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venerdì 27 marzo 2020

Credito d'imposta per i canoni di locazione, nessuna estensione per i professionisti

Gtres

Nessun credito di imposta sui canoni di locazione per il mese di marzo per i professionisti a partita Iva. La misura decisa nel decreto Cura Italia per loro è inaccessibile.
In una nota congiunta, il Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro (Cno) e il Consiglio nazionale dei commercialisti (Cndcec) hanno proposto l'estensione ai professionisti iscritti agli albi delle misure di sostegno fiscale (indennità di 600 euro mensili e credito di imposta per gli studi professionali in locazione) eliminando nel contempo le graduatorie per accedere agli ammortizzatori sociali.
Nonostante la richiesta delle associazioni professionali ordinistiche per un ampliamento della misura, il credito di imposta del 60% del canone di locazione di marzo, disposto dal decreto 18/2020, resterà destinato solo alle partite Iva iscritte alla gestione separata Inps. Per le quali sarà anche possibile, dalla fine di marzo, richiedere l’indennità di 600 euro per tamponare il calo di fatturato.
Nessun click day quindi per queste categorie, per le quali a fine mese sarà disponibile l’apposito modulo per la domanda.
Fonte : " Idealista"
Agenzia Immobiliare Farini
059454227

giovedì 26 marzo 2020

Vendere casa durante l’emergenza, qual è l’apporto della tecnologia per l’immobiliare?

Gtres

blocco alle attività imposto dall’emergenza non ha risparmiato il real estate. Quale ruolo avrà la tecnologia nel ridefinire il mercato immobiliare durante il lockdown? Un report di RockAgent evidenzia i dati di accesso alla piattaforma e i servizi più richiesti.
RockAgent, infatti, ha analizzato i dati di fruizione della propria piattaforma, soffermandosi anche sugli utenti che hanno fruito dei servizi digitali offerti dalla startup. I risultati dimostrano come il traffico sia cresciuto del 18% e, dopo i primi giorni di panico, si sia anche registrato un buon livello di richieste di valutazione da nuovi clienti.
L’analisi di RockAgent si è anche soffermata sulle tecnologie stanno facendo la differenza per il real estate durante l’emergenza sanitaria. Ecco i servizi che hanno permesso alla start up di continuare a restare in contatto con i clienti (sia venditori che acquirenti):
  • Visite immobiliari in VR: le visite degli immobili attraverso sistemi di realtà virtuale sono aumentate drasticamente nelle ultime settimane. Secondo RockAgent l’incremento si colloca intorno al 18% nella settimana dal 9 al 15 Marzo, per arrivare, nella settimana del 16 al 22 Marzo, al +36%. Poter disporre di questa tecnologia può decisamente costituire un plus per riprendere le trattative alla fine dell’emergenza con chi ha in progetto l’acquisto di un immobile ed inizia le proprie ricerche già da ora.
  • Valutazione immobiliare in remoto: Attraverso algoritmi che uniscono tutti i dati dell’immobile con i parametri di valutazione dell’Agenzia delle Entrate e i dati di  vendita delle transazioni più recenti in una data area - unito alla consulenza di un  agente di zona al telefono o in video call - è possibile ottenere in tempo reale una stima del valore della casa. Il tutto senza dover visionare l’immobile insieme al consulente.
  • Dashboard per interagire con gli agenti: l’uso di piattaforme evolute permette a chi vuole vendere casa di controllare in tempo reale l’andamento delle trattative, gli appuntamenti fissati e svolti dall’agente anche in remoto, la visibilità ottenuta dagli annunci online, le statistiche e molto altro. Anche gli utenti over 60 preferiscono questo strumento di interazione per restare aggiornati e, all’occorrenza, videochattare con gli agenti immobiliari di riferimento. Stando ai dati di RockAgent, 2 su 3 in questo cluster di età stanno utilizzando regolarmente questi tool di monitoraggio online.
  • Strumenti per il lavoro a distanza: La rivoluzione proptech degli ultimi anni ha generato un boom di agenzie “ibride”, ad oggi la categoria più rappresentata  secondo il Proptech Monitor del Politecnico di Milano. Operando senza negozi su strada, queste agenzie digitali che non rinunciano alla consulenza di agenti sul territorio, hanno già ampiamente introdotto nell’operatività quotidiana diversi strumenti e software per il lavoro in remoto. Un aspetto che in questo momento, compatibilmente con i decreti governativi,  ha permesso di proseguire con le attività senza intoppi e necessità di formazione. Quella che può sembrare una banalità a un primo sguardo, non lo è se si analizza il mercato delle agenzie. Uno scenario molto frammentato, con oltre 45.000 realtà, costituito per l’89% da soggetti indipendenti, con un tasso di digitalizzazione mediamente molto basso. Saranno probabilmente loro i più fortemente penalizzati dalla crisi in atto.
  • Chatbot per interagire con i clienti: Le agenzie più avanzate utilizzano canali di comunicazione con i clienti in grado di rispondere alle richieste più frequenti 24/24. Secondo i dati di RockAgent sono almeno il 30% le interazioni giornaliere con nuovi clienti che arrivano tramite chatbot in questo periodo.
Fonte : " Idealista"
Agenzia Immobiliare Farini 
059454227

lunedì 9 dicembre 2019

Quanto incide il fattore fiscale sull’andamento del mercato immobiliare italiano

Lo ha spiegato a idealista/news Andrea Giuricin, economista dell’Università Milano Bicocca


L’Italia è l’unico Paese dell’Unione europea che vede i prezzi delle case in diminuzione anche in questo ultimo trimestre / Gtres
Quanto pesa il fattore fiscale sull’andamento del mercato immobiliare? idealista/news lo ha chiesto ad Andrea Giuricin, economista dell’Università Milano Bicocca, che ha spiegato: “Dal 2011 gli italiani hanno visto una diminuzione del prezzo delle case di circa il 25%, ma la tassazione è rimasta la stessa”.
Qual è il valore del Real Estate nell’economia europea?
Spesso il valore del Real Estate è molto sottovalutato a livello europeo, ma anche a livello italiano. Non si riesce a capire che si tratta di un settore molto importante per quanto riguarda l’economia, addirittura più importante di altri settori, come l’Ict, che comunque hanno la loro influenza. Da un punto di vista del Prodotto interno lordo, il Real Estate ad esempio nel secondo trimestre 2019 vale addirittura oltre 400 miliardi di euro a livello dell’Unione europea a 28 Stati. E’ qualcosa che molte volte si sottovaluta. Si pensa a un settore importante, ma che non crea valore aggiunto”.
Nel corso della conferenza stampa organizzata da Confedilizia per illustrare alcune proposte di modifica alla legge di Bilancio 2020, si è soffermato sul ruolo delle tasse sulla casa nell’andamento del mercato immobiliare italiano. Qual è la sua posizione?
Se guardiamo al calo dei prezzi e compariamo l’Italia versus gli altri Paesi, tra il 2011 e il 2013 in generale nell’Unione europea abbiamo visto decrescere i prezzi in tutti i principali Paesi, quello che si è notato in Italia è che dopo il 2013 questa crisi dei prezzi è continuata. In Italia purtroppo i prezzi sono ancora in negativo. Io prendo come riferimento sempre i dati ufficiali dell’Eurostat e il dato impressionante, secondo me, è che l’Italia è l’unico Paese dell’Unione europea che vede i prezzi delle case in diminuzione anche in questo ultimo trimestre.
L’Italia non ha avuto quel rimbalzo o quel recupero che si è registrato negli altri Paesi europei. In Spagna e in Portogallo i prezzi ancora crescono, in Germania la crescita è ormai abbastanza continua. L’Italia invece, sicuramente anche per il peso delle tasse, per l’introduzione dell’Imu – ricordiamo che l’Imu dal 2012 ad oggi è costata oltre 180 miliardi di euro agli italiani –, ma non solo, ha avuto un andamento dei prezzi negativo.
Spesso si dice che è un problema legato solamente all’andamento del Pil. E’ vero che il Pil italiano è andato relativamente male, ma facendo la comparazione dal 2011 ad oggi tra Prodotto interno lordo e andamento dei prezzi si nota che c’è uno scostamento di circa il 25%. E’ vero che il Pil italiano è rimasto abbastanza flat, quindi orizzontale, e non è cresciuto in questo periodo, ma è anche vero che i prezzi delle case invece sono scesi di circa il 25%.
Altro elemento, si dice che l’Italia sta perdendo popolazione: se andiamo a vedere i numeri, è vero che negli ultimi anni c’è stato un movimento negativo della popolazione, ma è sbagliato guardare il dato della popolazione per quanto riguarda le case, bisogna vedere il numero di nuclei abitativi, cioè quante famiglie o quanti nuclei abitativi ci sono. Se nello stesso periodo il Pil è rimasto piatto e i prezzi sono scesi del 25%, i nuclei abitativi sono aumentati di oltre il 5%. Quello che si denota è che c’è un aumento di fatto della domanda.
In sintesi: da un punto di vista dei nuclei abitativi la domanda è in crescita, c’è un Pil che è rimasto piatto purtroppo, perché la nostra economia va particolarmente male, e al tempo stesso i prezzi sono scesi del 25 per cento. Questo è un dato molto preoccupante”.
Quindi il fattore tasse ha un peso estremamente rilevante sull’andamento dei prezzi…
Ha un peso rilevante, assolutamente. Se andiamo a vedere come è stata fatta la tassazione in Italia, visto che l’introduzione dell’Imu costa 22-23 miliardi di euro ogni anno, indubbiamente ha un peso molto importante. Altro elemento è che di fatto, se i prezzi delle case sono scesi di circa il 25 per cento nel periodo considerato, al tempo stesso la tassazione delle case non è scesa al 25%, perché come ben sappiamo la tassazione dell’Imu è in funzione del valore catastale della casa. In questo periodo il valore catastale delle case non è cambiato, non è sceso del 25 per cento. Gli italiani hanno visto una diminuzione del prezzo delle case del 25%, ma la tassazione è rimasta la stessa.
C’è quella che io ho definito ‘tassazione occulta’, che è questo differenziale tra il mantenimento dello stesso valore catastale e la diminuzione dei prezzi delle case del 25% nel corso degli anni, che è costata oltre 40 miliardi cumulativi di tasse agli italiani. Stiamo pagando più di quanto era preventivato nel 2011/2012, quando è stata introdotta l’Imu.
E’ chiaro che quello fiscale non può essere l’unico fattore, perché limitare l’andamento immobiliare a questa variabile sarebbe ingenuo e giustamente criticabile. Ma quello che si può notare, facendo una comparazione e guardando le altre variabili, è che indubbiamente l’effetto tassazione, l’effetto Imu, in Italia esiste e c’è stato”.
E quali potranno essere, a suo avviso, gli effetti dell’unificazione di Imu e Tasi?
L’unico cambiamento secondo me logico potrebbe essere quello di riabbassare l’Imu come poteva essere prima, almeno prima del 2011. Ma è un mio parere. Prendendo ad esempio l’unificazione di Imu e Tasi che il governo vorrebbe fare, in realtà è un rischio in questo momento. E’ un rischio perché con la possibilità che hanno i Comuni italiani di poter aumentare l’aliquota, viste le difficoltà economiche in cui molti versano, quelli che hanno l’opportunità di aumentare l’Imu-Tasi probabilmente l’aumenteranno. Non è automatico e non è neanche obbligatorio, ma è possibile e probabile.
Quindi il rischio è che si vada verso un ulteriore aumento della tassazione. E’ chiaro che non si parla di infiniti casi, ma secondo me è sbagliata la direzione in cui si sta andando, perché comunque c’è stato questo forte shock fiscale e indubbiamente negli ultimi anni non si è andati nella direzione, se non in maniera limitata alcune volte, di uno shock fiscale al contrario, cioè di un abbassamento”.
Secondo un recente report della Commissione europea, le tasse sulla casa in Italia non sono le più alte nell’Ue a 28. Cosa ne pensa e, secondo lei, cosa differenzia il nostro Paese dagli altri?
I dati della Commissione europea sono abbastanza chiari. Sicuramente la propensione ad avere la casa di proprietà è chiaramente differente nei diversi Paesi, sappiamo che in Italia siamo vicino all’80%. Nel nostro Paese, storicamente c’è un’alta propensione all’acquisto immobiliare, questo è risaputo. In questo quadro, lo shock fiscale, cioè il fatto di raddoppiare o quasi la tassazione, gioca un ruolo importante. Se si è abituati ad avere una determinata tassazione e da un giorno all’altro questa tassazione viene raddoppiata, è chiaro che il singolo individuo reagisce facendo attenzione.
Bisogna tenere anche conto del fatto che c’è una cosa molto importante nel settore immobiliare: l’effetto ricchezza. L’effetto ricchezza si può sintetizzare così: anche se non devo vendere una casa, ma la mia abitazione ha perso il 25 per cento del valore, so di essere meno ricco perché vedo che i prezzi continuano a scendere e questo ha un effetto anche su quella che è l’economia reale. E’ una cosa teorica, che però ha chiaramente effetto sul mercato non solo immobiliare, ma anche su tutta l’economia”.
Quindi un intervento sulla tassazione immobiliare sarebbe utile non soltanto per il settore, ma per l’economia in generale…
Secondo me sì. C’è un effetto indiretto anche sull’economia che è dato da questo effetto ricchezza. Dal mio punto di vista, considerata la particolarità italiana, sarebbe importante intervenire sulla tassazione immobiliare”.



Fonte : “ Idealista”
Agenzia Farini
059454227

martedì 3 luglio 2018

Immobiliare, ecco i requisiti degli agenti professionisti
È necessaria la conoscenza su aspetti igienico-sanitari, ambientali ed energetici e la capacità di stimare il valore di mercato

23/05/2018 – Quali conoscenze tecniche, normative e giuridiche deve avere un agente immobiliare e come può certificare le sue competenze?

A spiegarlo la
Prassi di riferimento UNI 40:2018 sugli agenti immobiliari, messa a punto dalla Federazione Italiana Agenti Immobiliari professionali (Fiaip), e presentate lo scorso 21 maggio nel corso di un convegno sul ruolo degli agenti immobiliari.

Il documento indica un metodo comune di lavoro che, in linea con gli standard europei, valorizzi al massimo la rete degli agenti immobiliari operativi in Italia.


Agenti immobiliari: i requisiti e le conoscenze 

La prassi di riferimento sintetizza i requisiti relativi alla professione dell’agente immobiliare individuandone attività, compiti, conoscenze, abilità e competenze oltre a definire le linee guida per l’aggiornamento professionale. Secondo quanto indicato, esercitando una professione regolamentata, l’agente immobiliare deve possedere conoscenze generiche su elementi di diritto, leggi, norme nazionali ed europee inerenti il settore immobiliare.

E’ necessario che conosca genericamente anche:
aspetti igienico-sanitari, ambientali energetici e di sicurezza, principi normativi in materia di edilizia e norme costruttive, tipi di assicurazione inerenti il bene immobile, procedure di finanziamento di una transazione immobiliare, elementi di costruzione e manutenzione degli immobili, contesto politico-economico nelle transazioni internazionali relativo al settore immobiliare.

Rientrano, invece, tra le
conoscenze di base le sovvenzioni, stanziamenti e incentivi fiscali relativi agli immobili, nozioni di urbanistica e sviluppo immobiliare, elementi di tutela del consumatore, termini e definizioni economico-finanziari relativi alle transazioni immobiliare, rendimento degli investimenti immobiliari, elementi di marketing immobiliare, norme edilizie attinenti i servizi degli agenti immobiliari e le norme tecniche.

Infine, tra le conoscenze approfondite la prassi evidenzia quelle relative alla
funzione sociale dell’agente immobiliare, quelle sul mercato immobiliare in cui l’agente opera, la normativa antiriciclaggio e legislazione relativa alla tutela della privacy, principi fiscali della legislazione, contrattualistica, costi d’uso e di gestione di un bene immobile, tecniche di presentazione orale e scritta, estimo e valutazione.

La prassi fa luce anche sulle competenze dell’agente immobiliare che riguardano in primis la
capacità di trasferire in modo adeguato le informazioni al cliente nel rispetto del codice deontologico e della legislazione vigente, la capacità di stimare il valore di mercato degli immobili, capacità inerenti le transazioni immobiliari come ad esempio quella di redigere contratti in materia immobiliare, la registrazione delle informazioni relative all’immobile nei pubblici registri.

Immobiliare: la certificazione delle competenze degli agenti 

La norma determina quali sono gli elementi per la certificazione delle competenze per garantire la comprovata professionalità dell’agente immobiliare. Un modo per farlo è attraverso la formazione continua.

Ogni agente immobiliare deve mantenere l’adeguato livello di conoscenza richiesto mediante uno specifico e qualificato apprendimento continuo
partecipando a corsi, seminari di studi, master, dottorati, incontri, conferenze che portino al conseguimento di un adeguato numero di crediti annuali consigliati in un numero non inferiore a 20 crediti formativi annuali.

I corsi formativi devono avere come oggetto le aree inerenti l’attività professionale dell’agente immobiliare, con particolare riferimento alle norme professionali e deontologiche,
estimo, tecniche per materiali per l’edilizia, diritto civile e tributario, marketing e comunicazione, tecnica bancaria, urbanistica, ambiente e pianificazione nel governo del territorio, principi di economia e mercato immobiliare, home staging e fotografia, valutazione degli immobili, transazioni immobiliari, aspetti ambientali ed energetici degli immobili, amministrazione aziendale.

Fonte : “Alessandra Marra”
Agenzia Immobiliare Farini
059454227



mercoledì 30 maggio 2018

Si vendono sempre più case
Ma i prezzi restano al palo
Abi-Entrate: compravendite a quota 90 miliardi

Arrivano nuovi segnali di risvegli del mercato immobiliare anche se siamo ancora ben lontani, sia in termini di compravendite sia di prezzi, dai livelli pre-crisi. Comunque, proprio la costante discesa delle quotazioni degli immobili insieme ai tassi dei mutui ai minimi storici e la maggiore generosità delle banche nel concederli, sta spingendo gli acquisti delle case. Nel 2017, infatti, le compravendite sono aumentate del 4,9%, il quarto anno di espansione consecutiva, secondo l'Osservatorio del mercato immobiliare residenziale dell'Agenzia delle Entrate in collaborazione con l'Abi. Questo incremento, che segue il +18,6% del 2016, ha portato le transazioni complessive a quota 542,480 per un valore di 89,6 miliardi, 3,5 in più rispetto al 2016. La casa tipo ha una superficie di poco più di 105 metri quadri e un valore di 142 mila auro. Per giorni di stipendio, 18 giorni in mneo di quanto richiesto un anno prima, e oltre, otto mesi in meno rispetto al 2010.
Il calo dei prezzi, scesi ancora dello 0,4% lo scorso anno, fa sì che possono pensare all'acquisto anche le famiglie guidate da under 40, che spesso hanno redditi bassi.
L'Abi stime che il 52% delle famiglie giovani senza un'abitazione di proprietà possono ora accedere a un acquisto finanziario con il mutuo. Si tratta del livello massimo toccato dall'inizio dell'analisi, nel 2004, e pari a più del doppio rispetto a quello del 2012. L'allargamento dei possibili destinatari ha contrinuito all'aumento dei mutui erogati, che hanno raggiunto un valore di 32,7 miliardi nel 2017 (+9.1%) e hanno concorso all'acquisto di quasi metà delle abitazioni.
I tassi di interesse si sono attestati in media al 2,38% per una durata di quasi 23 anni, ma con differenze territoriali a svantaggio del Sud, dove raggiungono il 2,59%. Sul mercato un punto più bassi se fissi e addirittura sotto l'1% se variabili.

L'aumento delle compravendite ha riguardato un po' tutta Italia. Le città in maggiore espansione sono state Milano (+8,1%), Palermo (+7,9%), Firenze (+7,8%) e Napoli (+7,4%). A Roma la crescita è stata del 3%, mentre Bologna si è rilevata l'unica città in calo (-3,3%). Bene anche le pertinenze (+12,4%). box e posti auto (+3,8%) mentre le abitazioni locate sono in lieve diminuzione (-0,8%).
Per il 2018 il rapporto prevede il perdurare di una crescita moderata delle compravedite e prezzi stabili ma il direttore dell'Osservatorio, Gianni Guerrieri, mette in guardia dal fatto che <<l'incerteza che aleggia su questo Paese può portare a frenare gli investimenti immobiliari>>.
Molto più negativo il giudizio di Confedilizia. Per il presidente, Giorgio Spaziani Testa i dati diffusi da Agenzia delle entrate, Abi e Istat <<dimostrano che il mercato delle abitazioni in Italia è ancora in estrema difficoltà>>.
Le compravendite non hanno ancora raggiunto i livelli del 2011 e quanto ai prezzi <<la situazione è ancora più grave>>. L'Istat, infatti, secondo Spaziani Testa conferma che l'Italia è l'unico paese europeo in cui i prezzi delle case calano ininterrottamente dal 2012. Anno dal quale <<è stata quasi triplicata la tassazione patrimoniale sugli immobili, con tutte le ulteriori conseguenze negative dell'economia>>.

Fonte: "il Resto del Carlino"
Agenzia Immobiliare Farini
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