lunedì 14 giugno 2021

Case troppo vecchie, in Italia una persona su tre non si sente al sicuro

 

Case troppo vecchie, in Italia una persona su tre non si sente al sicuro

Gtres

Sono più del 70% del totale le case troppo vecchie in Italia: un tema che ha assunto importanza durante la pandemia e ha dato una spinta alle ristrutturazioni con il superbonus. Secondo l’Osservatorio Sara Assicurazioni ben un italiano su tre dichiara di non sentirsi molto al sicuro all’interno della propria abitazione.

Secondo la ricerca, il 31% degli italiani vive in un edificio datato, con qualche acciacco o pericolo, e non saprebbe bene come comportarsi e a chi rivolgersi nel caso in cui si verificasse un danno o incidente domestico.

Tra i possibili danni e incidenti legati alla propria casa, a preoccupare gli italiani è in primis il rischio di terremoto (44%), proprio per le sue conseguenze specie su edifici privi di adeguate misure antisismiche. Seguono altri fenomeni, che possono dipendere da fatalità ma anche da disattenzioni o sistemi non adeguatamente manutenuti, come le fughe di gas (38%), il rischio di incendio (30%), le perdite d’acqua (23%) e i corto circuiti (18%).

Se un ulteriore 20% si dice preoccupato dagli effetti di eventi atmosferici intensi, un 24% segnala, tra i fattori di preoccupazione, anche i piccoli incidenti domestici, come l’inciampo o lo scivolare su pavimenti bagnati, soprattutto se in presenza di oggetti o parti strutturali che potrebbero essere pericolosi per le persone.

Ma come è possibile proteggersi? Se da un lato il 31% degli italiani ritiene che occorrerebbero comportamenti quotidiani più responsabili e una minore sottovalutazione dei pericoli legati al vivere la casa, soprattutto quando vi sono bambini o anziani, ben uno su quattro (24%) pensa che sia anche importante rendere gli edifici più moderni nelle strutture, negli impianti e nel livello tecnologico, e un ulteriore 16% sostiene che occorrerebbe maggiore informazione su questi argomenti.

Oltre a questo, gli italiani sottolineano anche l’utilità di una polizza assicurativa, anzitutto per le garanzie economiche che offre in caso di spese per la riparazione di danni (41%), ma anche perché permette di contare su professionisti qualificati in caso di necessità (14%) così come di provare un senso più generale di protezione (23%).

Dormire a casa di Montalbano? Si può, ecco dove si trova la villa della serie tv

 

Dormire a casa di Montalbano? Si può, ecco dove si trova la villa della serie tv

in via Aldo Moro 44 a Punta Secca

Ampia, con la spiaggia a due passi e con una vista mare da mozzare il fiato. La casa del Commissario Montalbano, che per molti coincide anche con l’ideale di casa dei sogni, non solo esiste davvero ma apre anche le sue porte. Il paese dove sorge non è Marinella (come nei romanzi di Camilleri e nella fiction Rai), ma Punta Secca, frazione di Santa Croce Camerina in provincia di Ragusa.

Posizione unica
La casa vista dalla spiaggia / Bed and Breakfast/Fotolia
L’indirizzo esatto è via Aldo Moro 44 e, fuori dal set, è uno dei bed & breakfast più gettonati dell’intera zona. Il motivo è semplicissimo, oltre a offrire una vista meravigliosa, è presa d’assalto dai tantissimi fan delle serie televisiva. Alzi la mano, infatti, chi non ha sognato almeno una volta di vivere nella casa del commissario più famoso della tv italiana.

Ampi spazi
Balcone / Shutterstock
La casa si compone di un piano rialzato con un grande soggiorno, un ampio balcone dove viene anche servita la colazione; una camera da letto matrimoniale con bagno; un primo piano con tre camere da letto (di cui due matrimoniali e una doppia) e altri tre bagni.

domenica 6 giugno 2021

La startup che fissa il prezzo di casa con un algoritmo e garantisce la vendita in 30 giorni

 

La startup che fissa il prezzo di casa con un algoritmo e garantisce la vendita in 30 giorni

Gtres
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Autore:Flavio Di Stefano

Una startup che, in 30 giornicompra un immobile determinando il prezzo tramite un algoritmo. Si tratta di Casavo e idealista/news ha intervistato Giorgio Tinacci, founder e Ceo.

È la prima piattaforma di instant buying italiana, per ora è presente solo su Milano e Roma ma promette di espandersi nel resto d’Italia prima di tentare l’ingresso nel mercato del Sud Europa. Vediamo, assieme al suo fondatore, come funziona Casavo.

Giorgio Tinacci, founder e Ceo / Casavo
Giorgio Tinacci, founder e Ceo / Casavo

Cos’è Casavo e come funziona?

“Casavo è una piattaforma di instant buying, un modello di business coniato in mercati anglo americani, applicato al settore immobiliare. Questo modello funziona molto semplicemente, un utente che sta cercando di vendere un immobile può visitare il nostro sito e inserire direttamente i dati necessari per richiedere un’offerta d’acquisto. Dopo una prima perizia formuliamo un’offerta, mediamente più bassa dell’8% rispetto al costo di mercato, basata sui dati processati da un nostro algoritmo. Dopodiché ci riserviamo 5 giorni di tempo per ulteriori verifiche e, se non ci sono anomalie sull’immobile, la nostra offerta diventa vincolante e il cliente viene liquidato in circa 30 giorni”.

Su cosa si basa l’algoritmo che determina il prezzo dell’offerta?

“Ci sono due fonti dati principali: il nostro database interno, dove vengono inseriti tutti dati di immobili che vediamo e valutiamo; l’altra è fornita dai prezzi che appaiono sui siti di annunci immobiliari come idealista. Le altre variabili che vengono tenute in considerazione ovviamente sono le caratteristiche dell’immobile, la metratura, lo stato, la posizione e l’esposizione, il livello di servizi”.

Come è nata e come si è sviluppata l’idea?

Ho fondato la startup a fine 2017, ho visto i trend dai modelli Usa e la mia tesi imprenditoriale si basava sul fatto che questo modello avesse addirittura più senso nei mercati del Sud Europa, soprattutto in Spagna Italia.

Un’azienda di instant buying offre un servizio direttamente al consumatore e in Italia, secondo i dati di Bankitalia, il 92% degli asset residenziali sono in mano alle famiglie. Quindi la domanda potenziale è molto estesa. A questo va aggiunto che mediamente ci vogliono 6-7 mesi prima di riuscire a vendere un immobile, mentre in altri mercati, penso a Londra, ne bastano 1 o 2. Il nostro modello garantisce di vendere l’immobile in tempi rapidi e tramite modalità del tutto trasparenti”.

Agenzia immobiliare, società immobiliare o crowdfunding. Cos’è Casavo?

“Di fatto rappresentiamo una nuova categoria di mercato, siamo una società di investimento immobiliare che, però, non fa quello che fa la classica società immobiliare. E non apparteniamo nemmeno al mondo del crowdfunding, la nostra raccolta di capitale deriva da investitori istituzionali.

La startup è stata finanziata principalmente da gruppi di venture capital, con aumenti di capitale ogni 12 – 18 mesi, ai quali si sono aggiunti anche alcuni investitori industriali affini al settore. Ormai c’è una tesi di investimento forte sul proptech, che sta avendo sempre più successo”.

Come funziona il processo di acquisto e di vendita?

“Non abbiamo una struttura commerciale, collaboriamo con le agenzie anche per rivendere gli immobili, affidiamo loro i mandati a vendere una volta acquisiti gli immobili. Ci incarichiamo direttamente degli investimenti in brochure e marketing per supportare l’agenzia, oltre a investire per la ristrutturazione dell’immobile. Finora abbiamo fatto più di 50 operazioni e abbiamo investito più di 11 milioni”.

Qual è il taglio di immobile che trattate di più?

“Prendiamo tutto il mercato, non ci limitiamo. Quello che è certo è che nelle zone dove il pricing è di livello medio alto, a seconda del tipo di immobile, valutiamo se ha più senso magari ristrutturare e frazionare appartamento in più unità”.

A che punto è il mercato dell’instant buying immobiliare e quali sono i vostri piani di espansione?

“Negli Sati Uniti continua a crescere cresce tantissimo, ci sono 3-4 player che valgono più di un miliardo, anche se è nato da appena 3-4 anni. In Europa, invece, è ancora un modello prematuro, qualcuno piccolo lo sta facendo, noi siamo i primi a livello continentale.

Parlando di espansione geografica, per ora preferiamo concentrarci in Italia, operiamo già a Milano Roma. Ad aprile vorremmo iniziare a Torino e Firenze per poi arrivare nei prossimi mesi o a inizio anno prossimo in altre città italiane. Successivamente, vorremmo diventare la piattaforma di riferimento in Europa, ma non nel 2019”.