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giovedì 1 ottobre 2015

Dal rent to buy all'esenzione fiscale per gli immobili invenduti, 5 proposte per il rilancio del mattone

 Dal rent to buy all'esenzione fiscale per gli immobili invenduti, 5 proposte per il rilancio del mattone


Confindustria e Ance si sono messe insieme per proporre degli interventi volti a rilanciare l’edilizia, considerata una priorità per la crescita economica del Paese. Misure che non riguardano solo le costruzioni, ma che coinvolgono tutta la filiera. Il pacchetto di proposte verrà inviato al governo. Vediamo di cosa si tratta.

Le proposte per l’edilizia di Confindustria e Ance

Incentivi di riqualificazione – La proposta è quella di una detassazione degli acquisti di abitazioni nuove in classe energetica elevata effettuati fino al 2018 con un credito d’imposta pari al 50% dell’Iva pagata sull’acquisto insieme all’esenzione triennale dall’Imu, dalla Tasi o dalla futura Local Tax.
Bonus ristrutturazioni – L’obiettivo è estendere anche per il 2016 il bonus del 65% per la riqualificazione energetica degli edifici e stabilizzare il bonus per le ristrutturazioni edilizie.
Energia per imprese e Pa – In questo caso, si punta a potenziare il meccanismo della nuova Sabatini, incentivando il profilo dell’efficienza energetica e del rinnovo impianti, macchinari e attrezzature.
Rent to buy – La proposta è quella di estendere al mercato privato le misure fiscali adottate oggi soltanto per gli alloggi dell’edilizia popolare.
Deducibilità Imu e Irap – L’intento è quello di superare la limitata deducibilità Imu e la deducibilità Irap.
Immobili invenduti – In questo caso, si parla di esenzione Imu e Tasi per gli immobili invenduti e non locati costruiti dalle imprese per la vendita.
Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, e il presidente dell’Ance, Claudio De Albertis, hanno deciso di mettere insieme questo pacchetto di proposte urgenti proprio per dare una spinta all’edilizia e favorire di conseguenza il rilancio dell’economia. Si va dagli interventi nelle infrastrutture alla riqualificazione del patrimonio abitativo, passando per le riforme necessarie al Paese. Si tratta di misure che, secondo De Albertis, non incideranno sull’erario. Il presidente dell’Ance valuta che tali interventi potrebbero portare a 20mila all’anno il numero delle abitazioni da ristrutturare, una spinta virtuosa alla crescita.

lunedì 2 dicembre 2013

LE 6 PROPOSTE DEL NOTARIATO PER IL RILANCIO DEL SETTORE IMMOBILIARE

 

LE 6 PROPOSTE DEL NOTARIATO
PER IL RILANCIO DEL SETTORE IMMOBILIARE

Roma, 22 novembre 2013 - Il Consiglio Nazionale del Notariato ha presentato oggi, nell’ambito del 48° Congresso Nazionale del Notariato, sei proposte di legge per il rilancio del settore immobiliare e la ripresa economica del Paese: l’introduzione di una disciplina civilistica e tributaria specifica per il “rent to buy”; la possibilità di cartolarizzare i crediti derivanti dai contratti di vendita a rate con riserva di proprietà; la riduzione del carico fiscale dell’ipoteca legale a garanzia di dilazioni di pagamento del prezzo delle compravendite; la riduzione della tassazione dei canoni di locazione per gli immobili rimasti invenduti; l’esenzione dalle imposte indirette e dagli oneri di urbanizzazione delle dismissioni di beni immobili pubblici strumentali; una soluzione normativa al problema relativo alla tassazione di registro proporzionale per il contratto preliminare.

Il patrimonio immobiliare residenziale italiano ammonta a 6.355 miliardi di euro pari a 4.2 volte il PIL e 3 volte il debito pubblico nazionale, si tratta di una significativa porzione della ricchezza e del reddito nazionale che può essere un motore importante per la crescita economica del Paese spiega Maurizio D’Errico, Presidente del Consiglio Nazionale del Notariato per questo il Notariato vuole contribuire al rilancio del mercato immobiliare attraverso riforme che possano da una parte aiutare i cittadini a comprare casa e dall’altra le imprese-costruttrici a far ripartire la propria attività limitando l’invenduto”.

Il Notariato prosegue nel percorso iniziato nel 2011 al Congresso di Torino e continuato nel 2012 con il Congresso di Napoli, mettendo a punto, anche quest’anno, proposte concrete, che rispondono alle più moderne esigenze della società, senza pregiudicare la certezza e la sicurezza dei rapporti giuridici.

La prima proposta riguarda l’introduzione nel nostro ordinamento di una disciplina dei “contratti di godimento in funzione della successiva vendita di immobili” meglio noti come “rent to buy”. Si tratta, nella sostanza, di dare disciplina civilistica e tributaria adeguata ad una serie di fattispecie contrattuali, oggi prive di regolamentazione specifica, che nella pratica si presentano in modi diversi e che possono contribuire a fare incontrare - in modo sicuro - domanda ed offerta di abitazioni in un momento come quello attuale, caratterizzato da una consistente quantità di immobili invenduti a fronte di una richiesta che si scontra con la carenza di liquidita e la difficolta di accesso al credito. La tutela civilistica si esplica nei confronti sia dell’acquirente sia del venditore fin dalla fase di godimento, rispetto al rischio di reciproco inadempimento degli obblighi relativi al futuro trasferimento di proprietà, quella tributaria prevede incentivi anche sul piano fiscale attraverso un meccanismo di recupero dei tributi già assolti durante la fase di godimento, limitatamente ai canoni imputati in tutto o in parte al corrispettivo dovuto per la successiva compravendita.

La seconda proposta riguarda l’attribuzione al venditore, nel contratto di vendita a rate con riserva di proprietà (nella quale il passaggio di proprietà è legato al saldo del prezzo), della facoltà di cedere ad una banca il credito relativo al pagamento delle rate. A sua volta la banca potrà cedere il credito nell’ambito di un’operazione di cartolarizzazione.

La terza proposta consiste nella riduzione del carico fiscale dell’ipoteca legale a garanzia di dilazioni di pagamento del prezzo delle compravendite. Data la contrazione del mercato creditizio, spesso i venditori sono disposti ad accettare il rischio di concedere una dilazione nel pagamento del prezzo all’acquirente a fronte di adeguate garanzie. Una di queste è l’iscrizione dell’ipoteca legale, inutilizzata a causa del suo costo elevato.

La quarta proposta prevede la riduzione della tassazione dei canoni di locazione per gli immobili destinati alla vendita, rimasti invenduti e temporaneamente locati per consentire alla imprese costruttrici di far fronte alle spese di gestione.

Con la quinta si vuole introdurre lesenzione dalle imposte indirette e dagli oneri di urbanizzazione delle dismissioni di beni immobili pubblici strumentali, per dare maggiore slancio e incisività alle politiche di dismissione di beni pubblici finalizzate alla riduzione del debito pubblico, nonché in generale al riordino, alla gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare.

Infine, la sesta e ultima proposta prevede una soluzione al problema relativo alla tassazione di registro proporzionale per il contratto preliminare, che al fine di consentire una piena detrazione in sede di definitivo non possa eccedere quanto sarà dovuto al momento della vendita. La proposta è finalizzata a risolvere un problema che oggi, oltre a creare contenzioso, contribuisce ad accrescere i fenomeni di occultazione dei contratti preliminari conclusi con scrittura privata.