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venerdì 16 novembre 2018

Lettera governo all'Ue: il deficit non cambia e il debito scenderà vendendo (ancora) immobili pubblici


L'italia aveva tempo fino al 13 novembre per rispondere alle raccomandazioni dell'Europa sulla manovra di bilancio ed evitare una probabile procedura d'infrazione. La lettera del governo all'Ue è una sfida: il deficit rimane al 2,4%, ma il debito dovrebbe scendere grazie alla vendita di immobili pubblici, una delle misure da sempre più usate per fare cassa.
La lettera del governo all'Ue non cambia la sostanza della legge di Bilancio 2019. Al termine del consiglio dei Ministri che ha definito i contorni della lettera all'Europa, il vicepremir Luigi di Maio ha chiarito, infatti che: "la manovra non cambia né nei saldi né nella previsione della crescita. Abbiamo detto chiaramente che ci impegniamo a mantenere il 2.4% di deficit e il Pil all'1,5%, ma reddito cittadinanza, riforma Fornero, soldi ai truffati delle banche restano".
Nella lettera all'Ue, il governo spiega quali sono le clausole di salvaguardia e i controlli automatici sulla spesa già previsi per evitare che il deficit salga oltre il limite previsto del 2,4%. 

Dismissione patrimonio immobiliare pubblico

L'unica concessione nella lettera del governo all'Europa è una diminuzione del debito pubblico, grazie alla vendita di immobili pubblici, un'operazione che dovrebbe valere l'1% del Pil. 
Su questo punto ha detto ancora Di Maio: "deve essere chiara una cosa nel programma di dismissioni non ci sono i gioielli di famiglia: stiamo parlando di immobili, di beni secondari dello Stato e sicuramente la dismissione avrà un effetto positivo per la riduzione del debito".

"Nella lettera a Bruxelles abbiamo detto che aumentiamo la valorizzazione dei nostri immobili, quindi della dismissione dei nostri immobili". E potremo fare più soldi dal taglio e dalla dismissione di quello che non serve, degli immobili di proprietà dello Stato". 
La vendita di immobili pubblici è stata una delle misure più utilizzate dai governi passati per fare cassa. Nel 2017, secondo la nota di aggiornamento al Def, i proventi dalle vendite di immobili pubblici hanno raggiunto i 900 milioni. Una cifra lontana da quella che vorrebbe raccogliere il governo, quindi, che dovrebbe essere pari all'1% del Pil. Secondo i dati dell'Istat, nel 2017 in termini assoluti il prodotto interno lordo dell'Italia è stato pari a 1.716.238 milioni di euro.

Fonte : "Idealista"
Agenzia Immobiliare Farini 
059454227 

venerdì 23 febbraio 2018

Ecobonus, quando inviare la documentazione all’Enea

Gtres



L’Agenzia delle Entrate ha chiarito quando scade il termine per inviare all’Enea la documentazione utile ad ottenere l’Ecobonus.
All’interno della rubrica “La Posta” di Fisco Oggi è stato posto il seguente quesito:
Ho eseguito dei lavori di riqualificazione energetica nel mio appartamento. Il termine di 90 giorni per inviare la documentazione all’Enea decorre dalla chiusura del cantiere o dalla data di effettuazione del pagamento?
L’Agenzia delle Entrate ha così risposto:
Per usufruire della detrazione Irpef relativa agli interventi di riqualificazione energetica, entro 90 giorni dalla fine dei lavori è necessario trasmettere all’Enea la copia dell’attestato di certificazione o di qualificazione energetica (prodotto da un tecnico abilitato) e la scheda informativa relativa agli interventi realizzati.
I 90 giorni di tempo per l’invio della documentazione decorrono dal giorno del collaudo dei lavori, a nulla rilevando il momento (o i momenti) di effettuazione dei pagamenti (risoluzione n. 244/E dell’11 settembre 2007, paragrafo 3).
Nell’ipotesi in cui, in virtù del tipo di intervento, non sia richiesto il collaudo, il contribuente può provare la data di fine lavori anche con altra documentazione emessa dal soggetto che ha eseguito i lavori (o dal tecnico che compila la scheda informativa). Invece, non è ritenuta valida, a tal fine, una dichiarazione del contribuente resa in sede di autocertificazione (circolare n. 21/E del 23 aprile 2010, paragrafo 3.1).
Si ricorda, infine, che la trasmissione della documentazione deve avvenire in via telematica, attraverso l’applicazione web dell’Enea raggiungibile dal sito 
 www.acs.enea.it.

Fonte : "Idealista"
Agenzia Immobiliare Farini 
3398395052


mercoledì 7 dicembre 2016

Il business vola oltre i confini: nasce una piattaforma globale


IL BUSINESS VOLA OLTRE I CONFINI: NASCE UNA PIATTAFORMA GLOBALE



Siete interessati a comprare o prendere in affitto una casa all'estero?

Vi proponiamo un interessante articolo tratto da La Repubblica.







Per gli italiani interessati ad acquistare o prendere in affitto una casa all'estero, ma anche per gli stranieri che guardano con crescente interesse alla Penisola, Casa.it ha lanciato una piattaforma internazionale di annunci immobiliari, opera del lavoro di progettazione realizzato dalla controllante Rea Group con i partner associati in tutti i continenti. Così gli utenti che navigano sull'url www.casa.it/international possono consultare un database composto da 4,3 milioni di annunci, attingendo da un bacino di offerte provenienti da 56 Paesi diversi fra Europa, Stati Uniti e Sud Est Asiatico. Tutti gli annunci sono tradotti in italiano e nel portale si potrà avere accesso anche a informazioni circa i mercati esteri, come indicazioni sulle tasse. Un mercato importante, quello internazionale, come dimostra la crescita dell'interesse degli italiani verso i Paesi esteri: il trend delle compravendite all'estero registra infatti una crescita media annua del 3,8% dal 2013 in avanti, con oltre 40mila transazioni condotte in porto nel 2015.

Questo nonostante il peso crescerne del fisco sul settore immobiliare. Varie le ragioni: «C'è chi cerca casa all'estero come forma di investimento, in un'ottica di diversificazione dei propri risparmi e chi per un interesse specifico verso un'area o una determinata città», spiega Luca Rossetto, general manager di Casa.it. «E c'è anche chi lo fa per pianificare il proprio futuro in una qualche altra parte del mondo. Attraverso il Global Property Network rispondiamo a queste esigenze, offrendo la possibilità di consultare annunci in tutto il mondo e, per chi è intenzionato a vendere, offrendogli un'audience che supera i 200 milioni di utenti».


Arthur Charlaftis, chief operating officer international di Rea Group, spiega che si é lavorato soprattutto sul fronte dell'omogeneizzazione delle modalità di offerta. «Con un solo click le persone adesso potranno cercare un'abitazione sulla spiaggia in Giamaica, un magazzino a Brooklyn, una villa in Tailandia o addirittura un castello nella campagna francese». Il gruppo, quotato alla Borsa australiana con una capitalizzazione di circa 5 miliardi di euro, ha archiviato l'anno fiscale 2016 (chiuso il 30 giugno scorso) con una crescita dei ricavi del 20% rispetto all'anno precedente, pari a 413,1 milioni di euro Aumentano anche l'Ebitda (+22%), che si attesta a 227,8 milioni di euro e l'utile netto (+16%), passato da 121,6 milioni agli attuali 140,7 milioni di euro. Quanto all'Italia, Casa.it conta 6,9 milioni di utenti unici al mese, con le pagine viste che nell'ultimo anno sono cresciute nell'ordine del 34%. L'ultima novità del portale nazionale è la possibilità di proporre gli annunci immobiliari con foto a 360 gradi, in modo da offrire agli utenti una visione dinamica dell'abitazione.



Da “La Repubblica”
Agenzia Farini
tel. 059/454227

mercoledì 30 novembre 2016

Case, boom di compravendite continua la discesa dei prezzi


CASE, BOOM DI COMPRAVENDITE CONTINUA LA DISCESA DEI PREZZI



Questi ultimi mesi del 2016 hanno segnato un aumento della compravendita immobiliare non solo sulle abitazioni ma anche sui capannoni e negozi.
Leggiamo insieme l'articolo del "La Repubblica" per avere più dettagli in merito.






Case, box auto e uffici venduti a prezzi sempre più bassi, tassi di interesse dei mutui ai minimi storici, sfiducia verso altri investimenti ed ecco che in Italia si acquistano sempre più immobili, tanto che nel secondo trimestre di quest’anno c’è stato un vero e proprio boom di compravendite.

Ben 305mila, di cui circa 143mila di abitazioni, secondo i dati dell’Osservatorio del mercato immobiliare di Agenzia delle Entrate. Un numero in aumento di quasi un 22% rispetto ai dati dello stesso trimestre 2015.
Superiore anche alla crescita registrata nei primi tre mesi dell’anno quando era del 17,3%. Tanto che, secondo le stime del gruppo immobiliare Tecnocasa, a fine anno le compravendite di abitazioni potrebbero attestarsi tra le 480 e 500 mila. In crescita rispetto alle 449mila del 2015 ma ancora lontanissime dalle 845mila del 2006. Gli operatori tirano comunque un sospiro di sollievo.

«Dopo anni terribili per il mercato, avvertiamo un ritorno di fiducia sempre più forte fra i compratori», conferma Carlo Giordano, amministratore delegato di Immobiliare.it, portale di annunci online tra i più conosciuti del Bel Paese.

Si comprano più capannoni e immobili destinati ad attività produttive, in tutto 2.895 quelli venduti tra aprile e giugno scorso (+30%), ma anche più negozi e locali per attività commerciali: 7.593 in crescita del 12,9. Sono però le compravendite di case quelle che stanno ritornando pian piano ai livelli antecedenti al 2012, quando erano scese a 448mila. Nel secondo trimestre di quest’anno hanno segnato un aumento del 22,9% e si tratta della crescita in assoluto più consistente dal 2004.

Ancora una volta è il Nord Italia a registrare il maggior numero di transazioni, arrivando a pesare la metà del totale. Nel secondo trimestre di quest’anno la crescita è stata del 25% rispetto al 2015. Anche il Centro ed il Sud del Paese registrano un aumento del 20% rispetto ai trimestri precedenti.
Il maggior numero di compravendite di case si è avuto a Roma (8.250), Milano (6.150) e Torino (3.406). Tra le città spicca in particolare il dato di Bologna, dove le compravendite crescono più che altrove (+33,5%).

Questa ritrovata voglia di spendere nel mattone si era iniziata a far sentire nel 2014, per proseguire nel 2015 con le compravendite in aumento del 6,5%.
Ora sembra un trend destinato a proseguire, tanto che si sono persino ridotti i tempi di vendita che si attestano intorno a 159 giorni.

Si acquistano soprattutto “prime case”, in modo particolare se si trovano in centro città. Del resto, come mostra una ricerca realizzata da Immobiliare.it su un campione di oltre 1.500 persone e pubblicata solo qualche settimana fa, sette italiani su dieci sono convinti che questo sia un momento propizio per comprare.

Nel terzo trimestre 2012 la pensavano così solo cinque su dieci. Appena l’8,4% degli intervistati si è invece detto dubbioso sulla bontà di un acquisto in questo momento. Forse si tratta di chi crede che i prezzi possano continuare a scendere.

Negli ultimi dieci anni gli immobili non hanno cessato di perdere valore. Addirittura una recente analisi di Tecnocasa mostra come per un’abitazione di 85 metri quadri oggi si spendano poco più di sei anni di stipendio di un italiano medio (circa 26mila euro lordi all’anno). Nel 2006 ne servivano invece almeno dieci.

A Roma, tra le città più care, bisogna versare dieci annualità. Nel 2006 ne servivano quattordici, tanto che anche all’ombra del Cupolone le compravendite sono aumentate del 12,5% nei primi sei mesi di quest’anno e si riescono a dare via anche gli immobili di lusso, certi attici da 15mila euro al metro quadro con vista mozzafiato su piazza di Spagna. A Milano, seconda città più cara d’Italia, sono invece necessarie nove annualità (13,7 nel 2006). Segue Firenze con poco più di otto e mezzo. Mentre a Palermo, Genova, Torino e Verona si possono invece spendere cifre di gran lunga inferiori a quelle della media nazionale: bastano 3,9 anni di salario per comprar casa nel capoluogo siciliano, 4,4 per firmare un contratto d’acquisto nella città della Lanterna, 4,5 a Torino e a Verona.

Secondo Standard & Poor’s il costo della casa potrebbe tornare a crescere nel 2017 e 2018 ma al massimo dell’1%.

Eppure, nonostante le ottime condizioni di mercato, le compravendite sono ancora lontane dai numeri che si registravano nel 2006. Colpa dell’economia italiana che non ha certo spiccato il volo. Ma colpa anche delle tasse considerate troppo alte.

«Siamo contenti per i dati in crescita delle compravendite, ma per far ripartire davvero il mercato è necessario allentare la pressione fiscale sugli immobili, in modo da restituire un ritorno economico sugli investimenti », incalza Paolo Righi, presidente nazionale Fiaip.

Secondo l’associazione degli agenti immobiliari, a cui aderiscono 12mila agenzie e più di 50mila operatori, dal 2011 ad oggi molti provvedimenti fiscali hanno invece distrutto il comparto.

«Tra tasse locali e nazionali, si è arrivati a sfiorare i 30 miliardi rispetto ai 9,5 precedenti», prosegue il presidente che invita il governo a fare una cura shock sull’immobiliare.

«Si abbassino le rendite catastali e si riporti la tassazione a livelli accettabili. I nostri concittadini credono ancora nel mattone, nonostante ciò che sostengono alcuni esperti, e se non riescono a comprare in Italia è perché è poco remunerativo». Nel secondo trimestre, il primato di compravendite di case è di Roma (8.250), poi Milano (6.150) e Torino (3.406). Un’abitazione di 85 mq oggi si compra con poco più di sei anni di stipendio di un italiano medio (circa 26mila euro lordi all’anno). Nel 2006 ne servivano almeno dieci.



Da “La Repubblica”

Agenzia Farini
tel: 059/454227