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mercoledì 8 aprile 2020


A chi spetta il bonus affitto 2020? Requisiti e domanda

Coronavirus, sì agli accordi tra inquilini e proprietari per ...
Quanto mai lecito chiedersi a chi spetta, quando arriva, come funziona, quando scade, a quanto ammonta e quali i requisiti per richiedere il bonus affitto. Soprattutto doveroso aprirsi un varco a colpi di machete in una giungla di informazioni spesso ambigue. Le indicazioni rese note tramite il decreto Cura Italia confliggono con quanto di recente espresso dall’Agenzia delle Entrate. Dipanare la matassa delle interpretazioni possibili fiacca la resistenza di quanti attualmente sono alla ricerca di risposte affidabili.
La questione relativa al bonus affitto 2020 si è complicata a seguito della pubblicazione della circolare n. 8/E del 3 aprile scorso. In essa l’Agenzia delle Entrate ha fornito indicazioni precise inerenti alla fruizione delle misure governative a sostegno delle fasce economicamente più deboli della popolazione. Di qui la diffusione di una notizia non certo rassicurante.
L’autorità fiscale ha disposto a chi spetta il bonus affitto 2020 e ha individuato i beneficiari in quanti hanno versato il canone di locazione. In altri termini, ha statuito che per maturare il credito d’imposta pari al 60% occorre aver pagato l’importo dell’affitto del mese di marzo scorso. Nella circolare n. 8/E si legge: “ancorché la disposizione si riferisca al 60% dell’ammontare del canone di locazione […] il predetto credito maturerà a seguito dell’avvenuto pagamento del canone medesimo”.

A chi spetta il bonus affitto 2020?

A quanto pare risulta controversa la questione relativa ai destinatari dell’agevolazione governativa in materia di canoni di locazione. Ricordiamo che il bonus affitto 2020 muove dall’intento di offrire temporaneo sostegno economico a quanti hanno subito in prima linea le aggressioni del coronavirus. Concepito in seno al decreto Cura Italia, secondo quanto riporta l’articolo 65, il credito di imposta del 60% affianca i più recenti sussidi statali.
La nota n. 8/E dell’Agenzia delle Entrate pertanto confligge con le misure governative perché introduce limitazioni non contemplate nelle disposizioni legislative dettate dal decreto. Nel dispaccio governativo il pagamento del canone di locazione per il mese di marzo scorso non figura difatti come requisito per l’ottenimento del bonus.
Agenzia Immobiliare Farini
Viale Gramsci, 387 (MO)
059454227

martedì 13 marzo 2018

Iva agevolata al 10% per la ristrutturazione edilizia: i chiarimenti del Mef

Gtres



La legge di Bilancio 2018 contiene una norma che cerca di chiarire l'ambito di applicazione dell'aliquota Iva del 10% nei lavori di recupero edilizio. Il Dipartimento di Economia ha, a sua volta, cercato di chiarire tale norma di interpretazione autentica.
La norma fa riferimento all'articolo 7, comma 1, lett.b, della Legge 488/1999 che prevede l'applicazione dell'aliquota IVa del 10% ai lavori di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia realizzati su fabbricati a destinazione abitativa.
Con il successivo DM 29 dicembre 1999 sono stati individuati i beni che costituiscono una parte significativa del valore delle forniture nell'ambito delle prestazioni ai quali si applica l'Iva al 10% fino a concorrenza del valore complessivo della prestazione relativa all'intervento di recupero, al netto del valore dei predetti beni.
Secondo la norma di interpretazione autentica, l'individuazione dei beni si effettua in base all'autonomia funzionale delle parti rispetto al manufatto principale, e che il valore dei beni è quello risultante dall'accordo contrattuale stipulato dalle parti contraenti, che deve tenere conto sia delle materie prime che della manodopera impiegata.
Inoltre la fattura emessa dal prestatore che realizza l'intervento di recupero agevolato deve indicare: il servizio che costituisce l'oggetto della prestazione; i beni di valore significativo, che sono forniti nell'ambito dell'intervento stesso.

Fonte : " Idealista"
Agenzia Immobiliare Farini
059454227, 3398395052

martedì 28 luglio 2015

Casa, l’avanzata delle banche agita gli agenti immobiliari

Casa, l’avanzata delle banche agita gli agenti immobiliari
La Fiaip, la federazione di categoria, agita lo spettro del conflitto di interesse per la nascita delle società di intermediazione immobiliare degli istituti di credito:  “Intesa Sanpaolo è alla ricerca di agenti Immobiliari, regolarmente iscritti all’Albo, da inserire in una nuova start-up dedicata alla vendita di immobili residenziali”. L’annuncio di recruiting di Ca’ de Sass, conseguente al lancio del progetto “Intesa Sanpaolo Casa”, sta provocando una levata di scudi da parte di Fiaip, la federazione degli agenti immobiliari, preoccupata che l’arrivo dei big del credito nell’intermediazione immobiliare possa provocare una rivoluzione nel mercato delle compravendite di abitazioni. D’altronde anche Unicredit ha lanciato da un po’ il programma “SubitoCasa” con il quale la banca di piazza Gae Aulenti è sbarcata nel mercato immobiliare. La Fiaip ipotizza un conflitto di interessi perché con questo servizio tutta la filiera relativa all’acquisto di una casa è in carico all’istituto di credito, in grado non solo di accendere un mutuo ma anche di far incontrare domanda e offerta. Peccato che l’esposto presentato a febbraio da Fiaip all’Antitrust sia stato bocciato dall’authority per la Concorrenza che non ha ravvisato elementi di potenziale conflitto. La controffensiva degli agenti è finita persino alla Banca d’Italia. Una curiosità: la relazione Fiaip è stata curata da Antonio Catricalà, ex garante Antitrust.

(Il Corriere della Sera, Fabio Savelli – www.corriere.it