Visualizzazione post con etichetta camere. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta camere. Mostra tutti i post

sabato 18 luglio 2020

Come cambia il testo del decreto Rilancio dopo la conversione in Senato

Gtres 
Dopo la conversione in Senato, il decreto rilancio adesso è legge. Vediamo quali sono le misure più importante del testo ufficiale e definitivo (e il pdf) in attesa della pubblicazione in Gazzetta, dall'ecobonus 110 ai contributi a fondo perduto
La conversione in legge del dl rilancio riguarda un pacchetto di misure da quasi 55 miliardi, pari a circa il doppio di una normale legge di bilancio, che hanno lo scopo di rilanciare l'Italia duramente colpita dalla crisi del coronavirus.
Vediamo quali sono le principali misure del dl rilancio, alcune delle quali hanno subito un vero e prorio restyling durante il passaggio in Parlamento.

Bonus affitto 2020

Si tratta della detrazione del 60% per i canoni di locazione di affitti destinati allo svolgimento di attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all'esercizio abituale e professionale dell'attività di lavoro autonomo.

Sconti in bollette

Sono previsti sconti nelle bollette di luce, gas, acqua e uno stanziamento di 600 milioni di euro di agevolazioni per le bollette elettriche di maggio, giugno, e luglio delle piccole attività produttive e commerciali

Bonus colf e badanti

Ai lavoratori domestici con contratti di durata complessiva superiore a 10 ore settimanali è riconosciuto un bonus di 500 euro per ciascun mese. 

Bonus per lavoratori autonomi

Alle partite IVA e ai lavoratori autonomi viene erogato il bonus 600 euro che può ascendere fino a 1000 euro per chi può dimostrare un calo dei redditi del 33% nel secondo bimestre 2020 rispetto al secondo bimestre 2019.

Decreto rilancio, ecobonus 110%

Si tratta di una delle misure più attese e discusse: ovvero un bonus del 110% per i lavori di efficentamento energetico (specificamente previsti dal decreto) dal 1º luglio 2020 fino al 31 dicembre 2021.

Bonus vacanze

Un bonus fino a 500 euro per la spesa sostenuta per le vacanze in strutture ricettive italiane dal 1º luglio al 31º dicembre 2020.

Ecobonus auto 2020

Incentivi fino a 3500 euro per chi acquista un'auto Euro 6 e rottama una vettura con almeno 10 anni di antichità. Incentivo dimezzato se non c'è rottamazione di veicoli.

Smart working nel decreto rilancio

Lo smart working per i dipendenti pubblici è prorogato fino al 31 dicembre. I lavoratori del privato con un figlio minore di 14 anni, hanno diritto a svolgere fino al 31 luglio 2020 il lavoro in modalità agile anche in assenza di accordi individuali

Blocco dei licenziamenti

Lo stop dei licenziamenti già introdotto nel decreto Cura Italia è adesso esteso a tre ulteriori mesi rispetto ai 2 mesi iniziali. Quindi il periodo totale di congelamento è di cinque mesi.

Bonus baby sitter e congedo parentale

Viene rinnovato il bonus baby sitter già introdotto dal Decreto Cura Italia. Chi non ne ha mai usufruito può ottenere un voucher di 1200 euro, da impiegare anche per i centri estivi. Il personale sanitario ha diritto ha un bonus complessivo di 2000 euro. Prrogato anche il congedo parentale

Decreto rilancio permessi legge 104

Nel decreto rilancio aumentano i giorni di permesso per la legge 104 che a maggio e giugno 2020 diventano 18 giorni complessivi.

Sospensione dei versamenti fiscali

Slittano al 16 settembre i pagamenti delle ritenute Iva, contributi previdenziali e Inail, atti di accertamento, cartelle esattoriali, avvisi bonari, saldo e stralcio e rottamazione ter.

Zero Iva per mascherine gel e dispositivi di protezione individuale

Quest'anno niente Iva per mascherine, gel disinfettanti e dispositivi di protezione individuale contro il virus.Dal 2021 ci sarà Iva agevolata al 5%.

Debutta nel decreto rilancio il reddito di emergenza 2020

Viene introdotto nel dl rilancio il reddito di emergenza un'indennità economica tra i 400 e gli 800 euro per tre mesi destiata a chi non ha altra forma di sostegno sociale.

Contributo a fondo perduto

Contributo a fondo perduto per le piccole imprese, titolari di partita IVA con un fatturato che nel mese di aprile 2020 sia stato inferiore ai due terzi dell'ammontare del fatturato del corrispettivo mese di aprile 2019.

Proroga della cassa integrazione

Nel dl rilancio viene prorogata la cassa integrazione sia ordinaria che in deroga di altre 9 settimane. La durata massima è di 18 settimane, di cui 14 settimane utilizzabili per periodi dal 24 febbraio 2020 al 31 agosto 2020 e 4 settimane fruibili per periodi decorrenti dal 1° settembre al 31 ottobre 2020.

Esenzione del versamento IRAP

Il Decreto Rilancio introduce l’esenzione dal versamento del saldo dell’IRAP dovuta per il 2019 e della prima rata, pari al 40 per cento, dell’acconto dell’IRAP dovuta per il 2020 per le imprese e i lavoratori autonomi con ricavi/compensi non superiori a 250 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto-legge.

Riduzione Imu decreto rilancio

Tra le ultime novità della versione definitiva del decreto rilancio la possibilità di usufruire di uno sconto del 20% dell'Imu se chi paga opta per la domiciliazione bancaria, ovvero per l'addebito direttamente sul proprio conto corrente.

Scadenza documenti d'identità

I documenti d'identità scaduti o in scadenza rimarranno validi fino al 31 dicembre 2020.

Carta della cultura, bonus 100 euro

Ê stato potenziato lo stanziamento per il contributo di 100 euro per le spese per l'acquisto di libri, sia cartacei che digitali, e prodotti e servizi culturali per persone appartenenti a nuclei familiari svantaggi dal punto di vista economico.

Contributo per le lezioni di musica

Per le famiglie con Isee non superiore a 30mila euro viene stanziato un contributo, non superiore a 200 euro, per la frequenza di corsi di musica presso scuole iscritte ai registri regionali per alunni fino a 16 anni che già le frequentavano alla data del 23 febbraio 2020

Il pdf del Decreto Rilancio

Qui è possibile scaricare il pdf del decreto rilancio presentato alla Camera per la fiducia e approvato senza modifiche anche dal Senato.

Articolo Visto su "Idealista"
Agenzia Immobiliare Farini 
059454227

giovedì 15 novembre 2018

Eredità e Mutuo : cosa succede se il debito non è saldato ?

Eredità e mutuo: cosa succede se il debito non è saldato?


mutuo e successione 
Il caso che si può verificare è quello di un mutuo cointestato tra marito e moglie. Uno dei due coniugi viene a mancare: cosa succede al compagno e agli eventuali figli?
In caso di decesso dell’intestatario di un mutuo, come sempre accade, il debito si trasferisce agli eredi. Quindi, in presenza di marito e di figli, saranno questi a dover subentrare al pagamento del debito. Ora, può succedere che sia il coniuge superstite a volersi accollare di fatto tutto il pagamento (anche se formalmente sono cointestatari anche i figli), trattandosi magari di un finanziamento per la casa coniugale. Ma se dovesse capitare una disgrazia anche all’ultimo genitore rimasto, il pagamento dovrebbe ricadere per forza di cose sui figli, pena la perdita della casa una volta accumulato il canonico numero di rate non pagate. Partirebbe inoltre una segnalazione come cattivi pagatori a carico dei figli, che potrebbero così avere difficoltà a stipulare un altro mutuo per proprio conto.

Polizza caso morte e invalidità per il mutuo

Che fare, allora? Una soluzione potrebbe essere quella della stipula, da parte dei genitori cointestatari del mutuo, di una polizza che tuteli dal caso morte o invalidità permanente, al momento della stipula del mutuo. In questo modo, a fronte del premio pagato, la compagnia assicurativa può garantire, al verificarsi dell’evento, il capitale necessario ad estinguere il debito con la banca. In questo modo il debito non graverà sui familiari eredi.

Eredità con beneficio d'inventario: come funziona?

Un’altra soluzione, se non si è provveduto ad assicurare il mutuo, può essere accettare l’eredità con beneficio di inventario. Cosa significa? Le norme sulla successione stabiliscono che quando si accetta una eredità ci si accollino tanto gli attivi quanto i passivi del defunto. Può quindi capitare che i debiti superino l’ammontare del valore dell’eredità stessa: in questo caso per saldare il debito l’erede dovrebbe mettere mano al proprio patrimonio personale. Ciò può facilmente accadere in caso ci sia un mutuo in sospeso di cui saldare le rate.
Se quindi l’erede non intende rifiutare l’eredità in toto (potrebbe farlo, ma in questo modo dovrebbe rinunciare anche agli attivi), può quindi richiedere il beneficio d’inventario, regolato dall’articolo 490 del Codice Civile. Esso stabilisce che l’erede accetti tanto gli attivi quanto i passivi, ma, questi ultimi, solo nella misura in cui siano inferiori o uguali al valore degli attivi ereditati. In questo modo per saldare i debiti si userà solo il patrimonio ereditato dal defunto, e non quello personale dell’erede, che in questo modo non dovrà intaccare i propri beni personali. Male che vada, vedrà sfumare l’eredità ma nulla più.

Eredità con beneficio di inventario: come procedere

Ci sono alcuni casi in cui l’eredità con beneficio d’inventario è obbligatoria, in caso l’erede sia un soggetto debole da tutelare dai debiti del defunto: si tratta di minori, minori emancipati, interdetti, inabilitati, persone giuridiche, fondazioni, associazioni ed enti non riconosciuti. Non sono invece obbligate al beneficio d'inventario le società commerciali. L’atto va comunque compiuto esplicitamente dal rappresentante legale di questi soggetti, come in tutti gli altri casi in cui l’accettazione è solo facoltativa.
Per poter fare l’accettazione con beneficio d’inventario occorre procedere come da articolo 490 del Codice Civile, ovvero presentare una dichiarazione al notaio o cancelliere del Tribunale compente della zona in cui si è aperta la successione.
La dichiarazione va inscritta nel registro delle successioni dello stesso Tribunale.
Entro un mese la dichiarazione sarà trascritta dal Cancelliere presso l'Ufficio dei Beni Immobili competente; dopodiché l’erede potrà procedere al pagamento dei debiti. Mutuo compreso.

Da "Idealista" 
Agenzia Farini 
059 454227




martedì 29 maggio 2018

Comprare casa in albergo: sì ai Condhotel
In Emilia Romagna chi ha stanze inutilizzate potrà venderle per reinvestire

A metà tra un albergo e un condominio. In Emilia Romagna arrivano i Condhotel: le strutture alberghiere che abbinano camere d'albergo a appartamenti da affirrare e vendere. Gli hotel, quindi, come avviene già in altri paesi europei, potranno deicidere di trasformare alcune stanze in piccoli appartamenti da mettere sul mercato. Una novità che potrebbe permettere agli hotel di fare concorrenza a operatori, come Airbnb, che guadagnano affittando gli appartamenti. L'idea di unificare camere e appartamenti nella stessa struttura arriva dall'estero. In Spagna e Stati Uniti i cosiddetti Condhotel sono già difusi da alcuni anni. In Italia,invece, l'approvazione effettiva di questa nuova tipologia di strutture si è avuta con il decreto attuativo <<Sblocca Italia>> di marzo 2018 con cui si è tentato di regolamentare quelle esperienze, come Allegroitalia o Italianway, che erano già attive sul suolo italiano. Da Milano fino alla Costa Smeralda o all'Isola d'Elba; in totale Allegroitalia mette a disposizione oltre 137 strutture da poter affittare come case vacanze o da poter comprare. Italianway, invece, ha un'offerta più ristretta che si concentra prevalentemente nel milanese e nelle zone di Sanremo.

Al di là di queste due imprese, però, di fatto, come ha ribadito l'assessore regionale al turismo dell'Emilia Romagna, Andrea Corsini, <<l'Emilia Romagna è la prima regione in Italia a recepire la direttiva nazionale>>.
Entro l'estate, infatti, la regione approverà il regolamento nazionale permettendo ai Comuni e agli operatori, di dare il via ai lavori.
Lavori che, nell'ottica del decrato attuativo italiano, avranno come obbiettivo creare nuove risorse attraverso cui gli hotel possano migliorare i propri servizi. <<Gli alberghi – spiesa l'assessore Corsini – potranno acquisire una classificazione superiore rispetto a quella attribuita in precedenza>>. Il regolamento nazionale, infatti, vincola gli albergatori ad investire le somme ricavate dalle vendire o dagli affitti nella riqualificazione degli hotel. <<Questa può essere un'opportunità importante – sottolinea il presidente della regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini – per intervenire anche su strutture datate, che potranno tornare ad essere competitive sul mercato nazionale e internazionale. L'intento, quindi, è donare alle strutture alberghiere una nuova leva finanziaria attraverso cui migliorare le proprie attività.

Un'attività che può soddisfare diversi tipi di esigenze. Gli appartamenti dei Condohotel, infatti, da un lato possono essere comprati o affittati come case vacanze e, dall'altro, possono essere utilizzati come fonte di guadagno.

Difatti. Nonostante sia vietato il subaffitto da parte di colui che ha comprato l'immobile, il proprietario può decidere di ridare in gestione il locale all'albergatore, che si occuperà di affittarlo dandogli una parte del ricavato. In questo momento il proprietario potrà ottenere un guadagno e, contemporaneamente , lasciare che sia l'hotel a occuparsi dell'affitto- <<I Condhotel Allegroitalia – si legge sul sito web dell'impresa alberghiera – assicurano un rendimento del 5 percento all'anno per 5 anno a chi acquista un apaprtamento-suire in Costa Smeralda o all'Isola d'Elba>>. Il guadagno è assicurato.

Il Condhotel è una tipologia ricettiva già operativa in altri paesi del mondo, che permette agli albergatori di vendere parte delle stanze della struttura ottenendo risorse da reinvestire. Entro due anni sarà una realtà anche in Emilia Romagna.

Cosa dice il decreto ministeriale:
  1. All'interno della struttura alberghiera dovranno esserci almeno 7 camere oltre quelle che verranno cedute ed adibite ad uso residenziale.
  2. C'è un requisito tassativo per gli albergatori che vogliono vendere o affittare le stanze-appartamenti dei loro hotel: dovranno avere cucine ad uso autonomo.
  3. Tutte le camere e gli appartamenti della struttura condivideranno un unico servizio di portineria che poi è il punto di riferimento dell'hotel.
  4. In caso di accordo con il proprietario dell'appartamento, l'albergatore potrà affittare il locale corrispondendogli fino al 60% dei proventi.
  5. Chi comprerà l'unità abitativa all'interno della struttura avrà garantito il suo utilizzo fino a 10 anni dell'anno di avvio dell'esercizio alberghiero.
  6. Il servizio portineria e tutte le altre prestazioni previste all'interno della struttura dovranno essere garantite anche ai proprietari degli appartamenti privati.
  7. Il proprietario dell'hotel dovrà reinvestire tutti i proventi della vendita in opere di riqualificazione che gli facciano guadagnare minimo 3 stelle.
  8. Se il condhotel è costituito da più immobili, questi dovrano essere ubicati a una distanza massima di 200 metri dalla hall.


Fonte: "il Resto del Carlino"
Agenzia Immobiliare Farini
Tel. Ufficio Modena: 059454227
Fax: 059317476
Tel. Ufficio Lesignana: 3398395052