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giovedì 2 luglio 2026
Piano Casa 2026, in arrivo l'IMU al 50% se affitti a giovani e genitori separati a canone concordato: ecco le novità
Il Piano Casa torna in Parlamento: tra Imu ridotta per affitti a canone
concordato, nuove quote per anziani nelle case popolari e misure su
sfratti e immobili pubblici, tutte le probabili novità e gli effetti sul mercato
della casa
Il Piano Casa torna al centro del dibattito parlamentare. Le Commissioni Ambiente e Finanze della
Camera dei Deputati hanno ripreso l'esame del testo per la conversione in legge, affrontando una
serie di emendamenti che puntano a intervenire sulle principali criticità del mercato abitativo italiano.
Quest'ultimo - dopo i grandi programmi avviati negli anni Ottanta del secolo scorso - da molto
tempo sconta il problema della limitata offerta di edilizia residenziale pubblica. Mancano gli
investimenti statali perché negli ultimi decenni le risorse destinate alla costruzione di nuovi alloggi
popolari, e alla riqualificazione del patrimonio esistente, sono state insufficienti rispetto alla
crescente domanda abitativa, con il risultato che molte famiglie in difficoltà economica continuano a
restare escluse dall'accesso a una casa a canoni sostenibili.
Tra le proposte più significative c'è il dimezzamento dell'imposta dovuta per il possesso di fabbricati,
a favore dei proprietari che concedono immobili in affitto, a particolari condizioni, e l'attribuzione agli
anziani di una quota riservata dell'edilizia residenziale pubblica. Sono misure che cercano di offrire
risposte a categorie oggi particolarmente esposte alle difficoltà abitative e alla carenza di alloggi. In
particolare, uno degli emendamenti presentati da Forza Italia prevede una riduzione del 50%
dell'Imu per i proprietari che affittano immobili con contratto a canone concordato a giovani con
meno di 35 anni, oppure a genitori separati o divorziati che non siano assegnatari della casa
familiare.
L'obiettivo della misura è incentivare l'offerta di abitazioni con affitti calmierati verso categorie che,
oggi, incontrano spesso difficoltà nell'accesso a un bene essenziale come la casa. Il costo stimato
dell'intervento è pari a circa 8 milioni di euro all'anno a partire dal 2026 e la copertura finanziaria
sarebbe garantita attraverso risorse del Fondo per interventi strutturali di politica economica. Vero è
che la proposta in oggetto si cala nella logica già adottata per il canone concordato, un sistema nel
quale il proprietario accetta un affitto inferiore ai valori di mercato in cambio di agevolazioni fiscali.
Ma l'incentivo nasce anche dall'agevole constatazione per cui, nei tempi odierni, molti giovani
faticano a sostenere i costi di canoni di locazione che, nelle principali città italiane, superano - e non di poco - gli importi mensili dei redditi da lavoro.
Ecco allora che, in questo scenario, una riduzione dell'Imu per i proprietari potrebbe parallelamente
favorire la disponibilità di alcuni alloggi a prezzi più contenuti. Tuttavia è vero che, in Italia, la
diffusione del canone concordato o calmierato - il cui importo non è frutto di una libera
determinazione delle parti - resta oggi limitata. Solo una parte relativamente ridotta dei contratti di
affitto utilizza questa formula, concentrandosi soprattutto nei grandi centri urbani dove gli accordi
territoriali tra associazioni dei proprietari e degli inquilini risultano maggiormente sviluppati.
C'è, però, un altro emendamento degno di nota che potrebbe trovare spazio nel testo finale del
Piano Casa. È sostenuto da esponenti di maggioranza e opposizione e propone di destinare almeno il 25% dei programmi di edilizia residenziale pubblica e sociale a gli ultrasessantacinquenni. In particolare, la riserva di case popolari riguarderebbe sia i nuovi
interventi, sia il recupero del patrimonio edilizio esistente. Sarebbero privilegiati gli anziani che
vivono soli, dispongono di redditi bassi o si trovano in condizioni di fragilità abitativa. Come intuibile,
la proposta nasce dalla crescente incidenza dell'invecchiamento della popolazione e dal numero
sempre più elevato di persone anziane che vivono sole in abitazioni non adeguate alle proprie
esigenze, o che faticano a sostenere le spese dell'alloggio.
Non solo. Tra le proposte contenute negli emendamenti al testo del Piano Casa, figurano anche
alcune misure volte a migliorare la gestione del patrimonio immobiliare e ad aumentare la
trasparenza nel mercato delle locazioni. Da un lato, si prevede l'istituzione di un Registro
nazionale dei procedimenti di sfratto per morosità, che raccoglierebbe le informazioni relative
agli sfratti convalidati e agli eventuali successivi adempimenti degli inquilini, con l'obiettivo di
contrastare la morosità e favorire una maggiore certezza nei rapporti di locazione. Dall'altro, viene
proposta la creazione di un Fascicolo Digitale dell'Immobile Pubblico, una piattaforma nazionale
unica destinata a centralizzare i dati sugli immobili pubblici, semplificando la gestione amministrativa
con sistemi digitalizzati e procedure sburocratizzate.
Le proposte in discussione mostrano la volontà di intervenire su situazioni particolarmente delicate:
giovani che non riescono a trovare una casa a prezzi sostenibili, genitori separati privi
dell'abitazione familiare, anziani soli, enti pubblici alle prese con patrimoni immobiliari difficili da
gestire e proprietari preoccupati dal rischio di morosità. Resta tuttavia aperta la questione centrale
del sistema abitativo italiano: la scarsità di alloggi pubblici e sociali rispetto alla domanda esistente.
A ben vedere, il confronto parlamentare sul Piano Casa si inserisce quindi in una sfida più ampia:
trovare un equilibrio tra misure immediate a favore delle categorie più vulnerabili e interventi
strutturali capaci finalmente di aumentare, in modo stabile, l'offerta di alloggi a prezzi sostenibili.
Dott. Claudio Garau, Brocardi.it
Etichette:
50%,
Canone concordato,
imu
Ubicazione:
Modena MO, Italia
venerdì 12 giugno 2020
La cedolare secca per il canone concordato nel 2020
La legge di bilancio ha esteso l'aliquota agevolata al 10%
La cedolare secca è il regime di tassazione sostitutivo che prevede la possibilità per i proprietari di applicare un'aliquota fissa sul reddito da locazione. La cedolare secca, che sostituisce la normale tassazione Irpef con aliquote dal 23% al 43%, prevede due diversi aliquote: quella generica al 21% e quella al 10%, in base al tipo di contratto stipulato.
Riduzione aliquota cedolare secca canone concordato
Per i contratti di locazione a canone concordato è prevista la riduzione dell'aliquota della cedolare secca al 10%. Il canone concordato (il cosiddetto 3+2) si stipula per particolari categorie di contratti, ovvero, i contratti di affitto a studenti fuori sede; i contratti transitori, ovvero stipulati per un periodo non inferiore a un mese e per un massimo di 18 mesi.Inoltre l'aliquota al 10% della cedolare secca per il canone concordato si applica in quei Comuni che presentano determinate caratteristiche:
- alta densità abitativa
- colpiti da calamità naturali
- dove vi è carenza di soluzioni abitativa e in presenza di accordi territoriali. Si tratta dei comuni di Bari, Bologna, Catania, Firenza, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia e dei comuni confinanti con gli stessi nonché degli altri comuni capoluogo di provincia.
Aliquota cedolare secca canone concordato per il 2020
Analogamente a quanto avvenuto per il 2018 e il 2019, l'aliquota della cedolare secca per il canone concordato per il 2020 sarà uguale al 10%. L'opzione della cedolare secca al 10% per il canone concordato, come anche l'opzione del 21%, è ammessa solo per i contratti di locazione di immobili di categoria catastale a1/A11, ad esclusione della A10. La legge di bilancio 2020 non ha proprogato l'aliquota della cedolare secca al 21% per gli immobili commerciali, quindi per negozi e uffici.
Articolo visto su " Idealista"
Agenzia Immobiliare Farini
059454227
martedì 9 giugno 2020
Ecco l'identikit dell'inquilino-tipo
Ecco l'identikit dell'inquilino-tipo
In tutte le grandi città italiane, per la prima volta, i
canoni sono in aumento: +2,3% per i monolocali, +1,8%
per i bilocali e per i trilocali
Perché si va a vivere in affitto? E quali sono le preferenze degli inquilini? Andiamo a
scoprire le risposte, partendo dall’analisi del settore locazioni sulla base dei dati del primo
semestre del 2019.
Come segnala l’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, i canoni delle grandi città sono in
aumento: +2,3% per i monolocali, +1,8% per i bilocali e per i trilocali. Per la prima volta,
in tutte le grandi città, si segnalano canoni in rialzo su tutte e tre le tipologie analizzate. Le
realtà con l’aumento dei canoni più importante sono Bologna (+5,6%, +4,6% e +6,7%) e
Milano (+6,1%, +4,2% e +5,3%).
Tra le motivazioni la riduzione dell’offerta sul mercato, dovuta sia alla crescita del
fenomeno degli affitti turistici, sia alla volontà di diversi proprietari di vendere l’immobile,
approfittando della ripresa del mercato immobiliare.
Le esigenze dei locatari
Infine, a determinare il rialzo dei valori, contribuisce anche il fatto che i potenziali locatari
sono sempre più esigenti nella ricerca dell’immobile e si evidenzia una maggiore facilità di
affitto per le soluzioni di “qualità”, ben arredate, posizionate in zone servite e luminose. I
proprietari stanno recependo queste istanze e la qualità dell’offerta abitativa in locazione è in
miglioramento. Sempre alta l’attenzione ai costi condominiali.
In forte aumento, rispetto ad un anno fa, la percentuale di chi opta per la locazione come scelta
abitativa perché non vuole o non riesce ad acquistare: si passa da 61,4% a 71,4%.
Si contrae la percentuale di chi sceglie la locazione per motivi di lavoro (da 36,1% a 25,9%),
mentre sono in lieve aumento coloro che la praticano per motivi di studio (da 2,5% a 2,8%).
Milano ha la percentuale più alta di contratti stipulati da lavoratori fuori sede (51,4%), Torino
primeggia tra chi cerca per motivi di studio (10,3%).
Anche in questo semestre si segnalano numerosi casi di persone che non riescono ad
accedere al mercato del credito, primi fra tutti i giovani e i monoreddito; a questi si
aggiungono poi gli studenti e i lavoratori fuori sede.
Il ribasso dei prezzi immobiliari e i mutui più vantaggiosi stanno spingendo verso l’acquisto
della casa ma, nonostante questo, la domanda di locazione è sempre elevata, in particolare tra
le fasce di età più giovani.
Continua a funzionare il contratto a canone concordato, ora al 29,5%, trovando sempre più
consensi tra proprietari ed inquilini. La percentuale più elevata di contratti a canone
concordato si registra a Genova (82,3%), seguita da Verona (74,7%). Interessante il 63,1%
registrato a Roma, dove questa tipologia contrattuale è in ascesa. Al capoluogo lombardo
spetta la percentuale più elevata di chi ricorre al canone libero (84,1%).
L’analisi demografica di coloro che cercano casa in affitto ha evidenziato che il 41,9% ha un’età
compresa tra 18 e 34 anni, il 40% è rappresentato da single. Tra le grandi città spetta a Milano
il primato sui single (54,5%).
Le tipologie più affittate sono i bilocali (40,9%), a seguire il trilocale (35%).
In tutte le grandi città italiane, per la prima volta, i
canoni sono in aumento: +2,3% per i monolocali, +1,8%
per i bilocali e per i trilocali
Perché si va a vivere in affitto? E quali sono le preferenze degli inquilini? Andiamo a
scoprire le risposte, partendo dall’analisi del settore locazioni sulla base dei dati del primo
semestre del 2019.
Come segnala l’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, i canoni delle grandi città sono in
aumento: +2,3% per i monolocali, +1,8% per i bilocali e per i trilocali. Per la prima volta,
in tutte le grandi città, si segnalano canoni in rialzo su tutte e tre le tipologie analizzate. Le
realtà con l’aumento dei canoni più importante sono Bologna (+5,6%, +4,6% e +6,7%) e
Milano (+6,1%, +4,2% e +5,3%).
Tra le motivazioni la riduzione dell’offerta sul mercato, dovuta sia alla crescita del
fenomeno degli affitti turistici, sia alla volontà di diversi proprietari di vendere l’immobile,
approfittando della ripresa del mercato immobiliare.
Le esigenze dei locatari
Infine, a determinare il rialzo dei valori, contribuisce anche il fatto che i potenziali locatari
sono sempre più esigenti nella ricerca dell’immobile e si evidenzia una maggiore facilità di
affitto per le soluzioni di “qualità”, ben arredate, posizionate in zone servite e luminose. I
proprietari stanno recependo queste istanze e la qualità dell’offerta abitativa in locazione è in
miglioramento. Sempre alta l’attenzione ai costi condominiali.
In forte aumento, rispetto ad un anno fa, la percentuale di chi opta per la locazione come scelta
abitativa perché non vuole o non riesce ad acquistare: si passa da 61,4% a 71,4%.
Si contrae la percentuale di chi sceglie la locazione per motivi di lavoro (da 36,1% a 25,9%),
mentre sono in lieve aumento coloro che la praticano per motivi di studio (da 2,5% a 2,8%).
Milano ha la percentuale più alta di contratti stipulati da lavoratori fuori sede (51,4%), Torino
primeggia tra chi cerca per motivi di studio (10,3%).
Anche in questo semestre si segnalano numerosi casi di persone che non riescono ad
accedere al mercato del credito, primi fra tutti i giovani e i monoreddito; a questi si
aggiungono poi gli studenti e i lavoratori fuori sede.
Il ribasso dei prezzi immobiliari e i mutui più vantaggiosi stanno spingendo verso l’acquisto
della casa ma, nonostante questo, la domanda di locazione è sempre elevata, in particolare tra
le fasce di età più giovani.
Continua a funzionare il contratto a canone concordato, ora al 29,5%, trovando sempre più
consensi tra proprietari ed inquilini. La percentuale più elevata di contratti a canone
concordato si registra a Genova (82,3%), seguita da Verona (74,7%). Interessante il 63,1%
registrato a Roma, dove questa tipologia contrattuale è in ascesa. Al capoluogo lombardo
spetta la percentuale più elevata di chi ricorre al canone libero (84,1%).
L’analisi demografica di coloro che cercano casa in affitto ha evidenziato che il 41,9% ha un’età
compresa tra 18 e 34 anni, il 40% è rappresentato da single. Tra le grandi città spetta a Milano
il primato sui single (54,5%).
Le tipologie più affittate sono i bilocali (40,9%), a seguire il trilocale (35%).
Da Agenzia Farini
viale Gramsci 387
Modena
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Ubicazione:
Viale A. Gramsci, 387, 41122 Modena MO, Italia
lunedì 18 marzo 2019
+0,8% la variazione annuale dell'indice ISTAT del mese di febbraio 2019
Indice Nazionale ISTAT dei prezzi al consumo per le
famiglie di operai e impiegati (senza tabacchi)
Mese febbraio 2019
Il numero indice per il mese di febbraio (base
2015=100) è pari a: 102,3
Principali variazioni rispetto al mese di
febbraio 2019
variazione mensile per il periodo gennaio 2019 -
febbraio 2019: +0,1%
variazione annuale per il periodo febbraio 2018 - febbraio 2019: +0,8%
variazione biennale per il periodo febbraio 2017 - febbraio 2019: +1,3%
variazione annuale per il periodo febbraio 2018 - febbraio 2019: +0,8%
variazione biennale per il periodo febbraio 2017 - febbraio 2019: +1,3%
Fonte " Istat"
Agenzia Immobiliare Farini
059454227
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circolare,
compravendita sotto 100.000 €,
Congiuntura immobiliare
Ubicazione:
Viale A. Gramsci, 387, 41122 Modena MO, Italia
martedì 20 marzo 2018
Contratto canone concordato, come si procede al rinnovo?
Il rinnovo di un contratto di locazione deve essere comunicato all'Agenzia delle Entrate con l'apposito modello Rli. Nel modello è prevista la sezione "Adempimenti successivi" dove occorre barrare la casella "Tipologia di proroga", indicando il codice 2, che consente di usufurire delle agevolazioni della cedolare secca.
E' importante che vengono inseriti i dati relativi alla data di fine proroga, gli estremi di registrazione o il codice identificativo del contratto. La durata della proroga è quelle prevista nel contratto originale. Nel caso di contratto a canone concordato, la legge prevede una proroga di due anni, che potranno poi essere successivamente prorogati per altri due.
Fonte : " Idealista"
Agenzia Immobiliare Farini
059454227, 3398395052
venerdì 23 febbraio 2018
Ecobonus, quando inviare la documentazione all’Enea
L’Agenzia delle Entrate ha chiarito quando scade il termine per inviare all’Enea la documentazione utile ad ottenere l’Ecobonus.
All’interno della rubrica “La Posta” di Fisco Oggi è stato posto il seguente quesito:
Ho eseguito dei lavori di riqualificazione energetica nel mio appartamento. Il termine di 90 giorni per inviare la documentazione all’Enea decorre dalla chiusura del cantiere o dalla data di effettuazione del pagamento?
L’Agenzia delle Entrate ha così risposto:
Per usufruire della detrazione Irpef relativa agli interventi di riqualificazione energetica, entro 90 giorni dalla fine dei lavori è necessario trasmettere all’Enea la copia dell’attestato di certificazione o di qualificazione energetica (prodotto da un tecnico abilitato) e la scheda informativa relativa agli interventi realizzati.
I 90 giorni di tempo per l’invio della documentazione decorrono dal giorno del collaudo dei lavori, a nulla rilevando il momento (o i momenti) di effettuazione dei pagamenti (risoluzione n. 244/E dell’11 settembre 2007, paragrafo 3).
Nell’ipotesi in cui, in virtù del tipo di intervento, non sia richiesto il collaudo, il contribuente può provare la data di fine lavori anche con altra documentazione emessa dal soggetto che ha eseguito i lavori (o dal tecnico che compila la scheda informativa). Invece, non è ritenuta valida, a tal fine, una dichiarazione del contribuente resa in sede di autocertificazione (circolare n. 21/E del 23 aprile 2010, paragrafo 3.1).
Si ricorda, infine, che la trasmissione della documentazione deve avvenire in via telematica, attraverso l’applicazione web dell’Enea raggiungibile dal sito
www.acs.enea.it.
Fonte : "Idealista"
Agenzia Immobiliare Farini
3398395052
giovedì 8 febbraio 2018
Cedolare secca 2018, come funziona e quando si applica
La cedolare secca è un regime fiscale agevolato che permette l'applicazione di un'imposta sostitutiva sui contratti di affitto a canone libero del 21% e a canone concordato del 10%. Ma come funziona e quando si applica?
La cedolare secca consiste nell'applicazione di un'aliquota sostituitiva, fissa e agevolata che sostituisce: Irpef e relative addizionali, imposta di registro, imposta di bollo di 16 euro. Sugli affitti a canone libero si applica un'aliquota del 21%, mentre la legge di Stabilità 2018 ha prorogato l'aliquota del 10% per i contratti a canone concordato anche per il biennio 2018-2019.
Confedilizia ha elaborato una tabella che riassume tutte le informazioni utili sulla cedolare secca
Fonte : " Idealista "
Agenzia Immobiliare Farini
059454227
Confedilizia ha elaborato una tabella che riassume tutte le informazioni utili sulla cedolare secca
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lunedì 8 gennaio 2018
Affitto, un viaggio tra canoni di locazione e cedolare secca
La crisi che ha interessato il settore negli ultimi anni ha portato a una diminuzione dei canoni di locazione, oltre a un calo dei prezzi di vendita delle case. Secondo i dati del marketplace immobiliare idealista, affittare casa è divenuto più conveniente dopo i mesi estivi. Eppure, proprio l’affitto potrebbe rappresentare la scommessa del futuro per l’immobiliare. E non sono pochi a pensarlo.
I canoni di locazione
Sul fronte canoni, è interessante l’indagine di Solo Affitti che ha analizzato i canoni di locazione nelle principali città italiane. Per quanto riguarda la spesa da affrontare, uno studio della Uil ha analizzato l’incidenza dell’affitto della casa sui redditi degli italiani con l’obiettivo di capire qual è l’incidenza del canone medio annuo del 2016 su tre diverse fonti di reddito (reddito da lavoro dipendente, da lavoro autonomo e da pensione).La cedolare secca
In tema affitti, quello della cedolare secca è uno dei temi predominanti. La cedolare secca è una modalità di tassazione forfettaria alternativa alla tassazione ordinaria che è possibile scegliere qualora si posseggano determinati requisiti. La legge di Bilancio 2018 contiene la tanto attesa proroga della cedolare secca al 10% per i contratti a canone concordato. L’estensione varrà per il prossimo biennio 2018-2019.Il canone concordato
Il contratto di locazione a canone concordato è caratterizzato da un canone calmierato, a differenza del canone libero che dipende dai prezzi di mercato. Tale tipologia può essere utilizzata per i contratti a uso abitativo, a uso transitorio e per gli studenti universitari. Riguarda le abitazioni di proprietà dei privati concesse in locazione a privati, studenti e cooperative/enti senza scopi di lucro.Secondo un’analisi di Solo Affitti, Verona è la città italiana dove è più diffuso (99%) il ricorso all’affitto a canone concordato, seguita da Grosseto (96%) e Forlì (93%).
Ma quali sono i vantaggi del contratto di locazione a canone concordato? I locatari pagano un affitto inferiore a quello di mercato e usufruiscono di detrazioni fiscali ai fini Irpef nel caso in cui l’immobile diventi residenza principale; i locatori beneficiano di agevolazioni fiscali utilizzando la cedolare secca al 10% anziché quella al 21% prevista per i canoni liberi.
Inquilino e proprietario
Quando si decide di prendere (o dare) in affitto una casa è bene valutare con attenzione molteplici aspetti. Ma cosa bisogna fare nel momento in cui si decide di affittare la propria casa? Innanzitutto, è necessario recarsi presso l’ufficio competente dove registrare un contratto di locazione. Vediamo poi cosa comporta l’affitto per inquilino e proprietario.Il conduttore, ossia colui che riceve l’immobile in locazione, può recedere anticipatamente dall’affitto per gravi ragioni ed eventuali condizioni consentite nel contratto di affitto. In entrambi i casi, è necessario dare comunicazione per iscritto (con raccomandata a.r. o con posta elettronica certificata) della volontà di recesso al padrone di casa con un preavviso di almeno 6 mesi. Non è possibile la semplice restituzione delle chiavi di casa.
Una delle più importanti clausole contrattuali, sulla quale solitamente locatore e conduttore pongono la propria attenzione, è rappresentata dall'eventuale clausola risolutiva espressa. In base a tale condizione contrattuale le parti stabiliscono, ex ante e quindi al momento della sottoscrizione del contratto, che il loro rapporto giuridico si può risolvere nel caso in cui una o più specifiche obbligazioni non siano adempiute secondo le modalità individuate nel corpo dello stesso contratto.
Il proprietario deve sapere cosa chiedere al potenziale futuro coinquilino e fare così la scelta giusta. Ma il proprietario deve far fronte anche ad alcuni oneri. In particolare, nel caso di un appartamento locato, il pagamento degli oneri di gestione compete esclusivamente al proprietario dell’immobile in condominio, poiché in materia condominiale risulta inapplicabile il principio dell’apparenza del diritto.
Fonte : " Idealista"
Agenzia Immobiliare Farini
059454227
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