venerdì 19 giugno 2020
Le opportunità del mercato immobiliare, cosa cambierà dopo l'emergenza sanitaria
mercoledì 20 maggio 2020
La casa sarà la vera protagonista della ripresa
Nell’ultima settimana di lockdown indicatori in aumento sia per le vendite che per gli affitti.Torna a crescere la domanda nel mercato residenziale nell’ultima settimana prima dell’allentamento del lockdown, sia per le abitazioni in vendita che per quelle in affitto. A stabilirlo è idealista/data, divisione elaborazione dati del mercato immobiliare, che ha monitorato l’impatto della crisi sanitaria nel settore residenziale.




mercoledì 13 febbraio 2019
Dieci anni fa un italiano doveva lavorare oltre nove anni per comprare una casa, oggi ne bastano “solo” poco più di sei. È quanto emerge dall’analisi Tecnocasa, confermando il calo nei prezzi degli immobili degli ultimi anni.
Se l’acquisto di una abitazione è e resta tra le preoccupazioni principali di una famiglia italiana, va detto che i mezzi economici da mettere a disposizione sono senza dubbio ingenti, e ammontano a diversi anni di stipendio. Il numero di annualità di stipendio necessarie ad acquistare il proprio tetto è un’indicatore di diversi trend: dall’andamento dei prezzi delle case alla situazione della fiducia delle famiglie nell’economia italiana, nonché nell’accesso al credito. Aiutandosi son un mutuo, infatti, la somma da anticipare per acquistare casa è inferiore, anche se nel lungo periodo, causa interessi, occorre mettere in conto un maggiore esborso.
Dai dati Tecnocasa si evince che a livello nazionale nel 2018 siano necessarie 6,2 annualità di stipendio per comprare casa, sostanzialmente tante quante l’anno precedente. Il confronto nel tempo ci dice che dieci anni prima servivano invece tre anni di stipendio in più, quattro anni nel 2006 e 2007. Il che significa che in media, da allora, serve circa il 40% in meno in termini di annualità lavorative per assicurarsi lo stesso tipo di abitazione: una misura della svalutazione dei prezzi immobiliari ma anche dell’accresciuta possibilità di spesa degli italiani.
“I risultati di questa analisi sono significativi per capire il trend del mercato immobiliare nel tempo sottolinea Fabiana Megliola, responsabile dell’ufficio studi Tecnocasa. - Infatti la diminuzione delle annualità necessarie per comprare casa è dovuta, in particolare, alla riduzione dei prezzi delle abitazioni che mediamente, dal 2008 al 2018, si sono contratti del 38,6% . Quindi l’immobile è diventato più accessibile. Questo ha inciso in maniera più importante rispetto all’aumento delle retribuzioni che, nello stesso periodo, è stato del 13,5% e ha fatto si che per acquistare casa siano necessari meno stipendi. E’ un buon segnale che conferma la ripresa del mercato”.
Relativamente alla distribuzione geografica, la Capitale è la città dove occorrono più annualità di stipendio per acquistare casa (9,6) seguita da Milano con 9,2 annualità e Firenze con 8,5 annualità. La città dove servono meno annualità di stipendio è Palermo (3,7) . Dal 2008 Roma e Milano hanno visto un calo di 3,8 annualità, seguite da Bari (-3,7 annualità) e Napoli (-3,6) che hanno avuto le variazioni più rilevanti.
venerdì 29 dicembre 2017
Mercato immobiliare, le previsioni per il 2018
lunedì 3 aprile 2017
Fiaip: mercato immobiliare in ripresa ma prezzi al minimo (-2,28%)
Fiaip: mercato immobiliare in ripresa ma prezzi al minimo (-2,28%)
Prosegue la tenue ripresa del mercato immobiliare nel 2017. Le compravendite di abitazioni in Italia, secondo il Rapporto sul mercato immobiliare della Fiaip, presentato oggi a Roma insieme ad Enea ed I-com - nel 2016 hanno segnato un`ulteriore crescita proseguendo il cammino della ripresa iniziato negli ultimi anni. Ma siamo ancora lontani dal poter cantare vittoria: all`aumento del numero delle transazioni che proseguono, non ha fatto seguito una crescita stabilizzata dei prezzi, e permane invece il trend discendente in molte città metropolitane. In generale il mercato indica rispetto all’anno precedente, un andamento medio dei prezzi in diminuzione (-2,28%) per le abitazioni. Più marcata la diminuzione dei prezzi per i negozi (-6,70%) e per gli uffici (-5,96%). Per quanto riguarda il numero delle transazioni immobiliari si rileva un aumento del 16, 44% per il residenziale, mentre sono ancora in territorio negativo i negozi (-1,4%) e gli uffici (- 2,50%).
- EFFICIENZA ENERGETICA IMMOBILI
http://www.fiaip.it/rss/fiaip-mercato-immobiliare-in-ripresa-ma-prezzi-al-minimo-228_9635.html
sabato 14 novembre 2015
Sondaggio Bankitalia, cresce l'ottimismo degli agenti immobiliari sul futuro del mattone
Prezzi delle abitazioni
Si è nuovamente ridotta la quota di operatori che segnala una diminuzione congiunturale dei prezzi di vendita (51,5 per cento, da 56,4 nella rilevazione precedente; tav. 2 e fig. 1), a fronte di una maggiore incidenza dei giudizi di stabilità (47,3, da 42,7). La tendenza è comune sia alle aree urbane sia a quelle non urbane.
Compravendite
La quota di agenti che hanno venduto almeno un’abitazione è rimasta sostanzialmente stabile rispetto alla rilevazione precedente (71,6 per cento; tav. 3), ma è aumentata di circa sette punti rispetto al 2014. ll saldo tra le quote di agenti che riportano un aumento e quelle che segnalano una diminuzione del numero dei potenziali acquirenti è tornato positivo, per 6,1 punti percentuali (da -4,3 nella rilevazione di luglio e -22,7 in quella di ottobre 2014).Incarichi a vendere
Il divario tra prezzi offerti e domandati resta la principale causa di cessazione dell’incarico: il 59,2 per cento degli intervistati segnala proposte di acquisto a prezzi ritenuti bassi per il venditore, a fronte del 58,6 per cento che riporta la percezione di prezzi di acquisto ancora troppo elevati. Prosegue la diminuzione della quota di agenzie che riconduce la decadenza dell’incarico alla difficoltà di reperire un mutuo.Trattative sui prezzi di vendita
Il margine medio di sconto sui prezzi di vendita rispetto alle richieste iniziali del venditore è leggermente sceso al 14,9 per cento. Il tempo medio che intercorre tra l’affidamento del mandato e la vendita dell’immobile è rimasto invariato a 9,4 mesi.Modalità di finanziamento degli acquisti
Sono diminuite sia la quota di acquisti finanziati con mutuo ipotecario (al 65,7 per cento sia il rapporto tra prestito e valore dell’immobile (al 64,2 per cento).Canoni di affitto
È in lieve aumento la quota di operatori che hanno dichiarato di avere locato almeno un immobile (all’84,8 per cento, dall’82,7 nella precedente rilevazione e 83,7 in quella di un anno prima). È diminuita l’incidenza di chi ha segnalato una riduzione dei canoni di locazione (al 34,6 per cento, dal 38,6 dell’indagine di luglio), a fronte dell’aumento della quota di giudizi di stabilità (al 63,0 per cento, dal 58,3). Per il trimestre in corso solo il 21,0 per cento degli agenti si attende una riduzione dei canoni mentre più dei tre quarti ne prevede una stabilitàLe prospettive del mercato
Le aspettative degli agenti immobiliari sulle tendenze a breve termine del proprio mercato di riferimento sono risultate nettamente più ottimistiche. Il saldo fra attese di miglioramento e di peggioramento nel trimestre in corso è risultato positivo (7,4 punti percentuali), segnando una netta inversione rispetto ai valori negativi del trimestre precedente e di un anno prima.Anche per quanto riguarda il mercato nazionale, si assiste se non a un ottimismo marcato, sicuramente al venir meno del pessimismo riscontrato nel trimestre precedente e nel periodo analogo dello scorso anno. Il miglioramento riflette soprattutto le aspettative decisamente favorevoli nelle regioni del Mezzogiorno. In un orizzonte di medio termine (due anni) le valutazioni favorevoli si rafforzano: la quota delle attese di miglioramento è aumentata al 53,1 per cento dal 43,1 di luglio, a fronte di una contemporanea diminuzione dei giudizi di peggioramento (al 12,1 dal 20,9 per cento).
mercoledì 2 settembre 2015
Mutui: si torna ai livelli del 2011, +82,2% i finanziamenti erogati nei primi sette mesi del 2015
Mutui: si torna ai livelli del 2011, +82,2% i finanziamenti erogati nei primi sette mesi del 2015
In una nota l'Associazione dei bancari italiani parla di "forte ripresa del mercato dei finanziamenti alle famiglie per l'acquisto della case". Nei primi sette mesi del 2015 sono stati erogati 26,6 miliardi frente ai 14,6 miliardi dello stesso periodo del 2014. Un dato che ci riporta al 2011 quando furono concessi 26,9 miliardi
I mutui a tasso variabile - sottolinea l'Abi - rappresentano, nei primi sette mesi del 2015, il 49,4% delle nuove erogazioni complessive ma nei mesi più recenti sono cresciuti molto i mutui a tasso fisso superando a luglio 2015 il 60% delle nuove erogazioni (erano meno del 20% dodici mesi prima). L'ammontare dei nuovi finanziamenti - sottolinea ancora l'Abi - è molto superiore anche al dato dello stesso periodo del 2013 (11,383 miliardi di euro) e del 2012 (13,045 miliardi di euro).
domenica 29 dicembre 2013
domenica 12 maggio 2013
la ripresa del mattone comincia dal sud del paese (tabelle)
se per il mattone l'uscita dalla crisi non sembra vicina, i dati più confortanti in questo inizio 2013 arrivano dalle grandi città meridionali. a dirlo è il centro studi di frimm holding spa che ha messo a confronto l'andamento del mercato immobiliare di roma, milano, palermo e napoli. proprio nei due centri del sud se l'offerta cresce, la domanda segue a poca distanza. ma anche il trend nazionale evidenzia timidi segnali di ripresa
per prendere la temperatura dei quattro mercati, frimm ha utilizzato l'indice replat, un valore percentuale che individua l'andamento della media degli immobili inseriti e delle richieste effettuate dai clienti rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. il campione è rappresenato dalle agenzie connesse a mls replat. secondo i dati raccolti i segnali più confortanti arrivano proprio dal mattone meridionale, dove, se la domanda cresce anche l'offerta la segue a breve distanza
napoli e palermo
nei primi tre mesi dell'anno in corso, la domanda immobiliare ha fatto registrare solo valori positivi tanto a palermo (+4,34% a gennaio, +1,79% e +0,89% a marzo), come a napoli (+5,84% a gennaio, 0,62% a febbraio, e +1,62% a marzo). la ragione, secondo frimm, risiede nella prontezza degli operatori capaci di leggere i cambiamenti del mercato e di destinare per questa ragione maggiori risorse al comparto delle locazioni a scapito di quello delle vendite
milano e roma
diversa la situazione a milano e roma, che hanno fatto registrare valori negativi della domanda,bloccatasi nel bimestre febbraio-marzo (milano, febbraio1,29%, marzo -0,91%; roma: febbraio- 2,06% e marzo -1,59%). il tutto mentre l'offerta immobiliare raggiungeva nel capoluogo lombardo il +4,51% a gennaio, e a roma il +7,20% a febbraio)
indice nazionale
i dati relativi al comparto nazionale, mostrano un anno che si annuncia migliore del precedente. se l'invenduto rimane in crescita (+4,41%), a marzo la domanda si attesta a +3,18%, +2,89% a gennaio e +2,78% a febbraio
Idealista






