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mercoledì 23 maggio 2018

Confedilizia contro la "visione Ocse": più tasse sugli immobili abbassano il Pil procapite



"Nel breve termine un aumento della tassazione sulla proprietà si correla negativamente con il Pil procapite". Così Confedilizia ha risposto - nel corso di un'audizione sul Def in Parlamento - alla cosiddetta "visione Ocse" che ha più volte proposto uno spostamento delle imposte dal reddito alla proprietà.
"Sulla base di risultati econometrici piuttosto deboli, tale visione - spiega Confedilizia - suggerisce come lo spostamento del prelievo fiscale dalla tassazione diretta a quella indiretta, e dalla tassazione del reddito a quella della proprietà, abbia effetti positivi sulla crescita economica nel lungo termine". Ma tale effetto positivo non risulterebbe più significativo dal punto di vista statistico.

Il parere di Ance sugli incentivi fiscali

In audizione davanti alle Commissioni speciali di Camera e Senato anche l'Ance che ha sottolineato l'importanza di mantenere gli attuali incentivi sulla riqualificazione edilizia. "Un ripensamento degli incentivi alla riqualificazione edilizia" - ha detto l'Associazione nazionale dei costruttori edili - anche se collegato ad una revisione del sistema fiscale, sarebbe in questo momento devastante, non solo per il settore delle costruzioni, ma per la qualità e la sicurezza della casa, principale patrimonio delle famiglie italiane", che dal 2008 ad oggi si è mediamente svalutato del 30%, "impoverendo le famiglie italiane".
L'associazione propone anzi di equiparare la fiscalità sull'acquisto degli immobili nuovi - ad alta efficienza energetica - con quelli usati, come fatto con successo negli anni 2016 e 2017; estendere alle zone a rischio sismico 2 e 3 le detrazioni Irpef per l'acquisto di case antisismiche, derivanti da interventi di demolizione e ricostruzione; rimodulare i benefici fiscali ecobonus e sismabonus,in funzione della tipologia e dimensione degli immobili; garantire un regime di tassazione agevolata all'impresa per le permute di interi stabili condominiali da demolire e ricostruire"








Fonte: “idealista”
Agenzia Immobiliare Farini
Tel. Ufficio Modena: 059454227
Fax: 059317476
Tel. Ufficio Lesignana: 3398395052



martedì 18 agosto 2015

Composizione prelievo fiscale



Composizione prelievo fiscale

Nel complesso, in Italia, una quota significativa del prelievo immobiliare è costituita dalle imposte ricorrenti sul patrimonio e dalle imposte sulle transazioni e sui capitali; mentre risulta contenuto il prelievo sulle successioni e donazioni e sulla ricchezza netta. Il prelievo sulle transazioni finanziarie e di capitale (quasi 1,0% del Pil) in Italia risulta infatti piuttosto elevato se confrontato con i principali Paesi dell'Ocse che in media mostrano valori inferiori allo 0,6% del Pil. Solo la Corea esibisce una percentuale di prelievo su transazioni e di capitale in rapporto al Pil superiore a quella del nostro Paese (1,7%)
Le imposte «ricorrenti», in Italia, rappresentano, nel 2012, l'1,5% del Pil; fanno registrare valori superiori l'Islanda (1,7%), il Giappone (2,1%), la Francia (2,6%), gli Stati Uniti (2,8%), il Canada (2,9%) ed il Regno Unito (3,4%).

lunedì 17 agosto 2015

Tasse sulla casa: Italia nona tra i Paesi dell'Ocse, le imposte valgono il 2,6% del Pil



Tasse sulla casa: Italia nona tra i Paesi dell'Ocse, le imposte valgono il 2,6% del Pil


Il prelievo fiscale sul patrimonio immobiliare italiano vale il 2,6% del nostro prodotto interno lordo. Un risultato che colloca l'Italia al nono posto tra i membri dell'Ocse. A dirlo è il Rapporto Immobili 2015 dell'Agenzia dell'Entrate, secondo il quale il mattone meno tassato è quello estone (0,3% del Pil), mentre il più tartassato è quello del Regno Unito (4,2% del Pil).
Il Rapporto analizza la composizione del prelievo distinguendo tra imposte sulla proprietà immobiliare, imposte sulla ricchezza netta, sulle successioni e donazioni e sulle transazioni finanziarie e di capitale. Ad avere un rapporto tra prelievo fiscale e prodotto interno lordo superiore a quello italiano sono gli Usa, il Giappone, il Belgio, la Francia, il Regno Unito, la Corea del Sud, il Lussemburgo e il Canada, mentre i Paesi dell'est europeo, la Germania e l'Austria si collocano su valori inferiori all'1%.