domenica 13 novembre 2022

La slot machine del Superbonus

 

Slot machine Superbonus

La slot machine del Superbonus

?
Stampa articolo PDF

Il governo studia soluzioni per sbloccare una volta per tutte le cessioni dei crediti fiscali

La maxi detrazione che da più di 2 anni ha ridato vita al comparto edilizio nell’ultimo periodo sta vivendo un periodo non roseo. In questi anni ci siamo abituati ai vari stop and go della detrazione (per ricordarli tutti non basterebbe un intero webinar).

Dopo l’addio di numerosi istituti di credito, anche Poste Italiane (la seconda volta quest’anno) nella mattinata di lunedì 7 novembre 2022 ha annunciato ai propri correntisti la “temporanea sospensione del servizio” riguardante l’acquisto dei crediti fiscali inerenti ai bonus edilizi, portando con sé un ulteriore blocco.

Intanto si prova a cercare delle risposte sul perché si è arrivati a questo, ma in realtà l’unica cosa che potrebbe ridare una nuova vita alla detrazione e ai tecnici del settore edilizio sarebbe soltanto delle risposte certe da parte del governo. Al riguardo sembrerebbe che l’esecutivo stia cercando di venirne a capo con un provvedimento per sbloccare la cessione dei crediti. 

Prima di addentrarci all’interno dell’articolo , ti suggerisco  un software per la gestione della pratica Superbonus gratis per 30 giorni e una guida PDF sui bonus edilizia. Questo strumento ti consentirà di fare:

  • check list superbonus 110 e gestione documentale;
  • piani di sicurezza;
  • compilazione automatica dei documenti;
  • archiviazione e condivisione sul cloud;
  • ecc.

Le misure previste dal Governo

Secondo i dati forniti dall’ENEA, sembrerebbe non arrestarsi la maratona al Superbonus del 110%. L’esecutivo starebbe cercando soluzioni al fine di ridare nuova vita alla macchina delle cessioni dei crediti, in modo da aiutare migliaia di imprese, tecnici e famiglie che in questo momento storico vivono nell’incertezza.

Come abbiamo annunciato anche in uno dei nostri articoli pubblicati nei giorni scorsi, la nuova maggioranza avrebbe l’intenzione di sgonfiare leggermente l’agevolazione con una percentuale inferiore  – forse pari a 90% – dal 2023, sia per i condomini che unifamiliari. In quest’ultimo caso si farebbe riferimento al limite reddito (15 mila euro). È doveroso ricordare che la soglia potrebbe salire in base al numero dei componenti familiari introducendo così per la pima volta il quoziente familiare, fortemente voluto dalla nuova maggioranza.

Il sottosegretario dell’economia Federico Freni, in un’intervento al convegno dei giovani imprenditori dell’ANCE, ha affermato che il governo è consapevole dei dubbi del settore bancario sulla piena capacità di assorbimento di tutti  i crediti fiscali, spiegando inoltre che si starebbe pensando “all’ampliamento del periodo di assorbimento”.

In altre parole  si potrà scontare il credito non più in “5 anni ma in 7 o 8 anni” e si starebbe ipotizzando anche all’applicazione di “coefficienti di compensazione che consentano al settore bancario di ricominciare a comprare, senza ampliare la durata temporale”.

Secondo fonti di stampa sembrerebbe che il viceministro all’Economia, Maurizio Leo, sia al lavoro per sbloccare le cessioni bloccate (che ammontano a quasi 6 miliardi di euro) e di escludere la responsabilità penale per indebita compensazione in caso di assenza o estraneità da una frode, agendo così alla base delle possibili contestazioni di reati tributari su cui poi scattano i sequestri, che non si possono più sbloccare.

Dati ENEA

Nel frattempo, l’Enea ha diffuso la situazione degli incentivi riconosciuti agli interventi per l’efficientamento energetico degli edifici. Secondo i rapporti forniti  dall’ENEA al 31 novembre 2022 sono stati avviati 326.819 cantieri sul Superbonus per un totale degli investimenti ammessi all’agevolazione oltre a 55 miliardi di euro, mentre le detrazioni totali dello Stato previste a fine lavori ammontano complessivamente sui 60,5 miliardi di euro. Entrando più nello specifico e suddividendo questi dati  per categoria si evince che:

  • 40.522 condomini per un totale di investimento pari a 24,10 miliardi di euro, con un totale di lavori realizzati pari al 67,8%;
  • 191.031 edifici unifamiliari per un totale di investimenti pari a 21,6 miliardi di euro, con un totale di lavori realizzati 69,4%;
  • 95.230 unità immobiliari indipendenti per un totale di investimento complessivo di 9,4 miliardi, con un totale di lavori realizzati pari a 75,6%.

Superbonus e fotovoltaico: beneficiario e intestatario non devono per forza coincidere!

 

Superbonus e fotovoltaico: ok beneficiario diverso da intestatario utenza tra comproprietari

Superbonus e fotovoltaico: beneficiario e intestatario non devono per forza coincidere!

?
Stampa articolo PDF

Entrate: chi sostiene le spese per l’installazione di un impianto fotovoltaico può fruire del Superbonus anche se l’utenza elettrica e il contratto di cessione con il GSE sono intestati ad altro comproprietario dell’immobile

Dall’Agenzia delle Entrate giungono nuovi chiarimenti sul Superbonus e l’installazione di impianti fotovoltaici attraverso la nuova risposta all’interpello n. 545/2022.

Il quesito sulla non coincidenza del beneficiario della detrazione con l’intestatario dell’utenza elettrica

Il contribuente istante risulta comproprietario di un’unità immobiliare residenziale. Egli ha ha effettuato, quale intervento “trainato” ai sensi del comma 5 dell’art. 119 del dl n. 34 del 2020, l’installazione di un impianto fotovoltaico, e fa presente che, come previsto dal successivo comma 7, l’energia non auto consumata in sito (ovvero non condivisa per l’auto consumo) viene ceduta in favore del gestore dei servizi energetici (GSE).

L’istante fa presente che è:

  • committente dei lavori di efficientamento,
  • intestatario delle fatture,
  • colui che ha effettuato i pagamenti delle stesse,

mentre l’intestatario dell’utenza elettrica e del contratto con il GSE è l’altro comproprietario e unico residente nell’abitazione.

Chiarita la circostanza, l’istante chiede se, ai fini del Superbonus, sia necessario che beneficiario dell’agevolazione avendo sostenuto le spese per l’intervento di installazione dell’impianto fotovoltaico debba essere anche intestatario dell’utenza elettrica e del contratto di cessione dell’energia in surplus al GSE.

Produrre energia a sostentamento delle nostre attività e nel rispetto dell’ambiente è prassi auspicabile ed obiettivo che si fa strada sempre con più urgenza nell’attuale legiferazione. Tenersi pronti, quindi, ai cambiamenti di rotta in materia di sostentamento energetico, già attuali, vuol dire utilizzare i supporti e gli strumenti migliori che aiutino il tuo lavoro ad andare nella direzione giusta. È per questo che desidero consigliarti il software per la progettazione degli impianti fotovoltaici  che possa soddisfare le attuali esigenze verso un mondo più sostenibile e pulito.

La risposta del Fisco: ok alla disgiunzione tra committente beneficiario Superbonus e intestatario utenza nel caso di comproprietari dell’immobile

L’Agenzia delle Entrate premette che nella circolare n. 24/E del 2020, anche nel caso dell’installazione di impianti fotovoltaici connessi alla rete elettrica, il Superbonus spetta ai contribuenti che hanno sostenuto le spese e che possiedono l’immobile oggetto degli interventi agevolabili in qualità di proprietario, nudo proprietario o di titolare di altro diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie) ovvero che detengono l’immobile in base ad un contratto di locazione, anche finanziaria, o di comodato, regolarmente registrato, al momento di avvio dei lavori o al momento del sostenimento delle spese, se antecedente il predetto avvio, e che sono in possesso del consenso all’esecuzione dei lavori da parte del proprietario.

Se l’unità immobiliare è in comproprietà fra più soggetti, nel rispetto di tutte le condizioni normativamente previste, gli stessi hanno diritto alla detrazione in relazione alle spese sostenute ed effettivamente rimaste a carico, a prescindere dalla quota di proprietà.

Il successivo comma 7 del medesimo articolo 119 prevede che l’applicazione della maggiore aliquota è subordinata alla condizione che sia ceduta in favore del Gestore dei servizi energetici (GSE) S.p.a. l’energia non auto-consumata in sito, ovvero non condivisa per l’autoconsumo, ai sensi dell’articolo 42-bis del dl 30 dicembre 2019, n. 162, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2020, n. 8.

In base alla predetta disposizione è, pertanto, necessario, ai fini dell’applicazione dell’agevolazione fiscale, tra l’altro, che sia stipulata con il GSE la specifica convenzione che regola il ritiro commerciale dell’energia elettrica immessa in rete senza che sia posta dalla norma agevolativa alcuna ulteriore condizione in ordine ai soggetti che devono intervenire nella predetta stipula.
In assenza di una espressa previsione al riguardo, non occorre che vi sia coincidenza tra il titolare della detrazione e l’intestatario dell’utenza elettrica e conseguentemente anche del contratto di cessione dell’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico.

Nel caso in esame l’istante ha prodotto, con documentazione integrativa, il “contratto per il ritiro dell’energia elettrica” stipulato dal comproprietario dell’immobile con il GSE.

Pertanto, l’Agenzia ritiene che, in assenza di specifiche preclusioni nella norma e nel rispetto di ogni altra condizione richiesta, l’istante possa fruire del Superbonus con riferimento alle spese sostenute per l’installazione dell’impianto fotovoltaico anche se l’utenza elettrica e il contratto di cessione con il GSE dell’energia non auto consumata in sito ovvero non condivisa per l’auto consumo sono intestati all’altro comproprietario dell’immobile.

 

domenica 6 novembre 2022

Superbonus: dal 2023 al 90%?

 

superbonus 90%

Superbonus: dal 2023 al 90%?

?
Stampa articolo PDF

Secondo nuove fonti il Superbonus 110% dal 2023 potrebbe scendere al 90% per condomini ed edifici unifamiliari, ma a certe regole

Oggi pomeriggio il ministro Giorgietti presenterà al Consiglio dei Ministri la nota al documento Nadef (Nota di aggiornamento al documento di economia e finanza).

Ci potrebbe essere spazio anche il Superbonus e un nuovo aiuto per le famiglie in tema di caro energia. Il Governo Meloni, infatti, avrebbe intenzione di sbloccare le risorse per il prossimo decreto bollette e secondo fonti di stampa le risorse complessive ammonterebbero tra i 15 e 18 miliardi di euro per cercare appunto di sbloccare il prossimo decreto bollette.

Prima di parlare delle novità che potrebbero esserci nei prossimi mesi, ti suggerisco un software per la gestione della pratica Superbonus gratis per 30 giorni e una guida PDF sui bonus edilizia. Questo strumento ti consentirà di fare:

  • check list superbonus 110 e gestione documentale;
  • piani di sicurezza;
  • compilazione automatica dei documenti;
  • archiviazione e condivisione sul cloud;
  • ecc.

Superbonus 90%?

In questi ultimi giorni abbiamo focalizzato la nostra attenzione sul Superbonus (dando anche i numeri) e, in particolare, su cosa introdurrà in merito la prossima Manovra con la legge di Bilancio 2023.

Come sappiamo il Governo Meloni sembrerebbe intenzionato a mantenere attiva la maxi detrazione, sebbene rimodulata, diminuendo la percentuale.

Ad oggi, secondo fonti di stampa, il Superbonus verrebbe rimodulato nel seguente modo:

  • 90% dal 2023 per i condomini;
  • 90% per edifici unifamiliari per il 2023 (a patto che verranno utilizzate come prima casa).

Le novità per le unifamiliari

Grandi novità riguarderebbero gli edifici unifamiliari, che con affanno stanno cercando di ultimare i lavori entro la scadenza del 31 dicembre 2022.

Due le novità più importanti: la prima riguarderebbe la detrazione del 90% per il 2023, mentre la seconda novità (quella più importante) riguarderebbe il quoziente del reddito familiare (ancora da fissare).

Il quoziente familiare, fortemente voluto dalla maggioranza del centro destra, verrà calcolato basandosi sul reddito familiare diviso per il numero di componenti, corretti per una scala di equivalenza. In questo modo “ci si avvicinerebbe a una maggiore equità rispetto all’Isee”.

Inoltre, coloro che vorranno usufruire della detrazione dovranno attestare che gli edifici unifamiliari oggetto dell’agevolazione saranno utilizzati come “prima casa“.

 

Ricordiamo, comunque, che l’esame parlamentare avrà potere di cambiare l’aliquota che andrà stabilita nelle prossime settimane. Rimaniamo in attesa di maggiori conferme da parte del Governo.