giovedì 26 marzo 2026

Emergenza abitativa e giovani, in Italia il 79% degli under 30 vive con i genitori

In Italia il 79% dei giovani italiani di età compresa tra i 20 e i 29 anni vive a casa con i genitori. A dirlo sono i dati dello studio Ocse sull’edilizia abitativa a prezzi accessibili. Una realtà probabilmente non inaspettata, ma che sta raggiungendo dimensioni sempre più preoccupanti e sulla quale è necessario soffermarsi per capirne le ragioni e per pensare a interventi in grado di invertire il trend. Soprattutto in vista della messa a punto del Piano Casa su cui sta lavorando il governo. I dati dell’Ocse Affordable Housing Database Ascani: “Investire risorse per garantire un diritto essenziale” Consap: “Incrementare l’offerta abitativa e rendere più accessibile l’acquisto della prima casa” Nel Parlamento europeo approvate misure per contrastare la crisi abitativa nell’Ue L’Ocse Affordable Housing Database (Ahd) aiuta i Paesi a monitorare l’accesso a un’edilizia abitativa di buona qualità e a rafforzare la base di conoscenze per la valutazione delle politiche. Raccoglie informazioni transnazionali provenienti dai Paesi Ocse, dai partner chiave e dagli Stati membri dell’Ue. Ma cosa emerge dall’Ocse Affordable Housing Database? Vediamolo insieme. I dati dell’Ocse Affordable Housing Database Secondo i dati dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, Polonia, Slovenia, Grecia, Slovacchia, Spagna, Italia, Corea del Sud e Croazia sono i Paesi in cui la quota di giovani di età compresa tra i 20 e i 29 anni che vivono con i genitori viaggia tra il 70 e l’84%.
Nello specifico, in Polonia e Slovenia la quota è del 70%; in Grecia e Slovacchia del 74%; in Spagna del 76%; in Italia del 79%; in Corea del Sud dell’82%; in Croazia dell’84%. Guardando in particolare la situazione del nostro Paese, è facile constatare che solo un under 30 su cinque vive da solo. Un dato ben al di sopra della media Ocse, che è del 50%, e della media europea, che è del 54%.
Dalla parte opposta ci sono Danimarca (12%), Finlandia (14%), Norvegia (22%) e Svezia (22%). Tra i Paesi a noi vicini, ma con una percentuale ben inferiore a quella dell’Italia (sotto il 50%), ci sono la Germania (33%), la Francia (44%) e la Svizzera (46%). Ascani: “Investire risorse per garantire un diritto essenziale” La vicepresidente della Camera e deputata del Partito democratico, Anna Ascani, ha così commentato i dati relativi all’emergenza abitativa dei giovani in Italia dell’Ocse: “C’è un'emergenza abitativa, è sotto gli occhi di tutti, dovuta al caro affitti, al crescente e insostenibile costo di mutui, che si ripercuote sulle scelte di vita delle persone e sui percorsi di autonomia di ragazze e ragazzi. E c’è anche un governo che finora per il diritto alla casa ha fatto poco e niente. Annunci, certamente, come da migliore tradizione. Che non si sono tradotti in azione”. E ha aggiunto: “Da mesi si parla di un fantomatico ‘Piano Casa’, 100.000 alloggi a prezzi calmierati, poca cosa a fronte di un problema di proporzioni considerevoli, ma che comunque continua a essere una delle tante promesse vane di questo esecutivo. Che una sola cosa ha fatto sul tema: azzerare i 330 milioni del fondo a sostegno degli affitti. Gli italiani presi in giro e abbandonati nelle difficoltà. Come Pd abbiamo presentato un piano in 14 punti per affrontare la questione in maniera seria. Perché è un problema strutturale che riguarda gli alloggi per gli studenti, il sostegno alle famiglie, l’edilizia residenziale pubblica, gli affitti brevi. Occorre coinvolgere tutti gli attori interessati e investire risorse adeguate per garantire un diritto essenziale per cittadine e cittadini”. Consap: “Incrementare l’offerta abitativa e rendere più accessibile l’acquisto della prima casa” Nei giorni scorsi, intanto, parlando del nuovo “Piano Casa”, Vincenzo Sanasi d’Arpe, amministratore delegato di Consap S.p.A., ha detto: “Consap condivide pienamente l’obiettivo del governo, ribadito dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, di abbassare i prezzi di locazioni e acquisti, con una corsia preferenziale per i redditi bassi e le giovani coppie under 36. Consap può offrire un importante contributo in tale direzione fornendo la propria garanzia sugli acquisti di immobili da parte delle fasce della popolazione più deboli”. Ha poi aggiunto: “L’obiettivo condiviso è quello di incrementare l’offerta abitativa e rendere più accessibile l’acquisto della prima casa a una platea sempre maggiore di soggetti che, senza supporto, non avrebbero possibilità, con particolare attenzione a giovani coppie e famiglie a basso reddito. È in questo contesto che Consap interviene con un supporto concreto, con strumenti efficaci come il Fondo Mutui Prima Casa. Questo Fondo ha assunto una nuova centralità: non solo facilita l’accesso al credito per l’acquisto della casa, bene primario e fondamentale, ma oggi è anche una leva di sostegno alla natalità e alle famiglie numerose”. E ha spiegato: “Nel 2025 il Fondo ha erogato oltre 544.000 mutui, per un controvalore di circa 65 miliardi di euro, con garanzia statale fino al 90% per le famiglie con almeno cinque figli e Isee fino a 50mila euro, e, su proposta tecnica di Consap, è stata prorogata fino al 2027 l’estensione non solo alle categorie prioritarie tradizionali (giovani coppie, under 36, famiglie monogenitoriali, conduttori di alloggi popolari), ma anche alle famiglie numerose”. Nel Parlamento europeo approvate misure per contrastare la crisi abitativa nell’Ue Nel frattempo, lunedì 9 febbraio 2026, i membri della commissione speciale HOUS hanno votato la bozza di relazione sulla crisi abitativa nell’Unione europea, con l’obiettivo di proporre soluzioni per un’edilizia abitativa dignitosa, sostenibile e accessibile. La relazione finale è stata approvata dai membri con 23 voti favorevoli, 6 contrari e 4 astensioni. I membri del Parlamento europeo chiedono che tutti i nuovi edifici rispettino gli standard di efficienza energetica, qualità dell’aria e isolamento, e che la legge sugli affitti a breve termine sia bilanciata tra turismo e accessibilità economica degli alloggi. Il documento sottolinea inoltre l’importanza di quote adeguate per l’edilizia popolare e pubblica, incentivi fiscali e maggiori investimenti dell’Ue in alloggi a prezzi accessibili. L'Ad di Consap ha inoltre sottolineato: “Oltre al Fondo Mutui Prima Casa, Consap è impegnata nel promuovere investimenti nel Social Housing, attraverso il patrimonio pubblico e collaborando con Cassa Depositi e Prestiti per realizzare abitazioni a prezzi calmierati. Queste iniziative sono orientate all’inclusione finanziaria, alla sostenibilità e alla rigenerazione urbana e si inseriscono anche nel contesto europeo, nel quale l’Unione evidenzia la necessità di politiche integrate di social housing e affordable housing per garantire accesso equo alla casa e sostenere la coesione sociale”.

giovedì 19 marzo 2026

Donazioni immobiliari, al via le novità che garantiscono acquisti sicuri

È possibile acquistare una casa che il venditore ha ricevuto come donazione senza avere la preoccupazione di correre rischi. Entra infatti in vigore la novità sulle donazioni immobiliari introdotta dal Ddl Semplificazioni e fortemente voluta dal Consiglio Nazionale del Notariato. Una riforma importante, che lascia intatta la tutela degli eredi e che, come sottolineato da una nota dello stesso Notariato, mette la parola fine a un problema che per anni ha bloccato migliaia di compravendite in Italia. - Donazioni immobiliari, cosa accadeva prima - Cosa cambia con la riforma delle donazioni immobiliari - L’altra novità del Ddl Semplificazioni - Il Notariato: “La riforma va incontro ai cittadini rendendo più certe e sicure le donazioni dei beni immobili” Donazioni immobiliari, cosa accadeva prima Come spiegato dalla nota diffusa dal Consiglio Nazionale del Notariato, prima dell’entrata in vigore della novità sulla circolazione dei beni di provenienza donativa, se un acquirente comprava un immobile di provenienza donativa poteva correre il rischio che, dopo anni dalla firma del rogito e pur avendo pagato tutto regolarmente, gli eredi del donante originario potessero chiedergli di restituire la casa. Le vecchie regole, infatti, prevedevano che gli eredi esclusi dalla donazione e lesi dalla medesima nella loro quota di legittima potessero agire (esercitando l’azione di riduzione) anche e direttamente contro i terzi acquirenti, chiedendo la restituzione del bene entro i dieci anni successivi alla morte del donatario. Cosa cambia con la riforma delle donazioni immobiliari Adesso le cose cambiano e, anche in tema di donazioni immobiliari, si procede ad acquisti più sicuri. Ma in cosa consiste esattamente la novità? Con la riforma non sarà più possibile far valere i propri diritti sul bene donato che è stato venduto. Ma attenzione: gli eredi legittimari (coniuge, figli e - nei casi previsti- i genitori) che sono stati lesi dalla donazione non perdono la tutela. Avranno infatti un diritto di credito nei confronti del donatario, come già avviene in altri Paesi europei. Le nuove regole si applicheranno subito alle successioni aperte e alle donazioni perfezionate dopo l’entrata in vigore della legge. Per le successioni già aperte resteranno in vigore le vecchie norme solo se l’azione di riduzione (in caso di successione aperta) o l’atto di opposizione (in caso di donazione effettuata) è già stata proposta o comunque viene trascritta entro sei mesi dalla entrata in vigore della norma. Superata questa finestra temporale, il nuovo regime diventerà valido, indistintamente, per tutte le ipotesi. L’altra novità del Ddl Semplificazioni Ma la riforma delle donazioni immobiliari non è l’unica importante novità prevista dal Ddl Semplificazioni 2025. Secondo quanto disposto, infatti, per chi eredita una casa o un terreno diventa più facile la trascrizione dell’accettazione tacita nei registri immobiliari, secondo il principio della continuità delle trascrizioni previsto dal nostro ordinamento. Il Notariato: “La riforma va incontro ai cittadini rendendo più certe e sicure le donazioni dei beni immobili” Il presidente del Consiglio Nazionale del Notariato, Vito Pace, ha così commentato l’entrata in vigore della riforma delle donazioni immobiliari: “Il Notariato rivendica con orgoglio e soddisfazione la paternità di questa riforma che ha portata storica e va incontro ai cittadini rendendo più certe e sicure le donazioni dei beni immobili”. Pace ha quindi spiegato: “Da oltre un decennio proponevamo questa importante semplificazione che adegua il diritto delle successioni alle mutate esigenze della società. Le tutele pensate ormai tanto tempo fa hanno creato negli ultimi decenni grande precarietà nella circolazione dei beni immobili donati, determinando la possibilità per chi acquistava un bene donato di vederselo portare via anni dopo l’acquisto effettuato in buona fede. Questa semplificazione, dunque, rafforza la sicurezza del sistema giuridico lasciando intatta la tutela degli eredi e darà un nuovo impulso alla circolazione dei beni immobili donati”. Il presidente del Consiglio Nazionale del Notariato ha poi aggiunto: “Nel 2024 sono state 217.749 le donazioni di beni immobili, in crescita del 6,8% rispetto all’anno precedente perché cresce il numero di anziani che desidera sistemare le proprie questioni patrimoniali, mentre sono ancora in grado di farlo con lucidità e volontà, e le donazioni rappresentano uno strumento efficace per regolare in vita la futura successione, garantendo ai beneficiari una gestione più semplice e certamente meno conflittuale”.

giovedì 12 marzo 2026

Donazioni, Notaio Fiocchi: "La riforma rende sicura la compravendita di immobili donati"

Lo scorso 18 dicembre è entrata in vigore la nuova legge sulle donazioni immobiliari, una novità introdotta con l'articolo 44 ("Semplificazioni in materia di agevolazione della circolazione giuridica dei beni provenienti da donazioni") del Ddl Semplificazioni (Legge 182/2025) e fortemente voluta dal Consiglio Nazionale del Notariato. Il presidente Vito Pace ha parlato di una riforma dalla portata storica, che va incontro ai cittadini rendendo più certe e sicure le donazioni dei beni immobili. Ma perché è così importante? E cosa bisogna sapere sul fronte delle tutele per acquirenti ed eredi? idealista/news ne ha parlato con Flavia Fiocchi, Consigliere Nazionale del Notariato. Cosa prevede e cosa modifica la nuova legge sulle donazioni immobiliari Qual è l’importante cambiamento apportato da questa riforma? “Si tratta di una riforma davvero epocale, un anno zero dal quale ricominciare, garantendo senza limiti e senza oneri per gli acquirenti la circolazione degli immobili di provenienza donativa. La riforma ha trasformato infatti il diritto del legittimario escluso dalla donazione di rivalersi sull’immobile donato, anche nel caso in cui fosse già stato venduto a terzi estranei, in un diritto di credito nei confronti del solo donatario”. La novità introdotta dal Ddl Semplificazioni prevede maggiori tutele per l’acquirente di un immobile di provenienza donativa? “Assolutamente sì. Come si diceva, l’acquirente di un immobile che al venditore era pervenuto per donazione non correrà più il rischio di vedersi prendere l’immobile acquistato o una quota di esso, o in alternativa di dover sborsare somme rappresentanti il valore dell’immobile o quota di esso, anche dopo molto anni dall’acquisto. Questo perché gli eredi esclusi dalla donazione avranno esclusivamente un diritto di credito nei confronti del donatario pari al valore della lesione della loro legittima e non potranno più rivalersi direttamente sull’immobile”. Gli eredi invece rischiano di non essere tutelati? “Gli eredi hanno la medesima tutela che avevano prima della riforma, con la sola differenza che la stessa si ferma al patrimonio del donatario, con tutto il quale egli risponde alle pretese dei legittimari. I terzi acquirenti, sono finalmente lasciati fuori da ogni vicenda successoria”. Questa riforma che impatto avrà sul mercato immobiliare? “Avrà l’impatto, auspicato da anni dal Notariato, di semplificare la circolazione degli immobili con provenienza donativa, rendendola sicura, con la conseguenza, a favore degli acquirenti - giovani e giovani coppie soprattutto - di poter accedere a un mutuo per l’acquisto, senza dover contrarre costose assicurazioni e senza vedersi negare il credito a causa della provenienza donativa. Avrà inoltre la diretta conseguenza di consentire ai cittadini di programmare con serenità la devoluzione del proprio patrimonio in vita, attraverso donazioni a uno o più figli, o al coniuge, senza timore di bloccare la commerciabilità dei beni donati e ferma restando la tutela dei propri legittimari, confermata dalla legge”. Quando entra in vigore la nuova legge sulle donazioni Come spiegato da una nota del Consiglio Nazionale del Notariato all'indomani dell'entrata in vigore della riforma sulle donazioni immobiliari, le nuove regole si applicano subito alle successioni aperte e alle donazioni perfezionate dopo l’entrata in vigore della legge. Per le successioni già aperte restano in vigore le vecchie norme solo se l’azione di riduzione (in caso di successione aperta) o l’atto di opposizione (in caso di donazione effettuata) è già stata proposta o comunque viene trascritta entro sei mesi dall'entrata in vigore della norma. Superata questa finestra temporale, il nuovo regime diventa valido, indistintamente, per tutte le ipotesi.