Visualizzazione post con etichetta modena. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta modena. Mostra tutti i post

venerdì 19 giugno 2020

Prezzi delle case, i quartieri dove sono aumentati di più da marzo in Italia

Prezzi delle case, i quartieri dove sono aumentati di più da marzo in Italia



                           

maggio, si è registrato un lieve aumento dello 0,3% registratosi rispetto ad aprile con il prezzo del mattone in Italia che si assesta a 1.702 euro al metro quadro
Anche durante il periodo del lockdown gli italiani non hanno mai smesso di cercare casa e i dati indicano una vivacità spiccata, e non è una novità, a Milano. Nel capoluogo lombardo ci sono i quartieri che hanno visto crescere maggiormente i prezzi al mq delle case da marzo a maggio. Su tutti, la zona di Varesina-Testori, in cui i valori sono aumentati del 28,72%, ma passando da 1730,01 a 2226,82 euro al mq.
E proprio pochi giorni prima del lockdown deciso per contenere la pandemia, idealista/news aveva pubblicato una mappa sui quartieri che erano cresciuti di più al livello di prezzi delle case in un anno, anche in quella speciale classifica le prime posizioni erano monopolizzate da Milano. Ma nel capoluogo lombardo, così come nel resto d’Italia, erano le zone prime o centrali a farla da padrone. Mentre scorrendo il ranking delle zone che sono cresciute di più durante il lockdown noteremo alcune differenze.
Anche nella Capitale, ad esempio, il balzo più grande tra marzo e maggio 2020 si registra in periferia, a Tor Cervara, un quartiere che però è in grado di garantire più spazi liberi e metrature più grandi a costi contenuti. Nel periodo preso in esame i valori sono passati da 2348,31 a 2555,56 euro al mq, con un 8,83% che rappresenta anche la miglior performance di Roma (segue un altro quartiere periferico dello stesso quadrante, Ponte di Nona).
Discorso simile anche per quanto riguarda Torino, dove a crescere maggiormente è una zona dal prezzo al mq abbastanza basso: Madonna di Campagna passa da 882,49 a 955,50 euro al mq, con un balzo dell’8,27%. A Genova, il quartiere con l’aumento più significativo (5,10%) è Oregina-Lagaccio, che passa da 1066,97 a 1121,43 euro al mq.
Situazione decisamente diversa a Bologna, dove la centralissima ed esclusiva zona di Galvani passa da 4150,31 a 4252,87 euro, con un aumento da marzo a maggio del 2,47% che è anche il picco massimo toccato in città nello stesso periodo. Anche a Firenze a crescere maggiormente (+4,62%) è la zona di Bellariva-Rovezzano, con un prezzo al mq che passa da 3505,43 a 3667,38.
Nella città di Bergamo, messa a durissima prova dall’emergenza coronavirus, i prezzi delle case a Loreto sono passati da 1888,59 a 2021,49 euro al mq (+7,04%), mentre Borgo Milano Verona cresce del 4,18% (passando da 1730,26 a 1802,64 euro al mq).
Tornando invece alle percentuali di crescita più alte, si mettono in evidenza le zone di Cardeto ad Ancona, che si attesta a 1810,01 euro al mq crescendo dell’11,39% e San Giuliano a Mare a Rimini, in cui i prezzi sono aumentati del 9,07% attestandosi a 2872,43. Morane-Sant'Agnese Nuova a Modena, fa un balzo del 6,74% e sfiora i 2000 euro al mq.
Tra le regioni del Sud, invece, si distingue il quartiere Marconi a Bari, in cui i prezzi delle case passano da 1414,82 a 1516,95 euro al mq con un aumento del 7,22%. A Palermo, invece, i valori della zona Pallavicino-San Filippo Neri passano da 1349,25 a 1439,71 euro al mq. Infine NapoliMercato-Pendino cresce del 3,07% e si assesta introno ai 2000 euro al mq.

Da Agenzia Farini
viale Gramsci 387
Modena

giovedì 31 maggio 2018

Frenata del settore immobiliare
In calo occupazione e ricavi
Periodo d'oro per i ristoratori

Precipitano le attività nel settore immobiliare, così come il commercio al dettaglio ma, per i ristoratori questo è un periodo d'oro. La nostra città, infatti, può contare su nuove attività.
I dati arrivano dall'ufficio studi di Confcommercio Modena ma il quadro non è certo positivo: infatti il terziario chiude il primo trimestre del 2018 con il segno meno su tutti gli indicatori: dal numero di imprese, occupazione e volume di affari alle attività nel settore immobiliare corrisponde il dato più eclatante, con un preoccupante calo delle attività.
I dati arrivano dall'ufficio studi di Confcommercio Modena ma il quadro non è certo positiv: infatti il terziario chiude il primo trimestre del 2018, con il segno meno su tututti gli indicatori: dal numero di imprese, occupazione e volume di affari alle attività nel settore immobiliare, ce vivono decisamente un momento nero.
Infatti all'immobiliare corrisponde il dato più eclatante, con un preoccupante calo delle attività.
Dall'analisi effettuata sugli ultimi dati Infocamere e su un campione di circa 2.300 aziende associate, il numero totale delle imprese attive nel Terziario in provincia perde 62 unità nel confronto con l'analogo periodo del 2017 e passa csì da 16.255 a 16.913 unità, mentre, sul fronte occupazionale il calo è apri allo 0,7%. Venendo ai numeri dei più rilevanti settori oggetto di analisi, il commercio al dettaglio n sede fissa e d ambulante in provincia perde 25 unità e le imprese attive nel territorio modenese passano dunque da 6.544 del primo trimestre del 2017 alle attuali 6.519.
Buono come detto il trend rilevato nel comparto della ristorazione, che dunque può tirare un sospiro di sollievo dopo la chiusura in calo nel terzo trimestre del 2017: il numero delle imprese passa così da 3.601 di marzo del 2017 a 3.619 unità. Le 18 attività aggiuntive sono in gran parte attribuibili alla performance della città capoluogo, che rappresenta da sempre il termometro dello stato di salute del settore e dove il numero di attività è salito da 1.073 da 1.084 unità (+11).
Fa riflettere il tonfo dell'intermediazione immobiliare: la consistenza numerica degli operatori attivi passa infatti da 3.066 a 3.020 unità (-46). <<Valori, questi – commenta Massimo Gandolfi – su cui andrà fatto un approfondimento in vista dell'indagine che condurremo sul settore immobiliare, visto che i dati parziali sulle compravendite immobiliari raccolti nei primi tre mesi dell'anno erano improntati alla stabilità>>. Sul fronte occupazionale, si registra un calo dello 0,7%, relativamente al campione esaminato: circa 2300 imprese associate a cui viene erogato il servizio di tenuta paghe. Nello specifico, diminuiscono i dipendenti dell'1,3%, aumentano i soci collaboratori di una percentuale simile e sono sostanzialmente invariati i collaboratori occasionali ed i tirocinanti, che complessivamente rappresentano circa il 9% del totale degli addetti. 

Fonte: "il Resto del Carlino"
Agenzia Immobiliare Farini
Tel. Ufficio Modena: 059454227
Fax: 059317476
Tel. Ufficio Lesignana: 3398395052


venerdì 20 gennaio 2017

A MODENA QUASI 17 MILA CASE “VUOTE”

È quanto emerge da un’analisi sulle abitazioni di Solo Affitti, rete immobiliare specializzata nella locazione con 340 agenzie (40 in Spagna), presentata in occasione dell’apertura di una nuova agenzia a Modena


Modena, 20 gennaio 2017 - Sono quasi 17 mila le case vuote nel comune di Modena, pari al 18% circa del totale delle abitazioni presenti in città. È quanto emerge da un’analisi* di Solo Affitti, rete immobiliare specializzata nella locazione con 340 agenzie (40 in Spagna), che viene illustrata in occasione dell’inaugurazione della nuova agenzia di viale Antonio Gramsci, in programma domani alle 9.00 a Modena.

Secondo Solo Affitti, che propone di sostenere il mercato locativo valorizzando gli immobili non occupati, i comuni della provincia con più case vuote sono, dopo Modena, Formigine (2° posto con oltre 3.800 immobili non occupati, pari al 21,5% del totale), Carpi (3° con oltre 3.350 immobili, 10,6% del totale) e Pavullo nel Frignano (4° con circa 3.260 immobili, 30% del totale). Seguono Serramazzoni, quinto in graduatoria con oltre 3 mila case vuote (43,4% del totale), Montese, al sesto posto con più di 2.900 case vuote (58,7%) e Sestola, settimo posto con quasi 2.800 case vuote (61,8%). Tra i primi dieci comuni per abitazioni non occupate anche Mirandola (2.700 immobili vuoti, pari al 20,7% del totale), Fanano (quasi 2.500 case vuote, 57,4%) e Zocca (oltre 2.400 case vuote, 48%).

In città – afferma Luisa Farini, titolare della nuova agenzia Solo Affitti di Modena – per un monolocale ammobiliato occorrono da 300-400 euro mensili in estrema periferia a 450-550 euro in centro, fino a 500-600 euro nella zona di pregio. Per un bilocale arredato la spesa cresce a 400-550 euro in estrema periferia fino a 900 euro nella zona di pregio mentre si arriva a 600-700 euro per un trilocale in periferia, e fino a oltre 1.000 euro in zona di pregio. Vivere in un quadrilocale arredato può costare da un massimo di 750 euro in estrema periferia a un massimo di 1.200 nelle zone di pregio”.

La concentrazione maggiore di immobili non occupati in Emilia Romagna, dove se ne contano più di 480 mila (20,44% del totale), è nelle provincie di Ferrara (1° posto con il 27,37% e 59.797 case vuote), Piacenza (2° con il 24,65% e 40.864 case) e Ravenna (3° con 24,44% e 54.097 case). Molte le abitazioni non occupate anche in provincia di Rimini (4° posto regionale con il 23,48% e 40.718 case vuote), Parma (5° con il 21,37% e 51.331 case) e Modena (6° posto il 21,25% e 76.293 case vuote). Un maggior tasso di occupazione delle abitazioni si registra, invece, nella provincia di Forlì-Cesena (terzultima in Emilia Romagna con il 18,30% e 36.152 case), Reggio Emilia (penultima con il 16,78% e 42.143 case) e Bologna (ultima con il 15,14% e 79.738 case).

In Italia sono oltre 7 milioni e 38 mila le case non occupate (22,5% del totale) con una presenza maggiore in regioni del Sud come Calabria (2° posto nazionale con il 38,7% e 481.741 case), Molise (3° con il 36,9% e 73.524 case) e Abruzzo (4° con il 32,7% e 250.038) per effetto dell’emigrazione. Il trend è sviluppato anche in Valle d’Aosta (1° posto in Italia con il 50% per 58.731 immobili) e Trentino Alto Adige (9° con il 27,2% e 156.771) dove abbondano le case di villeggiatura.


La nuova agenzia Solo Affitti di Modena va ad aggiungersi alle 45 presenti in Emilia Romagna: 10 ciascuno a Bologna e Forlì-Cesena, 8 a Ravenna, 6 a Modena, 5 a Rimini, 3 a Ferrara, 1 ciascuno a Reggio Emilia, Piacenza e Parma. L’agenzia di viale Antonio Gramsci, 387 è aperta dal lunedì al venerdì (9.00-19.00) e il sabato (9.00-13.00).



Comuni della provincia di Modena con più abitazioni non occupate
Rielaborazione Solo Affitti su dati Istat


da " Solo Affitti"
Agenzia Farini 
059 454227

mercoledì 21 dicembre 2016

Case, calo dei prezzi a Modena

Case, calo dei prezzi a Modena
Nell’anno 2016 la domanda di abitazioni in Emilia Romagna è cresciuta del 5,2%, mentre i prezzi si sono stabilizzati, con un valore medio di vendita al metro quadro pari a circa 1.900 euro. Questo emerge dai dati dell'Osservatorio di Casa.it sul mercato residenziale, a ottobre 2016, rispetto all'inizio dell'anno. Nel dettaglio, da gennaio a ottobre la domanda «cresce in tutte le città della regione». Le più dinamiche risultano Bologna (+6,9%) e Parma (+5,5%). Seguono Ferrara e Reggio Emilia (+4,8%), Cesena e Rimini (+4,5%), Ravenna (+4,3%), Piacenza (+3,9%), Forlì (+3,2%) e Modena (+2,9%). Sul fronte dei prezzi, segno positivo per Bologna (+2,1%), Ferrara e Cesena (+1,2%), e Reggio Emilia (+1%), mentre si registra un calo a Piacenza (-1,5%), Ravenna (-1,1%), e Modena (-0,8%). Stabili, invece, Parma, Forlì e Rimini.


Per quanto riguarda il prezzo medio, a livello regionale è di circa 1.900 euro al metro quadro, e il budget a disposizione delle famiglie è di circa 152.000 euro.


Bologna (2.900 euro al metro quadro) e Rimini (2.800) sono le città più care, mentre Ferrara (1.650) e Reggio Emilia (1.750) sono le più economiche. Nelle altre città a Parma il costo è di 2.100 euro al metro, a Modena di 2.000, a Cesena di 1.980, a Ravenna di 1.950, a Forlì di 1.900 e a Piacenza di 1.850. Numeri che il responsabile del centro studi di Casa.it, Alessandro Ghisolfi, commenta dicendo che «la crescita della domanda conferma che il mercato si sta risvegliando, e che le famiglie restano intenzionate a comprare casa, nonostante le incertezze sull'evoluzione del quadro macro economico del Paese».


Il budget di acquisto, conclude Ghisolfi, «si è sicuramente ridimensionato, ma il ritorno delle banche a finanziare gli acquisti sta creando uno scenario più positivo».


da “Gazzetta di Modena”
Agenzia Farini
059/454227

lunedì 17 ottobre 2016

Contratti di affitto per turisti a Modena: è un mercato in regola?


                   BOOM DI CASE AFFITTATE A TURISTI

“Il sommerso  nel turismo è ormai giunto a livelli di guardia», avverte Confcommercio e Federalberghi. Ad agosto 2016, in provincia di Modena «risultavano disponibili su diversi siti ben 449 alloggi, di cui i1 52,2 % riferiti ad interi appartamenti; 1'82,8 % disponibile per più di sei mesi; i1 44,1 % gestito da host che mettono in vendita più di un alloggio. Si tratta di dati  inequivocabili prosegue la nota — che smascherano definitivamente le 4 grandi bugie della cosiddetta sharing economy: non è vero che si condivide l'esperienza con it titolare visto che la maggior parte degli annunci pubblicati si riferisce all'affitto di interi appartamenti, in cui non abita nessuno; non è vero che si tratta di attività occasionali visto che la maggior parte degli annunci si riferisce ad appartamenti disponibili per oltre sei mesi all'anno; non è vero che si tratta di forme integrative del reddito poichè sono attività economiche a tutti gli effetti, che molto spesso fanno capo ad inserzionisti che gestiscono più alloggi; non è vero che le nuove formule compensano la mancanza di offerta  visto che gli alloggi presenti sono concentrati soprattutto nelle località turistiche, dove e maggiore la presenza di esercizi ufficiali". 


Ne consegue, secondo Confcommercio-Federlaberghi, che il consumatore è ingannato due volte: viene tradita la promessa di vivere un'esperienza autentica e vengono eluse le norme poste a tutela del cliente, dei lavoratori, della collettività, del mercato». Per questo l'associazione chiede che venga messa in campo una attività di controllo e verifica ad hoc, capace contrastare gli abusi, e che l'attività di vigilanza venga esercitata con efficacia: ciò nell'ottica di tutelare tanto le imprese turistiche tradizionali quanto coloro che gestiscono in modo corretto le nuove forme di accoglienza. «Modena, grazie agli investimenti compiuti in questi anni ed agli sforzi messi in campo dagli albergatori modenesi — conclude Amedeo Faenza, presidente provinciale di Federalberghi-Confcommercio - si sta finalmente affacciando al mercato del turismo, ma questa nuova tensione è accompagnata dalla proliferazione di diverse attività abusive nel settore, che inquinano il mercato con un'offerta parallela, sfuggendo a qualunque regola, a partire da quelle basilari in materia di fisco, previdenza lavoro, igiene e sicurezza: è urgente  intraprendere un percorso che ripristini legalità, trasparenza del mercato e anche sicurezza sociale».

Agenzia Farini
059 454227

Istat - Imprese in rete

Istat - Imprese in rete - Wegate - Congiuntura Emilia-Romagna


Indice Nazionale ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati
+0,1% la variazione annuale dell'indice ISTAT del mese di settembre 2016
Il numero indice per il mese di settembre (base 2015=100) è pari a: 100,0
Principali variazioni rispetto al mese di settembre 2016variazione mensile per il periodo agosto 2016 - settembre 2016: -0,2% variazione annuale per il periodo settembre 2015 - settembre 2016: +0,1%
variazione biennale per il periodo settembre 2014 - settembre 2016: 0,0%Prossimo comunicato relativo all'indice di ottobre 2016: 14 novembre 2016

Imprese in rete: superata la soglia dei 3mila contratti in Italia
Contratti di rete ancora in crescita in Italia: questo modello di aggregazione tra imprese ha superato le 3mila esperienze, coinvolgendo oltre 15mila aziende sparse su tutto il territorio nazionale, nessuna provincia esclusa. A livello regionale, la Lombardia è la prima regione italiana per numero di imprese che hanno stipulato un contratto di rete (2.647), seguita da Toscana (1.544) ed Emilia-Romagna (1.509). E' quanto risulta dal monitoraggio di Unioncamere e InfoCamere sui contratti di rete depositati al Registro delle imprese alla data del 3 settembre scorso.
Da questa mappa emerge la forte vocazione di alcune province medio-piccole alla collaborazione tra imprese, tra cui Modena che, con 299 imprese in rete, è dodicesima nella graduatoria in valore assoluto. Se si considera invece la classifica stilata in base alla quota di imprese in rete ogni mille imprese registrate, Modena è comunque ben posizionata trovandosi al diciassettesimo posto a livello nazionale con una percentuale del 4 per mille.



I Comitati Imprenditoria Femminile aderiscono a Wegate, la piattaforma europea per le imprenditrici
C'è anche la rete dei Comitati per l'Imprenditoria Femminile delle Camere di commercio su Wegate, la piattaforma della Commissione europea lanciata il 30 settembre.
Wegate è un gateway digitale per le donne imprenditrici, il cui obiettivo è fornire non solo le informazioni, ma anche motivazione e spunti alle donne per avviare e far crescere un business in rosa.
Congiuntura dell'Emilia-Romagna: emergono segnali positivi
Il PIL nel 2016 riporterà un incremento dell'1%, tanto che l'Emilia-Romagna sarà la prima regione italiana per crescita. Un aumento trainato dall'industria e, soprattutto, dalle esportazioni, a fronte di una stagnazione della domanda interna. Questa la principale indicazione dell'indagine congiunturale relativa al secondo trimestre 2016 sull'industria manifatturiera, realizzata in collaborazione tra Unioncamere Emilia-Romagna, Confindustria Emilia-Romagna e Intesa Sanpaolo.
La produzione in volume delle piccole e medie imprese dell'industria manifatturiera dell'Emilia-Romagna è cresciuta del 2,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, consolidando l'inversione di tendenza in atto. Occorre però tener presente una differenza che si fa marcata se si osservano l'aspetto dimensionale e settoriale: i valori più elevati sono espressi dalle imprese più grandi e da quelle operanti nella ceramica e meccanica. Valori negativi o pressoché nulli invece per le imprese con meno di 10 addetti. La crescita infatti è stata determinata dalle classi dimensionali più strutturate e orientate all'internazionalizzazione. L'aumento più sostenuto è venuto dalle grandi imprese da 50 a 500 dipendenti (+2,8%), con un miglioramento di 0,7 punti percentuali nei confronti del trend dei dodici mesi precedenti. L'andamento settoriale è apparso uniforme. La novità più importante è rappresentata dal moderato aumento delle industrie della moda (+0,5%). Restano tuttavia alcune criticità, soprattutto nell'ambito della domanda. L'aumento produttivo più sostenuto ha riguardato l'industria meccanica, elettrica e dei mezzi di trasporto (+3,1%).

sabato 3 agosto 2013

Proteggi la casa che affitti e la sua rendita!

per difendere il proprietario dai possibili rischi di un inquilino moroso nasce l'assicurazione d'affitto, un prodotto frutto di una collaborazione con l'assicuratore!

domanda. cos’è la protezione d'affitto referenza garantita?
risposta. è un piano che raggruppa in sé le coperture necessarie sia all’inquilino sia al proprietario. da una parte si sostituisce a chi affitta nel pagamento dei un mese di cauzione, dall’altra, offre al proprietario di casa tutta una serie di garanzie, tra l’altro anche la possibilità di poter recuperare i soldi nel caso il suo affittuario dovesse risultare moroso

d. in che consistono queste garanzie?
r. consistono nel rimborso dei canoni di locazione non pagati fino a un massimo di 6-18 mesi, il rimborso delle eventuali spese condominali spettanti all’inquilino e anche la coperture delle spese legali ed eventuali danni.

d.  a chi spetta il pagamento di "referenza garantita"?
r. formalmente a sottoscrivere il piano è l’inquilino, ma sono stati molti i casi in cui proprietari e locatari sono giunti a un accordo. 

se per il proprietario di un immobile è infatti una garanzia contro il rischio di morosità, per l'inquilino si riescono a ridurre il numero di mensilita a cauzione. il costo del prodotto è infatti di una mensilità+iva

d. qual'è la procedura per sottoscriverla?

r. è sufficiente presentare la domanda corredata dal cud dell’inquilino, dalle buste paga e dal merito creditizio dello stesso. La pratica costa circa 75 anche in caso di rifiuto della pratica.

d. l’accordo è valido solo per i nuovi contratti?
r. è possibile aderire a referenza garantita anche in caso di contratti stipulati in passato, a condizione che non ci siano casi di morosità pregressa.



Per attivarla sui vostri immobili contattateci 059454227! Vi daremo tutte le informazioni necessarie!



mercoledì 12 giugno 2013

rinnovo degli incentivi per l’edilizia

il rinnovo degli incentivi per l’edilizia sia per le ristrutturazioni che per la riqualificazione energetica degli edifici. E’ stato infatti pubblicato in G.U, (N. 130 del 5 giugno) il Decreto legge n. 63 del 4 giugno 2013. Esso prevede che la detrazione Irpef del 50% per le ristrutturazioni edilizie è prorogato fino al 31.12.2013, con la conferma di una spesa massima agevolabile pari a 96.000 euro ma la novità inaspettata è che i contribuenti che eseguono lavori di ristrutturazione edilizia nel medesimo periodo possono fruire anche di detrazioni, sempre del 50%, per mobili destinati all’abitazione ristrutturata. Il massimo di spesa agevolabile, distinto dagli importi destinati ai lavori , è pari a 10.000 euro .
La detrazione Irpef/Ires del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica invece è addirittura aumentata al 65% , ed è ugualmente prorogata fino al 31.12.2013 per gli immobili singoli mentre per i condomìni arriva fino al 30.06.2014. La norma è già in vigore dal 6 giugno scorso.

Restano escluse però le spese per la "sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpia" e la "sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria". Per questi impianti si può ancora usufruire del bonus del 55% fino al prossimo 30 giugno.
 
 
CONTATTATE LO STUDIO CHE COLLABORA CON NOI
059317476 

venerdì 7 giugno 2013

Una casa alle Giovani Coppie e ad altri nuclei familiari

Una casa alle Giovani Coppie e ad altri nuclei familiari

Con il programma "Una casa alle giovani coppie ed altri nuclei familiari" la Regione Emilia Romagna si propone di aiutare nuclei familiari ad acquistare la proprietà della prima casa con patto di futura vendita, dopo un periodo di locazione o assegnazione in godimento di massimo 4 anni. La giovane coppia può chiedere di acquistare l'alloggio anche subito.

 

Per aiutare le giovani coppie ed altri nuclei familiari la Regione mette a disposizione un contributo di 20.000,00 Euro per alloggio, elevato a 30.000,00 Euro per i soggetti residenti nei comuni delle province di Bologna, Modena, Ferrara, Reggio Emilia i cui territori sono stati interessati dagli eventi sismici del 20 e del 29 maggio 2012 individuati dall'art. 1 del decreto legge del 6 giugno 2012, n. 74 così come convertito dalla legge 122/2012, integrato dall'art. 67 septies del decreto legge 22 giugno n. 83 convertito con modificazioni nella legge 7 agosto 2012 n. 134. 
Tali contributi possono essere aumenti di 3.000,00 Euro per gli alloggi realizzati con tecniche costruttive che garantiscano l'applicazione integrale dei requisiti di prestazione energetica degli edifici e degli impianti energetici, previsti dalla delibera dell'Assemblea Legislativa n. 156/2008. Inoltre il contributo può essere incrementato di un importo aggiuntivo di 2.000,00 Euro per i nuclei nei quali sia presente almeno un figlio.


Contattateci per avere ulteriori informazioni ed essere guidati da noi e dal nostro agente per i mutui!


059454227

Agenziafarini.it 


Entrate nella vostra nuova casa con noi!