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sabato 12 settembre 2020

Possibile proroga in arrivo per l’ecobonus 110 per cento

 

Possibile proroga in arrivo per l’ecobonus 110 per cento




Dopo la versione definitiva del decreto rilancio e i decreti attuativi,  l’ecobonus 110 per cento per i lavori di ristrutturazione per migliorare le prestazioni energetiche e la sicurezza antisismica è ormai realtà. Ma già si pensa a una possibile proroga fino al 2023. Vediamo di cosa si tratta.

In attesa di capire la reale portata che avrà l’ecobonus 110 per cento sul mondo dell’edilizia e dell’immobiliare in generale, si sta già pensando di inserire una proroga che estenda le agevolazioni sotto forma di credito di imposta oltre la naturale scadenza (31 dicembre 2021). L’idea sarebbe quella di sfruttare i fondi europei del Recovety Plan per rifinanziare il cosiddetto superbonus.

Lo stesso viceministro del Mef Antonio Misani, in un’intervista al Messaggero, ha dichiarato:“Se sarà possibile rendicontare nel Recovery Fund il bonus 110%, credo che questa misura vada prolungata per tutto l’orizzonte temporale di impegno delle risorse europee, ossia fino al 2023. Questa potrebbe essere una delle scelte strategiche da inserire nella prossima legge di bilancio”.

La proroga dell’ecobonus 110 per cento fino al 2023 sarebbe importante soprattutto nell’ottica di favorire i lavori nei condomini, visto che, rispetto a una casa di un privato, i tempi di approvazione dei lavori possono essere decisamente lunghi e quindi ritardare sensibilmente gli interventi di ristrutturazione.

Le tempistiche necessarie tra l’assemblea di condominio, i piani per la suddivisione delle spese dei lavori in base ai millesimi e la raccolta delle singole quote (a meno che non si opti direttamente per la cessione del credito e non per la detrazione) potrebbero addirittura portare i tempi oltre il 31 dicembre 2021 (data attualmente prevista per la scadenza dell’ecobonus 110 per cento).

Da Agenzia Farini

viale Gramsci 387

Modena

mercoledì 25 luglio 2018

Mutui e le condizioni favorevoli

Mutui: condizioni favorevoli fino al 2023


Compravendite in aumento, mutui in calo, almeno se si considerano i dati in assoluto. L’Istat ha pubblicato la sua view sul primo trimestre 2018, ed ha evidenziato come le convenzioni notarili di compravendite o relative a transazioni onerose legate ad unità immobiliari sono cresciute dello 0,6% rispetto al trimestre precedente, se si considera il dato destagionalizzato (suddiviso in un  +0,5% per il settore abitativo e +1,3% per l’economico). Guardando i dati in assoluti e tendenziali, si configura un calo di circa 36 mila transazioni (per un totale di circa 176,7 mila), ma resta un aumento del 4,2% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno (il settore abitativo guadagna il 4,4% e l’economico il 2,1%).

Mutui in aumento nel primo trimestre 2018

Interessante che a questo aumento di transazioni si accompagni, in termini assoluti, una diminuzione dei mutui e dei finanziamenti con ipoteca. Stando infatti ai dati notarili da cui Istat ha attinto, il numero di transazioni nel primo trimestre 2018 è stato di 94.015 (12 mila atti in meno rispetto al trimestre precedente), per un calo annuo del 3,3%. Il dato destagionalizzato tuttavia mostra una crescita dei mutui dell’1,5% trimestrale, pur confermando un calo (del 3,3%) rispetto allo stesso periodo del 2017.
Gli italiani continuano a comprare casa
Come interpretare questi dati? “L’andamento dell’indice destagionalizzato delle compravendite conferma un recupero del mercato immobiliare – è il commento dell’Ufficio studi Istat. - Il mercato ha iniziato la sua ripresa in modo più regolare dal II trimestre del 2015, con un recupero di circa il 37% rispetto ai valori minimi di fine 2013, ma con un gap di oltre il 5% nei confronti dei livelli medi del 2010”.
“I dati comunicati da Istat – ha dichiarato Ivano Cresto, responsabile Business Unit Mutui di Facile.it – non possono che essere letti con estrema positività. Dopo un comprensibile momento di incertezza legato all’annuncio della fine del Qe, gli aspiranti mutuatari italiani si sentono oggi più tranquilli, continuano a comprare casa e, cosa molto importante, hanno dimostrato di avere un rapporto di fiducia con la propria banca. Gli istituti di credito, dal canto loro, stanno facendo grossi investimenti per offrire ai clienti o potenziali tali ottime condizioni applicate ai mutui, indipendentemente dal fatto che siano a tasso fisso o variabile”.

Mutui favorevoli fino al 2023

Cosa attendersi per il futuro? Risponde Cresto: “ Considerando sia i valori dell’inflazione “core”, quella cioè che non tiene conto dei beni alimentari o di quelli energetici che a maggio si è assestata all’1,1%, sia il fatto che il Governatore Draghi ha lasciato intendere di voler comunque reinvestire nei titoli che l’Istituto detiene in portafoglio pur non aumentandone la quantità, è lecito attendersi che le attuali condizioni di vantaggio applicate oggi ai mutui durino ancora per un bel po’ e gli analisti hanno spostato alla metà del 2023, cioè fra ben 5 anni, il momento atteso per veder tornare a crescere oltre l’1% il valore dell’ Euribor”.


Da " Idealista"
Agenzia Farini
059 454227