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mercoledì 19 agosto 2020

 

Appartamenti e case vacanze, l'andamento degli affitti brevi nell'estate 2020


Secondo il più recente report sugli affitti brevi di CleanBnb, il turismo italiano che, indotto escluso, pesa per oltre il 13% del Pil, ha visto nel primo trimestre 2020 un calo del 34,2% nelle presenze dei turisti internazionali, mentre una città come Milano ha visto una riduzione dell’offerta ricettiva del 60%. La contrazione dei visitatori, secondo l’Osservatorio Nazionale del Turismo, sarà del 44% annuo (pari a 55 milioni di visitatori in meno sul 2019). I livelli dello scorso anno si recupereranno, forse, solo nel 2023.



Domanda e offerta turistica nell’estate 2020

Nell’estate del Covid il turismo è stato molto spesso di prossimità, con una ripresa per le destinazioni di mare e montagna e, parzialmente,  per le le città d’arte. “In questo contesto, - si legge nel report, - appartamenti e case vacanza sono le soluzioni più richieste perché rispondono meglio alle esigenze di sicurezza e distanziamento sociale e offrono spazi più grandi con maggiore possibilità di isolamento e, dunque, le prospettive per questo comparto sono comunque positive guardando all’estate ma anche ai prossimi mesi”.

Fra le tendenze della domanda e dell’offerta ricettiva del 2020, CleanBnb individua quindi la preferenza per case isolate, destinazioni poco affollate, location raggiungibili con mezzi propri e attenzione a pulizia e sanificazione degli ambienti. I privati riscoprono l’investimento in case vacanza mentre le strutture si attrezzano per la sicurezza e l’igiene degli spazi.

La domanda turistica di locazioni, quindi, non è morta, e lo conferma il report di Gabetti sugli affitti estivi, secondo cui nella stagione in corso si nota anzi un certo dinamismo sia nelle località di mare, sia in quelle di lago e di montagna.



Domanda turistica 2020 nelle località di mare

L’andamento della domanda di locazione nelle località di mare, secondo l’Ufficio Studi Gabetti, sta registrando una forte impennata caratterizzata per lo più da un turismo domestico, ma non solo. La macro area del centro nord vede un boom di richieste di locazione di turisti provenienti per lo più dell’area urbana milanese, che hanno scelto i litorali romagnolo, ligure e toscano come luoghi dove trascorrere le proprie vacanze. Non mancano comunque i turisti stranieri provenienti da Olanda, Germania e Francia.

La tipologia più richiesta, per soluzioni standard, è il trilocale con 2 camere e cucina, dotato di spazio esterno (terrazzo e giardino) e con vista mare dove possibile. Generalmente si opta per la locazione settimanale, con canoni per un trilocale intorno ai 1.000 euro in Toscana ed Emilia Romagna e 1.200 -1.500 per la Liguria. In Liguria, Portofino e Santa Margherita Ligure i canoni settimanali possono superare i 10.000 euro per le soluzioni in villa con piscina. Per le soluzioni in appartamento, in Liguria ad agosto le cifre sono nell’ordine dei 1.000-1.300 euro settimanali a Zoagli e intorno ai 1.500 euro a Camogli per un appartamento con almeno 6 posti letto.

Sul litorale toscano, a livello di canoni siamo intorno 1.000 euro a settimana per Porto Santo Stefano e Porto Ercole, le località più richieste dell’Argentario. Sul litorale romagnolo, le più gettonate rimangono Riccione, Cesenatico e Milano Marittima.

La domanda turistica per le località costiere del sud Italia è caratterizzata per lo più da turisti provenienti da Roma, Milano e Napoli, ma si registra una presenza di inglesi, olandesi e americani soprattutto nella costiera amalfitana e cilentana. Anche in Sicilia il mercato delle locazioni cresce. La novità di quest’anno è la richiesta di affitto da parte di turisti del nord Italia per il mese intero. La tipologia più richiesta per le vacanze brevi è l’appartamento con 2 camere da letto e cucina, mentre per periodi più lunghi la soluzione più ricercata è la villetta indipendente con canone di affitto di circa 1.500 euro a settimana e fino a 4.000 euro per il mese. Canoni più bassi si trovano sulla costa ionica siciliana: i prezzi oscillano intorno ai 1.800-2.000 per agosto, a eccezione di Taormina dove per un appartamento in stabile signorile si arriva anche a 5.000 euro al mese.

In Puglia un buon andamento si è registrato per le locazioni con formula settimanale, dove a Gallipoli e nelle zone limitrofe come San Nicola e Tuglie, i canoni ad agosto variano da 750 a 1.200 euro, in lieve flessione rispetto al 2019. Per un trullo con piscina in campagna si spende ad agosto fino a 3.500 euro al mese, mentre per una villetta a schiera fronte mare siamo intorno a 800-900 euro a settimana. Le cifre aumentano nel caso di soluzioni di particolare pregio. Anche in Puglia lo spazio esterno si conferma una dotazione fondamentale, tanto che una casa vacanza priva di qualsiasi accesso esterno non è facilmente affittabile.

Quanto costa una casa in montagna nell’estate 2020

Da sempre meta preferita per trascorrere le vacanze sciistiche invernali, quest’anno la montagna è particolarmente richiesta anche durante la stagione estiva: rappresenta infatti una rassicurante alternativa, rispetto al mare, per affrontare al meglio l’emergenza sanitaria.

Le località più ricercate per il versante Piemontese sono Bardonecchia, Oulx e Sauze D’Oulx dove per un trilocale, la tipologia più richiesta, si spendono 2.600 euro al mese. In crescita rispetto al 2019 sono soprattutto le locazioni delle case vacanza da parte di turisti provenienti principalmente dalle aree urbane di Milano e Torino, ma anche dal versante svizzero italiano.

Sul versante Valdostano, la località più ambita è Courmayeur, dove va per la maggiore il trilocale in centro, con giardino e terrazzo. Il canone settimanale ad agosto per questo tipo di soluzione è di 1000 euro, mentre per un mese siamo intorno ai 3.000 euro.

Bene anche le locazioni in Val di Fiemme (Trentino Alto-Adige). Cavalese, una delle località più ricercate, registra un’elevata richiesta di affitto, soprattutto da parte di emiliani, per appartamenti con 2 camere da letto, cucina e soggiorno, dotati di spazio esterno (anche condominiale), sempre più ambito rispetto al passato. La formula più diffusa per questo tipo di soluzione è quella mensile, con canoni intorno ai 1.500 euro a luglio e 2.500 ad agosto. La Val di Fiemme - e in generale tutto il Trentino - offre, oltre all’unicità delle Dolomiti e dei suoi paesaggi, uno standard elevato di servizi e infrastrutture per fruire al meglio della montagna, servizi molto apprezzati dai turisti europei.

Positivo l’andamento delle locazioni anche nelle valli Lombarde. La Valsassina vede un’importante richiesta da parte dei milanesi, che quest’anno preferiscono non allontanarsi troppo dal proprio comune di residenza, ma allo stesso tempo non vogliono rinunciare alle vacanze estive. Il costo per un mese è di circa 1.500 - 2.000 euro ad agosto. La Valsassina consente di trovare soluzioni abitative con tutte le caratteristiche più richieste dalla fine del lockdown, ovvero appartamenti o soluzioni indipendenti con 2 camere da letto e cucina, di circa 80 metri quadrati, dotati di spazi esterni, come terrazze, balconi ampi o giardini, che non sempre si trovano al mare o al lago. Le località più ricercate in questo versante sono nei comuni di Barzio e Moggio.

Vacanze 2020 in riva al lago

L’emergenza sanitaria Covid -19 sta imprimendo una forte dinamicità nel mercato delle seconde case al lago, portando il mercato degli affitti a una crescita della domanda.

Sul Lago di Como, moltissime sono le richieste per la zona che da Como va in direzione Bellagio, ma anche nella zona che da Como va verso Menaggio.

turisti sono soprattutto milanesi, mancano infatti quest’anno i turisti francesi, tedeschi e olandesi. Tendenzialmente, la tipologia di immobile richiesta è il trilocale capace di ospitare una famiglia di 3-4 persone, in prima fila lungo lago, dotato di spazio esterno e box auto o possibilità di parcheggio.

Sul fronte dei canoni, secondo l’esperienza delle agenzie Gabetti, il trilocale si attesta sui 800 euro a settimana e intorno ai 2.500 euro al mese per entrambi i versanti. In questo contesto è presente un’offerta di ville di lusso che possono avere parametri nettamente superiori e che, per la locazione estiva, secondo i dati Gabetti Short Rent, viaggiano intorno ai 5-6.000 euro a settimana per la seconda fila e arrivano a 15-20.000 euro per le proprietà top, fronte lago, con piscina e almeno 10 posti letto.

L’andamento delle locazioni è in crescita anche sul ramo di Lecco del lago. Il versante più richiesto è quello che da Lecco si estende verso Colico, dove la tipologia abitativa più ricercata, soprattutto da turisti che provengono da Milano e dall’hinterland, è il trilocale da 80 metri e bilocale da 45/50 metri quadrati con spazi esterni, terrazzo, balcone ampio o giardino. Per la settimana il canone richiesto per un trilocale è di 600 euro a luglio e 700 ad agosto, mentre per la formula mensile 1.500 euro a luglio e 2.000 ad agosto.

Particolarmente elevate le richieste che si registrano per il lago Maggiore nel versante di Luino e Laveno. Tra i punti di forza, il fatto che questa sponda del Lago è molto orientata allo sport. Si possono infatti praticare svariate discipline come il ciclismo ma anche la vela e il canottaggio. Non mancano campi da tennis e da golf. Inoltre, la vicinanza alle Prealpi e alle Alpi permette escursioni e trekking.

Le zone più ricercate sono le prime file fronte lago, dotate di spazio esterno (giardini e piscina) e box auto. In questo caso i canoni sono di 600-800 euro a settimana per un appartamento di 4-6 posti letto per Laveno e Luino.

Anche la sponda piemontese del Lago Maggiore sta avendo un buon riscontro. Nella zona di Arona, dove di recente sono state realizzate opere di riqualificazione degli spazi pubblici che hanno reso la città ancora più attrattiva agli occhi dei turisti, sono molteplici le attività che si possono fare soprattutto outdoor come vela, mountain bike, equitazione e golf. Sul fronte delle formule di affitto, la locazione settimanale si attesta intorno ai 600-700 euro per le zone limitrofe lungo lago, mentre la formula mensile richiede un budget di 1.500-2.000 euro.

Nella scelta si confermano elementi determinanti la vista panoramica e la posizione, dotati di spazi esterni vivibili.

 Da Agenzia Farini

viale Gramsci 387

Modena

martedì 9 giugno 2020

Ecco l'identikit dell'inquilino-tipo

Ecco l'identikit dell'inquilino-tipo





In tutte le grandi città italiane, per la prima volta, i
canoni sono in aumento: +2,3% per i monolocali, +1,8%
per i bilocali e per i trilocali

Perché si va a vivere in affitto? E quali sono le preferenze degli inquilini? Andiamo a
scoprire le risposte, partendo dall’analisi del settore locazioni sulla base dei dati del primo
semestre del 2019.
Come segnala l’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, i canoni delle grandi città sono in
aumento: +2,3% per i monolocali, +1,8% per i bilocali e per i trilocali. Per la prima volta,
in tutte le grandi città, si segnalano canoni in rialzo su tutte e tre le tipologie analizzate. Le
realtà con l’aumento dei canoni più importante sono Bologna (+5,6%, +4,6% e +6,7%) e
Milano (+6,1%, +4,2% e +5,3%).
Tra le motivazioni la riduzione dell’offerta sul mercato, dovuta sia alla crescita del
fenomeno degli affitti turistici, sia alla volontà di diversi proprietari di vendere l’immobile,
approfittando della ripresa del mercato immobiliare.
Le esigenze dei locatari
Infine, a determinare il rialzo dei valori, contribuisce anche il fatto che i potenziali locatari
sono sempre più esigenti nella ricerca dell’immobile e si evidenzia una maggiore facilità di
affitto per le soluzioni di “qualità”, ben arredate, posizionate in zone servite e luminose. I
proprietari stanno recependo queste istanze e la qualità dell’offerta abitativa in locazione è in
miglioramento. Sempre alta l’attenzione ai costi condominiali.
In forte aumento, rispetto ad un anno fa, la percentuale di chi opta per la locazione come scelta
abitativa perché non vuole o non riesce ad acquistare: si passa da 61,4% a 71,4%.
Si contrae la percentuale di chi sceglie la locazione per motivi di lavoro (da 36,1% a 25,9%),
mentre sono in lieve aumento coloro che la praticano per motivi di studio (da 2,5% a 2,8%).
Milano ha la percentuale più alta di contratti stipulati da lavoratori fuori sede (51,4%), Torino
primeggia tra chi cerca per motivi di studio (10,3%).
Anche in questo semestre si segnalano numerosi casi di persone che non riescono ad
accedere al mercato del credito, primi fra tutti i giovani e i monoreddito; a questi si
aggiungono poi gli studenti e i lavoratori fuori sede.
Il ribasso dei prezzi immobiliari e i mutui più vantaggiosi stanno spingendo verso l’acquisto
della casa ma, nonostante questo, la domanda di locazione è sempre elevata, in particolare tra
le fasce di età più giovani.
Continua a funzionare il contratto a canone concordato, ora al 29,5%, trovando sempre più
consensi tra proprietari ed inquilini. La percentuale più elevata di contratti a canone
concordato si registra a Genova (82,3%), seguita da Verona (74,7%). Interessante il 63,1%
registrato a Roma, dove questa tipologia contrattuale è in ascesa. Al capoluogo lombardo
spetta la percentuale più elevata di chi ricorre al canone libero (84,1%).
L’analisi demografica di coloro che cercano casa in affitto ha evidenziato che il 41,9% ha un’età
compresa tra 18 e 34 anni, il 40% è rappresentato da single. Tra le grandi città spetta a Milano
il primato sui single (54,5%).
Le tipologie più affittate sono i bilocali (40,9%), a seguire il trilocale (35%).

Da Agenzia Farini
viale Gramsci 387
Modena

venerdì 22 maggio 2020

Mercato e agenzie immobiliari dopo il Covid: le previsioni di RE/MAX





L’attività delle agenzie immobiliari è ripresa da alcuni giorni e già ci si confronta con le nuove sfide della fase 2. Dario Castiglia, Ceo di RE/MAX Italia, ha condiviso quelle che sono le sue prospettive sulla domanda e offerta immobiliare e sul mestiere di agente nei prossimi mesi e a lungo termine.
Cosa aspettarsi dalla fase 2 per l’economia?
In questo momento tutti stanno brancolando nel buio essendo questa una crisi atipica, non dettata da un fattore economico ma da un evento straordinario improvviso di cui l’uguale si vide solo con la spagnola del 1918, anche se non si trattò di pandemia in quanto il mondo era diverso e meno interconnesso. Ma anche meno resiliente. All’epoca, dopo la fine dell’epidemia, ci furono i “roaring Twenties”, quindi per analogia si potrebbe pensare che anche dopo questo momento potrebbe esserci una buona ripresa. In ogni caso dalla survey è emerso lo scenario di una situazione bene impostata che improvvisamente ha subito uno stop e che sicuramente avrà un impatto non positivo, come dopo ogni evento catastrofico.
Come cambieranno domanda e offerta di immobili con la fase 2?
Qualcosa cambierà, ad esempio la domanda si orienterà probabilmente verso soluzioni abitative più ampie e più periferiche. A Milano ad esempio l’hinterland era ancora piuttosto snobbato poiché a fronte di un maggiore potere di acquisto delle famiglie era considerato più vantaggioso vivere il centro città, con i suoi servizi e le sue iniziative. Ora potrebbe verificarsi una inversione di tendenza: a parità di prezzo sono disponibili spazi più ampi con disponibilità di aree esterne come giardini e balconi, ma in zone meno centrali che a questo punto potrebbero essere preferite. Ciò anche alla luce dalla riscoperta dello smart working, modalità di lavoro che richiede minori spostamenti e maggiore necessità di spazi domestici da adibire all’attività professionale. La differenza la farà la qualità delle soluzioni proposte. Gli immobili ben ubicati e con le qualità e caratteristiche richieste, alla luce di quanto sopra, saranno più gettonati e terranno meglio il prezzo di altri che verranno più penalizzati.
Casa vacanza, vale la pena investire con l’emergenza ancora in atto?
Settori come turismo, ristorazione, mobilità e trasporti dovranno davvero reinventarsi per fare fronte alla nuova situazione, almeno finchè non si troverà una cura per il virus. Dal punto di vista dei canoni delle case vacanza, questi sono in aumento, da un lato perché cresce la domanda di una location per le ferie, non appena  saranno possibili; d’altro canto, gli affitti dovranno necessariamente tenere conto dei costi dei protocolli di sicurezza che includono ad esempio la sanificazione degli ambienti. Sotto il profilo dell’acquisto della seconda casa, ora potrebbe quindi diventare un’opzione interessante, sia per uso personale che per uso investimento.
Cosa si prevede per il mercato immobiliare 2020-2021?
Prevediamo una flessione del 10% circa nel numero delle transazioni, ma abbiamo fiducia che l’andamento possa essere a V o a U, con un periodo di rallentamento che duri anche qualche mese ma poi sia seguito da una ripresa intorno al terzo-quarto trimestre 2021. Un tempo relativamente breve se confrontato con la crisi del 2008-2011. Ovviamente tutto dipende dagli sviluppi futuri della situazione e delle misure governative. Se qualcosa questa pandemia ci ha insegnato è di non dare più nulla per scontato e di farsi trovare pronti, anche finanziariamente, per quanto possibile, a situazioni impreviste.
Cosa hanno imparato gli agenti immobiliari dal lockdown?
Tra i professionisti ci sono alcuni che hanno preferito aspettare immobili che la bufera passasse, e questi avranno difficoltà al momento della riapertura perché non si sono preparati. Altri, che invece hanno cavalcato il momento per cogliere i nuovi stimoli che ci hanno portato avanti almeno di dieci anni nell'uso della tecnologia, sicuramente saranno più pronti ad affrontare cambiamenti che saranno a lungo termine. E questi avranno l’opportunità di sottrarre clienti a chi è rimasto inerte, perché il lavoro certo non manca. In questi mesi si è infatti accumulata molta domanda pregressa di transazioni, ma si sono create anche nuove opportunità legate al lockdown. Chi vuole cambiare casa per una più adatta alle nuove esigenze di spazio o, di contro, chi per mutata disponibilità economica è costretto ad un downsizing; chi, in coppia, ha scoperto di volersi separare e quindi ha necessità di una nuova casa, o chi desidera trovare sistemazioni anche in affitto, nuovi uffici, ricollocazioni di locali legati ad attività ormai chiuse eccetera. Tutte situazioni che più che mai richiedono la mediazione di un agente.
Su cosa dovrà puntare l’agente immobiliare nella fase 2 dell’emergenza?
La tecnologia in questo momento è molto importante non per sostituire ma per potenziare il lavoro dell’agente immobiliare. Strumenti come visite virtuali, perizie a distanza eccetera renderanno più produttivi gli agenti, nel momento in cui le visite a vuoto si ridurranno, il cliente sarà meglio profilato rispetto alle proprie preferenze, definite già attraverso la visita virtuale, e come risultato si avranno meno visite ma più mirate alla conclusione effettiva del contratto, con meno perdita di tempo per tutti e maggiore guadagno anche per l’agente, a parità di ore spese. Una situazione in cui tutti hanno da guadagnare. L’obbligo che ora abbiamo di affidarci alla tecnologia ha superato la diffidenza culturale che molti avevano nell’utilizzarla, ma sono davvero convinto che l’uso di questi strumenti diventerà abituale anche in futuro, almeno nella fase iniziale della selezione dell’immobile.
Come cambierà in futuro il rapporto con il cliente dell’agenzia immobiliare?
Fondamentale sarà instaurare un rapporto di fiducia e trasparenza con il cliente, fargli comprendere che il virtual tour non è un modo per dare una rappresentazione falsa della casa, mostrando solo i lati positivi e omettendo quelli negativi, ma un modo per valorizzare la transazione e per dare un aiuto in più nella scelta. Con la mediazione tecnologica poi l’agente dovrà diventare sempre più abile a creare fidelizzazione con il cliente, dal momento che l’interazione di persona, porta a porta, sarà limitata per lungo tempo. Qui interviene quindi l’uso dei social, attraverso cui raggiungere le persone e risultare comunque convincenti.
 Agenzia Farini
viale Gramsci 387
Modena 

mercoledì 20 maggio 2020

La casa sarà la vera protagonista della ripresa

 La casa sarà la vera protagonista della ripresa



Nell’ultima settimana di lockdown indicatori in aumento sia per le vendite che per gli affitti.Torna a crescere la domanda nel mercato residenziale nell’ultima settimana prima dell’allentamento del lockdown, sia per le abitazioni in vendita che per quelle in affitto. A stabilirlo è idealista/data, divisione elaborazione dati del mercato immobiliare, che ha monitorato l’impatto della crisi sanitaria nel settore residenziale.

Le tabelle riassuntive qui in basso si riferiscono alla prima settimana di maggio e mostrano una situazione in netto miglioramento sul piano della domanda (visualizzazioni e contatti) contando il fatto che le agenzie erano ancora chiuse. In aumento visualizzazioni e contatti, rispettivamente del 2% e del 14% rispetto alla settimana prima, con un ritorno a livelli di 12 mesi fa (4% visualizzazioni; -3% contatti) per la vendita.

Il segmento affitti segna un rimbalzo della domanda ancora più marcato rispetto alla settimana precedente (4% visualizzazioni; 8% contatti), con un incremento addirittura del 27% dei contatti rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Se domanda è ritornata a crescere nelle ultime settimane ed è praticamente recuperata è l’offerta che sta registrando un andamento a ribasso nelle settimane dominate dal Covid-19 segnando un -1,5% nella vendita e un -1,4% nell’affitto, nella settimana oggetto di analisi, mentre a livello annuale il saldo resta positivo sia in vendita (3%) che in affitto (11%).
Prezzi stabili. Al momento non vediamo cambiamenti significativi. I proprietari hanno mantenuto i prezzi invariati in questo periodo. Una sorta di pausa di riflessione per capire come evolverà la crisi e quale impatto avrà sull'economia delle famiglie.
In conclusione c’è molta domanda accumulata durante tutta la fase di lockdown che attende di di essere soddisfatta da prodotti adatti alle nuove esigenze abitative degli italiani nell’era Covid-19.
Per Vincenzo De Tommaso, Responsabile dell’Ufficio Studi di idealista: "Sarà un mercato nuovo sia sulla locazione che sulla vendita, che si riaprirà all'insegna di margini di negoziabilità maggiori".
“Durante la quarantena abbiamo scoperto la vivibilità delle case - prosegue De Tommaso -, e quindi ci sarà una ricerca ulteriore di abitazioni più consone alla nuova modalità di vita e di lavoro indotte dal Covid-19. In questo periodo molti italiani hanno capito che la casa in cui vivono non è più adatta alle loro esigenze attuali dal momento che, d’ora in avanti buona parte del nostro tempo lo spenderemo in casa, passeremo le nostre serate a cucinare insieme più che al ristorante, e il salotto diventerà il luogo dell’intrattenimento familiare più del cinema. Insomma: la priorità sarà l’abitazione quale spazio dove stare bene possibilmente con uno spazio all'aperto, in caso di nuovo lockdown. Per tutte queste ragioni casa potrebbe essere la vera protagonista della ripresa”.
Mercato residenziale vendita (Dati provinciali)
Questo il livello di “allerta immobiliare” nelle settimane del Covid-19. Come si può vedere la situazione attuale si è praticamente normalizzata in tutte le zone d’Italia rispetto al momento di massima allerta registratosi nel corso della prima settimana di Aprile. L’allerta massima, colorate in rosso, è legata a un calo della domanda di oltre il 30%.

Mercato residenziale affitto (Dati provinciali)
Questo il livello di “allerta immobiliare” nelle settimane del Covid-19. Come si può vedere la situazione attuale si è praticamente normalizzata in tutte le zone d’Italia rispetto al momento di massima allerta registratosi nel corso della terza settimana di Marzo. L’allerta massima, colorate in rosso, è legata a un calo della domanda di oltre il 30%.

mercoledì 7 dicembre 2016

Il business vola oltre i confini: nasce una piattaforma globale


IL BUSINESS VOLA OLTRE I CONFINI: NASCE UNA PIATTAFORMA GLOBALE



Siete interessati a comprare o prendere in affitto una casa all'estero?

Vi proponiamo un interessante articolo tratto da La Repubblica.







Per gli italiani interessati ad acquistare o prendere in affitto una casa all'estero, ma anche per gli stranieri che guardano con crescente interesse alla Penisola, Casa.it ha lanciato una piattaforma internazionale di annunci immobiliari, opera del lavoro di progettazione realizzato dalla controllante Rea Group con i partner associati in tutti i continenti. Così gli utenti che navigano sull'url www.casa.it/international possono consultare un database composto da 4,3 milioni di annunci, attingendo da un bacino di offerte provenienti da 56 Paesi diversi fra Europa, Stati Uniti e Sud Est Asiatico. Tutti gli annunci sono tradotti in italiano e nel portale si potrà avere accesso anche a informazioni circa i mercati esteri, come indicazioni sulle tasse. Un mercato importante, quello internazionale, come dimostra la crescita dell'interesse degli italiani verso i Paesi esteri: il trend delle compravendite all'estero registra infatti una crescita media annua del 3,8% dal 2013 in avanti, con oltre 40mila transazioni condotte in porto nel 2015.

Questo nonostante il peso crescerne del fisco sul settore immobiliare. Varie le ragioni: «C'è chi cerca casa all'estero come forma di investimento, in un'ottica di diversificazione dei propri risparmi e chi per un interesse specifico verso un'area o una determinata città», spiega Luca Rossetto, general manager di Casa.it. «E c'è anche chi lo fa per pianificare il proprio futuro in una qualche altra parte del mondo. Attraverso il Global Property Network rispondiamo a queste esigenze, offrendo la possibilità di consultare annunci in tutto il mondo e, per chi è intenzionato a vendere, offrendogli un'audience che supera i 200 milioni di utenti».


Arthur Charlaftis, chief operating officer international di Rea Group, spiega che si é lavorato soprattutto sul fronte dell'omogeneizzazione delle modalità di offerta. «Con un solo click le persone adesso potranno cercare un'abitazione sulla spiaggia in Giamaica, un magazzino a Brooklyn, una villa in Tailandia o addirittura un castello nella campagna francese». Il gruppo, quotato alla Borsa australiana con una capitalizzazione di circa 5 miliardi di euro, ha archiviato l'anno fiscale 2016 (chiuso il 30 giugno scorso) con una crescita dei ricavi del 20% rispetto all'anno precedente, pari a 413,1 milioni di euro Aumentano anche l'Ebitda (+22%), che si attesta a 227,8 milioni di euro e l'utile netto (+16%), passato da 121,6 milioni agli attuali 140,7 milioni di euro. Quanto all'Italia, Casa.it conta 6,9 milioni di utenti unici al mese, con le pagine viste che nell'ultimo anno sono cresciute nell'ordine del 34%. L'ultima novità del portale nazionale è la possibilità di proporre gli annunci immobiliari con foto a 360 gradi, in modo da offrire agli utenti una visione dinamica dell'abitazione.



Da “La Repubblica”
Agenzia Farini
tel. 059/454227