sabato 5 settembre 2020

Si può fruire dell’ecobonus 110 per cento per le case prefabbricate? I punti da chiarire

 

Si può fruire dell’ecobonus 110 per cento per le case prefabbricate? I punti da chiarire




L’ecobonus 110 per cento per i lavori di riqualificazione energetica e ristrutturazione potrebbe rappresentare un'ulteriore spinta per il mercato delle case prefabbricate. Per saperne di più e chiarire i punti incerti, idealista/news ha intervistato Roberto Marzano, amministratore di Dhw System, azienda produttrice di case prefabbricate in acciaio.

L'ecobonus 110 per cento per le case prefabbricate

Innanzitutto è bene chiarire che chiunque volesse investire in una casa prefabbricata può usufruire dell’ormai famoso ecobonus al 110%. “Con la demolizione e ricostruzione, il cliente che commissiona una casa prefabbricata ha diritto all’ecobonus al 110% - spiega Marzano – ma non solo, perché questo tipo di edilizia, che attualmente è la più avanzata dal punto di vista tecnologico, beneficia anche del sismabonus”.

Entrando più nel dettaglio, l’amministratore di Dhw System evidenzia i punti per i quali la costruzione (dopo la demolizione dell’abitazione già esistente) di una casa prefabbricata gode del superbonus: “L’edificio che costruiamo è a impatto zero, degrado zero, altamente performante sotto il punto di vista dell’isolamento termico e antisismico”. Non solo, anche l’ampliamento è agevolabile, nei casi in cui si abbia il permesso per costruire un altro piano di una struttura già esistente.

Demolizione e ricostruzione

Va sottolineato, tuttavia, il punto cruciale della demolizione e ricostruzione. Tali lavori devono rispettare la stessa volumetria, salvo le eventuali innovazioni necessarie per l'adeguamento alla normativa antisismica. Si tratta, infatti, di tutte quelle opere inglobate nella definizione di "ristrutturazione edilizia" contenuta nell'articolo 3, comma 1, lettera d), del Testo Unico dell'Edilizia (Dpr 380/2001).

Inoltre, i lavori di ricostruzione devono garantire i requisiti minimi di prestazione energetica previsti dal DM 26 giugno 2015 e assicurare il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio o, nei casi in cui non sia possibile, il conseguimento della classe energetica più alta, da dimostrare mediante Attestato di Prestazione Energetica (condizione che le case prefabbricate garantiscono).

Quota dei lavori coperta da superbonus

Un aspetto da chiarire, però, è quello che riguarda la porzione di lavori coperta dall’ecobonus 110 per cento. “È vero che, ad esempio, il sismabonus è stato innalzato dall’85% al 110%, ma va anche evidenziato che non tutte le spese sono coperte dal sismabonus”. In sostanza, pur usufruendo dell’ecobonus 110 per cento, non è possibile acquistare in maniera gratuita una casa prefabbricata.

Il perché lo spiega proprio l’amministratore di Dhw System: “Poniamo che il costo complessivo di una casa prefabbricata in acciaio prodotta da noi sia di 100mila euro, sulla somma totale 40mila euro saranno i costi della struttura portante e altrettanti, ad esempio, saranno quelli relativi all’isolamento. Per questi 80mila euro, quindi, il cliente potrà accedere al superbonus. Ma restano altre componenti che hanno un costo che non è coperto da ecobonus, come ad esempio quello dei sanitari o dei rivestimenti”.

Chi si fa carico dei crediti?

Ma Marzano insiste anche su un altro punto che sta generando diverse incomprensioni: “Da quando è stato introdotto l’ecobonus 110 per cento c’è stato un aumento dell’interesse per le case prefabbricate, ma molti clienti non hanno le idee chiare e vengono in azienda pensando che si possano commissionare i lavori e partire con la realizzazione del progetto senza spendere un euro”.

A questo proposito, va specificato che le formule con cui fruire del superbonus, infatti, sono tre:

  • la detrazione fiscale nelle cinque dichiarazioni dei redditi successive;
  • cedere il credito al fornitore dei lavori per ottenere uno sconto immediato nella fattura;
  • trasformare il superbonus in credito d’imposta cedendolo agli istituti di credito.

Come è facile immaginare, l’opzione preferita dai committenti è la seconda, quella che di fatto permetterebbe di eseguire i lavori a costo zero. Ma è altrettanto facile immaginare quanto possa essere gravosa per un’azienda produttrice di case prefabbricate.

Come sottolinea lo stesso Marzano: “Se il costruttore si fa carico di tutto il credito che scaturisce dall’opera, non ci sono i margini necessari, le compensazioni non solo tali da poter azzerare l’acquisizione del credito. Inoltre non c’è certezza di quando si ricevano i crediti dallo Stato e il rischio potrebbe essere quello di ritrovarsi a chiudere in pochi mesi”.

Nel caso in cui il committente non abbia la possibilità di compensare il credito, la via più facilmente percorribile potrebbe essere quella della cessione del credito alle banche. In questo senso, sia Unicredit che Intesa San Paolo si sono già mosse con dei servizi ad hoc incentrati sull’ecobonus al 110 per cento.

Da Agenzia Farini
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Modena

Come si spartiscono quest'estate gli stranieri le case sulle coste italiane

 

Come si spartiscono quest'estate gli stranieri le case 

sulle coste italiane



Comprare o affittare casa in Italia è ancora un sogno per molti stranieri che, nonostante il covid, continuano a cercare casa sulle nostre coste. Vediamo come si spartiscono le seconde case al mare, secondo l'analisi di idealista/data.

A farla da padrone nella ricerca di case vacanza in Italia sono certamente gli americani, dominatori assoluti delle coste italiane per essere la nazionalità predominante in 919 comuni costieri sui 1227 analizzati. A seguire la Germania, nazione predominante in 190 comuni e i francesi presenti in 30 comuni. Austriaci e svizzeri sono la nazionalità predominante rispettivamente in 16 e 14 dei municipi analizzati. A seguire anche i cittadini di Belgio, Regno Unito, Paesi Bassi, Australia e Canada.

Sebbene la maggior parte delle richieste di case sulla costa proviene dai nostri connazionali, la nazionalità straniera predominante in quasi tutta la costa italiana è quella a stelle e strisce. Le case più ricercate dagli statunitensi sono quelle presenti nei comuni di Portofino (con una domanda pari al 68% rispetto al 32% nostrana), a seguire il comune calabrese di Seminara e i comuni della costiera amalfitana: Positano, Amalfi e Praiano. In tutti questi comuni la ricerca da parte degli americani è superiore a quella dei nostri connazionali.


I tedeschi sono la nazionalità predominante nelle località costiere della provincia di Sassari e Cagliari, come Badesi e San Teodoro (dove la domanda nazionale è inesistente), ma anche Area Baja Sardinia e Arzachena.


Molto attiva la ricerca dei tedeschi sul versante ionico della Calabria, nel comune di Camini o in Sicilia nelle località di Motta d'Affermo o Cattolica Eraclea.



Per quanto riguarda i francesi, sono la nazionalità dominante nei comuni costieri della provincia di Ventimiglia, al confine con la Francia, come le frazioni di Grimaldi Mortola o Torre Calvo Villatella.



La nazionalità austriaca cerca casa soprattutto a Grado, località turistica dell'Alto Adriatico situata tra Trieste e Venezia e a Marano Lagunare, altra località del Friuli Venezia Giulia. 



 

Mentre gli svizzeri prediligono il tacco d'Italia e cercano casa nei comuni costieri di Marciano di Leuca e Gagliano del Capo, in provincia di Lecce, situati all'estremità meridionale della penisola salentina. Anche se il primo comune per ricerche è la località sarda di Palau.



Qualche curiosità sulla domanda straniera

Trinità d'Agulta e Vignola, comune sardo in provincia di Sassari, è la meta preferita dai cittadini del Belgio, qui la domanda nostrana è assente. Mentre nel comune di Casignana, in provincia di Reggio Calabria, il 60% della domanda è costituito da australiani.

I comuni della costa più cari e quelli più economici per comprare casa

La località costiera più cara per acquistare casa è Portofino (Genova) (9746 euro/m2), seguita dall'isola di Capri (8.927 euro/m2) e dal quartiere Roma Imperiale di Forte dei Marmi (8.494 euro/m2). In tutte e tre i casi i potenziali compratori sono di nazionalità statunitense.

Sul fronte opposto, troviamo il comune di Belcastro, in Calabria, dove le case costano 260 euro al m2. Qui gli stranieri più interessati a comprare casa sono i tedeschi. Al secondo posto, nella lista delle località più economiche, troviamo Sersale, sempre in provincia di Catanzaro, con 290 euro di media al m2. Qui la nazionalità predominante è quella a stelle e strisce, mentre completa la terna Africo, in provincia di Reggio Calabria, con 313 euro/m2 ambita soprattutto dai tedeschi.

Da Agenzia Farini

viale Gramsci 387

Modena

Prezzi delle case in aumento dell'1,7% ad agosto. Scopri i valori nella tua città

 

Prezzi delle case in aumento dell'1,7% ad agosto. Scopri i valori nella tua città





Prosegue anche ad agosto il trend positivo dei prezzi delle abitazioni usate, il cui incremento mese su mese è dello 0,2%, a 1.750 euro al metro quadro. L’ultimo indice dei prezzi idealista, il portale immobiliare leader per sviluppo tecnologico in Italia, indica un aumento dell'1,7% su base annua che conferma la rapida ascesa della domanda nel settore dalla fine del lockdown.

Regioni
Sono 14 le aree regionali in crescita ad agosto, con la Valle d’Aosta (3,1%) a guidare il trend positivo davanti a Molise (1%), Emilia-Romagna e Lazio (entrambe con un incremento dello 0,7%). All’opposto, le Marche (-0,8%) segnano il calo maggiore davanti a Basilicata (-0,7%) e Friuli Venezia Giulia (-0,6%).

In termini di prezzo la regione che vanta i valori più alti è la Liguria (2.471 euro/m2), seguita da Trentino-Alto Adige (2.466 euro/m2) e Valle d'Aosta (2.458 euro/m2). Le richieste più economiche dei proprietari si riscontrano in Calabria (909 euro/m2), seguita da Molise (916 euro/m2) e in Sicilia, con 1.066 euro al metro quadro.

Province
I mercati provinciali si dividono tra due opposte tendenze, con ai poli estremi Reggio Emilia (3,5%), Aosta (3,1%) e Modena (3%) da un lato, Crotone (-1,7%), Messina (-2,3%) e Belluno (-2,5%), nella parte inferiore della tavola delle variazioni percentuali di questo mese.

Relativamente ai prezzi, Bolzano (3.591 euro/m2) si conferma la provincia più cara d’Italia davanti a Savona (3.091 euro/m2) e Firenze (2.873 euro/m2). Nella parte opposta del ranking, la più economica resta Biella (627 euro euro/m2), davanti a Caltanissetta (715 euro/m2)e Isernia (741 euro/m2).

Capoluoghi
L’andamento generale dei prezzi ad agosto vede una prevalenza di segni positivi che riguardano 56 dei 108 capoluoghi analizzati. Le performance migliori si registrano ad Agrigento (3,6%), Lecco e Reggio Emilia (3,5%), e Modena (2,9%). Dall’altro lato, le variazioni negative di maggiore entità spettano a Catania (-2%), Biella (-2,5%) e Chieti (-2,6%).

Tra le principali piazze immobiliari italiane si segnalano gli incrementi di Torino (0,9%), Bologna (0,8%), e Roma (0,2%). Male Milano (-0,5%) e soprattutto Napoli in calo dell’1,3% questo mese.

Con riferimento ai prezzi di vendita, Venezia (4.481 euro/m²), esclusa Mestre per ragioni di rilevanza statistica, si conferma la città con i metri quadri più cari, davanti a Milano (4.083 euro/m²) e Firenze (3.926 euro/m²). Nella parte bassa del ranking sono Ragusa (816 euro/m²), Caltanissetta (783 euro/m²) e Biella (702 euro/m²) i capoluoghi più economici.

Agenzia Farini
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