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venerdì 30 marzo 2018

Bollette a 28 giorni, il Tar sospende i rimborsi


Novità sul fronte delle bollette a 28 giorni. Il Tar del Lazio con quattro diversi provvedimenti ha sospeso fino alla discussione sul merito l’efficacia del rimborso in natura deciso dall’Agcom a favore dei clienti di Tim, Wind Vodafone e Fastweb che erano stati oggetto di tariffazione anticipata con le bollette a 28 giorni.
Come spiegato dalla Reuters, è quanto contenuto nei provvedimenti cautelari decisi dalla magistratura amministrativa, che hanno accolto i ricorsi delle società. Il merito sarà discusso il prossimo 11 aprile.
L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni aveva imposto alle quattro compagnie telefoniche di restituire ai propri abbonati i giorni, da loro guadagnati attraverso il meccanismo della fatturazione a 28 giorni che su base annua provoca l’emissione di una tredicesima fattura.
Con una nota, il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, ha così commentato la decisione del Tar del Lazio: “Una vergogna! Una sospensione priva di qualunque fondamento ed illogica considerato che l’Agcom aveva provveduto a soddisfare la già assurda e precedente richiesta dal Tar che aveva sospeso i rimborsi in denaro adducendo che era indeterminata la somma da corrispondere. L’Authority delle Comunicazioni, sostituendo il rimborso in denaro sotto forma di posticipo della fatturazione, non solo determinava l’ammontare ma annullava anche l’altra motivazione del Tar, secondo la quale il rimborso in denaro appariva in grado di incidere sugli equilibri finanziario-contabili delle aziende”.
Nel frattempo, l’Ansa ha fatto sapere che gli operatori telefonici si stanno gradualmente adeguando agli obblighi di legge sulla bolletta mensile, ovviamente senza l’aumento generalizzato dell’8,6% sospeso dall’Antitrust. Parallelamente sono però in arrivo nuove tariffe.
A quanto si apprende la prima a uniformarsi alla tariffazione mensile (e non più a 28 giorni) stabilita da una legge del Parlamento approvata a dicembre scorso è stata Tre, che fin dal 24 marzo si è messa in regola, mentre Wind, che fa parte dello stesso gruppo, provvederà dal 5 aprile, ultimo giorno utile: per tutto il mese di aprile, comunque, i circa 10 milioni di utenti di WindTre non subiranno alcun aumento.
Fastweb si è adeguata alla bolletta mensile per le offerte mobili ricaricabili e, dal 5 aprile, provvederà per quelle del fisso e del mobile in abbonamento. Novità sono però in arrivo sul fronte dell’offerta commerciale, con le nuove tariffe annunciate sul sito dell’azienda: si tratta di una semplificazione che prevede, sulla carta, degli aumenti sul fisso-Internet di circa 5 euro, che comprendono però anche voci prima escluse come il prezzo di attivazione, il contributo aggiuntivo per il modem e l’opzione ultrafibra.

 Fonte : "Idealista"
Agenzia Immobiliare farini
059454227, 3398395052

lunedì 26 marzo 2018

Compro una casa di nuova costruzione o una usata?

Gtres



Quando si decide di acquistare una casa spesso ci si pone il dilemma se acquistare un immobile di nuova costruzione o optare per uno usato magari da ristrutturare. In entrambi i casi bisogna sempre tenere in conto spese maggiori o eventuali imprevisti. Vediamo quali sono i punti a favore (e quelli deboli) .

Comprare casa usata

Se si acquista una soluzione usata bisogna quasi sempre mettere in conto dei lavori di ristrutturazione, anche su ciò che non è in vista: strutture, tubature, impianti. In questo caso è bene informarsi prima sui costi, facendo fare dei preventivi ed informandosi sulle agevolazioni fiscali esistenti sia per i lavori di ristrutturazione sia per quelli di riqualificazione energetica: la Legge di Bilancio 2018 ha ridisegnato gli incentivi dell’ecobonus per agevolare maggiormente i lavori che migliorano la prestazione globale degli edifici.
Per l’intero anno ci sarà infatti la possibilità di detrarre gli interventi di efficienza energetica con aliquote diverse a seconda dell’intervento. Il calcolo dello sconto di cui si potrà beneficiare dovrà essere effettuato applicando le due aliquote differenziate del 50% e del 65% e l’importo riconosciuto è determinato sulla base degli obiettivi di risparmio energetico che sarà possibile conseguire con i lavori effettuati a partire dal 1° gennaio 2018.
Attualmente, sulle abitazioni usate, si possono spuntare dei ribassi di prezzo importanti e quindi si potrebbe giovare del momento per fare acquisti convenienti. Gli immobili usati, soprattutto quelli d’epoca, hanno sempre un certo fascino oltre a vani molto ampi. Da tenere comunque in considerazione eventuali interventi di manutenzione straordinaria e l'incidenza delle spese per il riscaldamento (soprattutto per le soluzioni con soffitti alti).

Acquisto casa nuova

Chi decide per il nuovo ha la possibilità di personalizzare l’immobile decidendo la distribuzione degli spazi ed il capitolato. A differenza dell'usato, le nuove costruzioni hanno una garanzia decennale sui gravi vizi e difetti di costruzione (art. 4 del decreto legislativo n. 122 del 20 giugno 2005).
"Negli ultimi anni il settore delle costruzioni ha assistito, - affermano da La Ducale SpA, società di sviluppo immobiliare del Gruppo Tecnocasa - a numerosi cambiamenti, dalla progettazione degli spazi all'attenzione all'ambiente, il tutto con l'utilizzo di innovative tecnologie impiantistiche"
"Acquistando oggi una casa nuova, l’acquirente si garantisce un design architettonico contemporaneo, una razionale distribuzione degli spazi interni ed esterni, una dotazione impiantistica e costruttiva più performante sia in termini di confort abitativo che di minor costi di gestione nel medio-lungo termine".
"Il riscaldamento radiante (a pavimento), per esempio, oltre a consentire un risparmio economico dovuto ai minori costi di gestione, offre l’opportunità di avere gli ambienti della casa caldi in modo omogeneo, senza l’ingombro dei caloriferi esterni che sono spesso un ostacolo per l'arredo. Tutto questo garantisce minori costi di gestione e maggior confort che si tramutano in una migliore qualità dell'abitare".

Fonte : " Idealista"
Agenzia Immobiliare Farini
059454227 , 3398395052

sabato 23 novembre 2013

I RAPPORTO 2013 SUL MERCATO IMMOBILIARE

COMUNICATO STAMPA

20 Marzo 2013

I RAPPORTO 2013 SUL MERCATO IMMOBILIARE

Pietro Modiano, presidente di Nomisma

«Nonostante i mutui alle famiglie siano ai minimi storici, gli investimenti per acquisto di abitazioni diverse dalla prima casa mostrano una migliore tenuta. Il parziale di spostamento di ricchezza dal comparto mobiliare a quello immobiliare non è tuttavia in grado di arginare il drastico calo dei livelli di attività».

Sergio De Nardis, chief economist di Nomisma

«La rarefazione del credito alle famiglie trova nell’aumento dell’avversione al rischio da parte delle banche la principale motivazione. Effettivamente il rapporto tra sofferenze e impieghi è in costante rialzo dalla fine del 2008 e la pro-ciclicità delle scelte creditizie è accresciuta dalla regolamentazione bancaria che, imponendo più severi requisiti patrimoniali a fronte di incagli e sofferenze, contribuisce a scoraggiare gli impieghi».

Luca Dondi, responsabile settore immobiliare di Nomisma

«Il ridimensionamento dei prezzi non è, in assenza di un ripensamento delle politiche creditizie, un elemento sufficiente a riportare verso il comparto una quota significativa della domanda potenziale. Nonostante il quadro recessivo e la continua erosione del reddito disponibile, l’interesse per l’acquisto immobiliare delle famigli italiane risulta più che doppio rispetto agli attuali livelli di attività».


 Permangono gli elementi di fragilità, preoccupazione per il sostegno al ciclo economico in ripartenza dalla fine 2013

Comunicato stampa

I Rapporto 2013 sul Mercato Immobiliare

L’economia italiana si è nuovamente contratta in misura significativa negli ultimi tre mesi del 2012 (-0,9% sul periodo precedente), facendo registrare il sesto tri- mestre consecutivo di riduzione dell’attività produttiva. Nella media del 2012, il PIL è sceso del 2,4% rispetto all’anno prima, risentendo della caduta senza prece- denti della domanda interna (-5,2%). L’impatto delle misure di consolidamento fi- scale, l’inasprimento delle condizioni di credito e la perdita di fiducia degli opera- tori hanno inciso, tanto sui consumi privati (-4,3%) che sugli investimenti fissi lordi (-8% nel complesso e -6,4% nelle costruzioni). Il favorevole andamento delle esportazioni nette ha frenato la caduta del PIL e favorito il miglioramento del sal- do commerciale con l’estero, tornato in territorio positivo per la prima volta in ot- to anni.

Se il settore manifatturiero potrebbe progressivamente stabilizzarsi, grazie allo stimolo proveniente dal commercio mondiale in via di rafforzamento tra fine 2012 e inizio 2013, rimangono negative le dinamiche nei servizi di mercato, nella distri- buzione e nelle costruzioni, vale a dire nei settori pienamente esposti al ripiega- mento della domanda interna.

Lo scenario previsivo di consenso prospetta un lento miglioramento a partire dalla metà dell’anno, con un rialzo dell’attività economica a ritmi medi trimestrali dello 0,2-0,3%.

Italia – Mutui erogati a famiglie consumatrici per l’acquisto dell’abitazione




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L’inasprimento dei criteri di erogazione del credito e la crisi economica hanno pro- dotto una nuova e più pesante contrazione nelle erogazioni finalizzate all’acquisto di abitazioni che, a preconsuntivo del 2012, si sono attestate nell’ordine di 25,8 miliardi di euro, con una flessione del 47,4% rispetto al 2011.

Diversamente da quanto accaduto nella prima ondata di credit crunch risultato di una crisi finanziaria internazionale e di forti vincoli alla liquidità sui mercati in- terbancari – l’attuale inaridimento del canale creditizio (-4,8% nel 2013, rispetto a un 2012 ai minimi storici) è riconducibile ai più elevati rischi percepiti riguardo alle prospettive dell’attività economica e, in particolare, di taluni settori come quello immobiliare.

Tra le pesanti eredità di una recessione, nei confronti della quale non è valso alcun esercizio di discriminazione del merito creditizio, si annovera sicuramente il cre- scente deterioramento della qualità del credito. In assenza di eccezionali interven- ti normativi, la gran parte degli istituti di credito dovrà procedere a pesanti rettifi- che di valore e a gravosi accantonamenti prudenziali.

L’inesorabile scivolamento verso la sofferenza di una quota non trascurabile di crediti, associato ad una più stringente regolamentazione che impone alle banche 






 Il ridimensionamento dell’attività transattiva registrato lo scorso anno induce, con ogni probabilità, a ritenere ormai esaurito il margine di adeguamento del mercato sul lato delle quantità, delegando i residui necessari aggiustamenti alla componen- te di prezzo.

Da questo punto di vista gli ultimi segnali registrati paiono, tuttavia, incoraggianti. Il calo tendenziale delle quotazioni rilevato nelle 13 città intermedie appartenenti al campione Nomisma è risultato di gran lunga il più intenso dall’inizio della crisi ad oggi, ricalcando per omogeneità e consistenza l’andamento registrato sul finire del 2012 in corrispondenza delle aree urbane di maggiori dimensioni.

Il ridimensionamento dei prezzi, però, non è di per sé un elemento sufficiente a riportare verso il comparto una quota significativa della domanda potenziale. L’interesse potenziale delle famiglie più che doppio rispetto agli attuali livelli di at- tività induce a ritenere che è dal settore bancario, prima ancora che dal repricing, che dipendono le possibilità di rilancio a medio termine del mercato immobiliare al dettaglio.

Già nel 2011 si era assistito ad un allungamento dei tempi maggiore rispetto a quello che si poteva prevedere in base al trend che aveva caratterizzato questo in- dicatore nel corso degli anni 2000. Nel 2012 e nei primi mesi del 2013 si è avuto un ulteriore balzo in avanti, con incrementi nell’ordine dei 2 mesi per le abitazioni nuove, dei 2,5 mesi per quelle usate, dei 2,7 mesi per uffici, capannoni e box auto