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domenica 5 aprile 2020

Inquilino che non paga? Ti paghiamo noi!


>  Sai che 1 inquilino su 2 non paga regolarmente l'affitto ? 
Aumenta il numero dei contratti di affitto in Italia ( + 89 % negli ultimi 10 anni ) ma aumenta anche il numero di mancati pagamenti (fino ad 1 su 2) . 

Spesso si tratta di contratti in corso e di inquilini che hanno sempre pagato regolarmente l'affitto
A volte, per fattori non legati alla volontà , anche l'inquilino più affidabile può avere difficoltà a pagare.  
Un inquilino che non paga l'affitto costa al proprietario, tra canoni non incassati e costo delle procedure legali, mediamente tra i 6 e i 12 mila euro



 I dati sull'affitto non pagato in Italia
*Fonte dati: Ufficio Studi Solo Affitti su dati AdnKrones e Ministero degli Interni. 



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venerdì 3 aprile 2020

Cosa aspetti,affitta in SICUREZZA.


 è da sempre previdente al futuro. In questo periodo più che mai è necessario organizzarsi per prevenire le prossime esigenze, ed essere pronti ad ogni vostra necessità futura, appena l'emergenza sanitaria sarà cessata. Noi, fin da ora siamo pronti e disponibili ad aiutarti. 

Affittosicuro è la tua risposta ad ogni bisogno in ambito di sicurezza di chi, come te, ha deciso di affittare la propria casa! Selezioniamo l'inquilino perfetto, ma se smettesse di pagare il canone? 

Nessun problema , ci pensiamo NOI, ti assisteremo gratuitamente nella procedura di sfratto e pagandoti le mensilità non percepite. 
In caso di sfratto paghiamo le spese legali fino a € 2.000 e pagate fino a 4 mensilità. 

Oggi è possibile applicare questa tutela anche ai contratti in essere.


Perchè affidare a noi la tutela del tuo contratto di locazione? 

Il Gruppo Solo Affitti, fondato nel 1997, opera da oltre 20 anni nel settore delle locazioni secondo una precisa filosofia basata sui valori della specializzazione e della sicurezza.

Dalla sede di oltre 2.000 mq del quartier generale di Cesena (FC), il Gruppo Solo Affitti gestisce, tramite la formula del franchising, le 300 agenzie affiliate presenti sul territorio nazionale, che ne fanno la rete leader della locazione in Italia.

Il Gruppo ha intermediato dalla sua nascita ad oggi oltre 1.000.000 di contratti di locazione e sviluppa ogni anno un fatturato aggregato di 30.000.000 di euro.

Con i suoi 30.000 nuovi contratti d’affitto stipulati ogni anno, 
Solo Affitti è la realtà aziendale che intermedia il maggior numero di locazioni in Italia e tutela la rendita immobiliare del maggior numero di proprietari. Il Gruppo può contare su un attivo patrimoniale di oltre 10.000.000 di euro.


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venerdì 1 giugno 2018

"Quattro direttrici fondamentali spiegano com'è cambiato il rapporto tra gli italiani e l'affitto"

Intervenendo a immonext 2018 (forum sul mercato immobiliare organizzato a Milano) – Silvia Spronelli, ceo di Solo Affitti, ha spiegato in che modo è cambiato il rapporto tra gli italiani e l’affitto e ha analizzato le quattro motivazioni principali che spingono a cercare una casa in locazione.
Occupandoci di affitti da oltre 20 anni – ha detto Spronelli – abbiamo colto le opportunità di sviluppo del mercato della locazione e abbiamo anche assistito a un cambiamento del rapporto tra gli italiani e l’affitto. Un’evoluzione del mercato che ha accompagnato e sempre più accompagnerà anche l’evoluzione della società. Nell’analizzare questo cambiamento abbiamo individuato quattro direttrici: chi va in affitto va per scelta, chi per forza, chi per relax, chi per soldi”.

Come cambia l’affitto

Il ceo di Solo Affitti ha spiegato che un fenomeno che ha portato gli italiani a cambiare stile di vita e ad avvicinarsi all’affitto è sicuramente la mobilità, una mobilità che negli ultimi 20 anni è cresciuta.
Gli italiani – ha affermato Spronelli – sono più disponibili oggi a trasferirsi all’interno della Nazione da Comune a Comune, questo porta a scegliere come soluzione l’abitazione in affitto”. Aggiungendo: “Questa mobilità in larga parte è dettata da ragioni di lavoro. L’Eurostat ci dice che se gli italiani sono restii a trasferirsi all’estero per motivi di lavoro, sono invece propensi a trasferirsi sul territorio italiano per cercare un’occupazione. Infatti, il 20% dei giovani disoccupati ha dichiarato di essere disponibile a trasferirsi sul territorio per trovare un’occupazione e un impiego. Se è vero che gli italiani non vogliono andare all’estero, è invece vero che tanti stranieri sono immigrati in Italia e vediamo come negli ultimi 15 anni, con una crescita costante, è quasi quadruplicato il numero di stranieri residenti in Italia. Per queste persone alla ricerca di un’abitazione è naturale cercarla nel mercato dell’affitto anziché in quello dell’acquisto”.

Affitto per scelta

Un altro fenomeno che ha contribuito in larga misura a incentivare l’interesse degli italiani nei confronti dell’affitto – ha sottolineato il ceo di Solo Affitti – è sicuramente l’evoluzione della famiglia. Una famiglia più liquida, come si suol dire. Oggi la situazione delle famiglie italiane è molto più ricca di sfumature. In questi 20 anni sono le separazioni sono quasi raddoppiate. E così anche l’andamento dei divorzi. Chi esce, a volte anche di tutta fretta, da un matrimonio ed è alla ricerca di un’abitazione si rivolge al mercato dell’affitto”.
E ancora: “Così come crescono le separazioni e i divorzi crescono anche le convivenze. Vediamo come in meno di 20 anni è quasi decuplicato il numero di convivenze. Le coppie si sperimentano sempre di più e per sperimentarsi cercano una soluzione abitativa meno vincolante. Indubbiamente quindi il mercato dell’affitto è il loro mercato di riferimento. Aumentano le convivenze e aumenta anche la condivisione degli immobili, non solo tra studenti, ma anche tra persone già adulte, lavoratori o amici che vanno ad abitare sotto lo stesso tetto per ridurre il budget”.

Affitto per forza

Ma a volte l’affitto è anche una scelta obbligata. E questo è il caso classico della precarietà del lavoro. “Oggi nella nostra società – ha affermato Spronelli – il fenomeno della precarietà ha raggiunto quota 16% della forza lavoro. Si tratta di persone destinate a procrastinare nel tempo l’interesse per l’acquisto della casa. Questo dato tra l’altro è confermato anche dall’accesso al mutuo, che in meno di 5 anni è aumentato di 26 mesi. Oggi possono acquistare casa persone che hanno ormai raggiunto il 41esimo anno di età”.

Affitto per relax

Affitto non solo come soluzione abitativa stabile, ma anche affitto per relax, o meglio affitto in alternativa alla classica ricettività alberghiera. In questo caso di parla di affitto per chi vuole sentirsi a casa anche in vacanza, oppure per chi vuole il comfort di una casa anche per brevi soggiorni di lavoro. In merito, Spronelli ha evidenziato: “Secondo un dato del 2016, dato che è notevolmente aumentato, sono 200.000 le abitazioni disponibili sui portali online destinati alle locazioni di breve periodo. Aumenta anche il numero di locazioni di breve durata. E’ l’extra-alberghiero la nuova frontiera del turismo? Indagini recenti ci dicono che nel periodo 2010-2016 l’extra-alberghiero è cresciuto del 37,3% contro un più modesto aumento della ricettività alberghiera, che è cresciuta del 13,7%”.

Affitto per soldi

Il ceo di Solo Affitti ha poi sottolineato: “Oggi l’affitto è un fenomeno in crescita, che non ha conosciuto soluzioni di continuità. Tant’è che il trend dell’affitto è in grande crescita”. E ha aggiunto: “E’ da notare come l’aumento dell’affitto non sia strettamente legato alla crisi delle compravendite: nel 2014 con la ripresa delle compravendite l’affitto ha continuato a schizzare in alto. Tutto questo boom dell’affitto non sarebbe stato possibile se molti dei proprietari di seconde case non avessero colto le opportunità di guadagno che l’affitto può offrire loro”.
Spronelli ha affermato: “Oggi il mercato dell’affitto può svilupparsi ancora perché sono quasi 6 milioni gli immobili che potrebbero essere messi a disposizione del mercato e incentivare ancora il mercato delle locazioni. Ma è così conveniente affittare casa piuttosto che tenerla vuota? Sicuramente sì, perché innanzitutto c’è la possibilità da parte del proprietario di recuperare la gravosa fiscalità che incide sulla seconda casa, in più il rendimento da locazione, soprattutto se paragonato a investimenti a basso rischio (ad esempio i titoli di Stato), è sicuramente interessante, perché fonte Nomisma ci dice che il rendimento da locazione è pari al 5,3% lordo. Un rendimento lordo che diventa particolarmente interessante anche al netto, soprattutto se applichiamo il canone concordato, che prevede la possibilità di una cedolare secca al 10% senza avere imposte di bollo e di registro e anche con uno sconto dell’Imu pagata del 25%”.

Dove stiamo andando

Spronelli ha infine sottolineato: “E’ vero che c’è stato un boom dell’affitto, ma è altrettanto vero che il popolo italiano è ancora legato alla casa di proprietà, tant’è che la popolazione in affitto è ancora al di sotto della media europea. In Italia la popolazione in affitto è pari al 27,7% contro un 30,8% della media europea e siamo molto distanti da nazioni con un’economia più sviluppata, come Francia, Germania e Svizzera”.
Come possiamo fare dunque per avvicinarci a queste nazioni e alla media europea? A tal proposito, Spronelli ha affermato: “Abbiamo provato a lanciare quattro azioni concrete:
  1. un’agevolazione fiscale per i giovani inquilini, agevolazione fiscale che proprio come per la prima casa preveda un sostegno per l’affitto della prima casa con misure che possano superare le attuali frammentazioni locali e così spingere i giovani a uscire di casa e a rendersi sempre più autonomi;
  2. una politica economica a sostegno dell’offerta;
  3. una riforma dell’attuale normativa che possa eliminare alcune delle attuali rigidità, dalla durata degli sfratti che disincentivano i proprietari a mettere l’immobile in locazione alla durata contrattuale con forme più flessibili;
  4. una riqualificazione delle periferie urbane attraverso formule di rent to buy del patrimonio pubblico inutilizzato e a volte anche in stato di degrado con formule che possano prevedere la ristrutturazione da parte dell’inquilino e un’eventuale possibilità di riscatto a prezzi agevolati”.
Fonte: "idealista"
Agenzia Immobiliare Farini
Tel. Ufficio Modena: 059454227
Fax: 059317476
Tel. Ufficio Lesignana: 3398395052



martedì 9 gennaio 2018


TASSO DI INTERESSE LEGALE
 

Con la presente desideriamo comunicarvi che a partire dal 1° gennaio 2018 il tasso di interesse legale, sulla base del quale vengono calcolati, fra le altre cose, gli interessi maturati sui depositi cauzionali, è stato aumentato dallo 0,1% allo 0,3% per mezzo di un Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze.


Ricordiamo che, qualora gli interessi legali siano maturati su un arco temporale di più anni, occorrerà rivalutare l’importo del deposito cauzionale con gli interessi legali corrispondenti a ciascuna delle annualità di maturazione.


Riportiamo di seguito, per completezza di informazione, le variazioni temporali del tasso di interesse legale dal 1990 ad oggi:


5% dal 21 aprile 1942 al 15 dicembre 1990 (C.C. art. 1284)
10% dal 16 dicembre 1990 al 31 dicembre 1996 (Legge 26.11.90 n. 353, art. 19)
5% dal 1° gennaio 1997 al 31 dicembre 1998 (Legge 23.12.96 n. 662, art. 2, comma 185)
2,5% dal 1° gennaio 1999 al 31 dicembre 2000 (D.M. 10.12.1998 - G.U. n. 289 dell’11.12.1998)
3,5% dal 1° gennaio 2001 al 31 dicembre 2001 (D.M. 11.12.2000 - G.U. 292 del 15.12.2000)
3% dal 1° gennaio 2002 al 31 dicembre 2003 (D.M. 11.12.2001 - G.U. 290 del 14.12.2001)
2,5% dal 1° gennaio 2004 al 31 dicembre 2007 (D.M. 1.12.2003 - G.U. n. 286 del 10.12.2003)
3% dal 1° gennaio 2008 al 31 dicembre 2009 (D.M. 12.12.2007 – G.U. n. 291 del 15.12.2007)
1% dal 1° gennaio 2010 al 31 dicembre 2010 (D.M. 04.12.2009 – G.U. n. 291 del 15.12.2009)
1,5% dal 1° gennaio 2011 al 31 dicembre 2011 (D.M. del 07.12.2010 – G.U. n. 292 del 15.12.2010)
2,5% dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2013 (D.M. del 12.12.2011 - G.U. n. 291 del 15.12.2011)
1% dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2014 (D.M. del 12.12.2013 – G.U. n. 292 del 13.12.2013)
0,5% dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2015 (D.M. del 11.12.2014 – G.U. n. 290 del 15.12.2014)
0,2% dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2016 (D.M. del 11.12.2015 – G.U. n. 291 del 15.12.2015)
0,1% dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2017 (D.M. del 7.12.2016 – G.U. n. 291 del 14.12.2016)
0,3% dal 1° gennaio 2018 (D.M. del 13.12.2017 – G.U. n. 292 del 15.12.2017)


Buon 2018!

Fonte : " Solo Affitti " 
Agenzia Immobiliare farini 
059454227

lunedì 8 gennaio 2018

Affitto, un viaggio tra canoni di locazione e cedolare secca


Risultati immagini per viaggio

La crisi che ha interessato il settore negli ultimi anni ha portato a una diminuzione dei canoni di locazione, oltre a un calo dei prezzi di vendita delle case. Secondo i dati del marketplace immobiliare idealista, affittare casa è divenuto più conveniente dopo i mesi estivi. Eppure, proprio l’affitto potrebbe rappresentare la scommessa del futuro per l’immobiliare. E non sono pochi a pensarlo.

I canoni di locazione

Sul fronte canoni, è interessante l’indagine di Solo Affitti che ha analizzato i canoni di locazione nelle principali città italiane. Per quanto riguarda la spesa da affrontare, uno studio della Uil ha analizzato l’incidenza dell’affitto della casa sui redditi degli italiani con l’obiettivo di capire qual è l’incidenza del canone medio annuo del 2016 su tre diverse fonti di reddito (reddito da lavoro dipendente, da lavoro autonomo e da pensione).

 

La cedolare secca

In tema affitti, quello della cedolare secca è uno dei temi predominanti. La cedolare secca è una modalità di tassazione forfettaria alternativa alla tassazione ordinaria che è possibile scegliere qualora si posseggano determinati requisiti. La legge di Bilancio 2018 contiene la tanto attesa proroga della cedolare secca al 10% per i contratti a canone concordato. L’estensione varrà per il prossimo biennio 2018-2019.

Il canone concordato

Il contratto di locazione a canone concordato è caratterizzato da un canone calmierato, a differenza del canone libero che dipende dai prezzi di mercato. Tale tipologia può essere utilizzata per i contratti a uso abitativo, a uso transitorio e per gli studenti universitari. Riguarda le abitazioni di proprietà dei privati concesse in locazione a privati, studenti e cooperative/enti senza scopi di lucro.
Secondo un’analisi di Solo Affitti, Verona è la città italiana dove è più diffuso (99%) il ricorso all’affitto a canone concordato, seguita da Grosseto (96%) e Forlì (93%).
Ma quali sono i vantaggi del contratto di locazione a canone concordato? I locatari pagano un affitto inferiore a quello di mercato e usufruiscono di detrazioni fiscali ai fini Irpef nel caso in cui l’immobile diventi residenza principale; i locatori beneficiano di agevolazioni fiscali utilizzando la cedolare secca al 10% anziché quella al 21% prevista per i canoni liberi.

Inquilino e proprietario

Quando si decide di prendere (o dare) in affitto una casa è bene valutare con attenzione molteplici aspetti. Ma cosa bisogna fare nel momento in cui si decide di affittare la propria casa? Innanzitutto, è necessario recarsi presso l’ufficio competente dove registrare un contratto di locazione. Vediamo poi cosa comporta l’affitto per inquilino e proprietario.
Risultati immagini per case in legnoAnche una sola rata in meno del canone di locazione può comportare lo sfratto. A dirlo la sentenza n. 355 del 3 febbraio 2017 del Tribunale di Genova. E’ poi importante sapere che l’inquilino che lascia un appartamento prima della fine del contratto è tenuto a pagare i canoni fino alla scadenza dello stesso. E questo anche se nei fatti ha già fatto le valigie e lasciato le chiavi al padrone di casa. A chiarirlo è stata una recente sentenza della Cassazione.



Il conduttore, ossia colui che riceve l’immobile in locazione, può recedere anticipatamente dall’affitto per gravi ragioni ed eventuali condizioni consentite nel contratto di affitto. In entrambi i casi, è necessario dare comunicazione per iscritto (con raccomandata a.r. o con posta elettronica certificata) della volontà di recesso al padrone di casa con un preavviso di almeno 6 mesi. Non è possibile la semplice restituzione delle chiavi di casa.
Una delle più importanti clausole contrattuali, sulla quale solitamente locatore e conduttore pongono la propria attenzione, è rappresentata dall'eventuale clausola risolutiva espressa. In base a tale condizione contrattuale le parti stabiliscono, ex ante e quindi al momento della sottoscrizione del contratto, che il loro rapporto giuridico si può risolvere nel caso in cui una o più specifiche obbligazioni non siano adempiute secondo le modalità individuate nel corpo dello stesso contratto.
Il proprietario deve sapere cosa chiedere al potenziale futuro coinquilino e fare così la scelta giusta. Ma il proprietario deve far fronte anche ad alcuni oneri. In particolare, nel caso di un appartamento locato, il pagamento degli oneri di gestione compete esclusivamente al proprietario dell’immobile in condominio, poiché in materia condominiale risulta inapplicabile il principio dell’apparenza del diritto.


 Fonte : " Idealista" 
 Agenzia Immobiliare Farini 
 059454227

venerdì 20 gennaio 2017

A MODENA QUASI 17 MILA CASE “VUOTE”

È quanto emerge da un’analisi sulle abitazioni di Solo Affitti, rete immobiliare specializzata nella locazione con 340 agenzie (40 in Spagna), presentata in occasione dell’apertura di una nuova agenzia a Modena


Modena, 20 gennaio 2017 - Sono quasi 17 mila le case vuote nel comune di Modena, pari al 18% circa del totale delle abitazioni presenti in città. È quanto emerge da un’analisi* di Solo Affitti, rete immobiliare specializzata nella locazione con 340 agenzie (40 in Spagna), che viene illustrata in occasione dell’inaugurazione della nuova agenzia di viale Antonio Gramsci, in programma domani alle 9.00 a Modena.

Secondo Solo Affitti, che propone di sostenere il mercato locativo valorizzando gli immobili non occupati, i comuni della provincia con più case vuote sono, dopo Modena, Formigine (2° posto con oltre 3.800 immobili non occupati, pari al 21,5% del totale), Carpi (3° con oltre 3.350 immobili, 10,6% del totale) e Pavullo nel Frignano (4° con circa 3.260 immobili, 30% del totale). Seguono Serramazzoni, quinto in graduatoria con oltre 3 mila case vuote (43,4% del totale), Montese, al sesto posto con più di 2.900 case vuote (58,7%) e Sestola, settimo posto con quasi 2.800 case vuote (61,8%). Tra i primi dieci comuni per abitazioni non occupate anche Mirandola (2.700 immobili vuoti, pari al 20,7% del totale), Fanano (quasi 2.500 case vuote, 57,4%) e Zocca (oltre 2.400 case vuote, 48%).

In città – afferma Luisa Farini, titolare della nuova agenzia Solo Affitti di Modena – per un monolocale ammobiliato occorrono da 300-400 euro mensili in estrema periferia a 450-550 euro in centro, fino a 500-600 euro nella zona di pregio. Per un bilocale arredato la spesa cresce a 400-550 euro in estrema periferia fino a 900 euro nella zona di pregio mentre si arriva a 600-700 euro per un trilocale in periferia, e fino a oltre 1.000 euro in zona di pregio. Vivere in un quadrilocale arredato può costare da un massimo di 750 euro in estrema periferia a un massimo di 1.200 nelle zone di pregio”.

La concentrazione maggiore di immobili non occupati in Emilia Romagna, dove se ne contano più di 480 mila (20,44% del totale), è nelle provincie di Ferrara (1° posto con il 27,37% e 59.797 case vuote), Piacenza (2° con il 24,65% e 40.864 case) e Ravenna (3° con 24,44% e 54.097 case). Molte le abitazioni non occupate anche in provincia di Rimini (4° posto regionale con il 23,48% e 40.718 case vuote), Parma (5° con il 21,37% e 51.331 case) e Modena (6° posto il 21,25% e 76.293 case vuote). Un maggior tasso di occupazione delle abitazioni si registra, invece, nella provincia di Forlì-Cesena (terzultima in Emilia Romagna con il 18,30% e 36.152 case), Reggio Emilia (penultima con il 16,78% e 42.143 case) e Bologna (ultima con il 15,14% e 79.738 case).

In Italia sono oltre 7 milioni e 38 mila le case non occupate (22,5% del totale) con una presenza maggiore in regioni del Sud come Calabria (2° posto nazionale con il 38,7% e 481.741 case), Molise (3° con il 36,9% e 73.524 case) e Abruzzo (4° con il 32,7% e 250.038) per effetto dell’emigrazione. Il trend è sviluppato anche in Valle d’Aosta (1° posto in Italia con il 50% per 58.731 immobili) e Trentino Alto Adige (9° con il 27,2% e 156.771) dove abbondano le case di villeggiatura.


La nuova agenzia Solo Affitti di Modena va ad aggiungersi alle 45 presenti in Emilia Romagna: 10 ciascuno a Bologna e Forlì-Cesena, 8 a Ravenna, 6 a Modena, 5 a Rimini, 3 a Ferrara, 1 ciascuno a Reggio Emilia, Piacenza e Parma. L’agenzia di viale Antonio Gramsci, 387 è aperta dal lunedì al venerdì (9.00-19.00) e il sabato (9.00-13.00).



Comuni della provincia di Modena con più abitazioni non occupate
Rielaborazione Solo Affitti su dati Istat


da " Solo Affitti"
Agenzia Farini 
059 454227