giovedì 16 aprile 2026
“Compravendite, si consolida la ripresa E aumentano i prezzi”
L'analisi del primo osservatorio di Nomisma sulla nostra provincia “Nel corso del 2025 acquistati 2.596 appartamenti registrando un + 14,5%”
“Nel corso del 2025, il mercato residenziale di Modena ha consolidato la ripresa avviata nell'anno precedente. Questo miglioramento è stato sostenuto principalmente dall'intensità della domanda, dalla dinamica positiva dei prezzi e da una maggiore convergenza tra prezzo offerto e richiesto.” E’ quanto emerge dall'analisi del 1° Osservatorio Immobiliare 2026 di Nomisma dedicato ai mercati intermedi.
A termine del 2025, dopo tre anni di contrazione, il mercato residenziale nel comune di Modena torna a crescere. Secondo i dati dell'Agenzia delle Entrate, le compravendite raggiungono quota 2.596, segnando un significativo incremento del 14,5%. Nel 2026 prosegue la dinamica di rialzo dei prezzi, seppur con intensità differenziate tra i segmenti. Le abitazioni nuove o ristrutturate registrano un aumento medio annuo dell'1,3%, in rallentamento rispetto al +1,9% del 2025.
Più sostenuta, invece, la crescita nel comparto dell'usato, che segna un +3,6% su base urbana, in netto miglioramento rispetto all 1,4% dell'anno precedente. Nonostante l'evoluzione dei valori, restano stabili le principali condizioni di mercato: tempi medi di vendita si attestano tra i 5 e i 6 mesi per entrambe le tipologie, mentre gli sconti in fase di trattativa si confermano intorno al 3% per il nuovo e all'8,5% per l'usato.
Sul fronte delle locazioni, dopo l'incremento del 2,9% registrato nel 2025, nel 2026 si osserva una sostanziale stabilità dei canoni. In dettaglio, i valori raggiungono i 106 euro al mq annui nelle zone centrali e si mantengono intorno agli 80 €/mq nelle aree periferiche.
In questo contesto, la redditività lorda da locazione risulta in lieve contrazione, attestandosi al 4,7%. Il settore degli immobili per l'impresa (uffici e negozi) continua invece a manifestare una maggiore incertezza rispetto al comparto abitativo. Con specifico riferimento al settore direzionale, i prezzi di compravendita registrano una flessione generalizzata in tutte le zone cittadine, con un calo medio del -1,1%.
A conferma della precarietà del quadro, i tempi medi di vendita di un ufficio rimangono stabili intorno ai 10 mesi. Un segnale di discontinuità emerge invece dallo sconto medio applicato, che scende dal 12% al 10,5%, tornando a un valore che non si registrava dal 2009. Speculare appare la situazione sul fronte della locazione, dove si registra una contrazione media dei canoni del -1,1%.
Si allungano a 8 mesi i tempi medi di locazione, mentre il rendimento lordo da locazione si conferma sostanzialmente stabile al 4,8%. Analogamente a quanto rilevato per il comparto direzionale nel comparto degli immobili commerciali si registra una flessione media urbana dei prezzi pari a -2,2%. A testimoniare l'incertezza del comparto sono anche i tempi medi di vendita, stabili a 9,5 mesi, mentre il divario tra prezzo richiesto ed effettivo mostra una contrazione, passando dal 12,5% all'11% e tornando ai valori del 2023.
Sul versante locativo la situazione appare simile, con i canoni che scendono mediamente dell'1,4%. Non subiscono variazioni i tempi medi per affittare uno spazio commerciale, fermi a 7 mesi, né i rendimenti potenziali lordi da locazione, che si confermano al 7% in media.
Le previsioni degli operatori restituiscono per i prossimi mesi una possibile contrazione sia del numero delle transazioni, sia delle stipule di locazioni. Dopo anni di continui rincari, le previsioni indicano una fase di stabilizzazione per quanto riguarda i canoni, a fronte di una dinamica che vede nuovamente in aumento i prezzi.
Il mercato Immobiliare
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aumento dei prezzi,
compravendite
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Modena MO, Italia
giovedì 9 aprile 2026
Garbuglia, Barnes: "Con la guerra in Iran la domanda di immobili di lusso potrebbe spostarsi a Milano, Madrid e Miami"
La crisi geopolitica attuale nei Paesi del Golfo sta generando incertezza nel mercato immobiliare e, qualora dovesse protrarsi ulteriormente, rischia di mettere in crisi un modello che ha finora attratto non solo la domanda a scopo di investimento, ma anche quella residenziale. I dati di marzo 2026 mostrano una flessione del 51% su base mensile nel valore delle transazioni immobiliari negli Emirati Arabi Uniti dall’inizio dell'escalation del conflitto. Ma a fronte di un calo in quest’area verso quali location potrebbe spostarsi la domanda dalla clientela? Lo abbiamo chiesto a Marco Garbuglia, managing partner di Barnes Milano.
Facciamo il punto della situazione. Prima dello scoppio del conflitto in Iran e dell’estensione degli attacchi ai Paesi confinanti, quali erano le mete preferite della clientela?
Secondo il nostro Global Property Handbook, lo studio con cui il gruppo analizza ogni anno comportamenti, geografie e priorità dei clienti con patrimoni superiori ai 30 milioni di euro, la top 5 delle destinazioni mondiali per il segmento di lusso registrava al primo posto Madrid, seguita da Milano, Dubai, Miami e Marbella. Uno dei flussi più consistenti di domanda verso Dubai era quella proveniente da Londra. Se il conflitto si dovesse protrarre più a lungo di quanto pronosticato, sicuramente questa meta potrebbe essere sostituita dalle altre presenti nella Top 5.
Qual è stata la prima reazione della clientela davanti all’estensione delle aree colpite dal conflitto?
Nel giro di breve abbiamo constatato delle richieste di passaggio immediato da Dubai a Milano. Nel momento di panico iniziale, che ha fatto immediatamente seguito ai primi bombardamenti, alcuni clienti hanno richiesto alla nostra agenzia locale di mettere in vendita i loro asset di Dubai e contestualmente individuare possibilità di acquisto a Milano.
L’ incrocio tra domanda e offerta però non si è realizzato: lo sconto offerto dai venditori, pari a un 30% sul valore di mercato degli immobili era di gran lunga più basso di quello auspicato dai possibili acquirenti.
Non vi è stato quindi un deflusso immediato da Dubai e nel frattempo la situazione è diventata più stabile: da quanto sappiamo dalla nostra filiale hanno anche riaperto le scuole e gli uffici.
Quali sono le zone che adesso potrebbero suscitare un maggiore interesse da parte della clientela?
Secondo noi la domanda internazionale potrebbe spostarsi in misura maggiore nei confronti del Sud Europa già oggi ritenuta interessante perché in grado di conciliare diversi elementi tra cui qualità della vita, sicurezza, libertà e fiscalità. Ci appare assai probabile un aumento della richiesta per l’immobiliare di pregio proprio in quest’area. In termini invece di location specifiche, Milano, Madrid e Miami sono sicuramente le più richieste. Chi sta pensando di lasciare il Regno Unito o la Francia, e che inizialmente aveva scelto Dubai, quasi sicuramente preferirà una meta europea mentre chi guarda oltre Oceano potrebbe optare per Miami.
Quali sono i fattori che rendono oggi attrattiva l’Italia nel contesto europeo?
Tutto il sud Europa è considerato interessante dalla clientela di fascia alta, ma l’Italia può contare su diversi fattori in primis dall’esistenza di un regime fiscale di favore grazie alla flat tax sui grandi patrimoni. L’altro elemento chiave è costituito dalla qualità di vita e dalla possibilità di poter facilmente continuare a lavorare e mantenere contatti di business a livello internazionale.
La comunità di imprenditori stranieri a Milano, percepita come l’unica città italiana adatta al lancio di nuovi progetti, sta infatti aumentando grazie alla sua posizione e ai servizi offerti. Chi sceglie il capoluogo meneghino è di solito un imprenditore molto attivo, spesso in viaggio o in contatto con altri Paesi europei e non.
Questa scelta va inserita in un contesto più complessivo. Chi si sposta da Londra o dalla Francia, ad esempio, apprezza molto la possibilità di vivere in un contesto percepito come a misura d’uomo come Milano e la possibilità di raggiungere in poche ore di macchina contesti di pregio come il lago di Como, le Alpi e la riviera Ligure.
Vi sono poi ragioni di natura più tecnica in senso ampio: se da un lato Brexit ha favorito un rientro di capitali e di cervelli verso la Penisola, dall’altro la stabilità in termini di governo e di mercati finanziari ci rende può attraenti rispetto ad altre destinazioni a prescindere dal colore politico dell’amministrazione del Paese. Abbiamo poi sicuramente beneficiato, in termini di visibilità, di grandi eventi internazionali, come l’Expo prima e le Olimpiadi Milano - Cortina poi.
Oltre a Milano, quali potrebbero essere le altre destinazioni italiane che potrebbe beneficiare della domanda internazionale?
Vi è una discreta fascia di clientela che sceglie la città di Roma e altre destinazioni in Toscana e Puglia: in questo caso però le esigenze sono completamente diverse rispetto a quelle che spingono a trasferirsi a Milano. In genere chi cerca di un immobile di pregio in questi contesti è alla ricerca di un buen retiro, al termine di un lunga carriera lavorativa, e non nuove occasioni per fare affari.
Quale tipologia di immobile cerca la clientela di fascia alta che si trasferisce in Italia?
Questa tipologia di clientela cerca prevalentemente grandi appartamenti ristrutturati, tra i 250 e i 350 metri quadrati, pronti all’uso. L’immobile da riqualificare non ha un grande appeal perché gli acquirenti stranieri sono spesso intimoriti dai lavori e preferiscono pagare un premium price pur di avere un prodotto finito.
Siamo in grado di soddisfare la domanda proveniente dai clienti fino a poco tempo fa interessati a trasferirsi nei paesi del Golfo?
A fronte di una domanda in crescita, soprattutto a Milano, non vi però è un’offerta sufficiente. I tagli degli immobili da rigenerare sono solitamente più piccoli e la costruzione del nuovo a Milano si è fermata. Vi sono tuttavia diverse opportunità di rigenerazione urbana aperte, tra cui quella relativa all’area intorno a San Siro.
Sicuramente a Dubai ci si trova di fronte a immobili molto moderni, esteticamente scenografici. Anche lì sta nascendo un mercato dell’usato che riguarda gli edifici costruiti circa vent’anni fa. Ma un conto è il contesto esterno, un altro la qualità dell’immobile all’interno. Le finiture degli appartamenti di pregio in Italia sono generalmente molto apprezzate perché di qualità elevata. Nelle ristrutturazioni di appartamenti di pregio situati all’interno di palazzi storici, la capacità degli italiani di fornire qualità nel design e nella progettazione degli interni sono imbattibili.
Quale altro Paese potrebbe contendere all’Italia l’interesse dei potenziali clienti in questo momento?
La Spagna sicuramente contende all’Italia la domanda della clientela di fascia alta. Spesso si tratta di persone provenienti dai Paesi del Sud America per ovvi motivi di condivisione della lingua. La meta privilegiata di solito è Madrid: grazie ai cambiamenti vissuti negli ultimi 10 anni, oggi viene considerata una delle città più vivibili e meglio gestite della Spagna.
idealista/news
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Guerra in Iran e immobili di lusso
Ubicazione:
Modena MO, Italia
giovedì 2 aprile 2026
Excelsior: in ripresa le previsioni di assunzione a marzo
Una impresa su cinque intende assumere ma resta alto il mismatch tra domanda e offerta di lavoro.
Nel mese di marzo 2026 sono previste in provincia di Modena 6.010 assunzioni, di cui 960 di elevata professionalità; resta preoccupante la difficoltà di reperimento, visto che le imprese faticano a trovare un candidato su due. Per una quota pari al 64% delle entrate viene richiesta esperienza specifica; le ricerche di giovani under 30 rappresentano una quota pari a circa un terzo del totale, e anche le assunzioni di immigrati sono pari al 30%. Resta stabile sul 18% la quota di imprese che intendono assumere.
Questi i primi risultati elaborati dal Centro Studi e Statistica della Camera di Commercio di Modena sui dati diffusi dal Sistema informativo Excelsior, promosso da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
A marzo 2026 sono in rialzo le previsioni di assunzione dopo il cedimento registrato il mese scorso: le imprese modenesi hanno, infatti, indicato ingressi superiori del 4% rispetto a febbraio. A livello regionale si registra un incremento più consistente (12,9%), così come in Italia (13,0%). Anche il confronto con lo stesso mese del 2025 indica un incremento per tutti i territori considerati: +9,9% per Modena, +2,6% per la regione Emilia-Romagna, +5,0% per la media nazionale.
Anche le previsioni di assunzione del trimestre marzo-maggio 2026 sono in crescita rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno: le imprese modenesi prospettano 18.240 ingressi, con un incremento del +9,5%
Esaminando i contratti utilizzati per le assunzioni, si prevede un lieve incremento della quota relativa ai contratti a tempo determinato, che arriva al 50% del totale; di contro, scendono di poco le quote dei contratti a tempo indeterminato (21%), dei contratti di somministrazione (14%) e dei "co.co.co e altri non dipendenti" (6%). Resta stabile al 5% la quota degli apprendisti, mentre gli "altri contratti dipendenti" arrivano al 4% del totale.
Da febbraio a marzo 2026 restano pressoché invariate le quote degli ingressi di personale per settore di attività: in testa si trova la manifattura (30,1%), seguita dai servizi alle imprese (19,6%) e dal commercio (15,1%). Cresce leggermente la quota delle costruzioni arrivando al 10,3% del totale, mentre flettono quelle del turismo (10,6%) e dei servizi alle persone (10,1%); l'agricoltura si attesta al 4,2%.
Tra i diversi gruppi professionali, raggiungono il 22,9% del totale le assunzioni di professioni qualificate nelle attività commerciali e nei servizi, seguite dagli operai specializzati (22,0%), dai conduttori di impianti e macchinari (16,8%), dalle professioni non qualificate (13,8%). Le professioni tecniche si attestano all'11,3%, gli impiegati all'8,5%, le professioni intellettuali al 4,7%.
Uno sguardo ai titoli di studio ricercati dalle imprese evidenzia, rispetto a febbraio, un lieve calo di tutti i titoli superiori alla scuola dell'obbligo, la cui quota raggiunge il 21,9%. La richiesta di laureati scende a una quota dell'11,5%, gli ITS rappresentano il 2,8%, i diplomati di scuola secondaria di secondo grado sono il 24,3%. Il titolo in assoluto più ricercato resta la qualifica professionale con una quota del 39,5%.
La maggioranza degli inserimenti per area aziendale si riversa negli "addetti alla produzione di beni ed erogazione di servizi" (44,6%), seguita dall'area commerciale (19,3%), entrambe in leggero aumento. In calo, invece, risultano l'area "tecnica e di progettazione" (16,3%), la logistica (11,6%), l'area amministrativa (4,2%) mentre la quota della "direzione e affari generali" resta invariata al 4,0%.
Infine, si conferma quanto risulti consistente anche a marzo il divario fra domanda e offerta di lavoro: le imprese, infatti, evidenziano criticità nella ricerca di specifici profili in un caso su due. Le professioni più introvabili sono gli specialisti nelle scienze della vita, difficili da reperire nel 92% dei casi. Seguono gli "operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni" (85,8%) e il gruppo dei "fonditori, saldatori, lattonieri, carpentieri metallici" (82,7%). Problemi si riscontrano anche nella ricerca di personale non qualificato nella manifattura (80%) e di tecnici in campo ingegneristico, introvabili nel 77% delle richieste.
Fonte: Camera di Commercio Modena
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