martedì 14 novembre 2017

Cedolare secca 2018, quando si paga

Il regime della cedolare secca per gli affitti è stato prorogato dalla nuova Legge di Bilancio per il 2018. Una buona notizia per i proprietari di casa, dal momento che tale tassazione prevede aliquote agevolate.
Il regime della cedolare secca è un’alternativa a quello ordinario. La cedolare secca è un regime di tassazione agevolato per i proprietari di case che prevede due tipi di aliquote, a seconda che si voglia affittare a mercato libero o a canone concordato. Si applica l’aliquota del 21% sugli affitti a canone libero oppure l’aliquota del 10% sugli affitti a canone concordato.
Le aliquote della cedolare secca agiscono come sostituti d’imposta. Vanno dunque a sostituire l’Irpef e tutte le addizionali, l’imposta di registro del contratto di affitto, l’imposta di bollo di 16 euro.
La cedolare secca si applica a partire dall’importo del canone annuo stabilito per l’affitto della casa, al quale si deve applicare il 21% di aliquota se si è optato per il libero mercato, il 10% se si è scelto il canone concordato.
Bisogna ricordare affittando la casa con il regime agevolato della cedolare secca si rinuncia adeguamenti del canone in base agli aggiornamenti Istat o altri aggiornamenti, non si può quindi modificare l’importo del canone chiesto all’inquilino e sono vietati gli aumenti di affitto per tutta la durata del contratto in regime di cedolare secca.
Se in fase di dichiarazione dei redditi si è fatto il Modello Unico, l’imposta si paga con il modello F24; se la dichiarazione avviene con il modello 730, l’imposta si paga direttamente tramite la busta paga.
La cedolare secca non si paga nel primo anno in cui si affitta casa, perché manca la base imponibile dichiarata su cui applicarla, si inizia a pagare l’anno successivo in riferimento alle entrate dell’anno precedente. Le scadenze sono le stesse dell’Irpef.
La cedolare secca si paga in due volte: il 95% a titolo di acconto (è dovuto se la cedolare secca supera 51,65 euro ed è ulteriormente spalmabile se l’importo supera il limite di 257, 52 euro) e il restante 5% a saldo l’anno successivo.
Ecco il caso in cui si aderisce alla cedolare secca nel 2018.
L’acconto deve essere versato in un’unica soluzione se l’importo è inferiore a 257, 52 euro entro il 30 novembre, in due rate (corrispondenti a due acconti) se l’importo è superiore a 257,52 euro. La prima rata deve essere saldata per il 40% del 95% dovuto entro il 30 giugno. La seconda rata deve essere saldata per il restante 60% entro il 30 novembre.
Il saldo, ossia il restante 5%, deve essere versato entro il 30 giugno dell’anno successivo (nel caso in esempio, il 2019) oppure entro il 30 luglio con una piccola maggiorazione dello 0,40%. Il saldo si riferisce sempre all’anno successivo a quello di riferimento.
I codici da utilizzare nel caso si versi tutto tramite il modello F24 sono:
1840: Cedolare secca locazioni – Acconto prima rata
1841: Cedolare secca locazioni – Acconto seconda rata o unica soluzione
1842: Cedolare secca locazioni – Saldo


lunedì 13 novembre 2017

Come chiedere un mutuo per comprare una casa all'asta

Secondo un'analisi di Mutui.it e Facile.it, il 5% delle richieste di mutui presentate alle banche tramite il canale online è legato a un immobile all'asta. Ma vediamo qual è la procedura per richiedere un finanziamento di questo tipo.

mutuo immobile all'asta

Fino a qualche anno fa richiedere un mutuo per un immobile all'asta non era sempre facile a causa delle diverse tempistiche tra l'erogazione del finanziamento e i tempi ristretti richiesti dal giudice per il pagamento dell'immobile battuto all'asta. Ma nel 2014, l'Associazione bancaria italiana e i Tribunali Italiani hanno rivisto la convenzione per permettere di ottenere un finanziamento anche prima del decreto di trasferimento dell'immobile.

Step da seguire per ottenere il mutuo

Se si vuol ottenere un mutuo, bisogna richiederlo con largo anticipo rispetto all'asta stessa. Sul sito dell'Abi è possibile consultare un elenco di banche convenzionate per ogni singolo tribunale. La banca dovrà valutare le condizioni reddituali del cliente, così come avviene per un mutuo tradizionale, per stabilire quale importo erogare e a quali condizioni.
La banca darà quindi la sua disponibilità a concedere un prestito con un contratto preliminare. Tale contratto verrà presentato dal cliente in sede di asta immobiliare e gli dà la garanzia, in caso di aggiudicazione del bene, che la banca interverrà per saldare quanto dovuto.
Il mutuo sarà quindi erogato nei termini stabiliti dal giudice per il pagamento del prezzo, indipendentemente dall'emissione di un atto di trasferimento dell'immobile. Tale atto pero' dovrà avvenire al momento dell'iscrizione dell'ipoteca sulla casa.

L'analisi di Mutui.it e Facile.it

Secondo l'analisi dei due portali per arrivare al termine della pratica di finanziamento occorrono all'incirca tre mesi, contro i 4,5 di un mutuo tradizionale. La differenza si deve al fatto che chi cerca un mutuo in asta generalmente lo fa dopo aver individuato l'immobile.
Chi ha richiesto un finanziamento ha cercato di ottenere in media, appena più di 88.900 euro equivalenti al 63% del valore dell'immobile stesso. Quasi una pratica su tre arriva dalla Lombardia (30%), Lazio (15%), Veneto (10%). Passando dai preventivi alle vere e proprie richieste la Lombardia è ancora prima (30%) seguita da Emilia Romagna (12%) e Lazio (10%)

Fonte : Idealista
Agenzia Immobiliare Farini
059454227

lunedì 6 novembre 2017

Fiaip: firmato a Roma con Abi e Oam un protocollo d’intesa per la trasparenza nella mediazione non convenzionata
Gian Battista Baccarini (Fiaip): “Per scommettere sulla ripresa economica è necessaria sempre più trasparenza nell’intermediazione”




Rendere chiari e trasparenti tutti gli elementi di costo relativi alle operazioni di finanziamento offline. E’ questo l’obiettivo di un protocollo di intesa siglato oggi a Roma dall’OAM, insieme ad Abi, Fiaip e da molte associazioni del settore creditizio e finanziario che hanno sottoscritto il testo al termine di una tavola rotonda sulla distribuzione del credito ospitata all’interno della Convention annuale dell’Abi “Credito al Credito 2017. Innovare per accelerare”.
Per Fiaip si tratta di un documento di estrema importanza che scommette sulla totale trasparenza nella mediazione del credito per i consulenti del credito e rafforza la lotta contro l’abusivismo nel settore creditizio ed immobiliare, cosa che la Federazione Italiana Agenti Immobiliare Professionali propugna ormai da anni.
Come Fiaip riteniamo da anni come maggiore trasparenza porta con sé anche una crescita del mercato e maggiore tutela per i consumatori che si rivolgono alle società di mediazione creditizia. Oggi è necessaria maggiore attenzione per la trasparenza, che diventa sempre di più un fattore importante in un settore come quello dell’intermediazione che si muove verso la multicanalità e la digitalizzazione dei processi. Il protocollo siglato oggi è uno strumento importante – sottolinea Gian Battista Baccarini, Presidente Nazionale Fiaip - nella lotta contro l’abusivismo e le pratiche scorrette, che purtroppo rappresentano ancora oggi un problema serio per molti consulenti del credito ed intermediari che lavorano nel rispetto delle regole e della legge”.


Fonte : Ufficio Stampa
Agenzia Immobiliare farini
059454227