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giovedì 24 gennaio 2019

Cauzione affitto

Cauzione affitto casa, quando può essere trattenuta dal proprietario





Nel momento in cui si prende in affitto una casa si versa una cauzione, richiesta dal proprietario al fine di ricevere una garanzia per le obbligazioni assunte in un contratto di locazione. Ma in quali casi il deposito cauzionale può essere trattenuto e non restituito? Andiamo a scoprirlo.
La legge stabilisce che le parti del contratto possono accordarsi per una somma a titolo di deposito cauzionale, pari all’ importo massimo di tre mensilità del canone di locazione. Scopo della cauzione è fungere da garanzia dell’adempimento da parte del conduttore degli impegni che questi si è assunto con il contratto: dal regolare pagamento dei canoni, alla restituzione dell’immobile locato allo spirare del termine finale, sino al ripristino dei danni eventualmente da lui arrecati all’ alloggio oggetto del contratto. Il proprietario dell’immobile non può trattenere la cauzione per la legittima usura dell’appartamento.
Con la sentenza n. 3882/2015, la Suprema Corte di Cassazione ha chiarito che la cauzione prevista da un contratto di locazione non può essere trattenuta dal proprietario neanche se dovessero essere presenti dei danni all’immobile riconsegnato. Deve, eventualmente, essere il giudice a stabilire se l’appartamento locato presenta danni meritevoli di risarcimento. La decisione non spetta al proprietario.
Il deposito cauzionale è previsto allo scopo di tutelare il proprietario di un appartamento contro ogni possibile inadempimento da parte dell’inquilino. Se l’inquilino non ha compensato il deposito cauzionale con le ultime mensilità dovute e se il locatore dovesse riscontrare danni all’immobile, quest’ultimo trattiene il deposito cauzionale in attesa che sia il giudice a risolvere la questione.

Da "Idealista"
Agenzia Farini
059 - 454227 Modena 

giovedì 13 settembre 2018

Il deposito cauzionale e la caparra nel contratto di affitto

Il deposito cauzionale e la caparra nel contratto di affitto





Il deposito cauzionale, o cauzione, e la caparra sono due elementi importanti del contratto di affitto.

Cos'è la cauzione nel contratto di affitto

Meglio conosciuto come cauzione, il deposito cauzionale è richiesto dal proprietario che affitta all'inquilino, al fine di ricevere una garanzia per le obbligazioni assunte in un contratto di locazione. Il deposito è previsto dalla legge allo scopo di tutelare (almeno in parte) il proprietario di un appartamento contro i possibili danni causati dall'inquilino all'immobile. E' disciplinato dall'articolo 11 della legge 392/78, che stabilisce che esso non può superare l'importo pari a tre mensilità del canone mensile ed è produttivo di interessi al tasso legale, da corrispondersi al termine di ogni anno di locazione.
Il deposito cauzionale ha la funzione di garanzia dell'adempimento da parte del conduttore degli impegni che questi si è assunto con il contratto: dal regolare pagamento dei canoni, alla restituzione dell'immobile locato allo spirare del termine finale, sino al ripristino dei danni eventualmente da lui arrecati all'alloggio oggetto del contratto.

Differenza tra cauzione e caparra

La caparra, a differenza del deposito cauzionale, è una somma in denaro che può essere temporaneamente versata all'agenzia immobiliare o al proprietario dell'immobile da parte del futuro conduttore come interesse ed impegno al futuro contratto di affitto.
Una volta trovato l'accordo e stipulato il contratto di locazione, la somma versata in termini di caparra deve essere restituita al conduttore, o al più trasformata in parte del deposito cauzionale o dell'affitto per la prima mensilità.Il deposito cauzionale, invece, è quella somma di denaro che il proprietario richiede nel momento della stipula del contratto di locazione a garanzia delle obbligazioni assunte nel contratto.
Il deposito è previsto allo scopo di tutelare il proprietario di un appartamento contro i possibili danni causati dall'inquilino all'immobile, per difenderlo da eventuali non-pagamenti degli ultimi mesi di locazione, ed in generale contro ogni possibile inadempimento da parte dell'inquilino.

Da "Idealista"
Agenzia Farini 
059 454227 

giovedì 6 luglio 2017

Tutto sulla cauzione nell’affitto

Locazione abitativa: il padrone di casa deve restituire la cauzione con gli interessi se sono stati pagati tutti i canoni; non può trattenerla per danni all’appartamento.

Al momento della firma del contratto di affitto, il padrone di casa è solito chiedere una
cauzione (o anche deposito cauzionale). Si tratta di una somma trattenuta a garanzia dell’esatto
adempimento delle obbligazioni a carico dell’inquilino e, in particolare, affinché venga compensata
con eventuali morosità sul canone di locazione. Alla scadenza del contratto di affitto, il
padrone di casa (locatore) deve restituire all’inquilino (conduttore) la cauzione a cui andranno
aggiunti anche gli interessi, anche se il contratto non li prevede o ne esclude il pagamento:
l’obbligo di restituire gli interessi, infatti, non può essere derogato.
Se poi l’inquilino ha procurato danni all’appartamento, il padrone di casa non può trattenere la
cauzione senza avviare una causa affinché un giudice accerti l’esatto ammontare dei danni.
Difatti, sarebbe abusiva la quantificazione unilaterale di tali danni da parte del locatore se non c’è
l’accordo con il conduttore: in assenza di intesa sull’ammontare dei danni, dunque, il locatore o
affida al giudice (con un apposito giudizio) tale determinazione, oppure deve restituire
immediatamente la cauzione. Se non lo fa, l’inquilino può fargli causa.
Quanto abbiamo appena detto costituisce una sintesi di tutta la normativa in materia di cauzione

per il contratto di affitto a uso abitativo.

A quanto ammonta la cauzione?
La legge non stabilisce l’importo minimo della cauzione, ma ne fissa l’importo massimo. In
particolare, la cauzione non può mai essere superiore a 3 mensilità di canone di affitto. I giudici
però ritengono che inquilino e padrone di casa possano concordare (ad esempio in caso di
locazione di immobile di valore elevato) un importo superiore purché sia comunque congruo e
ragionevole, e sempre che lo scopo non sia quello di riconoscere al locatore un canone maggiore
di quello risultante dal contratto.

Una volta firmato il contratto e in corso di esecuzione del rapporto, il padrone di casa non può mai
chiedere un’integrazione della cauzione, neanche se dovesse aumentare il canone dovuto in virtù
degli aggiornamenti previsti dalla legge.

Se il contratto non prevede il versamento di una cauzione questa non può essere chiesta in un
momento successivo.

A cosa serve la cauzione
Il deposito cauzionale serve a coprire il padrone di casa nel caso in cui l’inquilino non paghi
il canone di affitto, le spese di ordinaria manutenzione (che, a differenza di quelle di straordinaria
amministrazione, gravano sul conduttore), le spese condominiali e di tutti gli altri oneri accessori
connessi alla locazione dell’appartamento.
La cauzione può servire anche a coprire i costi per le riparazioni di eventuali danni arrecati
all’immobile; in tal caso, però, il padrone di casa non può arbitrariamente e unilateralmente
quantificare tali danni, dovendolo fare solo il giudice. Quindi, il locatore che ritenga di dover rifare
l’intonaco dell’appartamento, le verande, la porta o qualsiasi altro lavoro di restauro o
ristrutturazione all’immobile danneggiato dall’inquilino non può trattenere la cauzione, ma deve prima avviare una causa chiedendo al giudice di determinare l’esatto ammontare di tali importi. Al
contrario, se il padrone di casa non dovesse attivare alcun giudizio, l’inquilino ha diritto a
pretenderne l’immediata restituzione della cauzione.

La cauzione non è un pagamento anticipato dell’affitto
La cauzione è cosa diversa del pagamento anticipato dei primi canoni di affitto. In buona sostanza,
chi paga ad esempio una cauzione pari a due mensilità, dovrà anche pagare i primi due mesi di
affitto poiché la prima non copre i secondi. Come detto, infatti, la cauzione ha lo scopo di garantire
il locatore nel caso in cui l’affittuario non paghi i canoni, restando l’obbligo di restituzione se,
invece, egli è perfettamente adempiente.

Sulla cauzione non si paga l’imposta di registro
Sul deposito cauzionale versato dall'inquilino non è dovuta l' imposta di registro. Il deposito o le
altre forme di garanzia sono soggetti, invece, all'imposta di registro (nella misura dello 0,50%) se
prestati da un terzo estraneo al rapporto di locazione.

Restituzione della cauzione
Il locatore deve restituire all’affittuario il deposito cauzionale al momento in cui cessa il contratto di
locazione. Se la locazione cessa per morosità e conseguente sfratto, il padrone di casa può
trattenere la cauzione a compensazione dei crediti maturati, fermo restando che se l’importo dei
canoni non versati è superiore alla cauzione, egli può chiedere anche un’ingiunzione di
pagamento.

Gli interessi sulla cauzione
Insieme alla cauzione, il padrone di casa è obbligato a versare anche gli interessi maturati su
tale importo. In verità, il locatore può scegliere se versare gli interessi in due modi:

  1. alla fine di ogni canno
  2. oppure alla scadenza del contratto di locazione e, quindi, tutti in una volta.

In entrambi i casi, l’obbligo di pagamento degli interessi è dovuto anche in assenza di richiesta
dell’affittuario o se il contratto non lo prevede espressamente o se lo esclude. Non si può infatti
derogare a tale obbligo.

Anche gli interessi possono essere compensati dal locatore con i canoni eventualmente non pagati. Come calcolare gli interessi sulla cauzione? Gli interessi vanno calcolati seguendo il saggio
vigente per ogni singolo anno, usando eventualmente uno dei tanti tool presenti online.

Prescrizione di cauzione e interessi
Il conduttore può chiedere la restituzione della cauzione entro massimo 10 anni (cosiddetto
«termine di prescrizione») che decorrono dalla effettiva riconsegna dell’immobile (quindi anche
successivamente alla formale cessazione del rapporto di locazione). Gli interessi invece vanno
richiesti entro massimo 5 anni. Quindi gli interessi si prescrivono prima del diritto alla cauzione.

Fideiussione
Oltre al deposito cauzionale, le parti possono prevedere nel contratto il rilascio da parte del
conduttore di una fideiussione. È frequente, ad esempio, la sottoscrizione di una fideiussione che
garantisce tutte le obbligazioni nascenti dal contratto (soprattutto il pagamento del canone) e nella
quale viene apposta la clausola «a prima richiesta»: il fideiussore è tenuto a pagare senza poter
opporre le eccezioni che spettano al locatore (nella sua veste di debitore principale).

Fonte: La Legge per Tutti
Autore: Redazione
Data: 13/11/2016

lunedì 26 giugno 2017

Cauzione nell'affitto

TUTTO SULLA CAUZIONE NELL'AFFITTO


Cauzione o anche deposito cauzionale è una somma di denaro trattenuta dal locatore (proprietario) in fase di stipula di contratto grazie alla quale si tutela dai possibili danni causati dall'affittuario all'appartamento o in caso di morosità sul canone di locazione.

In caso di danni arrecati all'immobile il proprietario non può quantificare da solo la cifra ma deve avviare una causa affinché un giudice accerti l'esatto ammontare dei danni.
La cauzione non può mai essere superiore a 3 mensilità di canone d'affitto, una volta firmato il contratto il proprietario non può chiedere un'integrazione ed infine se il contratto non prevede il versamento di una cauzione questa non può essere chiesta in un secondo momento.
Alla scadenza del contratto d'affitto il padrone di casa deve restituire all'inquilino la cauzione provvista di interessi legali che devono essere corrisposti al conduttore alla fine di ogni anno.

Cosa molto importante è chiarire che la cauzione non sostituisce il pagamento anticipato dei primi canoni d'affitto come erroneamente si pensa.
Per esempio, chi paga una cauzione pari a due mensilità dovrà anche pagare i primi due mesi di affitto.


GLI INTERESSI SULLA CAUZIONE

Analizziamo meglio gli interessi sopra citati.

Il proprietario può scegliere se versare questi interessi in due modi:
  • alla fine di ogni anno
  • alla scadenza del contratto di locazione, e quindi tutti in una volta

A questo punto vi chiederete come si calcolano gli interessi sulla cauzione.

Gli interessi vanno calcolati seguendo il saggio vigente per ogni singolo anno, usando eventualmente uno dei tanti tool presenti online.

L'inquilino può chiedere la restituzione della cauzione entro 10 anni (termine di prescrizione) da quando l'immobile viene riconsegnato.
Gli interessi invece devono essere richiesti entro massimo 5 anni, quindi si prescrivono prima del diritto alla cauzione.


Un'altra garanzia che agevola il proprietario è la fideiussione.


La fideiussione è un contratto con il quale l'inquilino garantisce al proprietario l'adempimento degli obblighi (es: pagamento del canone di locazione).

lunedì 1 maggio 2017

Tutto sulla cauzione nell'affitto

TUTTO SULLA CAUZIONE NELL'AFFITTO


Cauzione o anche deposito cauzionale è una somma di denaro trattenuta dal locatore (proprietario) in fase di stipula di contratto grazie alla quale si tutela dai possibili danni causati dall'affittuario all'appartamento o in caso di morosità sul canone di locazione.

In caso di danni arrecati all'immobile il proprietario non può quantificare da solo la cifra ma deve avviare una causa affinché un giudice accerti l'esatto ammontare dei danni.
La cauzione non può mai essere superiore a 3 mensilità di canone d'affitto, una volta firmato il contratto il proprietario non può chiedere un'integrazione ed infine se il contratto non prevede il versamento di una cauzione questa non può essere chiesta in un secondo momento.
Alla scadenza del contratto d'affitto il padrone di casa deve restituire all'inquilino la cauzione provvista di interessi legali che devono essere corrisposti al conduttore alla fine di ogni anno.


Cosa molto importante è chiarire che la cauzione non sostituisce il pagamento anticipato dei primi canoni d'affitto come erroneamente si pensa.
Per esempio, chi paga una cauzione pari a due mensilità dovrà anche pagare i primi due mesi di affitto.



GLI INTERESSI SULLA CAUZIONE

Analizziamo meglio gli interessi sopra citati.

Il proprietario può scegliere se versare questi interessi in due modi:

  • alla fine di ogni anno

  • alla scadenza del contratto di locazione, e quindi tutti in una volta



A questo punto vi chiederete come si calcolano gli interessi sulla cauzione.

Gli interessi vanno calcolati seguendo il saggio vigente per ogni singolo anno, usando eventualmente uno dei tanti tool presenti online.

L'inquilino può chiedere la restituzione della cauzione entro 10 anni (termine di prescrizione) da quando l'immobile viene riconsegnato.
Gli interessi invece devono essere richiesti entro massimo 5 anni, quindi si prescrivono prima del diritto alla cauzione.


Un'altra garanzia che agevola il proprietario è la fideiussione.

La fideiussione è un contratto con il quale l'inquilino garantisce al proprietario l'adempimento degli obblighi (es: pagamento del canone di locazione).

da Agenzia Farini
tel: 059/454227