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lunedì 6 luglio 2020

Case, il lockdown non ha scalfito il mattone: prezzi su dell’1,4% nel II trimestre

Case, il lockdown non ha scalfito il mattone: prezzi su dell’1,4% nel II trim. Scopri i valori nella tua città





L'ultimo rapporto sui prezzi delle case di idealista, il portale immobiliare leader per sviluppo tecnologico in Italia, fotografa un incremento dei valori pari all’1,4% durante i mesi primaverili, quelli segnati dal Coronavirus. Il prezzo medio richiesto per l’usato ora è di 1.722 euro al metro quadro a livello nazionale. Considerando la variazione annuale, il calo si attesta allo 0,8%.
Per Vincenzo De Tommaso, Responsabile Ufficio Studi di idealista: “l’andamendo dei prezzi è in parte attribuibile a un livello molto più basso di proprietà immesse sul mercato nel corso degli ultimi tre mesi. Col Paese in piena chiusura abbiamo visto parte dell’offerta ritirarsi dal mercato e parte del prodotto in vendita andare verso l’affitto. Dal 4 maggio i potenziali acquirenti si sono riaffacciati sul mercato con un approccio attendista orientato alla negoziazione. Tutto fa pensare a un periodo di transizione, con compravendite a rilento, verso una nuova fase che probabilmente vedrà un aumento dello stock disponibile e un calo dei prezzi nella seconda parte dell'anno, con il previsto peggioramento della situazione economica nazionale".
Regioni A dispetto della pandemia i prezzi sono aumentati in 17 delle 20 regioni italiane. Il Veneto (2,6%), guida gli incrementi davanti a Lombardia (2,5%) e il Trentino-Alto Adige (2,4%). Crescita sopra la media del periodo anche in Basilicata (2%), mentre l’Abruzzo (1,4%) segna rivalutazioni in linea con la media del Paese; incrementi più deboli per altre 15 regioni, dall’1,2% della Campania allo 0,2% di Lazio, Liguria e Piemonte. All’opposto le regioni in calo sono Puglia (-0,3%), Sardegna (-0,4%), Molise (-1,9%) e Valle d’Aosta (-2,5%).
Liguria (2.482 euro/m²), Trentino-Alto Adige (2.445 euro/m²) e Valle d'Aosta (2.437 euro/m²) si confermano le regioni più care. Dal lato opposto quelle più economiche sono invece Sicilia (1.066 euro/m²), Molise (916 euro/m²) e Calabria (908 euro/m²).
Province
Rispetto all’ultimo trimestre crescono sensibilmente anche le province in terreno positivo che sono ora il 70% del totale contro il 44% del trimestre scorso; 49 mercati segnano variazioni contenute tra il -1% e l’1%; fluttuazioni in risalita soprattutto agli estremi dove la provincia di Milano (5,2%) segna la performance migliore, seguita da Brescia (4,8%) ed Enna (4,6%). All’opposto i maggiori ribassi spettano a Sondrio (-5%), Isernia (-5,9%) e Belluno (-8,8%).
Il ranking delle province più care è guidato da Bolzano (3.626 euro/m²), Savona (3.045 euro/m²) e Firenze (2.836 euro/m²). Nella parte bassa del ranking troviamo Caltanissetta (724 euro/m²), Isernia (722 euro/m²) e Biella, fanalino di coda con 649 euro al metro quadro.
Città
A livello di capoluogo l’indice generale dei prezzi segna un’importante tendenza positiva con recuperi nella maggior parte dei mercati cittadini, 67% del totale di 110 capoluoghi monitorati.
Milano (7,1%) traina il mercato mentre alle sue spalle si segnalano i rimbalzi più significativi sono quelli di Monza (5,2%) e Siracusa (5,1%). Le variazioni negative più marcate del periodo si sono prodotte a Foggia (-4,1%), Agrigento (-5%) e Isernia (-6,6%).
Tra i grandi mercati, Napoli (3,9%), Torino (2,7%) e Roma (0,8%) hanno registrato un andamento positivo nel secondo trimestre. Al contrario si segnalano le negative le performance di Bologna (-0,1 %), Genova (-0,4%) Firenze (-0,6%) Bari (-1,1%) e Palermo (-2,2%).
Venezia rimane la regina dei prezzi di vendita della penisola con 4.485 euro al metro quadro, davanti a Firenze (3.958 euro/m²), mentre Milano sale a 3.903 euro al metro quadro. Nella parte bassa del ranking Biella (721 euro/m²) è la piazza con i prezzi delle case più bassi d’Italia davanti a Caltanissetta (781 euro/m²) e Ragusa (826 euro/m²).
 Da Agenzia Farini
viale Gramsci 387
Modena

mercoledì 10 ottobre 2018

Che cos’è e come funziona la proposta d’acquisto


Che cos’è e come funziona la proposta d’acquisto






Quando si è in cerca di una casa da acquistare e si è individuato l’immobile ideale, inizia un iter che - se non emergono inconvenienti - sfocia poi con l’acquisto della tanto desiderata abitazione. Tutto parte, in genere, con la proposta d’acquisto. Giampaolo Marcoz, consigliere nazionale del Notariato, ha spiegato a idealista/news di cosa si tratta e come funziona.

Che cos’è una proposta dacquisto?

“La proposta d’acquisto è la dichiarazione dell’acquirente di voler acquistare un certo bene a un certo prezzo: solitamente si tratta di un modulo prestampato fornito dall’ agenzia immobiliare, ed è accompagnata dal versamento di una somma di denaro a titolo di ‘caparra’. Una volta firmata, la proposta d’acquisto contiene impegni già vincolanti per l’acquirente che di solito si impegna a non revocarla per un determinato periodo di tempo. Non vincola il venditore che nel frattempo resta libero di valutare anche altre offerte.
Bisogna distinguere la proposta di acquisto dal contratto preliminare di vendita o ‘compromesso’, con il quale il venditore e l’acquirente si obbligano a concludere una compravendita, stabilendone modalità e termini. Serve a impegnare le parti per il tempo necessario a risolvere eventuali problemi che non consentono la vendita immediata: ad esempio per l’acquirente la ricerca di un finanziamento e per il venditore la consegna di una nuova casa”.

Quale deve essere la durata?

“E’ consigliabile stabilire un termine ridotto per l’efficacia della proposta, ad esempio una o due settimane, entro il quale il venditore potrà accettarla concludendo l’affare”.

La proposta dacquisto prevede una caparra, quest’ultima a quanto deve ammontare?

“La proposta d’acquisto è accompagnata normalmente dal versamento di una somma di denaro a titolo di ‘caparra’. In genere si tratta di qualche migliaio di euro stabilito in proporzione rispetto al valore dell’immobile.
Tale somma resta ‘bloccata’ (e quindi viene sottratta alla disponibilità dell’acquirente) per tutta la durata di validità della proposta di acquisto. Importante: l’assegno relativo alla caparra deve essere intestato direttamente al venditore”.

Cosa succede se la proposta dacquisto non viene accettata dal venditore?

“Se la proposta d’acquisto non viene accettata, la caparra verrà restituita al proponente che sarà libero di modificare la sua proposta, magari migliorando le condizioni”.

Al contrario, cosa succede se la proposta dacquisto viene accettata?

“Nel momento in cui la proposta dell’acquirente viene accettata dal venditore, con la firma di quest’ultimo si conclude di fatto l’accordo contrattuale e le parti sono vincolate al rispetto di quanto contenuto nella proposta accettata.
L’immediata nascita di un obbligo contrattuale impone di prestare grande attenzione alle clausole contenute nella proposta di acquisto che solo con il consenso di entrambi i contraenti potrà essere modificata o integrata.
Sarà necessario quindi fare molta attenzione alle modalità e ai tempi di pagamento del prezzo, alla eventuale esigenza di richiedere un finanziamento, alla verifica della consistenza dell’immobile con riferimento alla regolarità urbanistica e degli impianti, ed infine ai tempi di consegna dell’immobile stesso.
Alla luce di tutto ciò è consigliabile farsi assistere dal notaio fin dall’ inizio, a partire dalla redazione di una proposta di acquisto che tenga conto delle proprie esigenze per non trovarsi vincolati a condizioni che non si è in grado di adempiere”.

Cosa accade, invece, se l’acquirente ci ripensa?


“Se il venditore ha già accettato, è essenziale capire se l’acquirente si sia riservato la possibilità di tornare indietro sui suoi passi avendo qualificato le somme versate a titolo di ‘caparra penitenziale’. Solo in questo caso potrà sciogliersi dal vincolo contrattuale perdendo solo la somma versata. In caso contrario, ovvero in caso di versamenti a titolo di ‘caparra confirmatoria’, per essere libero dall’impegno assunto dovrà ottenere il consenso del venditore, perdendo la somma versata a titolo di caparra ed esponendosi al rischio di eventuali ulteriori richieste di risarcimento danno da parte del venditore”

Da "Idealista"
Agenzia Farini
059 454227 

mercoledì 5 luglio 2017

Vendita o affitto?

È possibile pubblicare su internet un annuncio di vendita o affitto di una casa se è già stato dato mandato all'agenzia immobiliare?

Oggi si vende e si affitta più tramite internet che con agenzia immobiliare: i dati parlano di un forte
aumento delle offerte veicolate tramite siti web dedicati all’incontro tra domanda e offerta. Alcuni di
questi portali, peraltro, consentono la pubblicazione gratuita dell’annuncio, offrendo poi servizi
aggiuntivi nelle versioni premium e base. Ma chi ha già affidato l’incarico all’agenzia di trovare
un acquirente o un affittuario può contemporaneamente pubblicare un annuncio su internet, in una
piattaforma dedicata o anche tramite i propri canali?

La risposta dipende dal singolo contratto firmato con l’agenzia. Se è presente la clausola di
esclusiva, il proprietario dell’immobile non potrebbe andare in cerca di acquirenti o inquilini e,
quand’anche dovesse trovarli, sarebbe poi tenuto a risarcire l’agente secondo le condizioni
contrattuali.

Accanto a questa possibilità, però, esistono casi in cui il mandato sottoscritto all’agente sia senza
esclusiva e, in tale ipotesi, la società immobiliare ha diritto alla provvigione solo se l’acquirente o l’affittuario è stato trovato da
quest’ultima. Resta ferma, quindi, la libertà per il proprietario
dell’immobile di intervenire personalmente nella ricerca di eventuali interessati all’affare. Il che gli
consente di pubblicare annunci via internet di vendita o affitto della casa nonostante il
contestuale mandato conferito in capo all’agente.

Gran parte dei contratti con le agenzie immobiliari contiene la clausola di esclusiva, ma nulla
toglie che le parti possano concordare la cancellazione della stessa. Sarà sufficiente interlineare la
relativa disposizione contenuta nel prestampato, accompagnando tale segno grafico con la firma di
entrambe le parti a margine della correzione.

È peraltro possibile riscrivere il contratto da capo, eliminando la clausola di esclusiva.
L’agenzia immobiliare che abbia procurato un cliente, al proprietario dell’appartamento, ha diritto
alla provvigione anche se poi il contratto di vendita o di affitto dovesse concludersi
successivamente alla scadenza del mandato. Ciò che conta, infatti, è che l’agente sia riuscito a
procurare il contatto tra le parti durante la vigenza del proprio incarico, a prescindere poi dalle
modalità concrete con cui, poi, queste ultime abbiano deciso di portare a termine le trattativa.

Fonte: La Legge per Tutti
Autore: Redazione
Data: 12/10/2016

martedì 28 febbraio 2017

Come acquistare una casa senza soldi

Come acquistare una casa senza soldi: quattro soluzioni utili


Anche chi non dispone di una liquidità immediata può realizzare il sogno di comprare una casa. Ecco quattro soluzioni per chi vuol acquistare un immobile senza soldi.

Leasing immobiliare, come funziona – Esteso dalla legge di stabilità 2016 anche agli immobili, comprare casa con il leasing immobiliare prevede particolari agevolazioni per i giovani sotto i 35 anni. Ad acquistare l'immobile è una banca o una società che la concede con un affitto mensile a un privato ad un prezzo generalmente superiore a quello di mercato. Alla fine del contratto, l'usufruttuario può decidere se lasciare l'immobile, acquistarlo riscattando i canoni già versati o rinnovare il leasing per un altro periodo.


Vendita con riserva di proprietà di un immobile - La proprietà del bene non viene trasferita al momento della firma del contratto, ma solo con il pagamento dell'ultima rata. Questo anche se il futuro compratore può entrare fin da subito in possesso dell'immobile. In questo modo c'è una certezza dell'acquisto e eventuali debiti o pignoramenti del venditore non vengono trasferiti all'acquirente. Trattandosi pero' di una compravendita vera e propria, le imposte devono essere versate subito.
Affitto con riscatto - l'articolo 23 dello sblocca Italia ha regolato l'affitto con riscatto, spesso erroneamente confuso con il rent to buy. Trascorsi sette anni dalla stipula del contratto, l'inquilino ha la facoltà di riscattare l'unità immobiliare.
Per l'acquirente il vantaggio è duplice: da una parte gli effetti fiscali della compravendita, sia per chi vende sia per chi acquista, scattano al momento del riscatto e non all'inizio del contratto di locazione; dall'altra il compratore ha sette anni di tempo per reperire il capitale necessario all'acquisto dell'immobile
Prestito vitalizio ipotecario - Uno strumento che consente al proprietario di un’abitazione con più di 60 anni di chiedere un finanziamento a una banca, garantito dall’iscrizione di un’ipoteca di primo grado sull’immobile. Il proprietario di casa potrà decidere di chiudere quando vuole il contratto, pagando alla banca il capitale ricevuto più gli interessi, oppure lasciare che siano gli eredi a liquidare il prestito vendendo la casa al finanziatore o rimborsando il prestito ottenuto con gli interessi maturati nel tempo

fonte: Idealista
da “Agenzia Farini”
tel: 059/454227

mercoledì 21 dicembre 2016

Case, calo dei prezzi a Modena

Case, calo dei prezzi a Modena
Nell’anno 2016 la domanda di abitazioni in Emilia Romagna è cresciuta del 5,2%, mentre i prezzi si sono stabilizzati, con un valore medio di vendita al metro quadro pari a circa 1.900 euro. Questo emerge dai dati dell'Osservatorio di Casa.it sul mercato residenziale, a ottobre 2016, rispetto all'inizio dell'anno. Nel dettaglio, da gennaio a ottobre la domanda «cresce in tutte le città della regione». Le più dinamiche risultano Bologna (+6,9%) e Parma (+5,5%). Seguono Ferrara e Reggio Emilia (+4,8%), Cesena e Rimini (+4,5%), Ravenna (+4,3%), Piacenza (+3,9%), Forlì (+3,2%) e Modena (+2,9%). Sul fronte dei prezzi, segno positivo per Bologna (+2,1%), Ferrara e Cesena (+1,2%), e Reggio Emilia (+1%), mentre si registra un calo a Piacenza (-1,5%), Ravenna (-1,1%), e Modena (-0,8%). Stabili, invece, Parma, Forlì e Rimini.


Per quanto riguarda il prezzo medio, a livello regionale è di circa 1.900 euro al metro quadro, e il budget a disposizione delle famiglie è di circa 152.000 euro.


Bologna (2.900 euro al metro quadro) e Rimini (2.800) sono le città più care, mentre Ferrara (1.650) e Reggio Emilia (1.750) sono le più economiche. Nelle altre città a Parma il costo è di 2.100 euro al metro, a Modena di 2.000, a Cesena di 1.980, a Ravenna di 1.950, a Forlì di 1.900 e a Piacenza di 1.850. Numeri che il responsabile del centro studi di Casa.it, Alessandro Ghisolfi, commenta dicendo che «la crescita della domanda conferma che il mercato si sta risvegliando, e che le famiglie restano intenzionate a comprare casa, nonostante le incertezze sull'evoluzione del quadro macro economico del Paese».


Il budget di acquisto, conclude Ghisolfi, «si è sicuramente ridimensionato, ma il ritorno delle banche a finanziare gli acquisti sta creando uno scenario più positivo».


da “Gazzetta di Modena”
Agenzia Farini
059/454227

mercoledì 30 novembre 2016

Case, boom di compravendite continua la discesa dei prezzi


CASE, BOOM DI COMPRAVENDITE CONTINUA LA DISCESA DEI PREZZI



Questi ultimi mesi del 2016 hanno segnato un aumento della compravendita immobiliare non solo sulle abitazioni ma anche sui capannoni e negozi.
Leggiamo insieme l'articolo del "La Repubblica" per avere più dettagli in merito.






Case, box auto e uffici venduti a prezzi sempre più bassi, tassi di interesse dei mutui ai minimi storici, sfiducia verso altri investimenti ed ecco che in Italia si acquistano sempre più immobili, tanto che nel secondo trimestre di quest’anno c’è stato un vero e proprio boom di compravendite.

Ben 305mila, di cui circa 143mila di abitazioni, secondo i dati dell’Osservatorio del mercato immobiliare di Agenzia delle Entrate. Un numero in aumento di quasi un 22% rispetto ai dati dello stesso trimestre 2015.
Superiore anche alla crescita registrata nei primi tre mesi dell’anno quando era del 17,3%. Tanto che, secondo le stime del gruppo immobiliare Tecnocasa, a fine anno le compravendite di abitazioni potrebbero attestarsi tra le 480 e 500 mila. In crescita rispetto alle 449mila del 2015 ma ancora lontanissime dalle 845mila del 2006. Gli operatori tirano comunque un sospiro di sollievo.

«Dopo anni terribili per il mercato, avvertiamo un ritorno di fiducia sempre più forte fra i compratori», conferma Carlo Giordano, amministratore delegato di Immobiliare.it, portale di annunci online tra i più conosciuti del Bel Paese.

Si comprano più capannoni e immobili destinati ad attività produttive, in tutto 2.895 quelli venduti tra aprile e giugno scorso (+30%), ma anche più negozi e locali per attività commerciali: 7.593 in crescita del 12,9. Sono però le compravendite di case quelle che stanno ritornando pian piano ai livelli antecedenti al 2012, quando erano scese a 448mila. Nel secondo trimestre di quest’anno hanno segnato un aumento del 22,9% e si tratta della crescita in assoluto più consistente dal 2004.

Ancora una volta è il Nord Italia a registrare il maggior numero di transazioni, arrivando a pesare la metà del totale. Nel secondo trimestre di quest’anno la crescita è stata del 25% rispetto al 2015. Anche il Centro ed il Sud del Paese registrano un aumento del 20% rispetto ai trimestri precedenti.
Il maggior numero di compravendite di case si è avuto a Roma (8.250), Milano (6.150) e Torino (3.406). Tra le città spicca in particolare il dato di Bologna, dove le compravendite crescono più che altrove (+33,5%).

Questa ritrovata voglia di spendere nel mattone si era iniziata a far sentire nel 2014, per proseguire nel 2015 con le compravendite in aumento del 6,5%.
Ora sembra un trend destinato a proseguire, tanto che si sono persino ridotti i tempi di vendita che si attestano intorno a 159 giorni.

Si acquistano soprattutto “prime case”, in modo particolare se si trovano in centro città. Del resto, come mostra una ricerca realizzata da Immobiliare.it su un campione di oltre 1.500 persone e pubblicata solo qualche settimana fa, sette italiani su dieci sono convinti che questo sia un momento propizio per comprare.

Nel terzo trimestre 2012 la pensavano così solo cinque su dieci. Appena l’8,4% degli intervistati si è invece detto dubbioso sulla bontà di un acquisto in questo momento. Forse si tratta di chi crede che i prezzi possano continuare a scendere.

Negli ultimi dieci anni gli immobili non hanno cessato di perdere valore. Addirittura una recente analisi di Tecnocasa mostra come per un’abitazione di 85 metri quadri oggi si spendano poco più di sei anni di stipendio di un italiano medio (circa 26mila euro lordi all’anno). Nel 2006 ne servivano invece almeno dieci.

A Roma, tra le città più care, bisogna versare dieci annualità. Nel 2006 ne servivano quattordici, tanto che anche all’ombra del Cupolone le compravendite sono aumentate del 12,5% nei primi sei mesi di quest’anno e si riescono a dare via anche gli immobili di lusso, certi attici da 15mila euro al metro quadro con vista mozzafiato su piazza di Spagna. A Milano, seconda città più cara d’Italia, sono invece necessarie nove annualità (13,7 nel 2006). Segue Firenze con poco più di otto e mezzo. Mentre a Palermo, Genova, Torino e Verona si possono invece spendere cifre di gran lunga inferiori a quelle della media nazionale: bastano 3,9 anni di salario per comprar casa nel capoluogo siciliano, 4,4 per firmare un contratto d’acquisto nella città della Lanterna, 4,5 a Torino e a Verona.

Secondo Standard & Poor’s il costo della casa potrebbe tornare a crescere nel 2017 e 2018 ma al massimo dell’1%.

Eppure, nonostante le ottime condizioni di mercato, le compravendite sono ancora lontane dai numeri che si registravano nel 2006. Colpa dell’economia italiana che non ha certo spiccato il volo. Ma colpa anche delle tasse considerate troppo alte.

«Siamo contenti per i dati in crescita delle compravendite, ma per far ripartire davvero il mercato è necessario allentare la pressione fiscale sugli immobili, in modo da restituire un ritorno economico sugli investimenti », incalza Paolo Righi, presidente nazionale Fiaip.

Secondo l’associazione degli agenti immobiliari, a cui aderiscono 12mila agenzie e più di 50mila operatori, dal 2011 ad oggi molti provvedimenti fiscali hanno invece distrutto il comparto.

«Tra tasse locali e nazionali, si è arrivati a sfiorare i 30 miliardi rispetto ai 9,5 precedenti», prosegue il presidente che invita il governo a fare una cura shock sull’immobiliare.

«Si abbassino le rendite catastali e si riporti la tassazione a livelli accettabili. I nostri concittadini credono ancora nel mattone, nonostante ciò che sostengono alcuni esperti, e se non riescono a comprare in Italia è perché è poco remunerativo». Nel secondo trimestre, il primato di compravendite di case è di Roma (8.250), poi Milano (6.150) e Torino (3.406). Un’abitazione di 85 mq oggi si compra con poco più di sei anni di stipendio di un italiano medio (circa 26mila euro lordi all’anno). Nel 2006 ne servivano almeno dieci.



Da “La Repubblica”

Agenzia Farini
tel: 059/454227

venerdì 22 luglio 2016

10 consigli per vendere casa prima del vicino

10 consigli per vendere casa prima del vicino


Vendere casa in tempi brevi? Si può. A dirlo l’immobiliare spagnola Monapart, che a tal proposito ha fornito alcuni consigli. Andiamo a scoprirli.

1. Assicurarsi di avere la documentazione necessaria per la vendita della casa. A volte, infatti, la compravendita può complicarsi perché al momento della firma mancano dei documenti essenziali.

2. Dedicare il tempo opportuno alla scelta di un buon agente immobiliare. E' bene optare per chi si ritiene possa tutelare al meglio i propri interessi.

3. Chiedere un’analisi comparativa del mercato così da poter valutare adeguatamente l'immobile. In questo modo si evita di sprecare tempo e denaro.

4. Parlare con l’agente delle proprie previsioni circa il tempo di vendita necessario e confrontarsi sulla strategia da seguire per ottenere il miglior prezzo.

5. Chiedere all’agente di illustrare il piano di marketing che intende seguire. In poche parole, è importante capire bene in che modo l'incaricato della vendita decide di procedere per mettere sul mercato la casa e conseguire una compravendita di successo.





6. Decidere, insieme all’agente incaricato della vedita, le migliorie da apportare. Il cliente apprezza quando il proprietario che intende vendere si occupa di sistemare alcune piccole cose essenziali.

7. Quando si effettuano dei lavori, chiedere la fattura e annotare le spese.

8. Spersonalizzare gli ambienti. Questo significa eliminare tutti gli oggetti più personali per permettere al potenziale acquirente di immaginare l'immobile come se fosse già la propria casa.

9. Non essere presenti durante le visite, il potenziale acquirente si sentirà più a suo agio.

10. Chiedere di essere aggiornati sul processo di vendita: ritmo delle visite, feedback dei clienti e offerte ricevute.



da "Idealista "
Agenzia Farini
059 454227

10 consigli per vendere casa prima del vicino



10 consigli per vendere casa prima del vicino


Vendere casa in tempi brevi? Si può. A dirlo l’immobiliare spagnola Monapart, che a tal proposito ha fornito alcuni consigli. Andiamo a scoprirli.

1. Assicurarsi di avere la documentazione necessaria per la vendita della casa. A volte, infatti, la compravendita può complicarsi perché al momento della firma mancano dei documenti essenziali.

2. Dedicare il tempo opportuno alla scelta di un buon agente immobiliare. E' bene optare per chi si ritiene possa tutelare al meglio i propri interessi.

3. Chiedere un’analisi comparativa del mercato così da poter valutare adeguatamente l'immobile. In questo modo si evita di sprecare tempo e denaro.

4. Parlare con l’agente delle proprie previsioni circa il tempo di vendita necessario e confrontarsi sulla strategia da seguire per ottenere il miglior prezzo.

5. Chiedere all’agente di illustrare il piano di marketing che intende seguire. In poche parole, è importante capire bene in che modo l'incaricato della vendita decide di procedere per mettere sul mercato la casa e conseguire una compravendita di successo.





6. Decidere, insieme all’agente incaricato della vedita, le migliorie da apportare. Il cliente apprezza quando il proprietario che intende vendere si occupa di sistemare alcune piccole cose essenziali.

7. Quando si effettuano dei lavori, chiedere la fattura e annotare le spese.

8. Spersonalizzare gli ambienti. Questo significa eliminare tutti gli oggetti più personali per permettere al potenziale acquirente di immaginare l'immobile come se fosse già la propria casa.

9. Non essere presenti durante le visite, il potenziale acquirente si sentirà più a suo agio.

10. Chiedere di essere aggiornati sul processo di vendita: ritmo delle visite, feedback dei clienti e offerte ricevute.



da "Idealista "
Agenzia Farini
059 454227

lunedì 6 luglio 2015

FORMAT ANNUNCI COMMERCIALE E NUOVO APE



 FORMAT ANNUNCI COMMERCIALE E NUOVO APE
29 giugno 2015

Nuova certificazione energetica, ecco come deve essere il format annunci commerciali di vendita e locazione immobiliare
Pubblicati i nuovi decreti di attuazione previsti dalla legge 90/2013.
Un’attenzione particolare  rivolta agli annunci commerciali per la locazione e la vendita degli immobili, che devono avere specifiche caratteristiche previste dal decreto linee guida.
Il decreto interministeriale del 26 giugno 2015 (decreto nuove linee guida), infatti, prevede che nel caso di offerta di vendita o di locazione, i corrispondenti annunci, effettuati tramite tutti i mezzi di comunicazione commerciali, devono riportare:
  • gli indici di prestazione energetica dell’involucro
  • l’indice di prestazione energetica globale dell’edificio o dell’unità immobiliare, sia rinnovabile che non rinnovabile
  • la classe energetica corrispondente
Al riguardo è obbligatorio l’utilizzo, con l’esclusione degli annunci via internet e a mezzo stampa, dell’apposito format annunci commerciali definito all’Appendice C delle Linee guida approvate dal decreto.
Il format annunci commerciali risulta facilmente comprensibile, in quanto riporta graficamente la classe energetica e la chiara indicazione dell’indice di prestazione energetica rinnovabile e non rinnovabile, come è possibile vedere nell’immagine successiva.

Inoltre, il format annunci immobiliari riporta anche un apposito campo che se barrato indica che trattasi di edificio ad energia quasi zero.
Ricordiamo che, secondo la definizione del decreto requisiti minimi, un edificio a energia quasi zero è un edificio, di nuova costruzione o esistente, per cui sono contemporaneamente rispettati:
  1. tutti  i  requisiti  previsti  dalla  lettera  b),  del  comma  2,  del  paragrafo  3.3 del decreto requisiti minimi,  determinati  con  i valori vigenti dal 1° gennaio 2019 per gli edifici pubblici e dal 1° gennaio 2021 per tutti gli altri edifici
  2. gli  obblighi  di  integrazione  delle  fonti  rinnovabili  nel  rispetto  dei  principi  minimi  di  cui all’Allegato 3, paragrafo 1, lettera c), del decreto rinnovabili (D.Lgs. 28/2011)

lunedì 4 maggio 2015

Acquisto : Verifiche da fare!

Il geometra risponde :Prima di acquistare verifica sempre queste cose ! 

 

 Il geometra ci concede la sua consulenza su un tema fondamentale per gli investitori immobiliari.
Le verifiche meno comuni che si devono fare prima di acquistare un immobile o rivendere un preliminare .
Apparentemente tutto sembra essere apposto ,ma ad esempio se una piantina catastale corrisponde allo stato attuale dell'immobile non e' detto che tutto sia ok e ci sono delle verifiche che nessuno fa e che possono far saltare una trattativa !!!
Il Geometra ora ci risponde con un suo articolo .
In fondo inseriro' la sua mail in caso di richieste di servizi rapidi e consulenza avanzata.
 Cosa si può sanare e cosa occorre fare attenzione al momento dell’acquisto !

Molte volte quando siamo interessati ad un immobile e siamo in fase di accettazione o firma del Rogito Notarile, non si fa molta attenzione alle planimetrie che ci vengono poste all’attenzione, un po’ perché non siamo tecnici, un po’ perché ci fidiamo dell’agente immobiliare, un po’ perché andare a consultare un tecnico di fiducia ci costerebbe spese su una cosa che non sappiamo se acquisteremo o meno, un po’ perché pensiamo che il Notaio verifichi tutto lui.
Contrariamente è auspicabile che tale verifica o consulenza sia fatta con un nostro tecnico di fiducia,  sopratutto prima dell’acquisto di un immobile! E’ un po’ come una macchina usata, dovremmo almeno farla provare ad un nostro meccanico di fiducia prima di acquistarla o ad un amico che capisce di motori ! Ecco l’importanza di convenzionarvi con un vostro Geometra o altro tecnico di fiducia quale Architetto o Ingegnere!
Cosa assolutamente da verificare e da distinguere è la corrispondenza della situazione reale che troviamo in loco, con l’ultima planimetria catastale depositata presso l’Ufficio della Agenzia delle Entrate e l’ultimo progetto depositato in Comune!
Le tre cose devono coincidere! In pratica dobbiamo fare una distinzione netta tra il Catasto, il Comune e la situazione reale che ci si presenta, perché il più delle volte le 3 cose non coincidono e quando si dovrà fare anche un semplice intervento si va incontro a sanzioni che magari avremmo potuto risparmiare con un po’ più di attenzione, perché tale situazione l’abbiamo ereditata dal vecchio proprietario.
Oltre ai vari divisori interni e quindi alla forma del nostro futuro immobile, dobbiamo fare attenzione alle destinazioni che hanno le varie stanze interne e quindi confrontare le varie planimetrie con lo stato reale dell’appartamento! Per far questo dobbiamo farci consegnare i disegni o farci fare la delega a fare l’accesso agli atti presso gli appositi enti e una volta acquisiti con metro o fettucia alla mano controlliamo oppure incarichiamo un tecnico iscritto ai vari ordini professionali ( Ingegnere, Architetto o Geometra) per le verifiche del caso. Inoltre vanno controllati che non vi siano abusivismi su parti  volumetriche.
Ad esempio potremmo avere bagni al posto di ripostigli, cucine al posto di camere ecc ecc..
Tali incongruenze, anche se l’immobile è bellissimo e tenuto bene, una volta acquistato ricadono sul nuovo proprietario al 90 % dei casi e saranno maggiori oneri a carico dello stesso per far in modo di sanare tali situazioni.
La mancata comunicazione dell'inizio dei lavori, con o senza relazione tecnica asseverata, comporta il pagamento di sanzioni amministrative, oltre il pagamento del tecnico per seguirvi la procedura.
Può succedere ad esempio, che abbiamo una parte ampliata della casa dove risulta accatastata, ma in Comune no… e potrebbe succedere che la stessa magari non è sanabile dal punto di vista urbanistico, magari per le distanze dal confine, oppure per il volume a disposizione che non abbiamo e magari il venditore ve l’ha fatta pagare, perché risulta accatastata.
Se non sono passati molti anni si può impugnare l’atto e chiedere o l’annullamento dello stesso o la restituzione del danno subito, ma per evitare questo, vi consiglio di consultare un tecnico ( Ingegnere, Architetto o Geometra), in modo tale da capire quant’è la spese per tale regolarizzazione e quindi far in modo o di farsi carico delle spese per la regolarizzazione dell’abuso e quindi chiedere uno sconto, oppure farsi regolarizzare il tutto dal venditore.
Tali spese e confronto con il tecnico vi sarà utile per capire se potete acquistare anche se non è tutto perfettamente in regola e quindi chiedere comunque uno sconto in fase di trattativa, oppure capire se vi fanno pagare delle opere abusive che per sanarle costerebbe di più del prezzo di acquisto!

GEOM. BIGNARDI MAURIZIO
+ Viale Antonio Gramsci, 387 - 41122 Modena
' Tel     +39 059.454227
6  Fax    +39 059.317476
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venerdì 7 giugno 2013

Una casa alle Giovani Coppie e ad altri nuclei familiari

Una casa alle Giovani Coppie e ad altri nuclei familiari

Con il programma "Una casa alle giovani coppie ed altri nuclei familiari" la Regione Emilia Romagna si propone di aiutare nuclei familiari ad acquistare la proprietà della prima casa con patto di futura vendita, dopo un periodo di locazione o assegnazione in godimento di massimo 4 anni. La giovane coppia può chiedere di acquistare l'alloggio anche subito.

 

Per aiutare le giovani coppie ed altri nuclei familiari la Regione mette a disposizione un contributo di 20.000,00 Euro per alloggio, elevato a 30.000,00 Euro per i soggetti residenti nei comuni delle province di Bologna, Modena, Ferrara, Reggio Emilia i cui territori sono stati interessati dagli eventi sismici del 20 e del 29 maggio 2012 individuati dall'art. 1 del decreto legge del 6 giugno 2012, n. 74 così come convertito dalla legge 122/2012, integrato dall'art. 67 septies del decreto legge 22 giugno n. 83 convertito con modificazioni nella legge 7 agosto 2012 n. 134. 
Tali contributi possono essere aumenti di 3.000,00 Euro per gli alloggi realizzati con tecniche costruttive che garantiscano l'applicazione integrale dei requisiti di prestazione energetica degli edifici e degli impianti energetici, previsti dalla delibera dell'Assemblea Legislativa n. 156/2008. Inoltre il contributo può essere incrementato di un importo aggiuntivo di 2.000,00 Euro per i nuclei nei quali sia presente almeno un figlio.


Contattateci per avere ulteriori informazioni ed essere guidati da noi e dal nostro agente per i mutui!


059454227

Agenziafarini.it 


Entrate nella vostra nuova casa con noi!