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martedì 9 giugno 2020

Ecco l'identikit dell'inquilino-tipo

Ecco l'identikit dell'inquilino-tipo





In tutte le grandi città italiane, per la prima volta, i
canoni sono in aumento: +2,3% per i monolocali, +1,8%
per i bilocali e per i trilocali

Perché si va a vivere in affitto? E quali sono le preferenze degli inquilini? Andiamo a
scoprire le risposte, partendo dall’analisi del settore locazioni sulla base dei dati del primo
semestre del 2019.
Come segnala l’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, i canoni delle grandi città sono in
aumento: +2,3% per i monolocali, +1,8% per i bilocali e per i trilocali. Per la prima volta,
in tutte le grandi città, si segnalano canoni in rialzo su tutte e tre le tipologie analizzate. Le
realtà con l’aumento dei canoni più importante sono Bologna (+5,6%, +4,6% e +6,7%) e
Milano (+6,1%, +4,2% e +5,3%).
Tra le motivazioni la riduzione dell’offerta sul mercato, dovuta sia alla crescita del
fenomeno degli affitti turistici, sia alla volontà di diversi proprietari di vendere l’immobile,
approfittando della ripresa del mercato immobiliare.
Le esigenze dei locatari
Infine, a determinare il rialzo dei valori, contribuisce anche il fatto che i potenziali locatari
sono sempre più esigenti nella ricerca dell’immobile e si evidenzia una maggiore facilità di
affitto per le soluzioni di “qualità”, ben arredate, posizionate in zone servite e luminose. I
proprietari stanno recependo queste istanze e la qualità dell’offerta abitativa in locazione è in
miglioramento. Sempre alta l’attenzione ai costi condominiali.
In forte aumento, rispetto ad un anno fa, la percentuale di chi opta per la locazione come scelta
abitativa perché non vuole o non riesce ad acquistare: si passa da 61,4% a 71,4%.
Si contrae la percentuale di chi sceglie la locazione per motivi di lavoro (da 36,1% a 25,9%),
mentre sono in lieve aumento coloro che la praticano per motivi di studio (da 2,5% a 2,8%).
Milano ha la percentuale più alta di contratti stipulati da lavoratori fuori sede (51,4%), Torino
primeggia tra chi cerca per motivi di studio (10,3%).
Anche in questo semestre si segnalano numerosi casi di persone che non riescono ad
accedere al mercato del credito, primi fra tutti i giovani e i monoreddito; a questi si
aggiungono poi gli studenti e i lavoratori fuori sede.
Il ribasso dei prezzi immobiliari e i mutui più vantaggiosi stanno spingendo verso l’acquisto
della casa ma, nonostante questo, la domanda di locazione è sempre elevata, in particolare tra
le fasce di età più giovani.
Continua a funzionare il contratto a canone concordato, ora al 29,5%, trovando sempre più
consensi tra proprietari ed inquilini. La percentuale più elevata di contratti a canone
concordato si registra a Genova (82,3%), seguita da Verona (74,7%). Interessante il 63,1%
registrato a Roma, dove questa tipologia contrattuale è in ascesa. Al capoluogo lombardo
spetta la percentuale più elevata di chi ricorre al canone libero (84,1%).
L’analisi demografica di coloro che cercano casa in affitto ha evidenziato che il 41,9% ha un’età
compresa tra 18 e 34 anni, il 40% è rappresentato da single. Tra le grandi città spetta a Milano
il primato sui single (54,5%).
Le tipologie più affittate sono i bilocali (40,9%), a seguire il trilocale (35%).

Da Agenzia Farini
viale Gramsci 387
Modena

mercoledì 27 maggio 2020

Classe energetica e mercato immobiliare

Classe energetica e mercato immobiliare:

buoni risultati nel 2019


In forte aumento nel 2019 l’attenzione verso standard energetici elevati nella

compravendita e ristrutturazione di immobili. Lo afferma uno studio dell’Enea

L’Enea in collaborazione con I-Com (Istituto per la Competitività) e Fiaip (Federazione

italiana Agenti Immobiliari Professionali) ha reso noto uno studio nel quale si evince la

forte ascesa d’interesse verso standard energetici elevati nell’ambito del mercato

immobiliare e delle ristrutturazioni.

Lo studio Enea sulle prestazioni energetiche degli edifici

L’indagine, condotta su un campione di oltre 800 agenti immobiliari, ha evidenziato due

dati importanti per il 2019:

• l’incremento fino all’ 80% delle transazioni immobiliari relative a nuove abitazioni di

classe energetica A o B;

• l’incremento fino al 36%, rispetto al 22% del 2018, per quel che riguardo gli standard

più elevati di efficientamento energetico relativo alle ristrutturazioni.

Nel 2019 continuano a ridursi le compravendite di immobili ricadenti nella classe

energetica più scadente (G) la cui percentuale è attestata intorno al:

• 40% per monolocali e bilocali e al 37% per i trilocali;

• 34% per le ville unifamiliari;

• 24% per le villette.
Ma nonostante questo trend positivo verso una classe energetica più performante è pur
vero che la percentuale degli immobili appartenenti alle ultime classi (D-G),
movimentata nel mercato immobiliare, è ancora marcata:
• circa l’85% per i monolocali, bilocali e trilocali;
• intorno al 73% per le villette e unifamiliari.
Per quel che riguarda gli immobili di pregio nelle classi energetiche più alte (A1-4 e
B), le compravendite sono salite di quasi 10 punti rispetto al 2018, passando dal 28% al
37%.
Incoraggianti anche i risultati relativi alle abitazioni situate in zone centrali (16%), e per
le zone semicentrali e di estrema periferia il cui dato oscilla dal 14 all’8%.
Dall’I-Com giunge grande soddisfazione per questi risultati che evidenziano come
l’efficienza energetica si stia affermando come elemento sempre più indispensabile per
l’offerta immobiliare, almeno per alcuni segmenti del mercato. Ma è anche vero che
bisognerà attendere come questo dato positivo si evolverà prossimamente in 
concomitanza con l’emergenza epidemiologica da Covid-19 e di una probabile
mutazione delle esigenze abitative.

Agenzia Farini
viale Gramsci 387
Modena