giovedì 24 settembre 2026
RESPONSABILITA' PENALE DEL VENDITORE IN PRESENZA DI ABUSI EDILIZI: LA CASSAZIONE
La sentenza n. 32131 del 27 agosto 2026 della Corte di Cassazione affronta un tema di elevata rilevanza per la pratica immobiliare: la responsabilità penale del venditore che rappresenta falsamente la regolarità urbanistica di un immobile interessato da abusi edilizi. La Corte evidenzia che la verifica urbanistica è un passaggio imprescindibile nella compravendita: l'acquirente deve poter conoscere la reale conformità dell'immobile ai titoli edilizi e alle norme vigenti. La rilevanza penale della condotta del venditore. La Cassazione qualifica la condotta come potenzialmente idonea a integrare truffa aggravata, poiché: vi è una falsa rappresentazione di un elemento essenziale del bene; l'acquirente viene indotto in errore; il venditore ottiene un profitto ingiusto (il prezzo di vendita); l'acquirente subisce un danno patrimoniale (acquisto di un immobile non conforme).
La Corte conferma quindi che l'acquirente può essere vittima di raggiro quando la regolarità edilizia viene falsamente dichiarata o scientemente occultata.
Implicazioni operative per venditori, acquirenti e professionisti:
* Venditori: devono rappresentare in modo completo e veritiero la situazione urbanistica. La reticenza o la falsità può avere conseguenze penali, oltre che civili.
* Acquirenti: devono pretendere la documentazione urbanistica e non limitarsi ai dati catastali.
* Tecnici e professionisti: devono distinguere chiaramente tra conformità catastale e conformità edilizia, fornendo consulenze che evitino responsabilità professionali.
In parole semplici: chi vende una casa con abusi edilizi non può nasconderli né dichiarare che l'immobile è regolare. Se lo fa, e grazie a questa falsa rappresentazione conclude la vendita, può rispondere di truffa aggravata.
La Cassazione ribadisce che il catasto non basta: ciò che conta davvero è la situazione urbanistica ed edilizia, perché è questa che determina il valore del bene e la sua commerciabilità. Tecnici e professione.
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Modena MO, Italia
giovedì 17 settembre 2026
Vendere casa dopo il superbonus: il nuovo volto della plusvalenza
Negli ultimi anni il Superbonus ha trasformato migliaia di abitazioni, ma oggi chi decide di vendere dopo i lavori deve fare i conti con una novità fiscale tutt'altro che marginale. La Legge di Bilancio 2024 (n. 213/2023, art. 1, commi 64-67) ha infatti introdotto una regola che cambia il modo di calcolare le tasse sulla plusvalenza per gli immobili ristrutturati con agevolazioni. Tema di grande rilevanza anche alla luce dei recenti chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate contenuti nell'interpello n. 158/2026.
Se hai beneficiato del Superbonus (art. 119 del Decreto Rilancio) e vendi l'immobile entro 10 anni dalla fine dei lavori, il guadagno ottenuto - la plusvalenza - può essere tassato. La norma e stata inserita nell'art.67, comma 1, lett.b-bis) del TUIR, e si applica anche quando la cessione avviene tra familiari o comproprietari.
Comproprietà ed eredità: chi paga davvero? La legge distingue chiaramente tra le quote acquisite per successione e quelle ottenute per acquisto o donazione. Le quote ereditate restano esenti: non generano plusvalenza tassabile. Solo le parti acquistate con altri titoli rientrano nel calcolo, come ribadito dall'interpello n. 208/2024. In pratica, se erediti metà casa e compri l'altra metà, la tassazione si applicherà solo sulla quota acquistata.
Quando manca il prezzo di acquisto. Può capitare di non avere più i documenti originari. In questo caso, l'art. 68 TUIR consente di determinare il valore iniziale tramite perizia giurata redatta da un tecnico abilitato.
L'interpello n. 86/2026 ha confermato che questa soluzione è valida e permette di calcolare correttamente la plusvalenza anche in assenza di rogiti o fatture storiche.
Chi ha sostenuto le spese dei lavori? Un punto spesso trascurato riguarda la ripartizione delle spese. Se i lavori sono stati pagati da un solo comproprietario, solo lui potrà sommare quei costi al valore d'acquisto. Chi non ha contribuito economicamente non potrà usarli per ridurre la propria base imponibile. È un principio di equità fiscale che evita doppi benefici.
La tassa piatta al 26% Chi realizza una plusvalenza può scegliere tra due strade: la tassazione ordinaria IRPEF a scaglioni o l'imposta sostitutiva del 26%, introdotta dalla Legge 266/2005 e richiamata dalla Legge di Bilancio 2024. La seconda opzione semplifica il calcolo e consente di chiudere la partita fiscale in modo rapido e certo.
In sintesi vendere casa dopo il Superbonus non è più una semplice operazione immobiliare: è un atto che richiede attenzione fiscale e documentale. Tecnici e professione.
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Ubicazione:
Modena MO, Italia
venerdì 11 settembre 2026
Prezzi delle case stabili (+0,1%) ad agosto; +3,6% in un anno. Scopri i valori nella tua città
Il prezzo medio degli immobili residenziali in Italia si attesta a 2.031 euro/m².
Il mercato residenziale italiano archivia agosto con un modesto rialzo mensile dello 0,1%, portando la media nazionale a 2.031 euro/m². Su base annua i prezzi crescono del 3,6%, mentre il dato trimestrale segna una flessione dell'1,4%. È quanto emerge dall'ultimo indice dei prezzi di idealista, portale immobiliare N.1 in Italia.
I prezzi medi delle case per regione ad agosto 2026 sono:
Agosto è un mese di incrementi diffusi a livello regionale: 15 regioni su 20 registrano una crescita mensile dei prezzi. A guidare i progressi è la Valle d'Aosta (4,4%), seguita da Sardegna (2,7%), Basilicata (2,0%) e Trentino-Alto Adige (1,5%). Segnano apprezzamenti superiori all’un per cento anche Puglia (1,5%), Marche (1,4%), Veneto (1,2%) e Friuli-Venezia Giulia (1,1%). Solo quattro regioni chiudono il mese in territorio negativo, con variazioni contenute: Toscana e Campania (-0,1%), Lazio e Lombardia (-0,3%); l'Emilia-Romagna resta ferma.
Il Trentino-Alto Adige guida la classifica dei valori assoluti con 3,493 euro/m². A seguire Liguria (2.671 euro/m²), Toscana (2.633 euro/m²), Lombardia (2.620 euro/m²) e Valle d'Aosta (2.602 euro/m²). Sopra la media nazionale anche Lazio (2.396 euro/m²) ed Emilia-Romagna (2.116 euro/m²). Le regioni con i prezzi più contenuti sono Molise (888 euro/m²), Calabria (908 euro/m²), Basilicata (1.086 euro/m²) e Umbria (1.087 euro/m²).
I prezzi medi delle case per provincia ad agosto 2026: Il quadro provinciale restituisce un mese ampiamente positivo: 93 province su 107 (87%) chiudono agosto in rialzo, 12 in calo, 2 (Udine e Avellino) ferme. Le variazioni mensili più elevate si registrano a Fermo (5,2%), Enna (4,9%), Aosta (4,4%) e Nuoro (4,2%). Sul fronte opposto, i cali più marcati interessano Lucca (-0,8%), Firenze (-0,7%), Bologna (-0,5%) e Palermo (-0,4%). Le due grandi province metropolitane si muovono in direzioni opposte: Roma cresce dello 0,4% mensile (5,3% annuo), Milano resta pressoché ferma (-0,1%; 3,5% annuo).
In testa alla graduatoria dei prezzi provinciali si conferma Bolzano, al nuovo massimo storico, con 4.746 euro/m², seguita da Milano (4.120 euro/m²), Lucca (3.873 euro/m²) e Firenze (3.370 euro/m²). All'estremo opposto, Biella (543 euro/m²), Caltanissetta (587 euro/m²) e Isernia (614 euro/m²) rimangono le province più economiche.
I prezzi medi delle case per capoluogo ad agosto 2026: I prezzi chiudono agosto in crescita nel 77% dei capoluoghi monitorati. Il mese premia soprattutto i centri minori: Udine guida con un +4,5%, seguita da Rieti e Macerata (entrambe 4,1%), Belluno (3,8%) e Trapani (3,4%). Tra i principali mercati, Napoli e Torino (entrambe 1,5%) segnano i progressi più consistenti, seguite da Roma e Genova (0,9%); Bologna registra un più 0,7%, Milano resta invariata. I maggiori ribassi interessano Carbonia (-3,1%), Vibo Valentia (-1,9%) e Savona (-1,2%).
In testa alla classifica delle città più care d'Italia restano Milano (5.681 euro/m²), Venezia (4.931 euro/m²) e Bolzano (4.907 euro/m²), seguite da Firenze (4.793 euro/m²) e Bologna (3.824 euro/m²); Roma si attesta in sesta posizione con 3.800 euro/m². Da segnalare i nuovi massimi storici di Como (3.348 euro/m²) e di altri nove capoluoghi: Belluno, Brescia, Cesena, Gorizia, Lecce, Mantova, Padova, Reggio Emilia e Verbania. All'estremo opposto, i valori più bassi si confermano a Caltanissetta (640 euro/m²), Biella (766 euro/m²) e Reggio Calabria (786 euro/m²). Idealista/news, Annastella Palasciano.
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