, a causa dell’ elevata tassazione assistiamo alla fuga degli investimenti italiani all’estero: 49 mila cittadini italiani - spiega il Presidente Fiaip - hanno già investito i loro risparmi nel mattone straniero e il fenomeno non sembra arrestarsi".




Fonte: Ufficio Stampa
Agenzia Immobiliare farini
059454227