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venerdì 3 febbraio 2017

Tasso di usura

COME VERIFICARE SE IL MUTUO HA UN TASSO DI USURA


Come prima cosa bisogna leggere molto attentamente il contratto prima di firmarlo e verificare che i tassi di interesse e di mora siano sotto il tasso soglia.

Nel contratto del mutuo c'è scritto quanto bisogna pagare di interessi per il mutuo richiesto, se questo tasso di interesse supera il limite stabilito il cliente ha diritto a due cose:

  • la ridefinizione del tasso applicato
  • la restituzione della cifra che ha pagato in più
  • chiedere il risarcimento di eventuali danni (sia civili che penali)






QUANDO IL MUTUO HA UN TASSO DI USURA?

La legge impone che il calcolo degli interessi sul mutuo venga fatto sulla media dei tassi rilevati ogni tre mesi da Ministero del Tesoro.
Il 14 maggio 2011 è entrato in vigore il decreto legge (DI n. 70/2011) che ha modificato la soglia e da quel giorno i tassi si calcolano aumentando del 25% e aggiungendo il 4% da quelli medi pubblicati dal Ministero.

Tutto ciò che va oltre questi valori è considerato tasso di usura.

Il tasso effettivo globale medio si può verificare sul sito della Banca d'Italia (www.bancaditalia.it) dove ogni tre mesi viene pubblicato il tasso medio a cui è possibile scambiare denaro.


TASSI DI USURA SUL MUTUO: COSA DICE LA CASSAZIONE?

La Corte Suprema sostiene che se sul contratto viene pattuito un interesse di mora superiore al tasso usuraio, in vigore al momento, <<la clausola è nulla e non sono dovuti interessi>> come viene dettato dal Codice Civile.

Le banche hanno inserito nel contratto di mutuo la clausola:

<< Gli interessi di mora sono determinati nella misura annua pari al tasso applicato al mutuo, maggiorato di un tot di punti percentuali, fermo restando che la misura di tali interessi, nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, non potrà mai essere superiore al limite fissato dalla legge, dovendosi intendere, in caso di teorico superamento di detto limite, che la loro misura sia pari al limite medesimo>>.

Questa è una delle clausole fondamentali da leggere sul contratto per verificare se il mutuo ha un tasso di usura.
Se la clausola non è presente nel contratto il tasso di mora può essere applicato nei modi più diversi.

La cosa importante in fase di stipula del contratto è verificare che sia il tasso di interesse sia il tasso di mora siano sempre e comunque sotto il tasso soglia.


da Agenzia Farini
tel: 059/454227


martedì 10 gennaio 2017

Nuovo tasso di interesse legale


Circo-tecnica n° 77/2016: Nuovo tasso di interesse legale
A partire dal 1° gennaio 2017 il tasso di interesse legale, sulla base del quale vengono calcolati, fra le altre cose, gli interessi maturati sui depositi cauzionali, è stato diminuito dallo 0,2% allo0,1%, attraverso un Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Ricordiamo che, qualora gli interessi legali siano maturati su un arco temporale di più anni, occorrerà rivalutare l’importo del deposito cauzionale con gli interessi legali corrispondenti a ciascuna delle annualità di maturazione.
 
Riportiamo di seguito, per completezza di informazione, le variazioni temporali del tasso di interesse legale dal 1990 ad oggi:
 
5% dal 21 aprile 1942 al 15 dicembre 1990 (C.C. art. 1284);
10% dal 16 dicembre 1990 al 31 dicembre 1996 (Legge 26.11.90 n. 353, art. 19);
5% dal 1° gennaio 1997 al 31 dicembre 1998 (Legge 23.12.96 n. 662, art. 2, comma 185);
2,5% dal 1° gennaio 1999 al 31 dicembre 2000 (D.M. 10.12.1998 - G.U. n. 289 dell’11.12.1998);
3,5% dal 1° gennaio 2001 al 31 dicembre 2001 (D.M. 11.12.2000 - G.U. 292 del 15.12.2000);
3% dal 1° gennaio 2002 al 31 dicembre 2003 (D.M. 11.12.2001 - G.U. 290 del 14.12.2001);
2,5% dal 1° gennaio 2004 al 31 dicembre 2007 (D.M. 1.12.2003 - G.U. n. 286 del 10.12.2003);
3% dal 1° gennaio 2008 al 31 dicembre 2009 (D.M. 12.12.2007 – G.U. n. 291 del 15.12.2007)
1% dal 1° gennaio 2010 al 31 dicembre 2010 (D.M. 04.12.2009 – G.U. n. 291 del 15.12.2009);
1,5% dal 1° gennaio 2011 al 31 dicembre 2011 (D.M. del 07.12.2010 – G.U. n. 292 del 15.12.2010);
2,5% dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2013 (D.M. del 12.12.2011 - G.U. n. 291 del 15.12.2011);
1% dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2014 (D.M. del 12.12.2013 – G.U. n. 292 del 13.12.2013);
0,5% dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2015 (D.M. del 11.12.2014 – G.U. n. 290 del 15.12.2014);
0,2% dal 1° gennaio 2016 (D.M. del 11.12.2015 – G.U. n. 291 del 15.12.2015);
0,1% dal 1° gennaio 2017 (D.M. del 7.12.2016, G.U. n. 291 del 14.12.2016).
 
 
 
 
il Decreto Ministeriale sopra menzionato.
Fonte: Solo Affitti Spa
Agenzia Farini
Tel: 059/454227
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 

martedì 22 novembre 2016

MUTUI SENZA FRENI, IL TASSO FISSO RESTA IL PREFERITO


MUTUI SENZA FRENI, IL TASSO FISSO RESTA IL PREFERITO



Le ultime rilevazioni dell'Abi sostengono che da gennaio a settembre del 2016 le erogazioni segnano un aumento del 40% rispetto all'anno precedente.






A questo proposito proponiamo un articolo del giornale "La Repubblica"



Gli spread ai minimi storici, la ripresa delle compravendite, la crescente concorrenza tra istituti di credito.
Tre ragioni per spiegare la corsa dei mutui che prosegue in Italia nonostante l'indebolirsi della spinta proveniente dalle surroghe.

Secondo le ultime rilevazioni dell'Abi nei primi nove mesi del 2016 le erogazioni hanno registrato un balzo del 40% rispetto a dodici mesi prima. La rottamazione dei vecchi mutui prosegue, ma con meno forza rispetto al passato, dato che molti di coloro che avevano in essere finanziamenti con tassi elevati hanno già provveduto a rinegoziare il contratto o a passare a un altro istituto.
Tanto che anche lo stock dei mutui in essere delle famiglie risulta in crescita.

Una conferma in tal senso arriva dalle rilevazioni di Mutuionline.it, che segnalano come le sostituzioni e le surroghe incidano per il 52,5% di tutte le erogazioni online tra luglio e ottobre, in frenata rispetto al 57,5% del primo semestre.
Di pari passo cresce la quota dei mutui casa che passano dal 34,2% 39,3%.
Quanto ai tassi, viene confermata la dominanza del fisso (il 73,3% delle erogazioni), con il variabile a meno di un quarto (23,5%), il variabile con cap al 2,1% e il misto all’1,1%

Dati che spiegano alla luce del fatto che oggi è possibile trovare sul mercato tassi fissi intorno all'1,5-1,8% contro variabili a poco meno dell'1%», spiega Roberto Anedda, direttore marketing di Mutuionline.it.

La distanza resta importante, ma di fronte alla possibilità di fissare il costo della rata per tutta la durata del contratto spinge evidentemente a preferire la strada più sicura.

Anche se la situazione dei tassi ufficiali non lascia immaginare un rialzo consistente in Europa nei prossimi anni. La normalizzazione è inevitabile prima o poi, ma chi sceglie il variabile lo fa soprattutto nella consapevolezza che la maggior parte degli interessi si paga nei primi anni.

Per quanto riguarda la durata invece, la maggioranza dei mutui erogati ha una durata di 20 (il 29,5%) o di 15 anni(il 20,6%). Questo dato si spiega alla luce dell'atteggiamento assunto dagli istituti di credito nel post-crisi: gli spread (in pratica il guadagno della banca che si aggiunge allo spread) sono contenuti, ma solo per chi chiede finanziamenti fino al 60% o poco più del prezzo di compravendita.

Nei casi di maggiore indebitamento, il tasso applicato sale perché il mutuatario viene ritenuto più rischioso. A livello di localizzazione geografica, i mutui erogati, segnala ancora l’osservatorio di Mutuionline.it, sono andati per il 39,7% al Centro Italia, seguito dal Nord con il 36,7%, il Sud al 16% e le Isole in coda (7,6%).

Detto di quel che è stato finora, lo scenario resta positivo anche per chi si appresta oggi ad acquistare casa.
I prezzi in Italia continuano a calare, ma il dato del secondo trimestre (-0,4% rispetto al primo e — 1,4% nel confronto annuo) è il segnale che si va verso una stabilizzazione.
Che per altro è già evidente tra le case già esistenti. La combinazione di queste evidenze fa dire a Stefano Rossini, amministratore e fondatore di MutuiSupermarket.it che «siamo vicino a un punto di svolta».

Anche perché ripresa delle compravendite è già in atto: nel secondo trimestre del 2016, segnala l'Istat, le convenzioni notarili sono cresciute del 20,6% rispetto al medesimo periodo dello scorso anno.

Appena torneranno a crescere anche i prezzi, vi sarà la spinta psicologica ad accelerare le decisioni d'acquisto», spiega l'esperto.

Anche perché sul fronte degli spread ci sono i primi segnali di tensione.
«Alcuni istituti hanno cominciato a propone i mutui a tasso variabile solo con la clausola floor, che li porta a considerare il parametro base per il calcolo dello spread a zero anziché seguendo l'Euribor a tre mesi, attualmente intorno al — 0,3%».

Il risultato, dunque, è che il tasso finale risulta più elevato. Segno che la battaglia per aggiudicarsi il maggior numero di clienti mostra i primi segnali di stanchezza e si comincia a valutare con maggiore attenzione la sostenibilità economica delle politiche commerciali più aggressive.




Da “La Repubblica”

Agenzia Farini
tel: 059/454227

domenica 29 dicembre 2013

Depositi cauzionali per affitto e ravvedimenti operosi: scende il tasso di interesse legale per il 2014

Con il D.M. 12 dicembre 2013 il Ministro dell'Economia e delle Finanze ha ridotto la misura del saggio degli interessi legali, che passa da 2,5% a 1%.
L’art. 1284 del Codice Civile attribuisce al Ministro dell’Economia la facoltà di modificare annualmente il tasso d’interesse legale, con Decreto da pubblicare in Gazzetta Ufficiale entro il 15 dicembre dell’anno precedente.

La determinazione del nuovo tasso d’interesse avviene sulla base del rendimento medio annuo lordo dei titoli di Stato di durata non superiore a dodici mesi e tenuto conto del tasso d’inflazione registrato nell’anno. Qualora entro il 15 dicembre non venga fissata una nuova misura del saggio, questo rimane invariato per l’anno successivo.
Ricordiamo ai lettori che il tasso di interesse legale si applica a:

ravvedimento operoso, di cui all'art. 13 del D.Lgs. 18.12.97 n. 472, "breve" o "lungo" in caso di omessi o tardivi versamenti depositi cauzionali relativi agli affitti

Da notare che sino alla data del 31 dicembre 2013 continua ad applicarsi il saggio di interesse legale 2013 nella misura del 2,5%. In allegato proponiamo, oltre al Decreto, una Tabella con le variazioni del saggio di interesse legale dal 1942 ad oggi.