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giovedì 26 marzo 2020

Vendere casa durante l’emergenza, qual è l’apporto della tecnologia per l’immobiliare?

Gtres

blocco alle attività imposto dall’emergenza non ha risparmiato il real estate. Quale ruolo avrà la tecnologia nel ridefinire il mercato immobiliare durante il lockdown? Un report di RockAgent evidenzia i dati di accesso alla piattaforma e i servizi più richiesti.
RockAgent, infatti, ha analizzato i dati di fruizione della propria piattaforma, soffermandosi anche sugli utenti che hanno fruito dei servizi digitali offerti dalla startup. I risultati dimostrano come il traffico sia cresciuto del 18% e, dopo i primi giorni di panico, si sia anche registrato un buon livello di richieste di valutazione da nuovi clienti.
L’analisi di RockAgent si è anche soffermata sulle tecnologie stanno facendo la differenza per il real estate durante l’emergenza sanitaria. Ecco i servizi che hanno permesso alla start up di continuare a restare in contatto con i clienti (sia venditori che acquirenti):
  • Visite immobiliari in VR: le visite degli immobili attraverso sistemi di realtà virtuale sono aumentate drasticamente nelle ultime settimane. Secondo RockAgent l’incremento si colloca intorno al 18% nella settimana dal 9 al 15 Marzo, per arrivare, nella settimana del 16 al 22 Marzo, al +36%. Poter disporre di questa tecnologia può decisamente costituire un plus per riprendere le trattative alla fine dell’emergenza con chi ha in progetto l’acquisto di un immobile ed inizia le proprie ricerche già da ora.
  • Valutazione immobiliare in remoto: Attraverso algoritmi che uniscono tutti i dati dell’immobile con i parametri di valutazione dell’Agenzia delle Entrate e i dati di  vendita delle transazioni più recenti in una data area - unito alla consulenza di un  agente di zona al telefono o in video call - è possibile ottenere in tempo reale una stima del valore della casa. Il tutto senza dover visionare l’immobile insieme al consulente.
  • Dashboard per interagire con gli agenti: l’uso di piattaforme evolute permette a chi vuole vendere casa di controllare in tempo reale l’andamento delle trattative, gli appuntamenti fissati e svolti dall’agente anche in remoto, la visibilità ottenuta dagli annunci online, le statistiche e molto altro. Anche gli utenti over 60 preferiscono questo strumento di interazione per restare aggiornati e, all’occorrenza, videochattare con gli agenti immobiliari di riferimento. Stando ai dati di RockAgent, 2 su 3 in questo cluster di età stanno utilizzando regolarmente questi tool di monitoraggio online.
  • Strumenti per il lavoro a distanza: La rivoluzione proptech degli ultimi anni ha generato un boom di agenzie “ibride”, ad oggi la categoria più rappresentata  secondo il Proptech Monitor del Politecnico di Milano. Operando senza negozi su strada, queste agenzie digitali che non rinunciano alla consulenza di agenti sul territorio, hanno già ampiamente introdotto nell’operatività quotidiana diversi strumenti e software per il lavoro in remoto. Un aspetto che in questo momento, compatibilmente con i decreti governativi,  ha permesso di proseguire con le attività senza intoppi e necessità di formazione. Quella che può sembrare una banalità a un primo sguardo, non lo è se si analizza il mercato delle agenzie. Uno scenario molto frammentato, con oltre 45.000 realtà, costituito per l’89% da soggetti indipendenti, con un tasso di digitalizzazione mediamente molto basso. Saranno probabilmente loro i più fortemente penalizzati dalla crisi in atto.
  • Chatbot per interagire con i clienti: Le agenzie più avanzate utilizzano canali di comunicazione con i clienti in grado di rispondere alle richieste più frequenti 24/24. Secondo i dati di RockAgent sono almeno il 30% le interazioni giornaliere con nuovi clienti che arrivano tramite chatbot in questo periodo.
Fonte : " Idealista"
Agenzia Immobiliare Farini 
059454227

venerdì 20 marzo 2020

Fiaip, Baccarini: "L'attività di assistenza e consulenza delle agenzie immobiliari continua con i mezzi telematici"

Presidente Fiaip, Gian Battista Baccarini
Il presidente della Fiaip, Gian Battista Baccarini
L'emergenza coronavirus sta mettendo a dura prova anche il lavoro dei professionisti del mondo immobiliare. A idealista/news ha parlato il presidente della Fiaip, Gian Battista Baccarini, che ha affermato: "L'attività di assistenza, consulenza e vicinanza ai clienti delle agenzie continua grazie ai mezzi telematici/digitali".
Qual è l’impatto dell’emergenza coronavirus sulle agenzie immobiliari?
"Ad oggi la situazione è molto pesante, direi devastante. Come tutte le attività a contatto con il pubblico, anche le agenzie immobiliari risentono fortemente delle prescrizioni restrittive del governo, che sono assolutamente condivisibili. In merito, stiamo registrando un diffuso senso civico di responsabilità tra tutti i professionisti del settore. 
Lo scorso 4 marzo, prima degli ultimi stringenti decreti, come Fiaip, abbiamo partecipato al tavolo sull'emergenza coronavirus convocato dal Ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo e abbiamo presentato al sottosegretario Lorenza Bonaccorsi 10 proposte per la categoria. Le stesse proposte le abbiamo presentate anche al sottosegretario del Ministero dello Sviluppo economico, Alessio Morani.
Nel dettaglio, abbiamo proposto: 
  • la sospensione per 12 mesi delle rate dei mutui e dei finanziamenti; 
  • la sospensione per 12 mesi dei versamenti Iva; 
  • la sospensione, almeno fino al 30 settembre 2020, del versamento della ritenuta d'acconto operata, ovviamente proseguendone la raccolta; 
  • la sospensione, almeno fino al 30 settembre 2020, del versamento dell'imposta di soggiorno già raccolta, proseguendone la raccolta; 
  • la sospensione di eventuali rate di rottamazione e/o dell'Agenzia delle Entrate – Ufficio Riscossione almeno fino al 30 settembre 2020; 
  • un accesso al Fondo di Garanzia fino all'80% del capitale richiesto con restituzione nei prossimi 48 mesi; 
  • l'utilizzo dell'imposta di soggiorno, finalizzata al sostegno del turismo, anche per sostenere azioni a favore delle agenzie immobiliari in quanto operatori attivi e responsabili nella riscossione di tale tributo; 
  • la sospensione del pagamento dei contributi per i dipendenti e per i titolari di agenzia, fino almeno al 30 settembre 2020, a supporto del mantenimento dei posti di lavoro; 
  • la sospensione del pagamento di Imu e Tari almeno fino al 31 dicembre 2020; 
  • il credito d'imposta per chi ha perso oltre il 25% del fatturato nel 2020". 
Come stanno affrontando le agenzie immobiliari questo difficile momento?
"C'è massima responsabilità e senso civico da parte di tutti. Dal punto di vista fisico le agenzie immobiliari hanno dovuto chiudere per evitare assembramenti e contatti tra le persone, ma le attività di assistenza, consulenza e vicinanza ai clienti possono e devono continuare da casa con l'ausilio dei mezzi telematici/digitali. 
Pensiamo che questa sia anche una grande opportunità di accrescimento professionale e di credibilità, di aumento di fiducia da parte del cliente, che in questo momento delicato vede che abbiamo a cuore le sue esigenze e teniamo alla sua salute. Per il grande rispetto di tutto ciò, ci si ferma un momento a livello di visite, di sopralluoghi, di attività fisica, ma si prosegue con l'attività di assistenza e di consulenza".
Si stanno mettendo in campo misure alternative per continuare ad operare?
"Per tutti quanti sono cambiate le abitudini, sia personali che lavorative/professionali. Confrontandomi anche con i presidenti di Fimaa e Anama, registro un grande senso civico di responsabilità da parte di tutti i professionisti del settore nel cercare di tutelare la salute privata e pubblica. C'è grande preoccupazione per le conseguenze economiche, ad oggi non quantificabili vista l'incertezza temporale della sfida dell'emergenza sanitaria. 
Trattandosi di un'attività aperta al pubblico, abbiamo dato l'indicazione di chiudere fisicamente le agenzie immobiliari, pur incentivando la continuazione dell'attività dal punto di vista del lavoro agile, quindi da casa, potenziando gli strumenti digitali e telematici. E' importante utilizzare questi strumenti per garantire l'assistenza, la consulenza e soprattutto la vicinanza ai propri clienti facendo percepire loro che abbiamo a cuore le loro esigenze e i loro interessi, ma anche e soprattutto la loro salute.
A noi come associazione arrivano tante domande su come comportarsi, nel rispetto massimo delle indicazioni governative. Il punto è cercare di rimanere a casa. Ci sono poi situazioni di primaria necessità, indifferibili, eccezionali, che rientrano nelle indicazioni governative. In questi casi, l'agente immobiliare continua ad operare dal punto di vista dello spostamento fisico, ma con tutte le precauzioni igienico-sanitarie del caso e in accordo ad esempio con i notai per quanto riguarda la stipula notarile. Il tema è evitare assembramenti di persone, contatti fisici. Ecco perché viene stimolato il più possibile il lavoro da casa".
Prima dell'ultimo decreto avete lanciato delle linee guida operative per le agenzie immobiliari. In cosa consistono?
"Si tratta di linee guida che abbiamo dato agli agenti immobiliari prima del decreto dell'11 marzo. Tali linee guida rimangono valide per quello che riguarda l'operatività in senso stretto. 
L'11 marzo il governo ha dato una stretta molto forte, ma prima dell'11 marzo faceva rientrare l'attività dell'agente immobiliare tra quelle attività che potevano continuare a operare, probabilmente anche per le connotazioni sociali del nostro lavoro inerenti a un bene di prima necessità, che è la casa. Noi, come era nostro dovere in quanto associazione, abbiamo quindi dato delle indicazioni su come operare nel massimo rispetto delle prescrizioni governative di quel momento".
Un commento, infine, sul decreto "Cura Italia"?
"Per noi rappresenta un primo passo, ma ci aspettiamo molto di più. Lo consideriamo un assaggio di qualcosa che auspichiamo molto più concreto, visto che anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, hanno dichiarato che questo è un primo decreto. A parte alcune sospensioni di pagamenti - che certamente possono alleviare il momento, ma che sono a breve durata - e a parte il tema degli ammortizzatori sociali, la cassa integrazione allargata anche alla nostra categoria, non ci sono sostanzialmente dei provvedimenti che una volta passato questo periodo possono poi veramente consentirci di partire con quello slancio che tutti auspichiamo. 
Secondo noi questa è l'opportunità di fare una manovra shock. E speriamo che magari in un secondo intervento questo avvenga. Una manovra shock vorrebbe dire fare interventi di almeno 100 miliardi concreti in un primo anno, dove - a nostro avviso - 25 miliardi dovrebbero servire per togliere fiscalmente le tasse patrimoniali (Imu e Tasi), 25 miliardi dovrebbero andare nel cuneo fiscale, 25 miliardi nelle infrastrutture (opere pubbliche concrete) e 25 miliardi sulla sanità, ricerca e cultura. 
Nell'iter parlamentare di conversione del decreto lavoreremo con i nostri emendamenti per cercare di affinare alcune cose. Il testo è allo studio dei nostri consulenti. Non vogliamo esprimerci in maniera totalmente negativa, anche perché capiamo il momento. Il decreto rappresenta un primo passo, ma auspichiamo qualcosa di molto più sostanzioso nel prossimo intervento e noi daremo il nostro contributo".
Fonte : " Idealista"
Agenzia Immobiliare Farini
059454227

lunedì 25 novembre 2019

Riconsegna dell'immobile locato alla fine di un contratto, come funziona?

Cosa deve fare l'inquilino per evitare contestazioni

La riconsegna delle chiavi di un immobile locato



La riconsegna dell'immobile locato al termine di un contratto di locazione è un tema molto delicato. I nostri collaboratori di condominoweb ci spiegano cosa debba fare l'inquilino per evitare di andare incontro a eventuali problemi.
Articolo scritto dall'avv. Alessandro Gallucci
La Cassazione nella sentenza n. 1887 del 28 gennaio 2013 specifica, confermando il proprio consolidato orientamento, che cosa debba fare l'inquilino per riconsegnare effettivamente l'unità immobiliare e quindi per evitare di andare incontro al così detto danno da ritardata restituzione (art. 1590 c.c.).

I tempi per riconsegnare l'immobile locato

La Cassazione dice che "l'obbligo di riconsegnare la cosa locata al locatore (art. 1570 c.c.) non si esaurisce in una semplice messa a disposizione delle chiavi ma richiede, per il suo esatto adempimento, una attività consistente in una incondizionata restituzione del bene e, dunque, in una effettiva immissione dell'immobile nella sfera di concreta disponibilità del locatore". Non è quindi sufficiente dire "le chiavi sono disponibili prendile quando vuoi". E' necessario consegnarle effettivamente in modo che il proprietario dell'appartamento possa effettivamente utilizzarlo. E se il locatore se la prende comoda? L'inquilino deve solamente aspettare, oppure può fare qualcosa per evitare ulteriori grattacapi?
Se il proprietario tarda a ritirare le chiavi e la situazione inizia ad essere strana, ossia incomprensibile nell'ambito di un normale e fisiologico ritardo nella conclusione pratica del rapporto locatizio, il conduttore, per evitare di incappare in errore, farebbe bene a mettere in mora il locatore dicendogli, più o meno, per iscritto: "io ti voglio consegnare le chiavi e ti invito a prenderle in data x alle ore x" e far notificare quest'atto tramite ufficiale giudiziario.

Verbale di sopralluogo e consegna chiavi

Nell'ambito degli adempimenti connessi alla riconsegna dell'appartamento concesso in locazione, assumono fondamentale rilievo il sopralluogo e il relativo verbale di constatazione dello stato dei luoghi. Con questa attività e la connessa documentazione si accerta qual è lo stato dei luoghi. È bene che il verbale sia firmato da entrambe le parti e che, se vi sono piccoli interventi da fare, stabilisca tempi, modi e onere economico.
Si badi: in mancanza di accordo e di rifiuto di una delle due parti di firmare il verbale è bene fare seguire il sopralluogo da una lettera di contestazione. Il pieno rispetto della legalità, poi, impone al proprietario di restituire il deposito cauzionale, eventualmente accompagnando la restituzione con una comunicazione nella quale specifica che si riserva la facoltà di chiedere il risarcimento del danno per le condizioni dell'immobile.
È bene ricordare che non si può considerare danno l'usura ed il degrado connessi al normale uso. Un parquet usato è diverso da uno nuovo. Certo, il parquet dev'essere utilizzato con particolare attenzione, non è normale che dopo l'uso sia pieno di righe profonde. Insomma, si sarà capito, quella della riconsegna è la classica fattispecie ad alto rischio di litigiosità, difficile da prevenire se non grazie alla buona volontà e ragionevolezza delle parti coinvolte, nell'uso dell'immobile, nel corso della locazione e nella valutazione del suo stato al momento della riconsegna.


Fonte : "Idealista"
Agenzia Immobiliare Farini 
059454227 

venerdì 30 settembre 2016

Il tasso fisso vs variabile

Il tasso fisso batte il variabile: ma qual è la scelta giusta?







Gli ultimi dati sul mercato dei mutui registrano una netta preferenza del tasso fisso sul variabile, oggi scelto da tre mutuatari su quattro. La ragione è semplice da comprendere: la volontà di congelare il prestito per i prossimi venti o trent'anni ancorandolo a un indice di riferimento, l'Eurirs, oggi ai minimi storici. Ma si tratta davvero della scelta giusta? Vito Lops, del Sole 24 Ore, analizza l'attuale mercato dei mutui, cercando di capire quali sono le direttrici future.
Il 75% dei mutui è a tasso fisso, la ragione sta nella congiuntura del mercato attuale che sta portanto i tassi a livelli mai visti, minimi, se non addirittura negativi. Sebbene il tasso fisso costi in partenza più del variabile (tra lo 0,8% e l'1%) gli italiani preferiscono puntare su qualcosa di sicuro e quanto mai conveniente.
Sebbene il tasso variabile più conveniente sia addirittura inferiore all'1%, oggi è possibile contrattare uno fisso per poco meno del 2%. Una differenza che i nuovi mutuatari sembrano accettare senza troppi problemi con la certezza di poter congelare un tasso nominale così basso per i prossimi venti o trent'anni.

Come funziona il tasso fisso

A priori, dice l'analisi, non si può sapere se una scelta sia giusta o sbagliata, ma è importante capire come funzionano il tasso fisso e variabile e come potrebbero muoversi in futuro. Chi sceglie il tasso fisso deve sapere che questo è ancorato all'Eurirs (che deve sommarsi allo spread deciso dalla banca), oggi allo 0,7% vicinissimo al minimo storico. L'Eurirs dipende dal rendimento del Bund tedesco e segue il suo andamento. Quindi chi vuol stipulare un tasso fisso deve farlo nel momento in cui il secondo è basso. Eventuali fluttazioni future dell'indice non influiranno sugli interessi da pagare perché il prestito rimane ancorato al momento della stipula

Previsioni tasso Euribor

Nel momento in cui Bund e Eurirs sono bassi, ad essere basso è anche l'Euribor, indice di riferimento per il tasso variabile. L'Euribor a tre mesi è infatti oggi addirittura negativo (-0,3%) e si pensa che lo sarà anche per i prossimi anni, perché tali sono le previsioni sull'nflazione. Nell'ipotesi che si decida di stipulare un mutuo a 20 anni (dove gli interessi in gran parte si pagano per i primi 10 anni) deve preoccuparsi dell'andamento dell'indice solo per i primi 10. La prospettiva per chi sceglie il variabile e' quindi quella di pagare un tasso di partenza inferiore all'1% a quello fisso e di dover preoccuparsi solo di lievi rialzi futuri.


Da "Idealista"
Agenzia Farini
059 454227